What is left?

Come tanti italiani anche Gustav e Luca, i protagonisti-registi di questo documentario e da sempre elettori di sinistra, hanno pensato che il 2013 sarebbe stato l’anno della svolta. La rimonta di Berlusconi e l’entrata in scena di Beppe Grillo hanno cambiato le carte in tavola. Una serie di incontri, manifestazioni e situazioni paradossali li aiuteranno a districarsi nei meandri di un’identità che, se non è smarrita, è sicuramente appannata. Terzo capitolo dopo “Improvvisamente l’inverno scorso” e “Italy Love it or Leave it”, della fortunata trilogia sull’Italia. (http://www.whatisleft.it/)What is left

Assemblea pubblica con i candidati del PD: lavoro e moralità nella politica

Sestu pluraleMartedì 19 febbraio alle ore 18:30 si svolgerà il secondo appuntamento elettorale organizzato dal Circolo tematico PD “Sestu plurale”. L’incontro verterà sui temi del lavoro e della moralità nella politica. Interverranno i candidati Paolo Fadda e Maria Grazia Dessì. Modera Aldo Pili, sindaco di Sestu. 

L’appuntamento è in via Gramsci 7, I piano, Sestu.

(Guarda la locandina L’Italia Giusta_Lavoro per la Sardegna e Moralità nella politica)

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Circolo tematico PD “Sestu Plurale”

Assemblea pubblica con i candidati del PD: “parliamo di diritti”

L’appuntamento elettorale organizzato dal Circolo tematico PD “Sestu plurale” dedicato al tema dei Diritti, già previsto per la settimana scorsa e rimandato in segno di lutto, si svolgerà giovedì 7 febbraio 2013 alle ore 18:30. Interverranno i candidati alla Camera Romina Mura e Thomas Castangia. Al coordinamento Aldo Pili, sindaco di Sestu. L’incontro avrà luogo in via Gramsci 7, I piano, Sestu.

Nella mattinata, a partire dalle 11, è prevista una “Passeggiata Democratica” al mercato di Sestu organizzata dai Giovani Democratici.

(Guarda la locandina L’ITALIA GIUSTA)

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Circolo tematico PD “Sestu Plurale”

Il Circolo tematico PD “SESTU PLURALE” organizza un incontro per discutere di diritti e dignità della persona

sonora-foto-di-giovanni-coda1Nell’ambito delle iniziative promosse in vista delle elezioni politiche del 24-25 febbraio il Circolo tematico del PD “Sestu Plurale” ha organizzato per giovedì 31 gennaio, alle ore 18:30, un incontro sul tema dei DIRITTI, a partire dal principio della dignità inviolabile della persona e del rispetto dei diritti umani fondamentali.

In particolare si parlerà dei diritti delle donne e dell’impegno dei democratici e dei progressisti a perseguire il contrasto verso ogni violenza, un fenomeno che affonda le sue radici in modelli inaccettabili del rapporto tra i generi e che costituisce una vera e propria violazione dei diritti umani. Si parlerà di diritti di cittadinanza in un’Italia che attende da troppo tempo una legge semplice ma irrinunciabile che faccia di un bambino, figlio d’immigrati, nato e cresciuto in Italia, un cittadino italiano. Si parlerà ancora dei diritti degli omosessuali da garantire con una legge contro l’omofobia e con il riconoscimento giuridico della propria unione di coppia. Si parlerà del diritto dei carcerati a una condizione di vita rispettosa della dignità umana.

Di questi e di altri diritti civili discuteremo con i candidati Thomas Castangia, segretario federale del PD di Cagliari e Romina Mura, sindaco di Sadali.

L’incontro si terrà a Sestu in via Gramsci 7, primo piano.

Guarda la Locandina

Circolo tematico PD “Sestu Plurale”

Inaugurato il circolo tematico del PD “Sestu plurale”

E’ stato un incontro molto partecipato da vecchi e nuovi cittadini sestesi, sino a tarda sera. Si è parlato di libri, di integrazione e interazione culturale.

  

Abbiamo incontrato i nostri concittadini stranieri, assaporato i cibi della loro terra. Abbiamo gustato un ottimo cous cous, preparato per l’occasione dalle amiche senegalesi Aby Thiam Mbaye e Astou Diaw, insieme al riso basmati con i pinoli, hummus e falafel offerti dai palestinesi.

  

Dopo cena la serata è continuata con i ritmi travolgenti dei tamburi africani guidati dal musicista sardo Giorgio Del Rio e si è infine conclusa con un canto melodioso della tradizione irlandese interpretato da Allison McAreavey. Entrambi residenti a Sestu.

  

Il circolo tematico “Sestu plurale” dunque esiste, è stato regolarmente istituito e continuerà a svolgere la sua attività di aggregazione e dibattito.

S. M.

“Sestu plurale” in Sardegna multiculturale

Sonora (Foto di Giovanni Coda)L’Italia è rimasto in Europa uno dei pochissimi paesi dove ancora vigono leggi sulla cittadinanza discriminatorie e restrittive. In Italia è infatti applicato il cosiddetto ius sanguinis, un principio per il quale essere cittadino o cittadina di un paese non dipende dal fatto che in esso si viva, si lavori o si frequenti la scuola, ma dal fatto che nelle proprie vene “scorra il sangue italiano”. Un concetto che rimanda a logiche d’altri tempi, più consone alle usanze primitive delle società arcaiche che a un moderno paese civile. Questa normativa peraltro appare contraddittoria rispetto al nostro recente passato di popolo di migranti e paradossale in relazione alla concessione fatta ai discendenti dei nostri emigrati all’estero del diritto di voto e della cittadinanza, nonostante questi non parlino la nostra lingua, non abbiano studiato in Italia né paghino le tasse nel nostro paese.

Quello dell’integrazione degli stranieri attraverso leggi che facilitino il riconoscimento della cittadinanza non è solo un fatto di civiltà e di buoni sentimenti. Su questo terreno si misurerà la capacità dei nostri politici, di quelli sardi in particolare, di creare opportunità di sviluppo economico per il futuro, mettendo gli immigrati nelle condizioni di insediare o insediarsi in attività economiche utili alla collettività sarda, utilizzando i loro saperi e competenze. Nel 1970 in Italia si contava un cittadino straniero ogni quattrocento residenti; nel 1990 uno ogni cento; oggi è straniero un abitante su 14. Gli immigrati sono quattro milioni e si prevede saranno sei milioni nel 2017 e dodici milioni nel 2050. Di contro, in un recente studio dell’Università di Sassari si sostiene che entro il 2050 la Sardegna perderà 1/3 della sua popolazione.

Lo spopolamento della nostra regione da sempre è stato avvertito come freno dello sviluppo economico. In passato i sovrani piemontesi lo affrontarono con specifiche politiche di colonizzazione. Dalla concessione di terre a coloni tabarchini, provenienti dalle coste del nord Africa, nacque Carloforte e si sviluppò una fiorente attività economica legata alla pesca; ai coloni greci si deve invece l’insediamento di Montresta (vicino a Bosa) e le attività agro-pastorali che si attivarono in quel territorio. Degli “altri” noi sardi, stando alle previsioni demografiche, non possiamo fare a meno neanche oggi e pertanto una politica che si voglia un minimo lungimirante non potrà non tenere conto di questo dato di fatto. Occorre attrezzarsi dunque per creare condizioni atte a incentivare lo stanziamento di nuovi immigrati (sono infatti ancora pochi quelli che decidono di fermarsi stabilmente nella nostra isola) e a favorire un buon livello di convivenza civile tra vecchi e nuovi residenti.

L’integrazione degli stranieri passa innanzitutto attraverso la diffusione di informazione corrette sui vari gruppi etnici residenti e sulla loro cultura. I giornali e i telegiornali spesso non aiutano in questo. Quando ne parlano lo fanno alimentando pregiudizi e luoghi comuni sul loro conto. Ad esempio capita di sentir definire  “nomadi” i rom (più noti come zingari) anche se questi da tempo vivono e lavorano stabilmente nel nostro Paese. Se li si vuole identificare in maniera più precisa, gli stranieri sono genericamente “i romeni”, “gli albanesi”, “i senegalesi”. Raramente sono persone con una storia, con un nome e un cognome. Frequentemente i giornali li definiscono “clandestini”, assimilandoli ai criminali e facendo percepire la loro presenza in Italia come un pericolo: “Investita da un romeno”, “Serie di furti, allarme rom”, sono solo un esempio dei titoli che si leggono sui quotidiani.

Da qui la scelta del circolo tematico “Sestu Plurale” di creare – in occasione dell’inaugurazione, che si terrà sabato 17 novembre – un momento di incontro e di convivialità aperto a tutti i gruppi etnici, linguistici e culturali presenti nel nostro territorio. Osservare i loro oggetti, assaporare il loro cibo, il cous cous e il riso, ascoltare la loro musica e i loro racconti ci permetterà di entrare in contatto diretto con la loro cultura. La conoscenza dell’altro è infatti il vero antidoto contro la paura che nell’immediato crea steccati e alimenta il razzismo. Sentiremo dalla viva voce di Hamze Jammoul quali sentimenti di ansia e preoccupazione attraversano un giovane libanese immigrato che assiste impotente, lontano da casa e dai suoi familiari, alla distruzione del paese dove è nato e cresciuto a causa della guerra, e come solo l’amore e la solidarietà delle persone intorno possono dare la forza per andare avanti. E ascoltando le fiabe palestinesi di Mohammed Ayyoub scopriremo che personaggi e trame di questo genere letterario ci uniscono alla tradizione culturale dei popoli arabi, che il Giufà (lo sciocco) è il “fratello gemello” del nostro Basuccu. E a rendere possibile questa condivisione sono state proprio le migrazioni degli uomini che trasferendo elementi della loro cultura dall’oriente in occidente, e viceversa, hanno contribuito a migliorare, trasformandole, le civiltà.

Sandra Mereu

Inaugurazione del circolo “Sestu Plurale”

SABATO 17 NOVEMBRE SARA’ INAUGURATO A SESTU IL CIRCOLO TEMATICO DEL PD “SESTU PLURALE”. INCONTREREMO GLI STRANIERI RESIDENTI A SESTU, CONOSCEREMO LA LORO CULTURA, LA LORO MUSICA, LA LORO LETTERATURA, IL LORO CIBO E I PRODOTTI ARTIGIANALI DEI LORO PAESI D’ORIGINE. SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!

Marina Pisu – Coordinatrice del circolo tematico “Sestu Plurale”

* Le foto della brochure sono di Giovanni Coda

“Sestu plurale”: idee per un comune aperto a tutti

Si è costituito a Sestu un circolo tematico del PD. Di seguito pubblichiamo il comunicato in cui i promotori dell’iniziativa spiegano le ragioni che hanno spinto tanti tesserati e simpatizzanti del PD di Sestu a dare vita ad un nuovo strumento aggregativo per discutere e approfondire, sullo sfondo delle grandi questioni nazionali, i vecchi e i nuovi problemi del nostro comune e provare a sviluppare, insieme a chi vorrà mettere a disposizione il suo impegno per un interesse collettivo, nuove idee che siano da stimolo per fare di Sestu un luogo più vivibile per tutti. (S. M.)

Il comune di Sestu conta oltre 20.000 abitanti ed occupa una posizione geografica strategica in un contesto territoriale in crescente espansione da un punto di vista socio-economico. La vicinanza con la città di Cagliari, la facilità di accesso alle principali arterie di comunicazione stradale e di trasporto (porto e aeroporto), la vicinanza al polo clinico-universitario della Cittadella di Monserrato, i costi accessibili delle case, una importante area industriale, commerciale e artigianale hanno fatto di Sestu punto di arrivo di tantissime giovani coppie. Questo fatto spiega la crescita costante degli alunni delle scuole cittadine, in controtendenza con la media regionale. Ma questo boom demografico (12.000 abitanti nel 1995, 20.100 circa nel 2012) non è stato indolore; la crescita urbanistica, non governata da strumenti efficaci e senza una pianificazione attenta del territorio (il PUC è stato approvato solo nel 2009) ha comportato un completo stravolgimento della struttura urbana tradizionale, la nascita di quartieri satellite staccati dal paese, una accresciuta richiesta di servizi a cui si è stentato a dare risposta. Ma se questi sono stati e in parte sono ancora i problemi, ci sono anche le opportunità: la crescita ha portato ricchezza, nuovi posti di lavoro, ha fatto uscire il paese da una condizione di marginalità rispetto all’hinterland cagliaritano, diventando polo attrattivo di tantissime nuove attività imprenditoriali. L’edilizia è diventato uno dei settori trainanti dell’economia locale, affiancandosi alla fiorente agricoltura, al commercio, ai servizi, al terziario e facendo di Sestu una cittadina ricca e apprezzata. I nuovi residenti di Sestu, provenienti da Cagliari e in generale da tutta la Sardegna, sono generalmente giovani e coppie, che non sempre però sono riusciti a integrarsi completamente nella realtà cittadina, per varie ragioni: tempi di lavoro, poca conoscenza delle attività locali, difficoltà di allacciare rapporti in un contesto per tradizione ancora “paesano”. Il paese sta vivendo anche un importante cambiamento del contesto socio-culturale, per questo la volontà che ci ha spinto a chiedere l’attivazione di un circolo tematico è favorire un felice connubio tra innovazione e tradizione, con i nuovi cittadini “per residenza” integrati e protagonisti per costruire assieme ai cittadini “per nascita” una Sestu nuova. Sestu è attualmente governata da un’amministrazione di centro sinistra, con un sindaco PD, e ha portato in consiglio due donne del PD originarie della provincia di Nuoro, esprimendo così la novità di un paese di cui sentirsi cittadini per scelta. Crediamo che un circolo tematico del PD dedicato ai problemi dell’integrazione sia un modo felice di aggregare le tantissime persone che vorrebbero impegnarsi e lavorare per questa comunità, ma che non hanno ancora trovato il modo. Pensiamo che ci siano gli spazi per farlo, abbiamo raccolto la richiesta e le proposte di residenti nuovi e vecchi, accomunati dalla voglia di trovare spazi di discussione, di proposta, di iniziativa politica all’interno del nostro partito, plurale per vocazione e per nascita.

Circolo tematico PD “Sestu Plurale”