Leggimi subito, leggimi forte. Non è mai troppo presto per iniziare a leggere

Leggimi subito, leggimi forte

“Leggimi subito, leggimi forte” – Clicca sull’immagine per vedere la locandina

E’ dimostrato che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita ha una molteplicità di effetti positivi sullo sviluppo cognitivo del bambino. Attraverso la relazione con i genitori e più in generale con gli adulti di riferimento, l’esperienza della lettura produce benefici che si protraggono nel tempo. Daniel Pennac lo ha efficacemente spiegato nel suo celebre saggio “Come un romanzo”: il piacere per la lettura si succhia col latte e la possibilità di associare la lettura ad un’esperienza di intimità e di incanto realizzata con i propri genitori piuttosto che a una costrizione, è uno dei moventi per diventare amanti fedeli della lettura.

Uno dei tanti benefici della lettura precoce, evidenziati dagli esperti,  è la capacità di sviluppare nel bambino l’abitudine all’ascolto e all’attenzione. Attitudini, queste, che nelle nuove generazioni risultano molto compromesse a causa dell’esposizione ai ritmi incalzanti delle immagini televisive e dell’uso scorretto e massiccio di internet favorito da smartphone e tablet. Si resta davvero impressionati di fronte alle difficoltà che gli insegnanti lamentano rispetto a questo fenomeno. La maggior parte degli alunni del primo anno delle scuole superiori infatti non riesce a concentrarsi su una lezione o un argomento oltre un certo limite di tempo che in passato era considerato del tutto normale. Fatto, questo, che li costringe ad apprendere e adottare complicate strategie finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo minimo di tenere desta l’attenzione degli studenti. Dunque, tanto più si riuscirà a calamitare oggi l’attenzione di un bambino con una bella storia tanto più si rinforzerà la sua capacità di concentrazione.

La consapevolezza dell’importanza della lettura per i bambini, anche piccolissimi, è al centro delle iniziative che si svolgono in molte biblioteche di pubblica lettura e nella biblioteca comunale di Sestu in particolare. Si segnala a questo proposito l’incontro che si terrà lunedì 23 febbraio, alle ore 17, presso la stessa biblioteca, intitolato “Leggimi subito, Leggimi forte. Non è mai troppo presto per iniziare a leggere”. L’iniziativa è rivolta ai genitori, agli educatori e agli insegnanti. Interverranno Franco Dessì, pediatra, e Francesca Succu, bibliotecaria. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 070-260551.

S. M.

Mia figlia andrà alle medie!!

Pubblichiamo molto volentieri la riflessione di Marina sul ruolo che le insegnanti della scuola pubblica di Sestu hanno nella formazione e nello sviluppo affettivo e psicologico dei nostri figli. Il passaggio dalle scuole elementari alle scuole medie è spesso un momento in cui questo genere di riflessioni si impone e quasi sempre a muoverlo è un senso di profonda gratitudine.

GaiaPoco tempo fa, “perdendo tempo” come qualche volta mi capita su facebook, mi sono imbattuta nella lettera che Abramo Lincoln scrisse al maestro di suo figlio. Inevitabile è stata la riflessione sul ruolo della scuola e dei maestri e di quanto questi abbiano inciso sulla vita dei miei bambini (su di me i danni son fatti, dunque inutile perdere tempo a rifletterci!!). I miei bambini sono stati scolarizzati dall’età di 6 mesi. Una scelta obbligata, ma forse (anche se non lo ricorderanno!), quella dell’asilo nido, è stata l’esperienza più bella della loro vita. Esperienze di colori, sapori, amicizie, coccole. Bella esperienza anche per noi genitori che, guidati dalle maestre e da una pedagogista, ci siamo evitati mille errori. Poi per Gaia, dopo un’altra esperienza straordinaria alla scuola materna (con Lisa e Dolores), l’arrivo alle elementari. Faticosissimo, inizialmente, il tempo pieno: molto mattiniera, ma già nel primo pomeriggio non capiva più nulla. Mille cose da imparare, tanti compagni nuovi da conoscere. In questi 5 anni Gaia ha viaggiato guidata da Erica e Laura. Assieme ai suoi splendidi compagni ha attraversato lo spazio e il tempo. Ha conosciuto eroi, imperatori e ribelli, percorso oceani e fiumi, scalato montagne e solcato mari. Ha imparato a contare e a giocare con le figure (calcolo della superfici laterali? ma che diavolo era?). Ha scoperto le meraviglie del corpo umano e la magia della scienza. Ma questo viaggio è stato molto più di tutto questo. Sorprendente per lei è stato scoprire se stessa e le sue capacità, realizzare che tutto si affronta e che poi si esce più forti di prima. Perché, anche quando le doppie e le acca sembrano un’incubo, quando i conti non tornano o le parole non escono come dovrebbero, nessuno ha mai dubitato di lei e del suo valore. Mai, da parte delle sue guide, ha sentito una parola fuori luogo che potesse crearle un disagio. Sempre le sono state d’aiuto. Presenti nelle difficoltà con incoraggiamenti continui, ogni giorno, in tutti questi 5 anni. Ma queste due infaticabili guide non si sono fermate qui. Col gioco delle regole e della convivenza hanno fatto scoprire a tutti i compagni di viaggio che pur essendo diversi (alcuni timidi, altri vivaci, dalla battuta facile…) erano allo stesso modo unici e importanti. Grazie a loro i nostri bambini hanno capito quanto sia bello far parte di un gruppo.

Se non avessi avuto, qualche anno dopo, un’esperienza negativa col mio secondogenito, forse non mi sarei mai soffermata a riflettere su quanto prezioso e importante sia stato invece il percorso fatto da Gaia. Ma l’ho avuta, questa esperienza, per cui, maestre Erica e Laura, non posso che dirvi: grazie di cuore!

Marina Pisu

Gabriella Caramore: incontro rinviato.

Gabriella CaramoreL’incontro con Gabriella Caramore previsto per sabato 22 marzo 2014 a Elmas, per la presentazione del suo ultimo libro “Come un bambino. Saggio sulla vita piccola”è stato rinviato a data da destinarsi. A causa di un lieve malore la scrittrice non può spostarsi da Roma. A Gabriella Caramore i nostri migliori auguri per una rapida guarigione.

Equilibri – Circolo dei lettori di Elmas

“Le torri di Kar El”: ciò che lega Cagliari a Parigi.

le-torri-di-kar-elChe nesso c’è tra “Kar El”, luogo evocato dal titolo, e l’immagine della torre Eiffel che introduce il libro? Facile: Carla Cristofoli, nostra concittadina nonché assidua lettrice e collaboratrice di Sestu Reloaded. Carla da diversi anni vive e lavora nella capitale francese, insegna italiano e ha una grande passione: scrivere storie. Sono suoi i testi di Le Torri di Kar El, il primo racconto di una trilogia edita da Logus Mondi Interattivi. Saperlo in anticipo non mi rende però meno curiosa. Anche perché Carla è molto attenta a disseminare il percorso di indizi che spingono alla scoperta. “Io non sono un libro di favole!” suggerisce nell’incipit. Allora sfoglio, o meglio scorro una dopo l’altra le prime pagine di questo ebook, e scopro così che il nesso può essere anche un altro: l’eroe della rivoluzione sarda che nel 1796 riparò in Francia per sfuggire all’arresto e a morte sicura. Dunque è un libro di Storia! Continuo, e capisco che la rivoluzione sarda e Giò Maria Angioy sono solo uno dei diversi fili dell’intreccio. Ma in questo primo snodo del libro sta una delle tante trovate originali di cui Carla punteggia la sua storia. Il giovane protagonista del racconto è niente meno che un discendente di Madame Dupont, la vedova parigina che ospitò e diede amicizia all’Angioy durante alinal’esilio. Inventiva e trama intrigante sono dunque ingredienti fondamentali di questo racconto. Ma non i soli. Sulle tracce delle memorie familiari il piccolo Alban giunge a Cagliari. Ad accoglierlo affettuosamente c’è la sua amica di penna Alina, una simpatica bambina dalla vivida chioma corvina che ne interpreta e sottolinea i sentimenti. L’amicizia tra i due bambini, l’alone magico che sembra circondare Alina, mi richiamano alla mente le storie di Lavinia di Bianca Pitzorno che leggevo a mia figlia quando era piccola. Tanto che, senza neanche rendermene conto, prendo a leggere a voce alta, proprio come si fa quando si raccontano storie ai bambini, per coinvolgerli e catturarne l’attenzione. L’avventurosa scoperta del golfo di Kar El a bordo di un fenicottero rosa, accompagnata dalle bellissime illustrazioni dell’anima grafica di Pigi Rimica (l’autore collettivo della trilogia), è davvero un episodio che avvince. Questa non è una favola, ci aveva avvertito l’autrice all’inizio. Ed è vero. Le Torri di Kar El è molto di più. E’ una storia dalle molteplici sfaccettature, dove si intrecciano generi diversi. Carla li ha sapientemente dosati per creare una gustosa miscela. Chi ha ancora la possibilità di poterla somministrare ai propri piccoli, non si perda l’occasione di goderne con loro.

Sandra Mereu

Gabriella Caramore: i bambini nei vangeli e nella letteratura del novecento.

Sabato, 22 marzo 2014

Teatro comunale, via Goldoni 3, ore 17.30 – Elmas

Gabriella Caramore presenterà il suo ultimo libro “Come un bambino. Saggio sulla vita piccola”. Dialogherà con l’autrice Maria Giovanna Piano, docente di Filosofia e responsabile del Centro Studi Ricerche IFOLD (Istituto Formazione Lavoro Donne). L’iniziativa è organizzata e promossa da Equilibri – Circolo dei Lettori e Presidio del libro di Elmas

Come un bambino_G. Caramore

—♦—

Il Libro – “Come un bambino. Saggio sulla vita piccola” edito da Morcelliana racconta le “irraggiungibili grandezze della vita piccola”. Il bambino non è più soltanto e semplicemente il piccolo dell’uomo, ma un altro punto di vista sul mondo. In questa nuova prospettiva sono i piccoli, proprio in quanto creature incompiute e imperfette e in divenire, a incarnare la piena creaturalità dell’umano. Le paure e gli stupori del bambino vengono accostati evocando passi del Vangelo e grandi scrittori del Novecento: da Rainer Maria Rilke a Alice Munro, da Alberto Savinio a Thomas Bernhard, da Marina Cvetaeva a Aharon Appelfeld.

L’autrice – Gabriella Caramore è conduttrice radiofonica, scrittrice e saggista. Dal 1993 cura il programma di cultura religiosa “Uomini e Profeti” su Rai Radio 3, dedicato ai temi dell’attualità religiosa e all’approfondimento dei testi e delle figure delle grandi tradizioni religiose. Tra i suoi libri: La fatica della luce (2008), Il sogno è potenza di realtà (Aliberti, 2010), Nessuno ha mai visto Dio (2012), Come un bambino (2013) per Morcelliana, Le domande dell’uomo (con M. Ciampa, La Scuola, 2013).

Bastoni e burattini 2013

Bastoni e burattiniDa Domenica 3 novembre fino a Domenica 24 novembre l’Associazione Le Compagnie del Cocomero presenta la IX Edizione del Festival “Bastoni e Burattini”. Oltre agli spettacoli per bambini e ragazzi, alle 17,00, anche quest’anno la rassegna offrirà una sezione dedicata al teatro prosa per adulti denominata “…e non solo Burattini”. Ogni domenica alle 21, nella lolla del Teatro di vico Parrocchia 11, sarà possibile assistere agli spettacoli di alcune tra le più conosciute compagnie professionali del panorama sardo. Di seguito gli spettacoli in programma per Domenica 3 novembre: 

Teatro per bambini

Domenica 3 Novembre h. 17,00

Teatro Tages presenta “Manovella Circus” 

di e con Agostino Cacciabue e Rita Xaxa

Lo spettacolo. Burattini e marionette con musica dal vivo suonata dall’organetto di barberia animato dagli artisti di Manovella Circus, una simpatica famiglia di scimmiette. Max l’acrobata, coinvolge il pubblico con le sue evoluzioni, Ginger balla il charleston e danza sui pattini a rotelle, Casimiro il giocoliere si esibisce in equilibrio sul monociclo, il mago Gustavo stupisce tutti con le sue illusioni. La più giovane delle scimmie Cico Ciaco dopo la sua prima esibizione, vuole addormentarsi con il racconto animato del topolino Judy, mentre nell’aria rimbalzano le note dell’organetto di barberia. Pepito, il pappagallo, prepara per tutti i bambini le “filastrocche della buonanotte” e per gli adulti, che le leggeranno ai più piccini, i “pianeta della fortuna”.

L’organetto.  Questo strumento è una varietà di organo meccanico, detto anche Organetto di Barberia, dal nome del suo inventore e costruttore, Giovanni Barbieri nel 1703 a Modena. Lo strumento è costituito da una cassa rettangolare di dimensioni variabili, che contiene, un mantice e delle canne, girando la manovella dello strumento, il cartone perforato scorre e permette l’apertura di una valvola corrispondente a una canna, producendone il suono.

La compagnia. Il Teatro Tages ha partecipato a festival internazionali in Italia e in tournée all’estero, Senegal, Pakistan, India, Ucraina, Singapore, Spagna e Francia. Nel 2006 la compagnia ha vinto il 2° Premio al Festival Intrtnazionale Puppet Theatres and Other Forms of Scenic Animation ANIMA 2006 organizzato dal Dipartimento Teatro D’Animazione dell’Accademia D’Arte Drammatica di Kharkiv in Ucraina con lo spettacolo “Il fil’armonico”.

Teatro Adulti con Cumbidu

“…e non solo burattini!”

Domenica 3 Novembre h. 21,00

A.N.T.A.S.Teatro presenta 

“Dodici Parole Buone”

Ritratto di una generazione con ideali di luce

con Stefano Farris 

Lo spettacolo. Vita ingenua, morte ingiusta e piccoli miracoli di Escargot, nipote stralunato di Vincenzo Van Gogh. Un sognatore incallito alle prese con il mondo e con i propri fantasmi. La sua parte più viva è il suo problema più grande. Scoprirà dolorosamente che l’unica alternativa alla solitudine è morire un po’ a se stesso. Piccolo rito di passaggio al chiaro di Luna. Creato nel 2011, tra San Sperate e Holstebro, a partire da variazioni di Pierangelo Pompa su frammenti testuali di Salvatore Cambosu e Vincent Van Gogh. Musiche registrate da Henry Salvador, Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori.  Con la collaborazione di Odin Teatret.

Info e Prenotazioni Tel. 070 – 262432

Cocomero Verde Animato 2013

Cocomero Verde AnimatoDal 9 al 14 Luglio, nel parco Comunale di Via Fiume a Sestu, si svolgerà la II Edizione della Manifestazione CocomeroVerdeAnimato“, organizzata dall’Associazione le Compagnie del Cocomero.

Tutti i giorni, dalle h. 17 alle h. 19:

– Laboratorio di costruzione di burattini e trampoli con spettacolo finale il giorno 14 luglio

– Laboratorio di Danza con Pamela Deiana

Martedì 9 luglio, h. 20:

– Spettacolo teatrale “Rendez Vous Comique”, a cura della Compagnia Antas Teatro

Giovedì 11 luglio, h. 20:

– Spettacolo di burattini “Oh, come è bella Panama”, a cura di Isabelle Roth

Sabato 13 luglio, h. 20:

– Spettacolo di burattini/pupazzi da tavolo “E questo dove lo metto?”, a cura dell’Associazione Compagnie del Cocomero

Info e prenotazioni tel. 070/262432

Piccolo uovo di Francesca Pardi e Tullio F. Altan (Lo stampatello 2011)

Non ho mai amato particolarmente i libri per bambini di Altan, e devo peraltro aver contagiato questo scarso entusiasmo ai miei figli, perchè pur avendone letti tanti insieme non sono diventati fan sfegatati della Pimpa o di Camillo Cromo come la maggior parte dei bambini. Devo anche confessare (e lo faccio malvolentieri perchè mi piacerebbe che non fosse così, ma negarlo sarebbe ipocrita) che, pur essendo estranea a ogni sentimento di omofobia, non credo di aver fatto completamente mia l’idea che un bambino abbia entrambi i genitori dello stesso sesso.

Queste le premesse con le quali mi sono accostata a Piccolo uovo di Francesca Pardi  e Altan, il libro che ha suscitato tante assurde polemiche (gruppi di estrema destra propongono addirittura di bruciarlo) perchè illustrando tutti i tipi di famiglie felici nelle quali Piccolo uovo potrebbe nascere, mostra anche una famiglia con due mamme (due gattine) e una con due papà (due pinguini in frac). Nonostante le premesse però, ho sempre cercato di stare dalla parte dei bambini e quando starci diventava troppo difficile, almeno di sporgermi dalla loro parte. E vi assicuro che Piccolo uovo sta tutto, con parole e immagini, meravigliosamente dalla parte dei bambini. Di tutti i bambini. Di quelli che arrivano in una famiglia con due mamme o due papà, di quelli che hanno solo la mamma o solo il papà e di quelli che hanno una mamma e un papà, ma avranno un compagnetto o un amico che ha una famiglia diversa dalla loro. E forse, farsi un po’ da parte e lasciar fare a loro, ai bambini e alla loro fantasia priva di pregiudizi, magari con l’aiuto di qualche bella storia come questa, è l’unico modo per arrivare finalmente a rispettare ogni tipo di legame e d’amore, anche quelli che ci riesce difficile comprendere perchè tanto diversi dal nostro.

Se il piccolo pinguino della storia è felice e amato, al bambino che legge importa poco (a parte una normalissima curiosità) che i suoi genitori siano due pinguini maschi che indossano entrambi il frac. Perchè per un bambino la felicità è un parametro di giudizio fondamentale. Le altre cose vengono dopo. Se vengono prima si chiamano pre-giudizi e non appartengono a loro ma ai grandi. Ecco perchè questo delizioso libro farà tanto bene anche a noi adulti.

Sandra Olianas

Incontro informativo su allergie e intolleranze alimentari

Si calcola che nei paesi industrializzati le allergie colpiscano circa il 6-10% della popolazione, con particolare incidenza nei bambini in età pediatrica (20-25%). Un bambino su 4 nella comunita’ europea e’ attualmente affetto da sintomi allergici e si prevede che nel 2015 un adulto su 2 risultera’ affetto da malattia allergica cronica. Il notevole impatto sociale di allergie e intolleranze alimentari, in particolare, sta suggerendo la necessità di un’adeguata informazione per imparare a riconoscerle e, laddove possibile, prevenirle. Incoraggiare le madri ad allattare al seno, ad esempio, è certamente un modo per limitare l’insorgenza di allergie e intolleranze alimentari nei bambini: è infatti dimostrato che la diminuzione del numero delle madri che allattano al seno è all’origine dell’aumento dei neonati allergici al latte vaccino.

Sulle cause delle allergie e intolleranze alimentari, su come si manifestano e come conviverci, parlerà a Sestumercoledì 1 febbraio, la dottoressa Stefania Esu nel corso di un incontro informativo organizzato dall’Assessorato alle politiche sociali. La conferenza si svolgerà presso il Centro di Aggregazione per anziani (parco di via Fiume) con inizio alle 16.30.

S. M.

“PICCOLO BLU E PICCOLO GIALLO”, per riscoprire insieme ai bambini la magia dell’incontro

Per aver cambiato il modo di concepire e realizzare l’albo illustrato per l’infanzia, per l’intatto fascino, per l’incanto della poesia delle sue pagine, per la straordinaria attualità del suo messaggio” Con questa motivazione Piccolo Blu e Piccolo Giallo ricevette il premio Andersen nel 2001. Eppure ancora oggi questo splendido albo, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1959 e in Italia nel 1967, incontra resistenze tra molti adulti che tendono a trovarlo un po’ troppo “sofisticato”. Ma solo ad un primo sguardo, perchè basta immergersi nella lettura condivisa del libro insieme al proprio bambino perchè si attivi l’incanto. L’entusiasmo che i bambini hanno riservato a questo albo fin dalla sua uscita, risolve infatti definitivamente ogni dubbio sul fatto che una storia illustrata così sintetica e astratta possa veramente parlare ai bambini. E lo risolve ovviamente in maniera positiva. Anche perchè le immagini del libro sono astratte solo in apparenza.

Piccolo Blu e Piccolo Giallo, vivono in una casa con i loro genitori, vanno a scuola, giocano, quando sono tristi piangono: per il bambino che legge è chiarissimo che quelle macchie di colore sono in realtà dei bambini. La comprensione del testo è immediata. E questo posso dirlo con cognizione di causa, non da bibliotecaria adulta appassionata di libri per bambini, ma da ex bambina che dopo oltre 35 anni ha provato una grande emozione riconoscendo tra gli scaffali della biblioteca i due bambini-macchie di colore protagonisti di una delle storie che più l’avevano appassionata nella sua infanzia. Da adulta poi ho potuto scoprire nel libro dei significati, anche ideologici, che hanno a che fare con la diversità e con l’incontro con “l’altro”che me l’hanno fatto amare ancora di più. Quando Piccolo Blu e Piccolo Giallo si abbracciano diventano verdi. Ecco, leggere questo libro insieme ai bambini può essere un’occasione per imparare da loro, per riscoprire la magia degli incontri che ci scombussolano, ci cambiano facendoci diventare noi stessi un po’ diversi nel tempo. Per re-imparare gli abbracci che fanno diventare verdi.

Piccolo Blu e Piccolo Giallo

http://www.youtube.com/watch?v=OVwrGO0HtD4

Sandra Olianas

“IL PIU’ FURBO” di Mario Ramos (Babalibri 2011)

In un articolo apparso su La Repubblica del 18 dicembre scorso,  Marco Lodoli scrive “Nella letteratura per l’infanzia da tempo è in corso la riabilitazione dei cattivoni: gli orchi sono diventati dei ciccioni simpatici, le streghe delle vecchiette cordiali, i draghi dei compagni di giochi. I bambini non devono più essere spaventati, devono dormire sogni tranquilli. Così facendo, però, si perde quel contatto primario con le zone oscure dell’immaginazione, che in fondo sono parte di noi. Civilizzando i mostri impoveriamo la fantasia (…)”.
Ho ripensato a questa riflessione leggendo l’ultimo libro di Mario Ramos, Il più furbo, nel quale ritroviamo il lupo protagnonista di Sono io il più forte e Sono io il più bello, storie tanto care ai bambini. Ora non è che il nostro lupo si possa definire proprio “civilizzato”  e nemmeno “riabilitato” a dire la verità. Cattivo è cattivo e più che mai sbruffone, ma finisce per fare quasi simpatia (forse perchè, come cantava Eugenio Finardi, “siamo tutti come vil coyote che ci ficchiamo sempre nei guai“) costretto com’è ad andarsene in giro per il bosco in divisa da nonnina, con camicia da notte rosa e cuffietta d’ordinanza. E non è che il lupo aspetti la fine della storia per rendersi ridicolo, ci riesce quasi da subito concedendo pochissimo spazio al “contatto primario con le zone oscure dell’immaginazione“.
Ma sicuramente Marco Lodoli nel suo interessante articolo aveva in mente un altro genere di libri e d’altra parte per noi al momento queste analisi non hanno grande importanza. Le storie di Mario Ramos ci piacciono assai e ci “fanno ghiri-ghiri” che è proprio quello che i libri per bambini devono fare secondo  il grande autore-illustratore Philippe Corentin.  L’altro giorno mio figlio mi ha chiesto se è vero che molte persone stanno perdendo il lavoro e se può succedere anche a suo padre e a me (il rilevatore di “contatto con zone oscure dell’immaginazione” in quel momento beepava abbastanza forte).  Io ho provato un po’ a spiegargli cosa sta succedendo nel nostro paese e nel mondo, cercando di non spaventarlo troppo ma senza nemmeno “civilizzare il mostro”. All’ora della storia però gli ho fatto un po’ di solletico.

Sandra Olianas

We’re going on a Bear Hunt

I miei bambini hanno la mezza fortuna di avere una zia inglese che regala loro molti albi illustrati di autori inglesi in lingua originale  (la fortuna intera sarebbe stata avere anche una mamma in grado di leggere quei libri in modo fluente). Il primo libro che il mio figlio maggiore ha ricevuto in dono, qualche giorno dopo la nascita è stato The very busy spider. A quei tempi io catalogavo le seicentine della biblioteca universitaria, non sapevo quasi niente di libri per bambini e non avevo idea di chi fosse Eric Carle. Il libro gliel’ho letto in traduzione, una traduzione mia improvvisata che tutto sommato, come scoprii dopo, non si discostava molto da quella dell’edizione italiana del libro, anche se per me, Il piccolo ragno tesse e tace era solo “Il piccolo ragno molto indaffarato”. Provai poi a fare altrettanto con We’re going on e bear hunt, ma scoraggiata  dalle difficoltà misi il libro da parte. E meno male, perchè così mio figlio ebbe l’opportunità di scoprire quell’autentica meraviglia di libro che è A caccia dell’orso nella splendida traduzione di Chiara Carminati piuttosto che in quella approssimativa della mamma. Allora sapevo un pochino di più di libri per bambini, ma non abbastanza. Sapevo che Helen Oxembury era un’illustratrice molto brava, ma non avevo idea di avere tra le mani un classico imprescindibile della letteratura per l’infanzia. L’ho scoperto un po’ di tempo più tardi, quando scattata la passione per il mondo dei picture books  ho iniziato a leggere dei testi di approfondimento e lo ritrovavo citato praticamente ovunque. Decisi dunque che l’edizione italiana del libro doveva senz’altro avere un posto nella nostra libreria insieme a quella inglese, ma, sorpresa! Questo classico imprescindibile, presenza inamovibile negli scaffali di librerie e biblioteche di tutto il mondo, in Italia non viene più pubblicato! Fa bene al cuore pensare che anche nel campo dell’editoria per l’infanzia (e non solo) l’Italia trovi il modo di distinguersi. Dopottutto, hanno ragione loro: in Italia la caccia all’orso è vietata! Che dire? Speriamo che qualche editore illuminato si ravveda. Possiamo magari fare una danza propiziatoria, tutti insieme, pronti? Aaaaaaaaaa caccia dell’orso noi andiamo di un orso grande è groooosso!…

P.S.
Un’altra volta che mi sono augurata fortemente la ristampa di un libro fuori catalogo è stato per Io mi mangio la luna che ora viene pubblicato di nuovo. Speriamo sia un buon presagio…

Sandra Olianas

The heart and the bottle

Possiedo un lettore ebook già da qualche tempo e mi ci trovo benissimo (se a qualcuno interessasse la mia opinione sul modello specifico, Bookeen Cyborg Orizon, può leggerla qui).  Anzi, dopo le riserve iniziali (ero anche io una di quelli che l’odore della carta e il fruscio della pagina etc. etc.), una volta scoperte tutte le potenzialità ne sono diventata una entusiasta sostenitrice e non mi è mancata occasione di dover elencare i vantaggi dell’ebook a persone che mostravano le stesse resistenze che avevo avuto anche io. Uno di questi vantaggi è a mio parere lo spazio.  “Io non so più dove mettere i libri” dicevo e aggiungevo che acquistando i libri per me in formato elettronico avrei guadagnato spazio per gli albi illustrati per i bambini (e non solo per loro), dei quali non conoscevo ancora versioni elettroniche soddisfacenti. Qualche giorno fa però mi è capitato di leggere su FB, nella bacheca del gruppo MLOL-Ragazzi, di una app per iPAD tratta da un albo illustrato di Oliver Jeffers e la notizia aveva dei commenti assolutamente entusiasti. Non possiedo (ancora) un iPAD, ma a quel punto la curiosità personale e professionale era altissima, per cui ho chiesto a un amico di poter scaricare e leggere la app nel suo. Meraviglia. Non so quale altra parola utilizzare. Non voglio qui entrare nel merito del fatto che sia più o meno giusto che nel fare promozione alla lettura si debbano promuovere anche libri digitali (comunque, se a qualcuno dovesse interessare il mio parere, per me è giusto), voglio solo esprimere quello che ho provato io nel leggere questo libro. Ho sempre avuto la sensazione di leggere un albo illustrato. Anche quando muovendo un po’ l’iPAD ho fatto volare via il cappello del signore per strada o ho fatto brillare le stelle con un dito. Un albo illustrato un po’ speciale, ma sempre un libro. Ho utilizzato altre app per iPAD fatte per i bambini, ma non ho mai avuto questa sensazione. La sensazione che in quella specie di “incantesimo” frutto di molte abilità la cosa più importante era la storia che veniva raccontata. Una bellissima storia con quel tocco di magia in più che possono dare le stelle che brillano o un cappello che vola “davvero”. E volersi privare di un tocco di magia è, a mio parere, quasi come rinchiudere il cuore in una bottiglia.

 Sandra Olianas

“I difetti dei grandi”, Janna Carioli (Mondadori 2011)

In una bellissima riflessione pubblicata su “Andersen” di maggio Bruno Tognolini scrive che “guardare un bambino davvero, non la riprova delle tue teorie incarnate in lui, è la cosa più difficile del mondo”.  Noi grandi per esempio non siamo molto bravi a cogliere nei bambini lo scintillio di interesse vero, il “bagliore stupefatto” per qualcosa che gli viene detto, donato, letto o mostrato. Abbiamo bisogno di chiedere ti è piaciuto? Ignorando più o meno consapevolmente la volontà di compiacere l’adulto “di potere” che sta spesso alla base delle loro risposte.
C’è però un momento in cui noi adulti siamo bravissimi ad osservare i bambini: quando si tratta di notare i loro difetti. Ci accorgiamo subito quando sono bugiardi, dicono parolacce fanno fare delle brutte figure etc. E non ci limitiamo a notarli i loro diffetti, ma li diciamo, li ripetiamo, a volte li urliamo anche. Certo, anche i bambini ci sgridano se facciamo una qualunque delle cose per le quali loro vengono rimproverati. Ma per dire davvero I difetti dei grandi avevano bisogno di un piccolo aiuto. Janna Carioli ha scritto una raccolta di poesie apposta per questo, per dare voce a questi “esserini in ambiente ostile” (la definizione è ancora una volta di Tognolini) con la stessa semplicità e immediatezza delle loro osservazioni. Io ho trovato queste poesie a tratti divertenti e a tratti commoventi, ma sempre illuminanti. Quanto ai bambini, leggiamogliele e prepariamoci a guardarli bene: magari è la volta buona che riusciamo a cogliere quel “bagliore stupefatto”.

Prometto che ci provo
a cominciar da adesso:
guardando come siete
migliorerò me stesso.
E non vi chiedo neanche
di essere perfetti
… ma solo di correggere
Anche i vostri difetti! 

Sandra Olianas