La cultura nei programmi elettorali per Sestu

libri sospesiLa campagna elettorale per le comunali 2015 a Sestu sembra procedere un po’ sottotono. Fatta accezione per i soliti insulsi dibattiti che si sviluppano su Facebook, poco si parla in generale delle iniziative elettorali che si sono svolte sinora e quasi nulla è stato riportato dalla stampa regionale. Altra caratteristica di questa tornata elettorale è la parsimonia usata da tutti gli schieramenti nel diffondere materiale elettorale informativo sui programmi. Un po’ la crisi, un po’ il fatto che si da per scontato che le persone non leggano, chi non si accontenta di cartelli e slogan ad effetto può avere qualche difficoltà a reperire informazioni compiute che diano un’idea esaustiva su cosa vogliono fare e quali sono le idee di governo dei vari candidati sindaci che si propongo di governare il comune. Chi ha interesse a informarsi può comunque farlo consultando il sito del comune dove sono scaricabili i pdf di tutti i programmi elettorali.

Per quanto di interesse dei lettori di questo blog, ho provato a focalizzare l’attenzione sul tema della cultura. Un argomento tutt’altro che secondario. Il modo stesso in cui viene trattato è infatti indicativo della visione di società e di sviluppo sottesa ai vari schieramenti in campo. Consideriamo per primi i programmi delle liste che si dichiarano estranee al sistema dei partiti, più o meno tradizionali, e che in quanto tali si vorrebbero portatrici di idee nuove e diverse.

Il programma elettorale del candidato sindaco Antonio Mura considera la cultura in stretto rapporto con il turismo. Beni e attività culturali sono finalizzati “a rendere interessante il paese per il visitatore”. In quest’ottica è significativo che la stessa Biblioteca comunale venga considerata solo in quanto edificio storico da inserire all’interno di percorsi turistici. Prevale dunque in questo programma un’idea di cultura asservita al Mercato, tutt’altro che nuova e originale.

Nel programma della lista civica della candidata Maria Cristina Perra al tema specifico della cultura sono dedicati alcuni punti che evidenziano il carattere vagamente sovranista e identitatario di questo schieramento. Oltre alla modifica dello statuto comunale per l’adozione del sardo come lingua ufficiale della pubblica amministrazione  (suppongo), si propone la creazione di uno spazio espositivo (un museo?) per i beni storici, archeologici, culturali e identitari della tradizione sestese e si annuncia l’intenzione di promuovere la cultura e le tradizioni sarde in sinergia con le associazioni locali. Sotto questo profilo dunque il programma culturale della lista “Rinnoviamo Liberamente” si pone in continuità con la politica culturale delle passate amministrazioni. Un’ultimo punto è infine dedicato all’individuazione di locali comunali per la Mediateca che dovrebbe, nelle intenzioni, fungere da polo di studio e incontro tra cittadini dediti alle varie attività culturali. Non è dato sapere che fine farà in quest’ottica la biblioteca comunale. Ci sarà ancora spazio per i libri e i servizi di promozione alla lettura per tutti i cittadini, di tutte le fasce d’età, dopo che l’avranno trasformata in centro di aggregazione per eruditi locali?

Il Movimento 5 stelle dichiara di voler far rinascere la cultura che, a suo dire, da qualche anno versa “in stato di notevole degrado”, stimolando la creatività dei giovani con i finanziamenti europei del progetto Creative Europe e facendo contestualmente leva su alcune strutture e istituzioni culturali del comune. Nel disegno del M5S, Casa Ofelia dovrebbe diventare un centro di aggregazione da mettere a disposizione di tutti, e la sede della Consulta dei giovani (che poi sarebbe il Centro sociale del comune!) il luogo privilegiato per sperimentazioni musicali e teatrali. Alla consulta degli anziani infine spetterebbe il compito di trasmettere alle nuove generazioni saperi, esperienze e memorie. I grillini si accingono dunque a trarre profitto dalle strutture create dalle passate amministrazioni che, per varie ragioni, non si era riusciti a sfruttare appieno. Altro perno della politica culturale del M5s è la biblioteca, su cui però il movimento non sembra avere le idee molto chiare. Nel programma elettorale della candidata sindaca Maria Fabiola Cardia (pg. 39) si legge che per rendere più fruibile e potenziare il sistema bibliotecario (sic!) sarebbe sufficiente ampliare gli orari di apertura, potenziare i laboratori aperti ai ragazzi e ai bambini, aumentare il patrimonio librario puntando anche sull’uso di sistemi multimediali. Mi piacerebbe sapere quand’è stata l’ultima volta che la candidata sindaca del movimento 5 stelle è andata in biblioteca? Chi la frequenta infatti sa bene che il patrimonio librario e multimediale viene costantemente aggiornato e che per favorire il pieno esplicarsi del servizio e il potenziamento dei laboratori di lettura, alla biblioteca comunale servono nuovi e più spaziosi locali. Nel programma del movimento 5 stelle di questa esigenza non c’è però la minima traccia.

Il centro-destra mostra al riguardo una maggiore conoscenza della realtà locale. Nel programma della candidata sindaca Paola Secci (pg. 22) si riconosce alla biblioteca il ruolo di fondamentale presidio culturale al servizio della popolazione e si individua come suo limite l’inadeguatezza dei locali rispetto alla crescente popolazione e di conseguenza all’aumento degli utenti attivi. Per questo motivo Paola Secci dichiara che, se toccherà al suo schieramento governare, la biblioteca sarà trasferita in locali più adatti. Il centro-destra punta inoltre a creare nuovi spazi di aggregazione per i singoli e le associazioni locali, essendo venuta meno la disponibilità dei locali Faccin, e alla valorizzazione delle attività di teatro dialettale locale. Non è invece chiaro quali saranno (o in che modo saranno scelte) le associazioni di promozione culturale a cui, sembra di capire, sarà affidato lo studio e la ricerca sui beni culturali locali e la successiva diffusione dei risultati, insieme all’attivazione di laboratori culturali e artistici.

Il programma del centro-sinistra, infine, dedica alla cultura un nutrito capitolo (pg. 12-13) in cui non ci si limita a elencare le azioni che si intendono portare avanti ma si definisce a monte qual è l’idea di cultura da cui esse discendono. Per la candidata sindaca Anna Crisponi la cultura è prima di ogni altra cosa un mezzo per formare i cittadini ed educarli alla cittadinanza attiva. Rifugge dalla concezione di cultura del centro-sinistra ogni visione nostalgica e acritica del passato o una concezione rigida e immutabile dell’identità. Obiettivo del programma culturale del centro-sinistra è la crescita culturale della popolazione nella convinzione che una società incolta è destinata a rimanere indietro rispetto alle sfide che la contemporaneità ci impone. Per questa ragione si punta prioritariamente a investire sulle infrastrutture della conoscenza e quindi sui servizi culturali di base del comune: scuola e biblioteca comunale. Alla biblioteca in particolare è dedicato un progetto speciale. Si riconosce l’importanza e l’urgenza di potenziare le capacità di lettura dei cittadini, anche in funzione di un uso attivo e critico delle tecnologie, e quindi il ruolo strategico che la biblioteca può svolgere per aiutare a contrastare le diseguaglianze sociali, prevenire il disagio, l’emarginazione sociale e l’analfabetismo di ritorno. Obiettivo prioritario della candidata sindaca Anna Crisponi è pertanto la creazione di una biblioteca più grande, che diventi “metafora della città”. E’ previsto a questo fine il trasferimento nella sede dell’ex asilo di via Donizetti dove, a partire dall’analisi della realtà demografica del paese, saranno creati spazi per differenziare il servizio in funzione delle diverse fasce d’eta. Il servizio sarà potenziato con la creazione di nuovi punti prestito attrezzati nei quartieri periferici di Ateneo, Dedalo e Cortexandra. Sarà inoltre incentivata la conoscenza del patrimonio documentario della biblioteca (sia librario che archivistico) che testimonia la memoria storica della comunità, attraverso l’istituzione di borse di studio da mettere a disposizione di giovani studiosi interessati a portare avanti progetti di ricerca e pubblicazioni di storia locale.

Sandra Mereu