Le promesse mancate del primo bilancio: tagli all’ambiente, alla cultura e molto altro.

Sestu_Anna Crisponi_C.C.Ieri sera (10 settembre) è stato approvato il bilancio di previsione del comune di Sestu con il voto contrario di una parte dell’opposizione (io, i consiglieri Usai e Serra e le due consigliere del M5S) e l’astensione di PD e lista civica “Ricostruiamo liberamente”.

E’ sostanzialmente un bilancio tecnico scritto dagli uffici, in cui non è visibile nessun indirizzo politico chiaro e che contraddice le promesse elettorali. L’assessore al Bilancio Andrea Pisu ha introdotto la discussione offrendo alcuni spunti di analisi condivisibili ma poi smentiti dalle scelte (e non scelte) fatte.

Il bilancio è privo di un allegato fondamentale, il programma annuale e triennale delle opere pubbliche che è obbligatorio per legge; si presentano quindi profili di illegittimità e la mancata approvazione è un chiaro segnale di incapacità di pianificazione persino nel breve periodo.

Per tutta la campagna elettorale siamo stati sommersi di cartoline che ritraevano Sestu come un luogo sporco e triste, privo di servizi, senza stimoli culturali, senza infrastrutture essenziali, un paese inospitale. Poi approvano il bilancio e tolgono fondi alla pulizia dell’ambiente e delle discariche, alla cura del verde, alla manutenzione delle strade di campagna che è fondamentale per la nostra agricoltura, alla cultura, alle attività produttive e molto altro.

Per la manutenzione delle strade di campagna i consiglieri Usai, Serra e io abbiamo presentato un emendamento (votato da tutta l’opposizione ma bocciato dalla maggioranza) per ripristinare in parte le risorse. Formidabile la motivazione del voto contrario espressa dal capogruppo dei riformatori: “le strade sono in dissesto per colpa degli agricoltori che vanno in campagna anche quando piove e portano il fango persino nelle strade asfaltate!”.

E’ stata disattesa un’altra promessa, cavallo di battaglia elettorale, ovvero l’attivazione di un servizio di videosorveglianza per la sicurezza dei cittadini (la sindaca lo propose addirittura come sistema anti stalking!) e il controllo del territorio. Anche su questo punto l’emendamento presentato dai consiglieri Usai, Serra e da me è stato bocciato perché non ci sarebbero i tempi tecnici per attivarlo entro l’anno. Scuse! I tempi ci sono tutti, sono i soldi che mancano! (ma loro in campagna elettorale dicevano di saper e poter fare tutto!).

Stessa cosa per lo streeming del consiglio comunale: sarebbero bastati poche migliaia di euro per attivare il servizio con la copertura finanziaria approvata dagli uffici, eppure i paladini della trasparenza hanno respinto anche questo emendamento proposto sempre da Gianluca Usai, Francesco Serra e da me e condiviso da tutta l’opposizione.

Nessuna opera pubblica, nessuna promessa mantenuta, nessuna volontà di apertura a proposte ragionevoli che pure erano parte del programma elettorale della coalizione che ha vinto le elezioni comunali.

Nessun accenno a Dedalo, Ateneo, Cortexandra, semplicemente non esistono.

Dicono di non aver aumentato i tributi ed è vero. Tacciono però di averlo fatto grazie al bonus della raccolta differenziata (+ 150.000 euro) e per un gettito straordinario di tributi relativi agli anni precedenti (+ 270.000 euro), risultati della collaborazione dei cittadini durante la nostra amministrazione. La responsabile del servizio finanziario ha già scritto nella relazione previsionale che il prossimo anno, a meno di miracoli del governo, dovranno aumentare tutte le aliquote tributarie.

E’ il primo bilancio approvato in tempi strettissimi, questa è l’unica attenuante che da sola non basta a giustificare una completa assenza di indirizzo politico. E’ inoltre incredibile il mutismo della sindaca che non interviene mai durante la discussione in consiglio, ormai parla solo tramite cartoline – telegramma su Facebook.

Ieri tutta l’opposizione ha dato prova di serietà, di capacità di studio e proposta concreta, di volontà di essere protagonista. Abbiamo svolto il ruolo di controllo democratico e di proposta per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. La maggioranza (che non è mai intervenuta durante tutta la discussione salvo le incursioni propagandistiche e demagogiche del capogruppo dei riformatori) ha invece eretto un muro.

Adesso aspettiamo le linee programmatiche per capire cosa vogliano fare, per ora c’è grande confusione sotto il sole.

Anna Crisponi

A Sestu vince la destra

Sestu_Elezioni 2015I risultati del ballottaggio li abbiamo appresi poche ore dopo la chiusura dei seggi, accompagnati da fuochi d’artificio e da cortei di auto strombazzanti nel cuore della notte. La vittoria di Paola Secci è stata netta. La candidata sindaca del centro-destra ha ottenuto il 59,10% contro il 40,90% della sua rivale Annetta Crisponi. Dopo dieci anni di amministrazione Pili il centro-sinistra tornerà dunque tra i banchi dell’opposizione.

Il risultato è stato però determinato da meno della metà dei cittadini aventi diritto al voto (il 42,4%). Dato allarmante che di per se meriterebbe una seria e ponderata riflessione. Confrontando questo risultato con quello del primo turno, che vedeva le due candidate su una posizione di quasi parità, appare evidente che la lista civica di Maria Cristina Perra (538 voti) che si era mantenuta su posizioni di apparente neutralità, aggregava intorno al suo simbolo un elettorato per lo più orientato a destra. Stesso ragionamento si può fare per gli elettori del movimento 5 stelle che sono tornati a votare nonostante le indicazioni ufficiali del Movimento. In maniera residuale sono confluiti su Paola Secci anche i voti di diversi candidati delle liste della coalizione guidata da Anna Crisponi il cui cuore però, a dispetto della collocazione sulla carta, batteva a destra. Una tendenza già palesatasi nel primo turno attraverso il meccanismo del voto disgiunto. Nondimeno Paola Secci si è avvantaggiata anche di una manciata di voti di chi, pur organico al PD, non ha digerito il risultato delle primarie. Anche in questo caso l’analisi del voto disgiunto al primo turno indicava questo tipo di tendenza.

La sconfitta del centro-sinistra a Sestu non può essere letta avulsa dal contesto generale delle amministrative. Il centro-sinistra ha perso comuni importanti e simbolici come Venezia e Arezzo e in Sardegna Nuoro. La politica nazionale portata avanti dal PD di Renzi spiega, secondo molti autorevoli commentatori, la delusione e l’astensione degli elettori di sinistra che non si sentono rappresentati o, peggio, si sentono danneggiati da provvedimenti come il jobs act o la riforma della scuola. Quando le differenze tra gli schieramenti politici si assottigliano capita che gli elettori decidano di non andare a votare oppure votino facendo prevalere interessi che poco hanno a che vedere con quelli generali della comunità o con un progetto politico di largo respiro.

Nella scelta degli elettori a Sestu possono anche aver pesato errori e limiti della politica locale ma, ne siamo convinte, questi non sono stati determinanti per l’esito di queste elezioni. In questi 5 anni l’amministrazione di centro-sinistra ha raggiunto importanti risultati nel campo della raccolta differenziata dei rifiuti, si è riusciti a contenere entro limiti accettabili la tassazione, sono state realizzate diverse opere pubbliche che hanno migliorato la viabilità. Sul voto sfavorevole per il centrosinistra ha inciso più di ogni altra cosa il malessere diffuso provocato dalla crisi economica degli ultimi 5 anni e dalle scelte dei governi nazionali, i cui effetti spesso si scaricavano sull’amministrazione comunale. Responsabilità nazionali e locali nella percezione comune si sono intrecciate e confuse. E le forze dell’opposizione hanno avuto buon gioco a cavalcare il malessere e l’incertezza per il futuro trasformandoli in consenso elettorale.

A trarre vantaggio dal diffuso malcontento non è stata però la forza politica che più di tutte in questo momento storico in Italia sta intercettando la protesta, il Movimento 5 stelle, che peraltro a Sestu alle elezioni nazionali ed europee aveva ottenuto numeri da record. A trarne profitto sono state le forze della destra (Riformatori e Forza Italia) che hanno già amministrato Sestu in anni non troppo lontani e che non possono certo dirsi esenti da errori politici anche macroscopici (soprattutto in campo urbanistico). La cattiva amministrazione delle giunte di centro-destra degli anni Novanta, lo ricordiamo bene, fu all’origine delle due successive vittorie del centro-sinistra guidato da Aldo Pili. Questo ci porta a pensare che, a discapito di tutto, ad avvantaggiarsi della situazione non sono state tanto le forze più pure quanto piuttosto quelle meglio organizzate e radicate nel territorio. A Sestu lo sono certamente i Riformatori e Forza Italia. Spiace doverlo ammettere, non lo è il PD, che in queste elezioni rappresentava il partito cardine della coalizione del centro-sinistra.

Cinque anni di profonde lacerazioni interne al Partito Democratico di Sestu, che in consiglio comunale si sono palesate nella paradossale situazione di una maggioranza con sindaco PD osteggiato da 3 consiglieri su 5  del suo stesso partito, hanno fatto il resto. Certamente hanno contribuito a creare nei cittadini una percezione negativa dell’operato dell’amministrazione. Il tardivo intervento dei vertici regionali del Partito non è poi riuscito a neutralizzare i veleni sprigionati dagli aspri scontri pre e post primarie che si sono consumati all’interno del circolo locale. Tutti capiscono che la frantumazione interna non può essere un buon viatico per una campagna elettorale e tanto meno per una vittoria.

Da questo quadro politico è di conseguenza emerso un consiglio comunale che guardato dall’angolo visuale di un elettore di centro-sinistra pone non pochi problemi. Non sono rappresentati i partiti della sinistra (SEL, Rossomori, PSI e Rifondazione comunista) e nemmeno è presente nessuno dei giovani capaci e preparati che l’energia trascinante di Anna Crisponi era riuscita a coinvolgere nel progetto di rinnovamento del comune.

L’auspicio è che la nuova sindaca Paola Secci, a cui nonostante le differenze di vedute riconosciamo capacità e serietà, porti avanti  quei progetti di interesse generale e urgenti per la comunità già avviati dalla passata amministrazione. La speranza è che questa situazione sfavorevole per il centro-sinistra aiuti tutti a prendere coscienza del fatto che, al di là delle responsabilità politiche dei dirigenti locali, il PD nazionale per vincere deve far tornare gli elettori di sinistra a votare, lasciando perdere le velleità da partito della nazione e recuperando la sua vocazione naturale che è quella di rappresentare le esigenze e gli interessi degli strati più deboli della società.

Sandra Mereu – Marina Pisu

Primarie di marzo, tra sogni e realtà.

Le primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco si terranno domenica 29 marzo. Parteciperanno alla competizione due esponenti del partito democratico: Anna Crisponi e Michela Mura. Due personalità politiche molto diverse tra loro. Vediamo dunque cosa hanno fatto sinora e cosa si propongono di fare per il futuro di Sestu.

Anna CrisponiAnna Crisponi è l’attuale assessora alle politiche sociali. E’ un’informatica, originaria della provincia di Nuoro. Vive a Sestu da vent’anni. Ha scelto il comune di Sestu  tra i tanti dell’Hinterland cagliaritano come luogo ideale per costruire una casa in campagna dove far crescere, insieme al marito, le sue due figlie. L’impegno nel sociale per Anna Crisponi non è solo un proposito ideale da sbandierare nei volantini elettorali ma una vera e concreta scelta di vita. Da anni è impegnata, con altri volontari, nella difficile battaglia per difendere la specificità dell’Ospedale Microcitemico, a tutela della salute dei tanti sardi affetti da talassemia e per la prevenzione di questa malattia, un tempo molto diffusa e invalidante. L’ energia e la propensione all’ascolto delle persone in difficoltà sono stati tratti caratterizzanti nella conduzione del suo assessorato. Altro aspetto che merita di essere messo in evidenza è la pubblicazione degli open data nel sito del comune, una importante scelta di trasparenza amministrativa che colloca Sestu tra i pochi comuni della Sardegna ad essersi adeguati alla normativa nazionale in materia. La candidatura di Anna Crisponi nella carica di sindaco rappresenta una duplice novità. Una novità di genere, innanzitutto, legata al fatto che per la prima volta una donna si presenta per questo ruolo. In secondo luogo questa candidatura riassume e interpreta il mutamento demografico, sociale ed economico degli ultimi decenni che ha trasformato Sestu da piccolo centro contadino del campidano di Cagliari in un comune di oltre 20 mila abitanti, la metà dei quali è composta da immigrati (provenienti per lo più da altri centri dell’isola) e dove i servizi e il commercio costituiscono una consistente fetta della sua economia. Forte della sua esperienza nell’esecutivo, Anna Crisponi vuole migliorare la qualità della vita dei cittadini partendo ovviamente da ciò che rivendica come fatti positivi dell’amministrazione uscente. Tra le tante cose che si prefigge di fare, considera prioritario occuparsi dei bambini e dei giovani che a Sestu, contrariamente ad altri centri che si stanno spopolando, sono una quota importante della popolazione. Ci piace che a questo fine abbia individuato nei servizi culturali uno dei perni fondamentali per la crescita e lo sviluppo delle singole persone e dell’intera comunità.

Michela MuraMichela Mura è una consigliera comunala del partito democratico, passata tra le file dell’opposizione per dissenso verso le scelte dell’amministrazione. E’ una guida turistica e conduce in proprio un’attività legata al turismo. Tiene a far sapere che trascorre il tempo libero all’aria aperta tra trekking e attività sportiva. Per le sue scelte politiche trae ispirazione guardandosi allo specchio. Non essendoci niente che le sia piaciuto di quanto sinora è stato fatto per Sestu, Michela Mura sogna. Così si legge nel volantino che ha distribuito al mercato. Sogna una città con un’anima. Sogna rapporti tra cittadini fondati su valori culturali. Sogna una città che funzioni e si prenda cura di chi la vive. Fa del suo essere originaria di Sestu un punto di forza. Ma per raggiungere la meta agognata non si limita a chiedere l’aiuto dei suoi concittadini. Per essere più sicura – e qui la realpolitik prende il sopravvento sui sogni –  ha chiesto il sostegno a influenti forze esterne, nientemeno che alla sottosegretaria al Ministero per i beni e le attività culturali. Da ieri accanto all’immagine del profilo facebook dell’onorevole Francesca Barracciu campeggia in primo piano quella della sua protetta, Michela Mura, la donna che sogna una città con un’anima. Speriamo che, in cambio dei potenti aiuti ricevuti, quell’anima non sia anche disposta a venderla.

Sandra Mereu

Chi ha paura delle primarie?

In questi ultimi tempi nel comune di Sestu si è assistito a un vero e proprio imbarbarimento del confronto politico. Dopo le minacce al vicesindaco, l’aggressione fisica al sindaco, e prima ancora le accuse agli amministratori di essere i mandanti di atti vandalici ai danni di una consigliera dell’opposizione, ora è arrivato il momento delle lettere minatorie, recapitate presso il comune all’indirizzo dell’assessora Anna Crisponi. Lettere scritte a mano e con linguaggio incerto. Lo staff di C.S.I., con una scientifica perizia calligrafica, avrebbe trovato il colpevole in un giorno. A chi l’ha letta è comunque bastato poco per capire che le eccessive sgrammaticature del testo tradivano una simulazione, denunciando che l’autore è tutt’altro che un analfabeta. Scopo dichiarato di tale atto vigliacco era quello di spingere Anna Crisponi a ritirarsi dalle primarie. Lei non si è scoraggiata, ha raccolto le lettere, le ha portate dal maresciallo Pirali e ha sporto denuncia contro ignoti. E poi ha dichiarato che parteciperà alle primarie. Chi la voleva intimidire a quanto pare non ci è riuscito. Così ha commentato l’accaduto:

Anna Crisponi«Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera anonima che riporta affermazioni squallide e oscene e in cui mi viene intimato di ritirare la candidatura alle primarie previste per il 29 marzo, pena la divulgazione dei contenuti in tutta Sestu.
Oggi è arrivata una lettera di uguale tenore.
Sono stata in caserma e ho sporto denuncia contro ignoti.
Avrei preferito non rendere pubbliche queste miserie ma non vorrei che qualcuno pensasse di avermi spaventata, per questo oggi sono qui a scrivere che IO NON MI RITIRO.
Vado avanti con tutti gli amici e compagni che mi hanno circondata del loro affetto e del loro entusiasmo. Queste azioni fanno crescere in me la determinazione a continuare con maggiore convinzione e questo è lo spirito che anima tutti quelli che mi accompagnano in questa avventura.
E non può non essere così, la nostra sarà anche una sfida per imporre un modo di intendere la politica che ripudia e combatte questi metodi con forza e in modo trasparente.
Chi mi sostiene e i nostri concittadini si aspettano che focalizziamo la discussione sui temi che riguardano l’intera comunità, che riusciamo a costruire proposte, a risolvere problemi, a dare risposte oneste ed efficaci, consapevoli che solo con il confronto si può costruire la buona politica.
Devo questo impegno a loro e lo devo al mio partito, il PD, che non è e non sarà mai il partito di chi china la testa ne’ quello di chi usa la minaccia e la diffamazione come arma politica. 
NOI andiamo avanti.»

Chi sarà il candidato sindaco del centrosinistra? E chi lo sceglierà?

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Le elezioni si svolgeranno probabilmente a metà maggio ma ancora non si conoscono i nomi dei candidati sindaci dei vari schieramenti che parteciperanno alla competizione elettorale. Nel campo del centrosinistra è stata avviata la procedura per la scelta del candidato tramite lo strumento delle primarie di coalizione. Le candidature emerse sono quella di Anna Crisponi e Michela Mura, ciascuna espressione delle opposte componenti che negli ultimi anni hanno segnato la spaccatura interna al partito democratico locale e determinato gli equilibri in seno al consiglio comunale.

Le primarie, però, che in occasione delle amministrative 2010 venivano osannate come supremo strumento di democrazia, da contrapporre agli accordi “nelle segrete stanze dei partiti” – così andava di moda esprimersi a quei tempi – oggi non sembrano più godere della stessa considerazione. Sicuramente non interessano più al gruppo che compone la maggioranza del circolo territoriale del PD. Vale la pena ricordare che nel 2010 quello stesso gruppo le pretese con forza, nonostante fosse naturale per il sindaco uscente (PD) al suo primo mandato chiedere la riconferma. Aldo Pili vinse le primarie con larga maggioranza (70%) e poi vinse anche le elezioni. Per merito delle primarie, dissero coloro che le avevano richieste (e perse).

Archiviata quell’esperienza e messi in soffitta i “sani principi di democrazia” oggi l’obiettivo si persegue passando per altre vie, ovvero attraverso i tanto vituperati, un tempo, accordi tra le segreterie dei partiti. Incurante dell’avallo dato alle primarie dagli organi provinciali del partito, la segretaria cittadina Monica Mereu ha infatti diramato su fb un comunicato in cui Michela Mura viene data come unica candidata del PD e lo svolgimento delle primarie di coalizione come ipotesi ancora tutta da valutare.

Stando a quanto si legge sull’Unione Sarda di oggi, giovedì 5 marzo 2015, sembra proprio che a Sestu a volere le primarie sia soltanto il gruppo degli iscritti del PD che si riunisce nel circolo tematico “Sestu Plurale”. Le primarie non appassionano più neanche SEL che pure a Cagliari, a dispetto del suo reale peso elettorale, qualche anno fa grazie a questo strumento ha ottenuto la carica di primo cittadino della città.

Il gruppo del PD che ha indicato Anna Crisponi come candidato ha maturato la decisione di chiedere le primarie dopo aver giudicato la proposta della maggioranza del circolo territoriale fortemente provinciale, escludente e carica di pregiudizio. In un paese di 20 mila abitanti dove almeno il 50% dei residenti è composto da immigrati (provenienti per lo più da altri paesi e città della Sardegna), si pretendeva di indicare quale candidato ideale per Sestu un sestese doc, capace di rispondere inequivocabilmente alla fatidica domanda: fill’è chi ni è (sic!). Salvini non avrebbe potuto inventarsene una migliore! Inoltre il candidato sindaco doveva essere una donna dotata di consenso, comprovato dall’aver ottenuto almeno 200 voti alle ultime elezioni. Un identikit abbastanza preciso, mi pare. Per finire, il candidato sindaco non doveva aver rivestito incarichi assessoriali nell’amministrazione uscente.

A questo punto, le primarie sono sembrate l’unica risposta capace di riaprire un confronto aperto. Personalmente rispetto chi diffida delle primarie cogliendone gli evidenti limiti e le imperfezioni, ma mi domando se chi oggi a Sestu chiede che si evitino “perché potrebbero essere laceranti” si renda conto fino in fondo di quali profonde fratture esistano nel centrosinistra del nostro comune. E se davvero c’è ancora chi crede che possa esistere nel panorama politico locale una donna o un uomo della provvidenza capace di mettere tutti d’accordo, suggerirei loro, visto che ci siamo, di verificare prima che non si sia compromessa/o con la passata amministrazione. Potrebbe non passare al vaglio del Sacro Tribunale dell’Inquisizione ovvero la segreteria del circolo territoriale PD di Sestu.

Sandra Mereu

Un sindaco donna? Certo. Ma di sinistra.

sondaggio AblativIl profilo del nuovo sindaco. L’Unione sarda ha riportato nei giorni scorsi il parzialissimo risultato di un sondaggio lanciato sul sito di una nota società di informatica che opera nel nostro comune. Il sondaggio mira a definire il profilo del nuovo sindaco. Il risultato che il quotidiano proponeva all’attenzione dei lettori si basava però sulle risposte di una cinquantina di persone, o forse anche meno dato che una stessa persona può votare da diversi apparecchi, pc tablet smartphone. Un campione troppo limitato per considerare i suoi desiderata come la proiezione di ciò che vogliono realmente gli elettori di Sestu. Evidentemente il sondaggio era un pretesto per attirare l’attenzione di un ampio pubblico sul più generale tema delle elezioni comunali. Gettare il sasso nello stagno può essere un modo per stimolare il dibattito e far scaturire nuove e più concrete notizie in proposito.

Parliamone, dunque. Dal sondaggio emergeva il profilo di un sindaco di genere femminile con laurea. Non si conoscono le ragioni che hanno spinto i votanti a fare questa scelta. Forse avevano in mente qualcuno. Ma è più probabile che volessero semplicemente indicare in astratto le qualità più importanti del sindaco ideale per Sestu. Lo dimostra il fatto che la caratteristica a mio avviso più significativa, cioè la collocazione politica, è passata in subordine.

Perché una donna laureata? L’elezione di un sindaco donna sarebbe effettivamente una grande novità. Sarebbe la prima donna sindaco nella storia del comune. Il riconoscimento e la conferma anche nelle istituzioni del ruolo paritario che le donne rivestono in una società democratica. Un segno di progresso. Il fatto però che la si voglia anche laureata lascia perplessi. Si intravede una riserva mentale che contrasta con l’immagine di una comunità di elettori capace di fare una scelta evoluta e libera da pregiudizi. Nasce insomma il sospetto che proprio perché donna le venga richiesto un surplus di garanzie.

Riconosciuta la piena parità di diritti e di doveri alle donne, occorrerebbe però smetterla di spacciare come verità scientifica la favola della diversità delle donne in politica. Secondo questa teoria le donne sarebbero portatrici di un valore aggiunto, conseguenza di doti innate proprie del genere femminile, riconoscibili nella dolcezza e gentilezza che si esaltano nel ruolo di moglie e madre. Questa concezione risente di forti venature maschiliste ma soprattutto è priva di ogni attinenza con la realtà. Per capire quanto sia infondata basterebbe considerare che in Europa le più brutali e assai poco compassionevoli misure liberiste che hanno portato al licenziamento di migliaia di lavoratori, ridotto in povertà le loro famiglie e fatto piangere i loro bambini sono state portate avanti da capi di stato donne. La Tatcher era una gentile e garbata signora che la sera raccontava le favole ai nipotini eppure non si è fatta intenerire dalla disperazione dei minatori del Galles. La stessa triste sorte è toccata più di recente ai greci, baciati dalla “sensibilità femminile” di Angela Merkel.

Un sindaco donna a Sestu io certo lo vorrei. Purché di sinistra. In questo schieramento negli ultimi anni sono emerse diverse personalità che potrebbero egregiamente ricoprire questo ruolo. Alcune di loro, penso ad Anna Crisponi e a Stefania Manunza, oltre all’esperienza come amministratori del comune hanno maturato anche una più ampia esperienza politica come delegate nelle assemblee nazionali dei rispettivi partiti di appartenenza. I tempi dunque a Sestu sono maturi non solo per avere una donna sindaco ma anche per sceglierla tra diverse donne di notevole spessore politico.

Sandra Mereu

Fondo di riserva… mentale

Si avvicina la data per le prossime elezioni comunali. Entro giugno Sestu avrà un nuovo sindaco e una nuova amministrazione e già le forze politiche che si propongono di governare il comune si preparano per la campagna elettorale. I cittadini che in questi anni hanno dedicato un po’ del loro tempo a seguire i lavori del Consiglio, per rendersi conto direttamente dei problemi del comune e del modo in cui vengono affrontati, possono già immaginare quali saranno gli argomenti e lo stile che verranno utilizzati dalle forze dell’opposizione. Ma chi si candida ad amministrare Sestu nei prossimi 5 anni non potrà limitarsi a vendere sogni o a demolire l’operato degli amministratori uscenti. Dovrà dimostrare di conoscere la realtà e di saper interpretare i bisogni veri della collettività. Non basteranno demagogia e populismo per vincere. Servirà onestà intellettuale e soprattutto bisognerà dimostrare di sapere di cosa si sta parlando. Per esempio quando si parla di “fondo di riserva”. (Sandra Mereu)
Anna Crisponi

Anna Crisponi, assessore agli affari sociali del comune di Sestu

Spigolando per siti web e bacheche Facebook mi è capitato di leggere molte critiche riguardo all’azzeramento del fondo di riserva del bilancio 2014 del comune di Sestu che abbiamo deliberato in giunta la mattina del 30 dicembre e rettificato il pomeriggio dello stesso giorno. Critiche di illegittimità trascinate da inesattezze divulgate ad arte. Qualche informazione potrebbe essere utile a capire come stanno realmente le cose.
Sulla prima delibera del 30 dicembre c’è il parere negativo della ragioneria e della segretaria generale che però non riguarda la legittimità delle richieste (restituzione oneri Bucalossi, fondi da trasferire a Settimo San Pietro per il PLUS, quota di incremento del fondo di produttività e relativi oneri e irap, contributi alle associazioni di volontariato e culturali), quanto piuttosto l’ordine di priorità. Ripeto: nessun rilevo di illegittimità ma solo di priorità.
Poiché gli oneri Bucalossi hanno priorità assoluta (ammontano a circa 210.000 euro e il fondo di riserva è di circa 202.000 euro) e il richiedente non ha accettato che si rateizzasse la restituzione, si è ritenuto di ritirare la prima delibera del 30 e di approvarne in successione un’altra con cui si destinava l’intero fondo di riserva alla restituzione di tali oneri. Questa operazione si è resa necessaria in quanto la richiesta è arrivata ad assestamento chiuso (dopo il 30 novembre), quando cioè non è più possibile fare modifiche al bilancio. La nostra “sfortuna”, se così si può dire, è stata dunque la tardiva richiesta (arrivata a dicembre) della restituzione di oneri che un’impresa aveva versato per la costruzione di un complesso edilizio, a cui  poi non ha dato seguito.
Aggiungo che anche i 40.000 euro da trasferire al comune di Settimo sono un obbligo a cui tutti i comuni del PLUS 21 hanno già ottemperato, molti usando lo stesso sistema (prelevamento dal fondo di riserva). Ma appunto le priorità sono altre.
Riguardo all’azzeramento del fondo va detto che dal primo gennaio 2015 il fondo sarebbe stato comunque INUTILIZZABILE perché non si può prelevare durante l’esercizio provvisorio, cioè il periodo in cui non è stato ancora approvato il bilancio “di competenza”, ovvero il bilancio 2015. Per tutte le necessità urgenti e impreviste si utilizzeranno i dodicesimi dell’assestato dell’anno precedente, cioè ogni mese si potrà spendere un dodicesimo di quanto si è speso complessivamente per quella voce nel 2014.
In conclusione, se è accettabile che un semplice cittadino non conosca bene la materia, lo è molto meno che ne siano completamente digiune persone che già amministrano il comune o che si propongono per farlo. Non basta dirsi “nuovi” per portare miglioramento e qualità, serve studiare! Altrimenti, come già visto, si diventa tristemente inutili.

Anna Crisponi

Open Data, Sestu “una felice eccezione”

Anna Crisponi

Anna Crisponi, assessore agli affari sociali del comune di Sestu

Il 17 novembre scorso si è svolto a Cagliari, presso la MEM Mediateca del Mediterraneo, un convegno dedicato agli Open Data, “Piovono Dati irrighiamo il territorio“. Come già alla passata edizione dell’International Open Data, tra i relatori era presente anche il comune di Sestu, rappresentato dall’assessora agli affari sociali Anna Crisponi. Il nostro comune è riconosciuto infatti come “una felice eccezione” nel panorama delle pubbliche amministrazioni sarde che rilasciano Open Data. Mentre le altre amministrazioni (la Regione Sardegna, la Provincia di Carbonia-Iglesias, il Comune di Cagliari) hanno interrotto il processo di pubblicazione dei set di dati, Sestu di contro ha continuato a implementarli con regolarità. Abbiamo chiesto ad Anna Crisponi, assessore competente in materia, di parlarci di questo progetto e dell’importanza che riveste per la pubblica amministrazione e per i cittadini. 

Assessora Anna Crisponi, cosa sono gli Open Data?
Come suggerisce il nome, gli Open Data sono dati in formato aperto, cioè immediatamente utilizzabile, liberamente accessibili a tutti senza restrizioni di copyright, brevetti o altri condizioni vincolanti per la riproduzione. Per capirci, non sono aperti i dati di una pagina html o pdf perché per usarli devo fare il copia – incolla del testo, invece i dati in formato CSV, ODT, TXT, PDF/A sono “naturalmente” leggibili da un PC e possono essere elaborati e analizzati immediatamente, usati per qualsiasi scopo rendendoli disponibili e facilmente comprensibili.

Quali vantaggi offrono i dati aperti nella pubblica amministrazione?
La filosofia dell’Open Data si inserisce nella disciplina più ampia dell’open government, nata negli USA negli anni 60, che vuole aprire la pubblica amministrazione ai cittadini individuando nella trasparenza uno degli strumenti per farlo e coinvolgendoli nel processo decisionale della politica e dell’amministrazione, anche attraverso l’uso della rete e dei social network. Negli ultimi anni il principio della trasparenza intesa come “accessibilità totale” agli atti ha preso piede anche in Italia. Il legislatore ha infatti deciso di valorizzare e rendere fruibile l’informazione prodotta dal settore pubblico (una mole enorme di dati riferibili a tutti gli aspetti della nostra società) e diversi provvedimenti normativi (Agenda Digitale, Codice dell’Amministrazione Digitale, Decreto Sviluppo, Decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33) hanno modificato radicalmente il rapporto fra cittadino e P.A. con forme di controllo e di consapevolezza “distribuita”. Proprio per la grande importanza attribuita agli open data, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha realizzato il portale http://www.dati.gov.it che pubblica i dati resi disponibili dalle Pubbliche Amministrazioni italiane.

Il comune di Sestu ha condiviso gli obiettivi dell’iniziativa e con tempestività ha iniziato a pubblicare in formato standard i suoi dati. Cosa vi ha spinto a farlo?
Abbiamo pensato che in un momento di profonda sfiducia e lontananza dalla politica, aprire i dati, renderli accessibili, comprensibili (per esemplificarli si utilizzano diagrammi, mappe, tabelle, infografica, vengono geo-referenziati su Google maps), significa mettere a disposizione dei cittadini strumenti per verificare concretamente e nel dettaglio l’azione amministrativa.

Il comune di Sestu è anche tra le pochissime amministrazioni pubbliche della Sardegna che mettono a disposizione set di dati aperti. Motivo di orgoglio o inutile spesa, considerato che molti documenti sono già pubblici?
Open Data_MEMSicuramente aver pubblicato in formato aperto i dati è per noi motivo di grande orgoglio. E’ vero che molti dati sono già pubblici e presenti nel portale comunale, penso ai bilanci e a tutte le informazioni consultabili nella sezione “Amministrazione trasparente” o nell’albo pretorio, ma non sono in formato aperto. Sono spesso disaggregati, in formati poco leggibili per i non addetti ai lavori e di difficile consultazione e comprensione. Noi li abbiamo resi pubblici in formato aperto. Questo significa che ciascun cittadino o professionista può leggerli (sono disponibili nel portale del comune http://www.sestu.ca.it e nel sito dati.gov.it) e manipolarli immediatamente, aggregandoli o disaggregandoli come meglio crede. Inoltre, per essere compresi da tutti e valutati in modo semplificato, i set di dati sono accompagnati da elaborazioni grafiche e mappe geo-referenziate. Gli Open Data non sono a costo zero ma forniscono una lettura della realtà importante sia per i cittadini, che possono giudicare l’azione amministrativa avendo a disposizione i dati “veri”, sia per gli amministratori, che devono pianificare in modo efficace l’azione amministrativa muovendo dalla conoscenza minuziosa e puntuale della realtà. Penso ad esempio allo studio socio-demografico degli open data dell’anagrafe di cui non si potrà non tenere conto in ogni programmazione futura del nostro comune.

Quali dati sono stati “liberati” sinora? 
Elaborazione dati fattureSono disponibili in formato aperto i dati relativi ai bilanci del triennio 2010-2012; le fatture e i pagamenti dal 2004 al 2012; il patrimonio dei beni immobili del comune (con la mappa interattiva); lo studio socio-demografico della popolazione che include i dati relativi a sesso ed età, gli indicatori di struttura (età media, incidenza popolazione infantile e anziana, indice di vecchiaia, indice di dipendenza senile), la popolazione residente straniera suddivisa e analizzata per nazionalità, le famiglie (distribuzione per tipologia e numero di componenti, distribuzione per tipologia e classe d’età dell’intestatario), l’analisi territoriale della distribuzione per tipologia di famiglia ed età. Infine è stata pubblicata la mappa interattiva dei lavori pubblici.

Quali saranno i prossimi dati che si intende pubblicare?
Nel bilancio di previsione del 2014 abbiamo stanziato le somme per proseguire nell’operazione di apertura e divulgazione dei dati, individuando come obiettivo i dati dei bilanci, fatture e pagamenti 2013-2014; i dati relativi alla polizia municipale (numero dei sinistri, localizzazione dei sinistri, sanzioni e dati relativi alle aree critiche per la circolazione stradale); i dati relativi alle politiche sociali (interventi di tipo economico e assistenziale riguardanti l’infanzia, la famiglia, la terza età e la disabilità relativi al quadriennio 2010 -2014). Questi nuovi dati in formato aperto verranno pubblicati entro gennaio raggruppati nel dominio di terzo livello opendata.comune.sestu.it

Gli Open Data vengono definiti “the new soil”, alludendo al loro valore economico. Può farci un esempio della loro utilità pratica?
Oltre che rispondere al bisogno di trasparenza, all’utilità di coinvolgimento e cittadinanza attiva propri dell’open government, gli Open Data sono una grande opportunità di conoscenza e lavoro. Disponendo dei dati si possono elaborare studi, progetti, ripensando gli interventi in ogni ambito pubblico e non solo (trasporti, beni culturali, gestione del territorio, dei servizi alla persona, della sanità ecc.). Per fare un esempio calato nella nostra realtà, se fossero disponibili i dati dell’ARST riguardanti la posizione delle fermate, orari e percorsi dei bus, non è improbabile che qualche giovane intraprendente potrebbe pensare di creare un’ app.

Sandra Mereu

EPURAZIONE!

sede_comune_SestuCampeggia sulla cronaca locale del maggiore quotidiano regionale di oggi la notizia della ripresa delle ostilità tra le diverse componenti del PD di Sestu (“Sestu, il Pd contro il Pd”, L’Unione Sarda, 7/3/2014). Anticipata da una nota diffusa su facebook, la scomunica lanciata dalla segretaria cittadina Michela Mura agli amministratori PD di maggioranza, sindaco compreso, è stata poi ufficializzata nella seduta serale del consiglio comunale. Come un fulmine a ciel sereno la segretaria cittadina del PD ha dichiarato coram populo che Aldo Pili, Anna Crisponi, Roberto Bullita, Giovanna Podda, Pierpaolo Meloni e Giancarlo Angioni, non fanno più parte del Partito Democratico.

A tanto ardire si è arrivati facendosi scudo della decisione del comitato dei garanti (che risale a qualche mese fa) con la quale è stata rigettata la richiesta di espulsione dal PD nei confronti della stessa Mura, di Fabio Pisu e Valentina Ledda, avanzata dal sindaco e dai consiglieri della maggioranza del Partito democratico in seguito al voto contrario al bilancio del 2012 espresso appunto dai tre dissidenti. Come si ricorderà quel passaggio mise in serio pericolo la tenuta dell’amministrazione di centrosinistra e comportò di conseguenza la necessità di nuovi equilibri interni alla maggioranza.

Forte di un’arbitraria, se non addirittura fantasiosa, interpretazione delle motivazioni addotte dal comitato dei garanti, che vorrebbe i tre dissidenti assolti da ogni addebito mentre il sindaco e la maggioranza addirittura censurati per aver seguito una procedura scorretta, Michela Mura ha dunque emesso la sua irrevocabile sentenza di espulsione. Ogni commento sull’efficacia che potrebbe avere una simile decisione, presa da un’autorità non competente in materia, è assolutamente superfluo.

Di contro, di fronte all’ennesima crisi interna del PD locale non ci si può non domandare perché i livelli superiori del PD continuano a tollerare che lo stesso partito a Sestu faccia convivere legittimamente sotto la stessa bandiera una cosa e il suo esatto contrario? Perché si continua a scegliere di non scegliere? Non serve essere esperti politologici per capire che un simile paradosso è destinato a danneggiare l’immagine del partito e dunque la sua credibilità agli occhi degli elettori ancor più di quanto già non accada ora.

Ma se è vero che il PD attraverso i suoi organismi ufficiali non decide da chi vuole essere rappresentato a Sestu, l’impressione è che le ragioni degli avversari del sindaco e dei consiglieri PD di maggioranza abbiano finora goduto di un maggiore sostegno, a parole e nei fatti. Vale la pena ricordare a questo proposito quanto è accaduto nel marzo dello scorso anno in occasione di una direzione regionale del PD tenutasi a Oristano. Chi vi ha preso parte e i tanti che, come me, hanno seguito quell’incontro in streaming hanno potuto sentire Michela Mura accusare il sindaco di Sestu e “il suo entourage” di ogni genere di nefandezze.

Grande  impressione fecero in particolare le accuse ai danni di questi ultimi di omissioni nell’esercizio delle funzioni pubbliche (“le cooperative stesse che ricevono degli appalti non vengono poi controllate dall’amministrazione nel loro operato”), di aver compiuto azioni  criminali (“gli atti intimidatori nei confronti di una nostra consigliera di 29 anni”) di aver arbitrariamente e ingiustificatamente allontanato i consiglieri dissidenti dalle commissioni con modalità violente (“sono stati epurati da tutte le commissioni consiliari e continuamente mobbizzati”).

Quelle parole sono suonate obiettivamente come accuse gravi (la trascrizione dell’intervento si può ancora leggere sul sito dell’Associazione Nino Carrus, http://www.ninocarrus.it/new/index.php/blog/257-perche-il-pd-ha-perso). Nessuno in quella circostanza si sognò di contestarle. Né risulta che sia mai stato fatto in altre occasioni pubbliche. Di contro Michela Mura ottenne allora l’esplicito sostegno di un alto dirigente del partito che in quella stessa Direzione si espresse a favore di una sua non espulsione.

Le amicizie con esponenti di spicco del PD sardo di cui gode la segretaria cittadina di Sestu,  secondo alcuni, sarebbero anche all’origine della sortita di ieri in consiglio comunale. Così si esprime al riguardo l’assessore agli affari sociali Anna Crisponi: “con la nomina a sottosegretario di Barracciu, a cui la segretaria del circolo territoriale di Sestu è strettamente legata, dopo un breve periodo di quiete è il momento di riprendere le attività di disturbo: ci si sente di nuovo forti e protetti.”

Michela Mura e il suo gruppo si troverebbero dunque oggi sotto l’ala protettiva del Presidente del consiglio. Poco importa evidentemente a chi qualche anno fa conquistò il circolo di Sestu sventolando la bandiera dell’ortodossia comunista che Renzi incarni le posizioni ultra liberal del Partito democratico. Verrebbe però da dire che sotto altri aspetti la corrente renziana sia invece la loro giusta collocazione. Con “Il Principe” novello condividono l’ansia per il potere, mezzi e discutibili metodi.

Sandra Mereu

Risultati delle Primarie PD per il segretario nazionale a Sestu.

primarie pdSullo sfondo delle ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco Pili e il vicesindaco Cardia, per fatti avvenuti nella passata consiliatura, si sono svolte ieri anche a Sestu le primarie del PD. Ha vinto Renzi con 169 voti (44,4%), segue Civati con 136 voti (35,6%) e quindi Cuperlo con 76 voti (20%). Hanno votato 381 persone, circa l’1,86% della popolazione. Rispetto alle medie sarde e nazionali si può dunque parlare di scarsa partecipazione. Difficile dire quanto abbiano influito su questo risultato le notizie apparse alla vigilia delle primarie che chiamavano in causa anche il sindaco PD. Il dato di ieri conferma infatti il crollo di partecipazione dei sestesi al rito delle primarie che già si era registrato a settembre, quando si doveva scegliere il candidato per le regionali. Allora parteciparono 350 persone, ovvero il 40% in meno rispetto alle primarie del ballottagio Renzi-Bersani (583 votanti). Il fatto che questa volta fossero primarie aperte alla partecipazione di tutti, elettori di altri partiti compresi, non ha dunque agito nel senso di favorire una più massiccia partecipazione. Catalizzatore di voti a favore di Civati è stato invece il fatto che Anna Crisponi, assessore alle politiche sociali, figurasse tra i delegati all’assemblea nazionale per questo candidato. Auguri ad Anna per il suo prossimo impegno.

S. M.

Femminicidio: un problema culturale

Oggi, 25 novembre, ricorre la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Contribuiamo alla riflessione, richiamata dalla ricorrenza, con il resoconto dell’incontro che dieci giorni fa è stato organizzato dal Circolo SEL di Sestu per discutere appunto sul tema del femminicidio.

loc femminicidio A5Il giorno 15 novembre si è svolto a Sestu, presso i locali del Centro Sociale, un interessante dibattito sul tema del femminicidio. Ai saluti di Elena Argiolas, portavoce del Circolo SEL di Sestu intitolato a Margherita Hack, che ha organizzato la serata, sono seguiti quelli del Sindaco Aldo Pili. Si sono poi avvicendati al microfono Anna Crisponi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Sestu, Rosanna Mura, Presidente del Comitato per le Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, Sabrina Perra, docente di Sociologia generale all’Università di Cagliari e Michele Piras, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà.
Dai diversi interventi si è potuto comprendere pienamente che il femminicidio, più correttamente inquadrabile nella più ampia questione della violenza di genere (come meglio precisato da Sabrina Perra), è prima di tutto un fatto culturale, e che la distorsione di partenza nell’approccio al problema risiede nel puntare i riflettori più sulle vittime che sull’aggressore.
Sebbene la donna sarda abbia avuto in certe circostanze e in certe realtà una relativa e precoce autonomia, questo fatto non l’ha mai portata all’emancipazione dalle figure che, nella famiglia e nella società, hanno sempre detenuto e esercitato il potere economico.

E si scopre quindi che il fattore dell’emancipazione economica è il punto focale attorno al quale ruotano diverse questioni, che, in casi limite, possono sfociare anche nel femminicidio. Dalla testimonianza dell’Assessore Crisponi, che ha citato statistiche locali e ha raccontato all’attento uditorio i diversi aspetti della violenza subita dalle donne anche nel comune di Sestu, e dall’illuminante intervento di Rosanna Mura, si è potuto comprendere quanto un gran numero di donne, in caso di violenza subita personalmente o dai propri figli, siano vittime in prima battuta dell’impossibilità di sostenersi con risorse proprie e badare ai figli. Secondariamente subentra l’inadeguatezza delle risposte dello Stato: sul territorio non esiste che uno sparuto numero di luoghi protetti per l’accoglienza di chi vuol sottrarsi alle violenze di un familiare, con un numero limitato di posti disponibili. I Servizi Sociali che sono in prima linea nei territori si ritrovano a far fronte alle richieste quasi senza mezzi.
D’altro canto, ha sottolineato ancora Rosanna Mura, il vero tallone d’Achille è la pressoché totale mancanza di prevenzione e incapacità di gestire un fenomeno che prima di sfociare in violenze fisiche, a volte mortali, si manifesta con diversi segnali da parte del molestatore: episodi di stalking e violenze psicologiche, atteggiamenti aggressivi, per i quali spesso le vittime si sono rivolte all’esterno per chiedere aiuto. La cultura italiana, ancorata a una sorta di pudore nell’ingerire nelle faccende di famiglia, ha rallentato enormemente la presa di coscienza dell’esistenza del reato da parte delle vittime e rende in parte ancora farraginosa ed episodica la risposta delle istituzioni.

La sottoscrizione della Convenzione di Istanbul, quadro di riferimento della recente normativa, paradossalmente rappresenterebbe, secondo l’opinione di molti esperti, un vero e proprio passo indietro per l’Italia. La Convenzione infatti, concepita per paesi la cui legislazione su questi temi era arretrata o inesistente, rischia di introdurre in paesi a democrazia avanzata come l’Italia (che possiede già dall’89 una legislazione adeguata) pericolose deviazioni del diritto costituzionale. La recentissima conversione in Legge del noto “Decreto sul femmincidio”, il cui iter parlamentare è stato illustrato da Michele Piras (che ha anche esposto le posizioni di SEL in proposito) è infatti strutturato in maniera tale che potrebbe condurre al rischio di agire pesantemente sulla sfera dei diritti, spostando il femminicidio dal piano del diritto personale a quello del diritto collettivo. Uno degli esempi che è stato citato per dare il senso di queste preoccupazioni è quello della violenza sessuale: ottenere che fosse riconosciuta non più come un reato contro la morale, che attiene appunto al diritto collettivo, ma come un reato contro la persona ha comportato per le donne lunghe e dure battaglie.

Sempre secondo la Mura, colpisce come, all’apparente recrudescenza del fenomeno (non esistono infatti statistiche nazionali che dimostrino che i reati di questo tipo siano aumentati), secondo i giornali, sia corrisposta una risposta in termini di rafforzamento delle pene. Il che denuncia in partenza un fallimento su tutti i fronti delle politiche di prevenzione.

Sulla stessa linea si è espressa Sabrina Perra, che ha sottolineato i dati di una statistica Istat (2006), secondo la quale alle stesse donne non è ben chiaro quale sia il confine tra la legittimità di certi comportamenti e la violenza, più o meno evidente, più o meno sottile, sebbene nella maggioranza dei casi, non estrema. La Perra, citando un’indagine storica che ricostruisce i pochi dati esistenti partendo dal XVII secolo, ha constatato come il fenomeno fosse distribuito su tutto il territorio e interessasse in modo trasversale i diversi strati sociali. Quindi, a sfatare un mito ricorrente, il femminicidio non è legato di necessità e sempre a momenti di crisi economica, che coinvolge in maniera più massiccia gli strati economicamente deboli della popolazione, ma è piuttosto un fenomeno culturale che attiene alla concezione dei generi e del loro ruolo sociale. Il fatto è evidente anche sui luoghi di lavoro, dove ad essere più colpite sono le donne e soprattutto quelle che svolgono mansioni ad alta specializzazione.

Pare quindi urgente un lavoro alla radice della nostra cultura che agisca su diversi fronti: prima di tutto la prevenzione, che deve vedere in prima linea la famiglia e la scuola per un’educazione dei giovani alla diversità di genere, da inquadrare, sottolinea Rosanna Mura, come fonte di arricchimento interpersonale e sociale in generale. In secondo luogo un intervento statale che attraverso una normativa non solo penale, favorisca e sostenga tutte quelle strutture del territorio che possono agire prima che la violenza si esplichi in modo irreversibile. A questo proposito è intervenuto anche Michele Piras che ha sottolineato quanto sia importante il ruolo della politica, che deve riappropriarsi della capacità di vedere lontano nel rispondere ai problemi, studiandoli e programmando azioni e interventi a lungo termine, concentrati, appunto, più sulla prevenzione e sulle soluzioni reali che sul ritorno di immagine immediato di provvedimenti restrittivi che nulla risolvono.1459098_621464821228872_146976293_nLa serata ha visto la presenza di un pubblico numeroso e attento, che ha partecipato attivamente al dibattito dimostrando un concreto interesse per un tema che è stato affrontato da diversi angoli di visuale, contribuendo a colmare quei vuoti su aspetti che  la cronaca spicciola lascia non di rado in ombra, e che risultano invece necessari per favorire una crescita della consapevolezza collettiva.

Anna Pistuddi

Criticare non fa rima con infangare!

In quest’ultimo anno a Sestu si sta registrando un vero e proprio imbarbarimento della vita politica e sociale. La cronaca ci parla di aggressioni agli amministratori, sia verbali che fisiche, a cui fa da sfondo il dibattito pubblico che si sviluppa nei social network. Quest’ultimo infatti quando non si alimenta di luoghi comuni e leggende metropolitane, è infarcito di insulti, commenti biliosi che ripetono sempre lo stesso concetto al limite dello stalking, commenti che servono solo a fare propaganda. Tutto questo è frutto di un malinteso senso del diritto alla libertà di espressione che non aiuta la comprensione dei problemi e quindi la crescita civile della comunità. Come ha infatti giustamente osservato lo scrittore Roberto Saviano “il turpiloquio, l’insulto o l’aggressività costruiscono non una società più sincera ma una società peggiore. Sicuramente una società più violenta”. Di seguito vi proponiamo al riguardo la riflessione dell’assessore alle politiche sociali, Anna Crisponi. (S. M.)

Anna Crisponi

Anna Crisponi, assessore alle politiche sociali del comune di Sestu

Il passatempo preferito di molti sui social network è diventato quello di sparare a zero contro tutti e in particolare contro gli amministratori locali. Sarebbero insensibili, distratti, concentrati a farsi gli affari propri, indifferenti ai problemi, disonesti, attenti solo alle necessità di non meglio precisati “amici”. E va bene, lo metti in conto quando ti assumi l’onere e la responsabilità di amministrare. Da qualche giorno a Sestu circola un libercolo anonimo (si fa per dire, i responsabili sono palesi più che se avessero firmato a caratteri cubitali!) che dovrebbe dimostrare le malefatte del vice sindaco. Se uno ha la pazienza masochista di leggerlo si accorge che è il solito concentrato di allusioni e insinuazioni: nulla condito di molta cattiveria. Niente di nuovo sotto il sole, vecchi metodi di gente vigliacca, morti viventi della politica. Ma una cosa non tollero e non farò più passare sotto silenzio: che si scriva o si dica che gli amministratori sono i mandanti di atti di intimidazione. Basta! accetto ogni critica sull’azione di governo del paese ma non la denigrazione personale o l’allusione a episodi così gravi. Chi lo scrive (e ad aprire le danze è stata una del mio partito, per dire come siamo messi male…) deve fare nomi e cognomi e dimostrarlo, altrimenti scatterà la querela. È successo anche qualche giorno fa su una pagina di facebook. Ormai da troppo tempo si confonde il legittimo diritto (persino dovere) di critica politica con la libertà di infangare e calunniare impunemente. Questa pratica troppo disinvolta e comune di macchiare la rispettabilità degli altri mi ha stancato e nauseato oltre misura, anche perché chi la usa non è mai in condizione di impartire lezioni di moralità o di onestà. E’ ora di ritrovare un decoro minimo nelle relazioni, e se non ci si arriva con la cultura e l’educazione purtroppo non restano che gli avvocati.

Anna Crisponi

Settimana della mobilità sostenibile: l’incontro nel villaggio Ateneo.

Incontro AteneoIeri sera al “villaggio Ateneo” si è tenuto l’incontro degli amministratori con i residenti del quartiere. L’occasione è stata molto utile per sentire direttamente quali problemi lamentano i cittadini e quali giustificazioni vengono date dall’amministrazione per le annose carenze strutturali di quel quartiere. Il primo e più urgente problema riproposto all’attenzione degli amministratori, inerente il tema della mobilità sostenibile, è stato proprio quello dell’impossibilità di spostarsi dal quartiere senza l’auto. Dalla fine di via Monserrato al quartiere, infatti, non ci sono marciapiedi e in certi tratti neanche slarghi sterrati dove poter camminare o andare in bici. A questo problema si è recentemente aggiunto quello legato alla scelta dell’azienda del trasporto pubblico di togliere la fermata dell’autobus in prossimità del villaggio nella direzione Sestu-Cagliari. La decisione è legata alla sua pericolosità, cioè ai rischi che i cittadini corrono per raggiungerla, dovendo attraversare una strada estremamente trafficata e con scarsa visibilità. Questi rischi a loro volta derivano dal principale problema di viabilità che affligge il quartiere: l’incrocio a raso per immettersi nella provinciale Sestu-Monserrato. Un altro disagio che le famiglie di Ateneo devono quotidianamente affrontare è legato all’inefficienza, prima, e poi alla totale assenza di un servizio di scuola-bus. Quando funzionava costringeva i bambini a levatacce mattutine (puntuali alle 7 alla fermata!) e poi lo scorso anno è stato levato del tutto.

Incontro Ateneo 2Gli amministratori presenti all’incontro, insieme al prof. Meloni dell’Università di Cagliari, esperto di viabilità e trasporti, non si sono sottratti al non facile confronto e hanno dunque provato a spiegare le ragioni della mancata soluzione dei problemi denunciati. La ragione principale dell’inerzia del Comune – ha detto il sindaco – è legata al fallimento della società che ha realizzato la lottizzazione. C’è una causa in corso e il Comune non può intervenire liberamente. Qualunque lavoro si decidesse di realizzare – ha spiegato l’assessore Anna Crisponi – incontrerebbe l’opposizione della Corte dei Conti. Anche i problemi di viabilità riconducibili al fatto che non si è ancora provveduto a mettere in sicurezza il tratto di strada da cui si accede al villaggio, è sostanzialmente legato all’assenza di competenza in merito. La strada Sestu-Monserrato appartiene alla provincia di Cagliari. Vero è che la Provincia la cederebbe tranquillamente al Comune. Ma ciò equivale a scaricare sul comune di Sestu l’onere di investimenti infrastrutturali che sarebbe suo preciso dovere realizzare prima. Al punto in cui siamo, da quanto si è capito, il Comune non è in condizioni di accettare “il regalo”. Ma ha comunque dato la sua disponibilità a trattare, insieme al comitato di quartiere, con la Provincia per individuare una soluzione capace almeno di alleviare il problema. Dal canto suo anche l’ARST, vincolata alle autorizzazioni regionali per ogni variazione di percorso, sembra stia progettando il ripristino di una fermata nei pressi del villaggio.

Quanto allo scuola-bus, è stato detto che l’elevato costo (80 mila euro) per garantire il servizio a un numero esiguo di bambini (12 in tutto il territorio comunale) non era più sostenibile per le casse del Comune. Nell’ultimo bilancio si è per questo deciso di eliminarlo. In alternativa sono stati introdotti contributi per le famiglie che vivono molto distanti dal centro e hanno per questo il problema di dover accompagnare i bambini a scuola in auto. Ma sono allo studio anche forme di esternalizzazione del servizio scuola-bus che si stima possa costare di meno ed essere più flessibile rispetto alle esigenze particolari degli utenti. Una soluzione di questo tipo, oltre a venire incontro alle famiglie del villaggio Ateneo e degli altri agglomerati periferici del paese, favorendo l’utilizzo di mezzi di trasporto collettivi sarebbe anche una adeguata risposta di mobilità sostenibile.

Un’altra soluzione di mobilità sostenibile attuabile dal comune, già annunciata da diversi anni ma non ancora realizzata, è la costruzione di una strada pedo-ciclabile per collegare il quartiere Ateneo al centro di Sestu. Per quest’opera sono disponibili 700 mila euro che a causa dei vincoli del patto di stabilità si è scelto finora di non spendere perché ciò avrebbe pregiudicato interventi di natura ordinaria e straordinaria in tutto il resto del territorio comunale. Entro quest’anno però – ha annunciato il sindaco – i progetti saranno completati e in breve tempo la strada sarà realizzata.

Confronto duro e non facile, si è detto. E i toni si sono ancor più accesi quando un abitante del quartiere ha pubblicamente accusato il sindaco di aver volutamente omesso di riscuotere tempestivamente quanto dovuto dall’Assicurazione dopo il fallimento della società che ha realizzato la lottizzazione Ateneo. Una somma destinata a realizzare le opere di urbanizzazione secondaria. Qualcun’altro ha poi rincalzato insinuando che la causa di questo presunto temporeggiamento sia legata al fatto che esiste un nesso stretto tra l’assicurazione, il sindaco e il consorzio agrario. Da quanto si è capito dalle insinuazioni fatte, il sindaco avrebbe danneggiato il comune di Sestu (nello specifico gli abitanti del quartiere), per avvantaggiare se stesso e i suoi amici. Non so agli altri, ma a me queste insinuazioni sono sembrate molto gravi. Tanto gravi che i sostenitori di queste tesi, se davvero credono a quello che dicono, farebbero bene a fare una precisa denuncia alla Magistratura. Il sindaco dal canto suo ha respinto seccamente queste ricostruzioni, annunciando conseguenze legali a tutela della sua immagine e di quella dell’amministrazione. Ripercorrendo la vicenda evocata ha tenuto a precisare che il Comune e gli uffici hanno fatto tutti i passi che la legge impone di fare, compreso il tentativo iniziale di composizione amichevole della controversia (che, contrariamente a quanto qualcuno ha mostrato di credere, non è un accordo mafioso sottobanco). Fallito il tentativo, il Comune ha quindi intentato una causa e ora si attende la sentenza.

Alla fine dell’incontro, parlando con alcuni residenti, ho potuto riscontrare che, disagi a parte, in quel quartiere non si vive poi così male. Nelle strade larghe e poco trafficate e nei tanti spazi vuoti i bambini (e sono tanti) giocano spensieratamente e circolano meravigliosi cani di grossa taglia che nel centro, causa gli spazi ridotti e senza giardino delle abitazioni, non si vedono quasi più. Un livello di qualità della vita destinato a migliorare con il nuovo servizio di pulizia delle strade che sarà a breve attivato dal comune e con la riqualificazione delle aree pubbliche, dove saranno piantati gli alberi e sistemati i giochi per i bambini. Gli abitanti del quartiere apprezzano inoltre la vicinanza a servizi fondamentali come l’Ospedale e l’Università. E c’è da credere che quando la linea della metropolitana arriverà al Policlinico (entro l’anno) e si saranno risolti i problemi di viabilità verso il paese e in uscita per Cagliari (magari con una semplice rotatoria) i residenti di Ateneo riscopriranno in pieno tutte le ragioni che anni fa li spinsero a comprare casa in un quartiere separato dal paese, dai suoi abitanti storici, e dai servizi che questo offre.

Sandra Mereu

Il comune illustra il bilancio 2013

aula consiliare_sestu

Sestu, sala consiliare di via Scipione

ASSEMBLEA PUBBLICAVenerdì 10 maggio si terrà, alle ore 19, nella sala consiliare di via Scipione, un’assemblea pubblica in cui il Sindaco e la giunta comunale presenteranno il Bilancio comunale che è stato predisposto per il 2013.

La necessità di spiegare e discutere con i cittadini le scelte che l’amministrazione si appresta a fare si è fatta, in questi ultimi anni, sempre più urgente. La crisi economica e le conseguenti e ripetute manovre finanziarie del governo hanno avuto e continuano ad avere effetti pesanti sui comuni. Chiudere il bilancio in pareggio, mantenendo invariato il livello dei servizi, è diventata un’impresa sempre più difficile.

Le famiglie si impoveriscono e la loro capacità di spesa è crollata, ma nel 2013 sui cittadini graverà, se non più l’Imu, la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi. In un simile contesto “la scelta dell’amministrazione – ci ha spiegato l’assessore Anna Crisponi – è stata quella di non aumentare la tassazione comunale per non gravare ulteriormente sui redditi familiari”. Una scelta non dappoco se si considera che sono a rischio la tenuta del sistema dei servizi e della coesione sociale. (S. M.)

Locandina_ Incontro-dibattito sul Bilancio 2013

“Donne a Sestu e nel mondo”

mimoseOggi, 8 marzo, in occasione della Giornata della donna si svolgerà un incontro tra donne di Sestu, originarie del paese o recentemente immigrate da paesi extraeuropei. L’iniziativa, organizzata dall’amministrazione comunale, insieme alla Consulta degli anziani e alla Consulta giovanile, si configura come un momento di confronto tra storie ed esperienze di vita all’interno di un dialogo culturale e intergenerazionale. Parteciperanno il sindaco Aldo Pili, l’assessore alle politiche sociali Anna Crisponi, Ignazia Perra (responsabile della Consulta degli Anziani), Elisabeth Rijo (presidente dell’associazione “La Rosa Roja”), Giulia Lai (del direttivo della Consulta Giovanile) e la psicologa Francesca Santoboni dei Servizi Sociali in rete del comune di Sestu.

L’incontro avrà inizio alle ore 16, nei locali della Consulta degli anziani presso il Parchetto comunale di via Fiume.

Vedi la locandina.