La memoria della Guerra nelle letterature

L’immane tragedia della Grande Guerra, attraverso gli scrittori e i poeti che direttamente o indirettamente l’hanno vissuta, ha lasciato tracce indelebili e di straordinaria potenza nella letteratura. In essa la memoria della guerra si lega strettamente alla necessità e urgenza della Pace. Una memoria storica collettiva che soprattutto per le nuove generazioni diventa fondamentale conoscere, essendo ormai scomparsi i testimoni diretti di quell’esperienza.

Nella lezione tenuta per il “Progetto art. 9 della Costituzione” dal professor Carlo Ossola, filologo e docente di letteratura italiana contemporanea, tra i massimi critici letterari a livello internazionale, si ripercorre con grande efficacia l’intreccio tra grande guerra e letteratura.

La lezione comincia con i versi  del poeta ucraino Ulas Samchuk, capaci di riassumere in poche righe la tragedia della Grande Guerra: Fu l’indimenticabile 1914, suonarono le trombe e le campane, nitrirono i cavalli, le mamme e le spose scoppiarono a piangere. Il discorso quindi si snoda intorno ai due poli rappresentati dalla “parola ingannevole” dei manifesti e testi del futurismo e dalla “parola scarnificata” che in Ungaretti raggiunge la sua massima espressione.

Progetto articolo 9 della Costituzione

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