Carnevale per immagini

carnevale-per-immaginiNell’ambito delle manifestazioni del Carnevale 2014, organizzate dal comune di Sestu in collaborazione con la Pro Loco, è in programma una presentazione di immagini a tema. Attraverso la proiezione di un’ampia sequenza di foto, molte delle quali inedite, sarà tracciata una cronistoria del carnevale a Sestu dagli inizi del Novecento sino ai giorni nostri. Le immagini legate alle varie rappresentazioni del carnevale allegorico e tradizionale si alterneranno con quelle del carnevale moderno o civile, le cui maschere progressivamente penetrano nella società sarda, e quindi anche a Sestu,  contaminando il modo stesso di intendere e vivere il carnevale. Vedremo poi una rassegna di foto in cui le maschere locali tradizionali dei mustayonis si confrontano con quelle di altri paesi della Sardegna che nel corso degli ultimi dieci anni hanno partecipato al carnevale sestese, in uno scambio reciproco di tradizioni e pantomime. La proiezione sarà accompagnata da un commento esplicativo.

L’appuntamento è previsto per venerdì 28 febbraio a Casa Ofelia, alle ore 17:30.

Per vedere il programma completo dell’edizione 2014 del carnevale clicca su Kranovali sestesu ariseu e oi 2014.

Conferenza sui balli di carnevale

I balli di Carnevale

Conferenza

Sabato 1 marzo 2014, ore 17

Locali Pro Loco, via Roma 26, Sestu

Conferenza carnevale 2

Relatori:

Carlo Pillai – “Balli di Carnevale fra classi egemoni e classi subalterne”

Andrea Locci – “Carnevale e ballo. Le trasformazioni nel Novecento sardo”

Roberto Bullita – “Is Ballus de Krànovali a Sestu fra tradizione e modernità”

Tonio Spiga – “Su Ballu Campidanesu” (illustrazione teorica e pratica, con accompagnamento delle launeddas Michele Deiana)

Il giovedì delle comari

Giovedì delle comariScrive Roberto Bullita, profondo conoscitore di tradizioni popolari sestesi, che in passato il Carnevale era scandito da una serie di appuntamenti di alcuni dei quali si è persa la memoria. Tra questi vi era il “Giovedì delle Comari”, Su Giòbia de is Gomais, che precedeva il Giovedì Grasso. Ne è rimasta traccia in un Pregone emanato nel 1728 da Don Hercules Thomas Rovero, contenente il calendario delle feste da osservare. Tra queste figuravano il Jueve de las Comadres el Jueve Lardero y Lunes y Martes de Carnestolendas, ovvero il Giovedì delle Comari, il Giovedì, il Lunedì e il Martedì Grasso. Il provvedimento viceregio riguardava Cagliari e i paesi vicini, compreso Sestu. Racconta ancora Roberto Bullita che secondo la tradizione, tramandata dagli anziani e confermata anche da alcune fonti scritte riportate dall’antropologa Luisa Orrù, durante su Giòbia de is Gomais uscivano per le vie del paese singolari maschere di uomini travestiti da donna. Nel chiuso delle case nel frattempo le comari friggevano le zeppole che poi usavano scambiarsi reciprocamente, accompagnandole talvolta con scherzi esilaranti. Secondo il calendario del viceré Tomaso Ercole Roero di Cortanze ieri sarebbe stato un Giovedì delle Comari. Qualcuno se ne deve essere ricordato. Insolitamente, circolavano nel paese strane maschere…

S. M.

“Zio lupo e la bambina golosa”. Una favola d’altri tempi?

Zio Lupo Durante il Carnevale, tempo di frittelle e feste a scuola, a chi è stato bambino negli anni settanta succede talvolta che torni in mente la terrificante favola “Zio lupo e la bambina golosa”. E’ una delle storie raccolte da Italo Calvino in “Fiabe Italiane” (Einaudi 1956) che molti di noi leggevano nel secondo volume de “I Quindici”, un’enciclopedia per ragazzi molto diffusa in quegli anni nelle case delle classi popolari.

La storia è questa. Una bambina non pratica nelle arti domestiche, si nasconde in uno sgabuzzino della scuola perché contrariamente alle sue compagne non era riuscita a terminare il lavoro a maglia. Resta per questo senza frittelle. La madre per consolarla decide di fargliele, ma essendo troppo povera non ha in casa nemmeno una padella. La manda allora a chiederne una in prestito allo zio Lupo. Lo zio gliela concede, ma in cambio vuole che la padella gli sia restituita piena di frittelle, con in aggiunta pane e vino. La bambina, però, essendo troppo golosa, lungo la strada si mangia anche le frittelle che deve consegnare allo zio lupo. E non paga si mangia anche il pane e per accompagnarlo si beve pure il vino. Immaginando di poterlo ingannare, mette nella padella, al posto delle frittelle, alcune “polpette di somaro”, fa il pane con la calcina, e riempie il fiasco di acqua sporca. Lo zio lupo ovviamente al primo assaggio scopre l’inganno e minaccia la bambina di mangiarsela la notte stessa. La bimba per difendersi si barrica in casa, tappando porte e finestre, ma si dimentica del camino, dal quale puntualmente zio lupo scende e la divora. Il finale contiene la morale: ” zio lupo mangia sempre le bambine golose”.

In passato, nelle società contadine, questo genere di fiabe popolari, pur provocando gli incubi notturni, svolgeva una funzione educativa. Gli esperti dicono che inoculava nei bambini l’idea del pericolo e insegnava loro che per sopravvivere nel mondo bisognava controllare gli istinti primitivi. E allo stesso tempo faceva capire che, pena il rischio di venire divorati, bisognava superare lo stato selvaggio e adattarsi alle regole sociali (rappresentate in questo caso dal rispetto della parola data). Mutato il contesto sociale e culturale, oggi ai nostri iperprotetti bambini “Zio lupo” non viene più raccontata .

zio lupo 2Tuttavia, nonostante il diverso contesto d’origine, a me sembra che questa fiaba presenti tratti di inquietante attualità. Se ci pensiamo bene è una perfetta metafora del capitalismo dei nostri tempi. Il lupo che presta la padella in cambio di un alto tasso d’interesse (frittelle + pane + vino) potrebbe benissimo rappresentare il rapace sistema speculativo bancario e finanziario che presta denaro ad alti tassi di interesse e drena risorse, divorando le speranze di milioni di lavoratori. E in quest’ottica, la bambina povera che vuole mangiare più frittelle del consentito altro non è che la legittima aspirazione di tante persone a una vita dignitosa. Bollare questo desiderio come un’incontinenza, come un vizio (golosia), ha il valore di un monito ad accontentarsi del poco che si ha (tipo 700 euro di stipendio mensili). Mentre prospettare il rischio di una fine peggiore (che potrebbe essere la perdita del lavoro) è un implicito invito a non mettere in discussione le intollerabili diseguaglianze della società attuale. Non mi stupirebbe dunque se qualcuno, magari dietro il pretesto della salvaguardia delle tradizioni popolari, ce la riproponesse come favola ideale da raccontare ai bambini prima di andare a dormire.

Sandra Mereu

Una Sartiglia da favola!

Una Sartiglia da favola a Oristano. Nell’edizione 2013 brilla su Componidori Valentina Uda

Sartiglia 2013 - Su Componidori della domenica, con maschera color terra (Foto di L. Pirroni)

Sartiglia 2013 – Su Componidori della domenica (Giorgio Sanna) con maschera color terra (Foto di L. Pirroni)

Una Sartiglia irripetibile. Difficile trovarne un’altra che si celebri con lo stesso copione. E con un bottino di stelle che prefigura una nuova stagione miracolosa: quarantuno centri tra la domenica ed il martedì del Carnevale più attraente dell’Isola. Perché proprio dalle stelle colte si interpreta il destino della società, dall’agricoltura all’economia, con un rito propiziatorio che si radica nel tempo. Uno spettacolo da favola con immagini da incorniciare. Uno spot per la Sardegna, con Oristano che diventa l’ombelico della girandola carnevalesca. La grande festa nella città di Eleonora è iniziata sin dalla mattinata con Su Bandu, che ha fatto da apripista alla giostra equestre. Poi la vestizione de Su Componidori che si è trasformato in una vera e propria divinità, attraverso la maschera enigmatica. Nel pomeriggio la sfilata con i vestiti d’altri tempi del corteo medioevale di Eleonora, impersonata per l’occasione da Chiara Giandolfi. Colori sfavillanti delle bardature che si sono intrecciati con il rullo dei tamburi e gli squilli delle trombe a scandire i momenti della giostra. 

Sartiglia 2013

Sartiglia 2013 – Su Componidori del martedì (Valentina Uda) con maschera color cera (Foto di L. Pirroni)

E così è stato aperto il sipario della Sartiglia 2013 – con l’edizione numero 548 – con il classicissimo Incrocio delle Spade, per tre volte, quasi a richiamare il legame spirituale con la trinità e invocare la benedizione divina sulla corsa. La domenica è stata affidata alla regia del Gremio dei Contadini con il capocorsa Giorgio Sanna scelto da S’Oberaju Majori Corrado Sanna, con la benedizione di San Giovanni Battista. E l’adrenalina è salita subito sullo sterrato sabbioso della via Duomo, ai piedi della Cattedrale, con la galoppata perfetta de Su Componidori in sella a Medà (sauro di 8 anni di razza anglo araba), abilissimo e determinato a disegnare la traiettoria giusta per incollare la magica stella. E’ stata l’apoteosi. Un tripudio per il popolo della Sartiglia. Il primo di quindici allori. La buona sorte ha poi baciato anche Su Terzu, Giovanni Utzeri. Poi la discesa di Valentina Uda, perfetta, a scatenare la gioia facendo presagire davvero una giostra  ricca e fortunata. Il quarto bersaglio è arrivato da Raimondo Carta, quindi a seguire Peppino Pinna e Renzo Mura.

Sartiglia 2013 - Cavaliere che riesce a cogliere la stella (Foto di L. Pirroni)

Sartiglia 2013 – Cavaliere che riesce a cogliere la stella (Foto di L. Pirroni)

La massima onorificenza è andata poi a Paolo Faedda, Piergiorgio Cabitza e Alessandro Orrù. Ancora stelle per Andrea Solinas, Alessio Garau e Francesco Castagna. Andrea Piroddi, Salvatore Pau e Francesco Serra hanno chiuso la serie di una domenica incantevole. Quindi, il gesto eroico de Su Componidori con Sa remada a disegnare le croci con Sa Pippia de maju per benedire la folla. Martedì la giostra è stata assegnata, come da consuetudine, al Gremio dei Falegnami. La scelta per il ruolo di capocorsa ha premiato Valentina Uda, terza amazzone a guidare la giostra dopo Annadina Cozzoli ed Elisabetta Sechi. Una designazione inattesa proclamata dal Majorale en Cabo Francesco Cadoni sotto la protezione di San Giuseppe. E, in sella al suo Deflo, la primadonna della Sartiglia non ha deluso certo le aspettative. Da consegnare agli annali il suo gesto di accompagnare verso la discesa sulla via Duomo tutte le altre amazzoni. E poi, una Remada da sogno, impeccabile, supina sul suo cavallo sino alla curva di San Francesco.

Uno show da ricordare con ventisei centri. Tra il pubblico, ad applaudire le gesta eroiche dell’amazzone, anche una donna isolana emblema del coraggio: Rossella Urru. Sotto un cielo grigio e gonfio di pioggia, hanno bissato il successo – con la stella d’oro – Peppino Pinna, Andrea Solinas, Renzo Mura e Francesco Castagna. E’ stato il delirio  per i bersagli infilzati da   Su Terzu Davide Musu, Ignazio Lombardi e Corrado Massidda. Da tramandare la discesa con la stella colta di Sonia Cadeddu. E il trofeo è stato centrato anche da Elisabetta Sechi. Il bottino è andato quindi ad Alessandro Crobu, Antonio Cester e Pierpaolo Falchi. Urla di gioia per Sergio Ledda e Stefano Manca. Applausi senza fine per Franco Carboni e Federico Fadda.

Sedicesima stella per Marco Mura, poi festa grande anche per Gianluca Russo e Maurizio Mugheddu. Trionfo anche per Mauro Secci. Un tripudio ha accolto le stelle colte da Andrea Deias, Fabrizio Pomogranato e Antonio Giandolfi. Ultimi tre allori per Gianluca Manunza, Andrea Manias e Graziano Pala. I riflettori poi sono stati sulla via Mazzini per le pariglie. Da segnalare la piramide della pariglia composta da Davide Fiori, Rodolfo Manni e Furio Tocco. Tre su tre – con cavaliere girato – per Marco Mura, Andrea Piroddi e Andrea Zucca. Applausi anche per la coraggiosa verticale disegnata da Antonello Mele, Federico Misura e Maurizio Mugheddu.

Luciano Pirroni

Kranovali 2013: per finire pentolaccia a cavallo e sfilata etnica

Pentolaccia 2011, Sestu_R. Bullita

Foto di R. Bullita

Questo fine settimana si conclude a Sestu il Carnevale 2013. Sabato 16 alle ore 15 è prevista la pentolaccia a cavallo organizzata dall’Associazione Ippica “Cavalieri San Giorgio Sestu”, dove in un gioco di destrezza e abilità i cavalieri lanciati al galoppo tenteranno di colpire e rompere al volo le pentolacce appese lungo l’argine del Rio Matzeu. Domenica 17 febbraio, nel pomeriggio, sfileranno i gruppi etnici provenienti da varie parti della Sardegna: Is Corraciadores (Meana Sardo), Is Cruzzonis (Siurgus Donigala), Sos Cotzulados (Cuglieri), Su Corongiau (Laconi). A fare gli onori di casa Is Mustayonis e s’Orku foresu. A tarda sera, in Piazza I Maggio, il tradizionale processo a Karnevaloni curato dall’associazione teatrale Is Cumpangius, poi musica e zeppole per tutti.

La locandina Kranovali Sestesu Ariseu e Oi 2013

Domenica e martedì le emozioni della Sartiglia

Sartiglia 1Sarà una girandola di colori ed emozioni, luci e spettacoli, che per due giorni animerà la città di Eleonora. Perché la Sartiglia si identifica con Oristano, trasformandola in un polo d’attrazione culturale e tradizionale della Sardegna. Nel cuore pulsante dell’Isola si accenderà ancora una volta la passione per una manifestazione unica nel suo genere. Un fascino davvero senza tempo per una giostra equestre che taglierà con la Sartiglia 2013 (domenica e martedì) la 548esima edizione. Davvero difficile spiegare il significato dell’evento a chi non vive in questa città. La simbologia è segnata da Su Componidori che, attraverso la sua maschera così enigmatica e misteriosa, diventa il re di Oristano. Senza discussioni. Con poteri divini che si miscelano nei segni di croce del suo popolo. Momenti magici ed irripetibili per un cavaliere. Si pensi, poi, ai costumi con le bardature da favola, alle trombe ed ai tamburi. Alle scuderie addobbate di zeppole ed arrosti. Alle acrobazie sulla via Mazzini. Una miscela indescrivibile. Da vivere minuto dopo minuto. Dunque, è tutto pronto. Sartiglia 3Il prologo alla giostra è avvenuto il  giorno della Candelora, dedicato all’investitura dei due capicorsa. La regia è affidata alla Fondazione Sa Sartiglia, con il patrocinio del Comune, della Provincia e della Regione. I veri protagonisti della giostra saranno comunque i cavalieri, i tamburini, i trombettieri. Il sipario sulla manifestazione si alzerà domenica 10 con la Sartiglia affidata al Gremio dei Contadini, sotto la protezione di San Giovanni. Su Componidori sarà Giorgio Sanna, che vede così avverarsi il sogno di una vita. La designazione è arrivata dai presidenti del gremio Corrado Sanna e Gianni Dessì. Il capocorsa sarà accompagnato da Anthony Maccioni (Segundu Cumponi) e Giovanni Utzeri (Terzu Cumponi). La magia si ripeterà martedì 12 con la manifestazione delegata al Gremio dei Falegnami, con la benedizione di San Giuseppe. E sarà, per la terza volta nella storia della Sartiglia, una donna a vestire i panni de Su Componidori. Per Valentina Uda, protagonista di tante discese ai piedi della cattedrale, sarà un giornata indimenticabile. La nomina è giunta dal presidente del gremio Francesco Cadoni. Su segundu sarà Antonello Fenu, mentre Davide Musu Su terzu. L’ouverture alla corsa sarà data nella mattinata da Su Bandu che – intorno alle 10 – rievocherà le antiche radici della corsa. Verso le 12 la vestizione de Su Componidori. Un cerimoniale identico nel tempo, ma sempre suggestivo, scandito dai rulli dei tamburi e dagli squilli delle trombe. Seduto su uno scanno il cavaliere indossa gli antichi abiti, aiutato dalle massaieddasSartiglia 4I costumi indossati da is Componidoris, i due cavalieri che rispettivamente guideranno la corsa della domenica e quella del martedì, sono caratterizzati da indumenti e da colori caratteristici del proprio gremio. I fiocchi rossi raccolgono gli sbuffi della candida camicia indossata da su Componidori del gremio di San Giovanni. Sono rosa e celesti quelli che sostengono le maniche del capocorsa del gremio di San Giuseppe. Si differenziano anche gli aspetti cromatici delle due giornate. La maschera impenetrabile color terra distingue su Componidori dei contadini, quella pallida ed impassibile è indossata da su Componidori dei falegnami. Poco dopo le 13, inizia la sfilata dei cavalieri sulla via Duomo. Poi l’inizio della giostra, segnato dal rito dell’Incrocio delle Spade. Tre volte si incrociano le spade de Su componidori e de Su Segundu. E’ il prologo della singolare tenzone, con le discese sulla via Duomo che tengono con il fiato sospeso migliaia di spettatori incollati al numero delle stelle centrate. Sarà il destino a decidere la sorte.  Uno dei momenti più emozionanti e toccanti della corsa è di certo l’atto conclusivo de Sa Remada, con su Componidori che chiude ufficialmente la corsa alla stella riverso sul cavallo, affrontando a gran galoppo il percorso salutando e benedicendo il gremio e tutti i presenti. Poi il trasferimento del corteo in via Mazzini per le pariglie.

Luciano Pirroni

Kranovali ariseu e oi (2013)

S'orku foresu e su Jù cun is carrogas (foto di R. Bullita)

S’orku foresu e su Jù cun is carrogas (foto di R. Bullita)

Da oggi, giovedì grasso, prendono avvio le manifestazioni del carnevale sestese organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Pro Loco e altre associazioni culturali che operano a Sestu. Si inizia con una festa in maschera per bambini e si prosegue a partire dalle 18 con la sfilata delle maschere tradizionali locali rappresentate da s’Orku foresu e su Jù cun is carrogas. La giornata di oggi esemplifica in sintesi lo schema del programma delle manifestazioni caratterizzato dal confronto tra tradizioni carnevalesche antiche e moderne. Come ogni anno il carnevale si concluderà, domenica 17, con la sfilata dei gruppi etnici provenienti da vari centri della Sardegna. Per conoscere gli orari e i giorni dei vari appuntamenti cliccare sul link della locandina Kranovali sestesu ariseu e oi 2013.

S. M.