Il mito della raccolta differenziata perfetta

“Quando le persone sono disinformate il porgere loro i fatti affinché correggano i loro errori ha come unico risultato che si aggrappino alle loro convinzioni ancora più ostinatamente. I giudizi politici già formulati sono impermeabili ai fatti che li contraddicono.”

E’ questa la convinzione di alcuni studiosi americani che si occupano del funzionamento della mente umana in relazione all’esercizio della democrazia. Alle stesse pessimistiche conclusioni  si poteva giungere dopo aver assistito all’assemblea pubblica che si è svolta, martedì 16 settembre 2014, nell’aula consiliare del comune di Sestu.

20140916_180456L’incontro era dedicato al tema della gestione dei rifiuti. A richiederlo erano stati i partecipanti a un gruppo Facebook dedicato a temi locali. La raccolta differenziata è, tra questi, uno dei temi che qui scuote le più intime certezze delle persone. E così mentre in Italia la crescita economica ristagna e il tasso di disoccupazione è tra i più alti d’Europa (solo un italiano su tre ha un lavoro) a Sestu ci si concentra sulla gestione “imperfetta” della raccolta differenziata che talvolta costringe alcuni a riportarsi in casa, per qualche giorno, l’immondezza che producono in eccesso. Verrebbe quasi da pensare che avere la casa splendente e perfettamente in ordine crei in molti l’illusione di esercitare il controllo sulla realtà che sfugge di mano.

Molte sono state le questioni poste, non poche sottendevano simili irrazionali bisogni. L’ “assessora” Stefania Manunza, amministratore competente nella materia come poche volte si è visto a Sestu, ha risposto a tutte le domande dei cittadini senza nascondere i limiti del servizio, spiegandone le ragioni e parallelamente sforzandosi di individuare, compatibilmente con le condizioni dell’appalto in essere, le possibili soluzioni per migliorarlo. Ma a poco è servito. Solo una minoranza di cittadini, informati sulle leggi che regolano la materia e sull’argomento in generale, ha mostrato di essere interessata a soluzioni realistiche dei problemi, oggettivamente tali e riscontrabili da tutti. La maggior parte della platea era composta da cittadini molto ideologizzati e politicamente schierati. Anche di fronte al dato certificato dell’aumento progressivo della quota di differenziato (che ad agosto è arrivata al 65%), nel campo grillino si continuava a sostenere che la raccolta differenziata a Sestu non funziona e che perseverare nel richiedere il rispetto delle regole, da parte del comune, incentivi l’abbandono dei rifiuti nelle campagne.

Quanta disinformazione e pregiudizio circolassero tra le fila dei presenti lo si è capito chiaramente quando il sindaco Aldo Pili ha chiesto di intervenire per fare un breve bilancio storico della raccolta differenziata a Sestu a partire dal suo avvio, 10 anni fa. Reazioni scomposte e isteriche da parte di alcuni gli hanno impedito di portare avanti in maniera lineare il suo ragionamento e alcuni casi personali hanno preteso di imporsi all’attenzione di tutti monopolizzando a più riprese il dibattito.

Fatte salve alcune eccezioni, rispetto alle quali si riconosceva l’oggettiva difficoltà a rispettare le regole che la raccolta differenziata impone, gran parte delle richieste dei cittadini presenti erano invece prive di attinenza con la realtà e alcune persino al limite dell’anarchia. Comprensibili e condivisibili sono apparse le difficoltà lamentate da un’anziana signora che, vivendo sola, non può conferire il cartone in eccesso all’Ecocentro e che per di più, a causa di problemi alle articolazioni delle mani, non riesce a sminuzzarlo adeguatamente per farcelo stare nel bidone in dotazione. A simili esigenze – ha dichiarato Stefania Manunza – il comune verrà appunto incontro fornendo un secondo bidone. Stonata è invece suonata la richiesta di spostare la raccolta del vetro dal sabato (giorno non lavorativo per molti) ad altro giorno della settimana, candidamente motivata con il fatto che il rumore provocato dall’operazione di rovesciamento dei bidoncini desta alcuni troppo presto dal sonno (alle 7!). Senz’altro ignorano, certuni, quale  grave disturbo della quiete provocava un tempo, a chi aveva la sfortuna di vivere accanto all’area dei cassonetti, il gran fracasso che si faceva per agganciarli e poi svuotarli.

20140916_181154Assurda è apparsa anche la richiesta per la quale gli operatori addetti alla raccolta si dovrebbero infilare in vicoli e strade private per ritirare i bidoncini e poi riporli, dopo averli svuotati, di fronte alle rispettive abitazioni. In questo caso la motivazione faceva leva sul fatto che mettere i bidoncini troppo distanti dalla porta di casa, ovvero all’imbocco della via pubblica, li espone al rischio che gli incivili li utilizzino per buttarvi dentro la loro spazzatura. Questa richiesta – ha spiegato il sindaco – contrasta con le norme vigenti. E tutti sappiamo che gli incivili agiscono dappertutto e nessuno può dirsi al riparo da simili scherzi, neanche chi vive nelle principali e illuminate strade del paese. Nondimeno aveva il carattere di un trattamento ad personam la richiesta, avanzata da alcuni cittadini, di poter conferire in contenitori diversi da quelli in dotazione la carta, il vetro o le latine in eccesso. Guai a tenerseli in casa qualche giorno in più sino al successivo ritiro. Troppa fatica e dispendio di energia prendersi la briga di portarli all’Ecocentro.

Come ha spiegato Stefania Manunza – rispondendo puntualmente alle lamentele e alle domande dei cittadini – a simili richieste non si può venire incontro. Il servizio comunale è tarato sul consumo medio dei cittadini. La quantità di carta, ad esempio, che si raccoglie annualmente (circa 800 tonnellate, ovvero meno di 2 kg a famiglia ogni settimana) non giustifica l’utilizzo di bidoni più grandi. L’eccezionalità è gestita dall’Ecocentro, che a detta di tutti funziona e anche molto bene. In generale il servizio porta a porta, che è il sistema che garantisce i migliori risultati in termini di raccolta differenziata, si basa su kit tracciati in modo da assicurare la certezza del pagamento dei tributi comunali, necessari all’erogazione del servizio, da parte di tutte le famiglie e imprese che ne usufruiscono. Adeguare il servizio alle esigenze personali ed eccezionali dei cittadini, se non addirittura “alle comodità” (come si direbbe in sardo) di alcuni, ne farebbe aumentare enormemente i costi e di conseguenza crescerebbero le tasse che si dovrebbero pagare per sostenerlo.

Pretendere di avere  a Sestu, ora, un servizio di raccolta differenziata perfetto come in Germania senza l’autodisciplina e il senso civico dei tedeschi non è un obiettivo realisticamente raggiungibile, né dal nostro né da altri grossi comuni (Cagliari docet!). Allo stesso modo non si può pensare che, stante la nostra disastrata economia, si possa ambire al servizio ideale per tutti i cittadini senza pagare per questo tasse molto alte. Chi lo pretende non ha nessuna consapevolezza delle reali possibilità a disposizione dei nostri amministratori.

Sandra Mereu

A Sestu la raccolta differenziata sta funzionando. Lo confermano i nuovi dati.

Dopo alcuni mesi di assestamento delle nuove modalità di raccolta differenziata sul territorio comunale, la giunta e in modo particolare l’assessora all’ambiente Stefania Manunza sono ora impegnati nella riduzione dei disagi lamentati dai cittadini che, va detto, si sforzano con sensibilità e responsabilità di mettere in pratica le misure che il sistema della raccolta differenziata comporta. Il Comune di Sestu presenta dati confortanti se si pensa che dal 19% di raccolta differenziata prima del 2005, quando è iniziata la raccolta porta-a-porta, si è passati al 50% nel 2008 e finalmente, nell’agosto 2014, a superare il 65% sul totale dei rifiuti urbani. Ma nonostante questi dati siano incoraggianti è necessario perfezionare il meccanismo al fine di migliorare ancora le percentuali mantenendo un servizio su buoni livelli di efficienza, economicità e sostenibilità. Allo stesso tempo è necessaria una campagna di informazione permanente per sensibilizzare sempre di più i cittadini alla pratica della raccolta differenziata. Di seguito l’intervista all’assessore Stefania Manunza.

Stefania Manunza

Stefania Manunza, assessore all’Ambiente del comune di Sestu – Foto di Dietrich Steinmetz

Facciamo il punto della situazione. Da quanto tempo il comune di Sestu ha iniziato ad attuare la raccolta dei rifiuti con il metodo del porta-a-porta?

Da quasi 10 anni, nel 2005 partì la prima sperimentazione di raccolta domiciliare che fu resa definitiva nel marzo del 2006. Il “Decreto Ronchi” imponeva ai comuni una percentuale minima di separazione dei rifiuti urbani del 35% e la raccolta porta-a-porta permetteva di raggiungere quell’obiettivo in tempi ragionevolmente brevi. Già da qualche anno erano presenti nel centro urbano i cassonetti differenziati, ma a quei tempi la sensibilità sul tema dei cittadini era minore e le percentuali di differenziata erano molto inferiori alle potenzialità. I cittadini risposero subito bene al nuovo sistema, tanto che nel 2007 Sestu fu premiata come “Comune Riciclone” fra i comuni più virtuosi nel campo della raccolta differenziata. Da qualche anno però la tendenza alla crescita si era fermata, anche a causa delle mutate condizioni di cui il vecchio contratto non teneva conto. Con il nuovo appalto partito un anno fa, tuttavia, siamo tornati sul giusto binario e oggi si cominciano a vedere i primi risultati. La soglia minima di raccolta differenziata – oggi al 65% – è stata finalmente raggiunta nel mese appena trascorso. Questo dato ci conforta e ci spinge a continuare a lavorare in questa direzione.

Non sono però mancate le polemiche. In che modo state affrontando il disagio dei cittadini rispetto all’irrigidimento delle regole?

Non si tratta di un irrigidimento delle regole, quanto piuttosto dell’applicazione di norme già esistenti su cui finora si era permesso un certo lassismo. Alla luce dei risultati, però, quel tipo di flessibilità – che a volte sfociava quasi in anarchia– non era più accettabile. Infatti, è bastato chiedere ai cittadini uno sforzo in più perché in pochi mesi il dato percentuale salisse di oltre 3 punti. È tuttavia importante per l’Amministrazione tenere conto delle situazioni oggettive di difficoltà per alcune famiglie: a questi casi sarà dedicata un’attenzione particolare perché si possa venire incontro alle loro esigenze garantendo un servizio efficiente ed economicamente sostenibile.

Quali possono essere gli interventi futuri necessari per migliorare la raccolta porta a porta?

Ci sono situazioni problematiche che finora non hanno trovato soluzioni definitive. Fra queste l’annosa questione irrisolta del quartiere di Cortexandra a cui lavoriamo proprio in queste settimane. È di prioritaria importanza rimuovere i cassonetti stradali indifferenziati e dare ai residenti gli strumenti necessari a raggiungere i parametri di raccolta differenziata del resto dei sestesi, disincentivando al contempo i non residenti che approfittano della situazione critica per lasciare lì i loro rifiuti. Esiste anche un problema relativo ai condomini con più di 6-8 unità abitative nel resto del centro urbano. Pochissimi hanno le isole ecologiche interne e il conferimento con i bidoni familiari, specie nei palazzi più grandi, è spesso complicato dalla mancanza di spazio. Stiamo cercando delle soluzioni alternative che vengano incontro agli abitanti di quegli stabili e permettano di mantenere il massimo decoro delle aree intorno ai loro ingressi. Infine, stiamo predisponendo una sorta di bando per permettere a 160 famiglie con anziani o disabili o con bambini piccoli di accedere gratuitamente alla raccolta domiciliare specifica di pannolini/pannoloni 5 giorni a settimana. Nei prossimi giorni saranno pubblicate sul portale comunale le modalità per richiedere questo servizio aggiuntivo.

Ma è proprio vero che la raccolta differenziata costa meno?

Dal punto di vista ambientale, certo! In termini economici, invece, la raccolta differenziata costa meno quando le percentuali di separazione raggiungono livelli alti e i “guadagni” del riciclaggio compensano i maggiori costi dovuti alla raccolta porta-a-porta. Perché un Comune veda dei risultati positivi – che si trasformano automaticamente in minori costi da caricare sulle tasse dei cittadini – devono ottenersi risultati superiori all’80%. Una delle voci più pesanti nel bilancio del servizio di igiene ambientale è lo smaltimento del residuo secco, al momento di circa 200 euro a tonnellata. Aumentare le percentuali di differenziata significa diminuire i rifiuti indifferenziati e dunque ridurre quella voce di spesa.
Auspico che nel prossimo futuro anche Sestu possa raggiungere un obiettivo così ambizioso che pure è alla nostra portata.

Rifiuti, verde pubblico, temi ambientali in generale sono tra gli argomenti preferiti delle discussioni sui sociali network. In tanti amano parlarne e dare buoni consigli al riguardo. Pare ci sia una gran voglia di partecipare. Che spazio c’è per il volontariato nell’ambito della raccolta differenziata?

Le normative ambientali in generale e quelle sui rifiuti in particolare sono piuttosto stringenti: in fondo si tratta di ambiti delicatissimi per la nostra salute ed è giusto che non ci si possa improvvisare attori in questi settori. Tuttavia gli spazi per il volontariato esistono, specie quando si tratta di educazione, formazione e informazione ambientale. Quello è davvero un campo nel quale i volontari ispirati da forti valori ambientalisti e di promozione della sostenibilità potrebbero operare con risultati significativi.

Rispetto alla produzione di rifiuti come intende muoversi il Comune?

Siamo obbligati a cominciare a pensare a forme di incentivazione alla riduzione dei rifiuti. La normativa europea, recepita dall’Italia e presto anche dalla Regione Sardegna, impone di legare i futuri meccanismi di penalità/premialità per gli enti locali alla riduzione totale della quantità di rifiuti prodotta. Ciò è più che naturale: produciamo ogni anno più rifiuti dell’anno precedente e, se continuiamo così, presto la gestione degli scarti delle nostre società peserà sui bilanci pubblici più della produzione dei beni. È inaccettabile non cercare di invertire questa tendenza. Quello che un Comune può fare è incentivare la riduzione dei rifiuti offrendo detrazioni sulla tassa ai cittadini più virtuosi o reinvestendo i minori costi in migliori servizi sostenibili, per esempio. Le idee sono molte, e molte ne aspettiamo dai cittadini, ma intanto lavoriamo tutti per consolidare e migliorare il risultato appena raggiunto. D’ora in poi sarà tutto più facile.

Sandra Mereu

Per informazioni sulla raccolta differenziata a Sestu vedere il sito http://stefaniamanunza.wordpress.com/