Una nuova caserma a Sestu è davvero indispensabile?

All’inizio di luglio il consiglio comunale di Sestu votava all’unanimità un documento al fine di promuovere azioni dimostrative per ottenere dalle autorità statali competenti risposte circa l’annosa questione della Caserma. Colpì in quell’occasione il tenore degli argomenti a sostegno della richiesta. Alcuni consiglieri della minoranza, a cui facevano da sponda anche i consiglieri PD all’opposizione, sostenevano la necessità di una nuova caserma in considerazione della criminalità in aumento e di un ordine pubblico sfuggito al controllo. Si elencavano a conferma di ciò una serie di fatti di cronaca che facevano apparire Sestu come il regno del crimine e dell’illegalità. Nel comune di Sestu, dichiarava convintamente il consigliere Paolo Cau, i furti nelle abitazioni e gli incendi dolosi ai veicoli e agli immobili “non si contano più” (verbale_del_08.07.2014, pg. 21). Gli faceva eco il consigliere Fabio  Pisu (dimessosi qualche settimana più tardi) che, mostrando di dare credito a questa inquietante rappresentazione della realtà, si affrettava a definire Sestu come “una sorta di far west” (verbale del 08.07.2014, pg. 24). Dando seguito alla deliberazione di luglio, l’8 ottobre si è svolto un consiglio comunale straordinario presso la Prefettura di Cagliari. Abbiamo così appreso (L’Unione Sarda, 09/10/2014) che le cose non stanno proprio come ce le avevano raccontate. Non solo i delitti che vengono commessi a Sestu si possono ancora contare ma sono tutt’altro che in aumento. Nel nostro comune non si vive peggio che in altri paesi dell’hinterland, pur dotati di attrezzate e spaziose caserme. Viene allora da domandarsi se, stando così le cose, sia ancora necessario costruire una nuova caserma destinando a tal fine risorse che potrebbero essere altrimenti impegnate. Magari in prevenzione, potenziando i servizi della cultura. Di seguito l’intervista sulla questione della caserma all’assessore al bilancio Andrea Pizanti. (Sandra Mereu)

Andrea Pitzanti, assessore al bilancio del comune di Sestu

Andrea Pitzanti, assessore al bilancio del comune di Sestu

Assessore Pitzanti, ci spiega intanto perché a Sestu, un paese di oltre 20 mila abitanti, non c’è una caserma?
Sestu non ha una caserma propria dal 2008, anno in cui i carabinieri reputarono inidonea la sede storica di via Gorizia, e prima ancora che fosse individuata un’alternativa, la abbandonarono. Il nucleo di stanza nel nostro Comune si trasferì nella vicina caserma di Monserrato. Da quel momento i cittadini di Sestu per denunce e segnalazioni varie dovevano recarsi nel comune vicino. Questo ha creato un certo disagio soprattutto per quella fascia di popolazione che non ha la possibilità di spostarsi con mezzi propri, anziani in primis, data la mancanza di un collegamento diretto di trasporto pubblico tra Sestu e Monserrato. Non è però mai mancato il regolare pattugliamento del territorio da parte delle forze dell’ordine.

Cosa può fare (e cosa ha fatto) il Comune per riportare a Sestu la caserma?
Intanto bisogna chiarire che le caserme sono una competenza dello Stato centrale. Ma ovviamente è interesse del Comune garantire la sicurezza del territorio e dei suoi cittadini. Il Comune da parte sua si è subito attivato per trovare la soluzione. Fu individuato un locale e quindi un’area in Corso Italia per la costruzione di una nuova caserma da mettere a disposizione del ministero con una concessione ultra-decennale. Né l’una né l’altra soluzione sono andate a buon fine. Le ragioni non possono essere certo imputate al Comune. Va detto infatti che la causa principale della mancata costruzione della caserma, al di là della presunta inadeguatezza dell’area individuata, è stato il dirottamento di fondi F.A.S (Fondo per le aree sottoutilizzate) gestiti dallo Stato, originariamente destinati a questo fine, per altre opere considerate più urgenti. Nonostante ciò il Comune si è adoperato in tutti i modi per far fronte al disagio dei cittadini.

In che modo?
Il Comune ha attrezzato con fondi propri (circa 70 mila euro) un locale comunale favorendo l’apertura a Sestu di un ufficio distaccato dei Carabinieri. Dal 2012 in via Di Vittorio è attivo uno sportello dove è possibile depositare denunce e segnalazioni varie. Ovvero dove si espletano tutte quelle pratiche burocratiche che costituiscono gran parte del servizio svolto dai Carabinieri nel territorio comunale.

E’ vero che a Sestu la criminalità è in aumento?
Da quanto emerge da dati ufficiali aggiornati, resi noti dal Prefetto proprio in occasione del consiglio comunale straordinario dell’8 ottobre, i delitti registrati nel nostro comune rispetto all’anno scorso sono diminuiti. Le lesioni dolose sono passate da 11 a 9, le percosse da 4 a 2, i furti da 90 a 66, le rapine da 3 a 1, i danneggiamenti sono scesi da 114 a 90 e quelli specifici legati agli incendi sono passati da 8 a 3. L’ideale sarebbe che tutti i reati si riducessero al minimo o scomparissero del tutto. Ma non si può certo far credere, come purtroppo fanno diversi consiglieri dell’opposizione, che a Sestu ci sia una situazione di emergenza. Che il nostro territorio sia stato abbandonato dalle forze dell’ordine. A Sestu non si vive peggio che in altri comuni del circondario (Quartu, Selargius, Monserrato) in cui è presente una caserma.

E’ circolata la notizia della disponibilità del Comune a stanziare risorse proprie per contribuire alla costruzione di una nuova caserma già dal prossimo bilancio 2015. Può confermarlo?
La presenza della caserma nel Comune è un fatto molto rassicurante per la popolazione residente. Con gli ultimi bilanci che si sono dovuti adeguare alle ristrettezze finanziarie imposte dal patto di stabilità, dalla riduzione dei trasferimenti regionali e dall’azzeramento di quelli statali, non è stato purtroppo possibile sostituirsi al mancato impegno statale nella costruzione della caserma. Il Comune tuttavia, come ha fatto finora, continuerà a cercare tra le pieghe del bilancio le risorse utili a contribuire alla realizzazione di una caserma adeguata alle esigenze del mantenimento dell’ordine pubblico del nostro comune. Ma ovviamente la coperta è corta.

“Settimana del Verde pubblico”, continua l’impegno per una Sestu più verde.

Verde pubblicoNella mattinata di sabato 12 aprile, alcuni amministratori comunali (gli assessori Stefania Manunza, Andrea Pitzanti, Francesco Serra e i consiglieri comunali Elio Farris e Carlo Pintus), aiutati da un gruppo di agricoltori volontari, hanno completato il programma di piantumazione previsto per la “Settimana del verde”.  Un intervento, quest’ultimo, stabilito con la delibera di giunta n. 56/2014, che si inquadra nel più generale obiettivo dell’amministrazione di favorire la creazione di nuovi spazi verdi e la piantumazione di nuove essenze vegetali mediterranee. Chi è passato in via Piave tra le 9 e le 12.30, ha così potuto vedere un coraggioso gruppo di volontari intenti a lavorare lungo l’argine del fiume, motivato dal sogno di creare un’oasi verde nel centro del paese. Sfidando la pioggia e armati di buona volontà e olio di gomito (Francesco Serra ha fatto il grosso col trattore ma per il resto hanno lavorato con zappe e picconi), cittadini e amministratori hanno dunque ripulito via Piave dalle erbacce e ripiantato le piantine dove mancavano.
Va detto, a questo proposito, che l
e piantine mancanti non erano “tutte morte”, come ha più volte affermato il consigliere Muscas dei Riformatori, ma almeno una decina di esse erano state estirpate appena piantate, due anni fa. Un fatto, questo, che dimostra, una volta di più, come non esista a Sestu una categoria monolitica di cittadini a favore del verde pubblico che si contrappone a un’amministrazione interessata solo a distruggerlo. Ciò è quanto vuole far credere una certa propaganda pseudo-ambientalista che di tanto in tanto si diffonde nel paese. Verde pubblico_via Piave 2014La realtà ci dice che accanto a un discreto numero di cittadini sensibili e rispettosi del verde pubblico, disponibili a impegnarsi per tutelarlo e farlo crescere, ce n’è un’altro che lo vive con fastidio o pensa di appropriarsene all’occorrenza per abbellire il proprio giardino privato. Contro questi cittadini ben poco possono fare le amministrazioni pubbliche se non sforzarsi di ripristinare il danno laddove o finché è possibile e, parallelamente, promuovere campagne di sensibilizzazione per contribuire, con la scuola e le altre istituzioni, a educare al rispetto del bene comune e a diffondere un maggiore senso civico nei cittadini del futuro. “Abbiamo altre piante da mettere a dimora — hanno riferito gli amministratori impegnati nella “Settimana del verde” —, lo faremo a maggio, quando il tempo si sarà stabilizzato, invitando anche altri cittadini che volessero darci una mano”.

Sandra Mereu

Due anni in bici: il bilancio dell’assessore Andrea Pitzanti.

Andrea Pitzanti3Domenica 17 novembre si svolgerà una pedalata verso la chiesa di Santa Maria di Sibiola, in territorio di Serdiana. Due anni dopo la prima sperimentale “pedalata ecologica” promossa dal comune, l’appuntamento è diventato una consuetudine per molti sestesi. Abbiamo chiesto all’assessore Andrea Pitzanti, promotore dell’iniziativa, di raccontarci come è nata l’idea e quale riscontro ha avuto poi da parte della popolazione.

Assessore Pitzanti, come è nata l’idea di organizzare a Sestu una pedalata collettiva?

Sinceramente l’idea di organizzare una pedalata è nata quasi per caso, mentre si individuavano attività da inserire all’interno della manifestazione “Viviamo Sestu”, dove insieme ad altre iniziative ludico-sportive e culturali si è appunto pensato anche ad una “biciclettata”. Il fine era quello di coinvolgere i cittadini a condividere un momento di svago. E’ stata una iniziativa molto partecipata e si è svolta tra l’altro in una bellissima atmosfera di festa.

A quell’iniziativa ne sono seguite altre. Quali obiettivi si volevano raggiungere?

Vista la risposta positiva degli amanti della bici e considerata l’intenzione dell’amministrazione di promuovere e stimolare i cittadini alla pratica sportiva e all’attività motoria e soprattutto al rispetto dell’ambiente, abbiamo deciso di programmare l’appuntamento con cadenza mensile. Le pedalate ci offrivano la possibilità di promuovere la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto appunto ecologico e salutare.

La prima volta è andata bene, dunque. E’ stato sufficiente riproporre l’iniziativa con cadenza regolare per assicurarsi la costante partecipazione dei cittadini?

La prima pedalata era inserita all’interno di una manifestazione più ampia e abbiamo valutato che gran parte dell’entusiasmo fosse trascinato anche dal contesto in cui si svolgeva. Questo ci ha suggerito di mettere a punto nuove strategie di coinvolgimento dei cittadini, capaci anche di allargare la base dei partecipanti. Da qui l’idea di abbinare alle diverse pedalate la visita a siti di interesse naturalistico e/o culturale. Posso ricordare ad esempio le visite a su stani saliu, al castello di Baratuli e alle Domus de Janas “Is Aruttas”, le diverse visite alla chiesa di S. Gemiliano, alla chiesa di S. Lucia e alla chiesa di S. Maria di Sibiola. Per garantire la continuità dell’iniziativa anche nei mesi invernali abbiamo pensato di organizzare pedalate intra moenia, nelle vie del centro, collegando in particolare quella del mese di dicembre alle iniziative e manifestazioni di carattere natalizio.

A due anni dalla prima pedalata ecologica collettiva che bilancio si sente di fare?

A poco più di due anni dalla prima pedalata si può dire che il numero dei partecipanti è in continua crescita. Parallelamente abbiamo notato un aumento del numero dei cittadini che quotidianamente usa la bici per gli spostamenti in paese. Questo fatto è peraltro supportato anche dalle dichiarazioni di un commerciante di Sestu che ha riferito di aver triplicato sia la vendita delle bici che quelle dei ricambi e accessori ad essa legati.

Può bastare questo per convertire i cittadini all’utilizzo di un mezzo di trasporto salutare e sostenibile per l’ambiente?

Questo genere di iniziative le consideriamo un modo per far assaporare o riassaporare ai cittadini il piacere di andare in bici. Per consolidare l’abitudine all’uso prevalente della bici, l’amministrazione ha pensato di realizzare le piste ciclabili. Il nostro tessuto urbano però nell’immediato non ci consente di realizzarle nel paese: le strade del centro sono troppo strette. Non appena saranno terminati i maggiori ripristini delle strade interne si cercherà in vario modo di favorire la coesistenza di auto e bici, attraverso apposite segnaletiche e la realizzazione di zone “30”. Nelle strade extraurbane  invece le piste ciclabili sono già state programmate. Si realizzeranno verso il policlinico (nella strada provinciale per Monserrato) e nella strada provinciale Sestu-Elmas e si allungherà quella già esistente nella via S. Gemiliano. Sara inoltre presto percorribile una pista ciclabile nella strada “Sa contonera” (prolungamento di via Giulio Cesare): i lavori appena finanziati dovranno infatti terminare entro un anno dall’avvenuto riconoscimento del finanziamento.

Sandra Mereu

MentalitArt: aspettando il Centro Sociale due giorni di arte, assemblee e musica

Mentalitart 1I giorni Sabato 12 e Domenica 13 Dicembre nei locali della Pro Loco si è svolto MentalitArt. Due giorni di programmazioni intense, pensate e organizzate dal collettivo dei ragazzi che si riunisce intorno alla Consulta dei Giovani. Siamo nati appena qualche mese fa ma ci stiamo sempre più radicando nel territorio e, grazie alle tematiche proposte, stiamo anche incontrando l’incoraggiante sostegno da parte della popolazione. Mentre tardano ad arrivare le risposte da parte dell’amministrazione comunale in merito alle richieste sul Centro sociale.

Le due giornate di Mentalitart sono state un’ottima occasione di incontro per i giovani ed è palese ormai che le basi per un nuovo cantiere giovanile, sociale e politico, sono state gettate. Il programma è stato ricco di avvenimenti, alle 17:00 è stata inaugurata la mostra artistica collettiva, con i lavori e le opere di moltissimi artisti (circa venti) di Sestu e non, curata principalmente da Nicola “Fuci” Musiu, Stefano Pintus, Davide Mura, Alessandra Cherchi e arricchita da tante altre collaborazioni, come quella dei fotografi provenienti da Cagliari.

La mostra era accessibile a tutte le ore, tranne che durante l’assemblea, iniziata alle 18:30, per favorire la concentrazione del pubblico sulla riunione. All’assemblea di Sabato hanno partecipato tutti i ragazzi che aderiscono alla Consulta e i tanti simpatizzanti che  durante l’estate hanno assistito alle assemblee e ai vari incontri facendo sì che un folto gruppo di giovani si consolidasse in quella che oggi può essere considerata una vera e propria realtà locale. C’è stata anche la partecipazione e il sostegno, importantissimo, di Dionisio Pinna, un nostro concittadino impegnato nel sociale molto ben voluto dai giovani di Sestu e sicuro riferimento. Anche l’amministrazione era presente: sono intervenuti l’assessore alle politiche giovanili Andrea Pitzanti e il Sindaco Aldo Pili.

Mentalitart 4

Durante l’assemblea è stato criticato il “buco sociale” rappresentato in primis dall’assenza o meglio dall’indisponibilità del Centro Sociale, la cui apertura, come è ormai noto, è fortemente sollecitata dalla Consulta dei Giovani che per questo, da mesi, è impegnata in una quotidiana azione di stimolo e pressione nei confronti degli uffici e degli assessori competenti. In particolare sono state evidenziate le promesse disattese fatte dell’amministrazione che 4 mesi fa parlava di un “imminente apertura del Centro Sociale”. Ma a queste parole non sono seguiti fatti concreti: ad oggi il centro sociale è ancora chiuso. Abbiamo preso atto che “l’impegno dell’amministrazione è ancora vivo” e ci affidiamo speranzosi a queste parole, sempre più consci che i problemi burocratici e le difficoltà opposte dagli uffici del comune superano di gran lunga la volontà politica di venire incontro alle nostre esigenze, rallentando in maniera esagerata, e per noi incomprensibile, l’apertura della struttura.

Mentalitart 2

L’intervento di Dionisio ha avuto il merito di valorizzare l’assemblea focalizzando l’attenzione sulla necessità, appunto, di un Centro Sociale a Sestu e sottolineando nel contempo l’opportunità che la sua attività sia guidata dall’amministrazione attraverso figure di operatori specializzati nell’integrazione sociale, capaci di prestare la dovuta attenzione a quelle persone che necessitano di aiuti e interventi specifici, cosa che ovviamente un collettivo giovanile non può fare con la dovuta competenza e preparazione. L’incontro è stato anche un’occasione per ribadire la composizione e la natura autonoma del nostro collettivo. Come scritto nello statuto, ci consideriamo un collettivo apartitico e tanto meno vogliamo affiliarci o appoggiarci ai circoli parrocchiali locali.

Mentalitart 3

Dopo l’assemblea la manifestazione di sabato è andata avanti con i concerti. Stesso programma per la Domenica, dove all’assemblea, iniziata sempre alle 18:30 circa, hanno partecipato insieme ai giovani Dionisio Pinna, Elizabeth Rijo, presidente dell’associazione Rosa Roja, che ha presentato anch’essa la domanda al Comune per usufruire del Centro di Aggregazione Giovanile, e altri esponenti di Associazioni Culturali. “L’obiettivo è quello comune di creare una rete sociale e solidale radicata nel territorio” è stato sottolineato, e proprio in questa direzione pare che ci si stia muovendo. Dall’assemblea si è passati al concerto, che ha chiuso l’evento. E’ stata, dunque, un’ottima occasione per far capire che i giovani ci sono, si stanno organizzando e continueranno sempre più ad alta voce a chiedere l’apertura del Centro Sociale, diventata una necessità e un’urgenza, visto il generale immobilismo sociale del nostro paese.

Consulta Giovanile di Sestu

E’ nata a Sestu la Consulta dei Giovani

I giovani di Sestu sono finalmente lieti di annunciare l’istituzione della Consulta dei Giovani. Dopo una serie di semplici discussioni tra amici e conoscenti sul fatto che in questo paese non ci sono valvole di sfogo sociali per i giovani, abbiamo deciso di seguire un percorso meno informale che, tra riunioni in piazza (visto che non ci sono luoghi di aggregazione sociale, ma comunque stare in piazza non ci dispiace!) e assemblee pubbliche nella sede della Pro Loco, ci ha portato a istituire la Consulta dei giovani. Definita l’iniziativa in maniera totalmente apartitica e laica, dopo diverse assemblee in cui abbiamo cercato di analizzare le problematiche sociali del nostro paese e di capire cosa manca e cosa vorremo avere, abbiamo infine deciso di darci un’organizzazione. In Assemblea pubblica abbiamo eletto (a scrutinio segreto) gli 11 rappresentanti della Consulta e questi a loro volta hanno eletto la Presidenza, composta da Presidente, Vice-Presidente e Segretario. Il compito di questi organismi (rappresentanti e presidenza), eletti come previsto dallo Statuto, è quello di creare un ponte di comunicazione tra istituzioni e giovani. Ci teniamo a specificare però che all’interno dell’Assemblea ognuno è su una eguale posizione. Ognuno può dire la sua, esprimere un’opinione, proporre un’idea o agire in maniera costruttiva. E proprio da qui partiremo. Ci piacerebbe un ringiovanimento del paese e far sì che a Sestu esistano servizi, strutture e attività destinate ai giovani. Ci piacerebbe insomma cercare di modificare lo Status Quo e ribaltare la situazione attuale. Sempre più forte si avverte una condizione sociale sfavorevole ai giovani e molto più favorevole agli anziani, dovuta probabilmente anche all’incapacità dei giovani di organizzarsi. Ora che questo progetto è partito speriamo di riuscire a portarlo avanti in maniera costante per creare vere opportunità sociali per i giovani di Sestu.

Durante le Assemblee abbiamo parlato anche di eventi e attività. Abbiamo diverse idee e progetti ma quello che ci interessa di più al momento è avere uno spazio dove riunirci. Fino ad oggi abbiamo organizzato le nostre Assemblee e discusso in luoghi pubblici aperti come le piazze, ma ora che inzia il maltempo ci verrà difficile continuare così. A questo proposito la richiesta principale che faremo alle istituzioni sarà quella di poter disporre del Centro di Aggregazione Sociale, per poterci riunire ma non solo. Riteniamo che quel posto ci spetti in quanto giovani e in quanto la Consulta Giovanile intende lavorare nel territorio e per il territorio, fare attività ricreativa e promuovere iniziative ed eventi vari. L’Amministrazione, per ora, è sembrata disponibile al dialogo, ci sono stati diversi incontri con il Sindaco e svariate volte ci siamo incontrati anche con l’Assessore alle politiche giovanili, Andrea Pitzanti, che in quanto tale è il nostro principale punto di riferimento. Ora aspettiamo di vedere se la promessa si realizzerà. Abbiamo già tantissime idee su come sfruttare questo spazio. Vorremo far sì che il Centro Sociale abbia un ruolo centrale nel paese e che lì si realizzino e concretizzino attività come workshop, mostre culturali, mostre artistiche, concerti, mercati equo-solidali.

La composizione della Consulta Giovanile di Sestu. Per ora il nostro gruppo è composto da giovani lavoratori e disoccupati, giovani in cerca di lavoro, studenti laureati o diplomati. Ci sono grafici, artisti, video-maker e operatori sociali, per citare le categorie più rappresentate. Ma oltre le etichette sociali ciò che ci accomuna è la voglia di fare e rendere il paese più vivibile per noi giovani. Fanno parte della consulta in qualità di Rappresentanti: Antonio Vincenzo Cardia, Alberto Simoni, Antonio Mocci, Stefano Pintus, Alessandra Cherchi, Ivano Zanda, Alessio Simoni, Maura Pinna, Davide Mura, Giulia Lai, Emanuele Tedde. La Presidenza è retta da: Antonio Vincenzo Cardia (presidente); Antonio Mocci (vice-presidente); Alessandra Cherchi (segretario).

L’iniziativa d’esordio. Abbiamo pensato di iniziare la nostra attività con una mostra artistica e un concerto, che speriamo di organizzare per il mese prossimo. Invitiamo pertanto tutti gli artisti e musicisti di Sestu che vogliono aderire all’iniziativa a contattarci su Facebook : “Consulta Giovanile di Sestu”.

Consulta Giovanile di Sestu

Approvato il conto consuntivo 2011

Il consiglio comunale del 26 giugno u. s., convocato in seconda seduta per completare la discussione e la votazione avviata nella precedente riunione, contrariamente a quanto previsto, ha trattato esclusivamente il punto all’ordine del giorno relativo al conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2011. In attesa di chiarimenti di natura tecnica, infatti, la questione relativa alla ricostituzione delle commissioni consiliari è stata momentaneamente accantonata. Considerato da un punto di vista esclusivamente contabile i punti salienti del conto 2011 sono: il buon equilibrio tra le partite di entrata, i flussi di cassa e le uscita, e naturalmente il rispetto del patto di stabilità. Dal punto di vista politico, invece, l’amministrazione – con gli interventi del consigliere Elio Farris prima e del sindaco poi – ha tenuto a mettere in evidenza che, nonostante i vincoli, il comune è riuscito a mantenere invariato, e sotto certi aspetti anche a potenziarlo, il livello di erogazione per i servizi sociali, con particolare riferimento ai servizi alla persona, al sostegno alle famiglie numerose e a quelle bisognose, alla mensa scolastica, agli asili e colonie estive.

Nel corso del 2011 il comune di Sestu, inoltre, ha garantito un adeguato sostegno al settore culturale considerato caratterizzante dell’azione dell’amministrazione, cioè la valorizzazione dei progetti a carattere identitario (lingua sarda e tradizioni locali), e nondimeno a quello strategico di base (biblioteca comunale e istruzione). Nel 2011 inoltre sono stati attivati alcuni cantieri per la sistemazione di strade importanti del paese e si è dato corso agli appalti per interventi che riguardano la via Monserrato, le traverse di via Cagliari, le strade del quartiere Dedalo, via Gorizia e  via G. Cesare. E’ indubbiamente poco rispetto al generale dissesto che caratterizza la viabilità sestese, ma il miglioramento della situazione – stando a quanto sostenuto dal consigliere Elio Farris – dipende in gran parte dalla possibilità di poter utilizzare gli avanzi di bilancio bloccati per effetto del patto di stabilità e quindi dalle decisioni che verranno prese in proposito dall’assessorato regionale alla programmazione. Ed effettivamente, in tempi di ristrettezze economiche come quelli che stiamo vivendo, risulta sempre più assurda e incomprensibile la politica del rigore, a qualunque livello attuata, che impedisce di fare leva sulla spesa pubblica per avviare investimenti in opere strutturali, da molti considerata una valida soluzione per rilanciare l’economia.

Le obiezioni di maggior rilievo sollevate nel merito del conto 2011 hanno riguardato i crediti di incerta esigibilità, addebitati in parte a una società che partecipa alla gestione del mercato agroalimentare e in parte alle società che gestiscono o hanno gestito gli impianti sportivi del comune. Dopo i chiarimenti forniti dall’assessore al bilancio Andrea Pitzanti e dal sindaco, alla fine l’unico voto espressamente contrario è stato quello di Antonio Mura (Fli). Molti erano gli assenti tra le fila dell’opposizione storica (mancavano tutti i riformatori e Cino Perra, esponente della civica Sestu libera). Mentre i 3 rappresentanti del PD che da qualche mese ingrossano le fila dell’opposizione (Mura M., Pisu F., Ledda V.) – dopo il loro voto contrario al bilancio 2012 che ha portato l’amministrazione comunale di Sestu a un passo dal suo scioglimento, scongiurato solo dal voto a favore del consigliere Zanda – avendo seguito e appoggiato tutte le fasi di attuazione del bilancio 2011 hanno scelto di votare a favore dell’approvazione del relativo consuntivo. Apprezzabile la coerenza dimostrata in questa occasione.

Di difficile comprensione invece l’invettiva rivolta, all’atto della dichiarazione di voto, dalla consigliera Mura all’indirizzo del sindaco. Andatevela a leggere quando saranno resi pubblici i verbali. Da quanto si è capito il sindaco si sarebbe reso colpevole di indisciplina rispetto alle direttive del Partito Democratico (sic!) per la nomina del rappresentante dell’Anci sarda (ANCI sta per Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Il sindaco non ha replicato. Può darsi che prima o poi qualche dirigente del PD sardo, terzo e autorevole, si esprima sulla fondatezza di simili accuse. Senza voler entrare nel merito della questione sollevata in consiglio, a me resta però il dubbio che la stessa non sia stata posta nel contesto giusto. Più consona a una riunione del circolo del PD che a una seduta della massima assemblea elettiva rappresentativa dell’autonomia locale, la sortita appare la conferma di una certa tendenza a confondere ruoli e luoghi.

Sandra Mereu

Pedalata de “mes’e argiolas”

Le pedalate ecologiche alla riscoperta dell’ambiente e del patrimonio culturale disseminato nella campagna sembrano essere diventate una vera e propria consuetudine. La passione per le gite in gruppo in bicicletta si sta diffondendo tra i sestesi di ogni età e, pedalata dopo pedalata, si apprezza con sempre maggiore intensità il piacere di fare moto all’aria aperta all’insegna della convivialità, condividendo con altri cittadini momenti di svago e di divertimento. Per questo, sfidando la non meno diffusa passione per il mare dei sestesi, il Comune insieme alle associazioni culturali “Is Mustayonis e s’Orku Foresu” e “TuttoEsaurito” ha organizzano per domenica 8 luglio una nuova pedalata con destinazione San Gemiliano. Piccoli e grandi all’arrivo potranno refrigerarsi partecipando alle “mini olimpiadi” dei giochi d’acqua.

Programma della giornata:

  • raduno alle ore 8.30 in piazza Salvo D’Acquisto (piazzale antistante il Municipio);
  • pedalata sino al parco della chiesa di San Gemiliano;
  • mini olimpiadi con giochi d’acqua (a cura dell’associazione “TuttoEsaurito”);
  • pranzo nel parco di San Gemiliano (a cura dell’associazione “Is Mustayonis” e s’Orku Foresu”). Quota pranzo: 5 € per i bambini sotto i 12 anni; adulti: 7 € per i ciclisti e 10 € per gli accompagnatori;
  • rientro al pomeriggio in piazza Salvo D’Acquisto.

Per il pranzo è necessario prenotare presso il Comune (primo piano, stanza dell’assessore Andrea Pitzanti) martedì e venerdì dalle 10,30 alle 12,00, giovedì dalle 17,00 alle 18,30.
Per ulteriori informazioni contattare il numero 366.7182043.

(S. M.)