LAMPEDUSA – 3 ottobre 2013

"Siamo tutti clandestini" - Orgosolo (NU)

“Siamo tutti clandestini” – Orgosolo (NU)

Non è certo semplice affrontare una tragedia come quella accaduta a Lampedusa, ultimo tragico atto di una lunga serie, senza scadere nella retorica, senza lasciarci trascinare dal sentimento, che pure in questi frangenti ha pieno diritto di esprimersi.
Proviamo orrore e rabbia, soprattutto perché questi fatti accadono da troppo tempo per potersi nascondere dietro il facile alibi del “non sapevamo”. Sappiamo, sappiamo eccome, e lo sappiamo nuovamente in questi difficili anni in cui anche gli italiani hanno ripreso ad emigrare non più per scelta, ma per necessità. Pur non potendo mettere i fenomeni sullo stesso piano, chi di noi non ha uno o più amici lontani perché costretti a cercare altrove quello che l’Italia non riesce più a garantire? Non voglio parlare delle abnormi cifre di vite affondate nel nostro mare, perché non voglio che l’arida statistica faccia dimenticare che dietro ognuno di quei numeri che stiamo mettendo in fila c’era un nome, un volto, una storia, una speranza, un’umanità che ci accomuna a prescindere da qualunque altra considerazione.

L’episodio di Lampedusa mi ha ricordato un murale che ho fotografato qualche anno fa in occasione di una gita con amici ad Orgosolo. Era una giornata fredda d’inverno e minacciava pioggia, il cielo era grigio, e uscendo da una viuzza stretta e un po’ buia, ci siamo ritrovati improvvisamente davanti a questa meraviglia. Nella sua tragica bellezza la considero, oggi, un omaggio di rispetto per gli uomini, le donne e i bambini che ieri notte hanno trovato la morte. Il titolo “Siamo tutti clandestini” rimanda a un sentimento ben preciso del suo autore: la solidarietà che non deve mai venire meno, la capacità di accogliere chi nella disperazione si aggrappa a qualunque mezzo per raggiungere i nostri porti, prima tappa per la ricerca di una vita migliore. Siamo tutti clandestini, ne sono convinta, e lo saremo fino a che non saremo capaci di cambiare le cose.

Il quadro che ha ispirato questo murale è il famosissimo “La zattera della Medusa“, una pittura ad olio del francese Théodore Géricault, esponente della cultura figurativa romantica, che realizzò l’opera tra il 1818 e il 1819. Il fatto di cronaca che lo aveva ispirato risaliva a un episodio avvenuto qualche anno prima: il naufragio di una fregata, la Meduse, che trasportava una delegazione francese verso la colonia senegalese di Saint Louis. E le circostanze, per quello che si sa, sono tragicamente simili al naufragio del barcone di Lampedusa: la Meduse, infatti, trasportava circa 400 persone e naufragò a causa dell’impatto su una secca. Una zattera di fortuna accolse quanti non avevano trovato posto sulle scialuppe e fu da queste ultime trainata, fino a quando qualcuno tagliò la fune e i circa 150 naufraghi sulla zattera furono abbandonati a loro stessi e alla furia del mare. Alla nave che prestò loro soccorso non arrivarono almeno 135 uomini.

Non conosco la data esatta del murale di Orgosolo, che ritengo recente e presumibilmente del toscano Francesco del Casino (o di un suo seguace), insegnante delle scuole medie orgolesi che alla metà degli anni ’70 coi suoi alunni diede vita a una straordinaria stagione creativa. Lo spunto di partenza fu l’anniversario della Liberazione del 1975. Il dipinto francese e il murale orgolese sono figli della stessa sensibilità per la cronaca che vede protagonisti esseri umani: affrontano con linguaggio diverso, ma medesima partecipazione ai fatti, un evento tragico al quale non si sentono estranei, nella misura in cui ogni dramma (come ogni gioia) di un essere umano ci appartiene. E sono al tempo stesso un richiamo alle responsabilità individuali e collettive davanti a ciò che accade quando la storia presenta il conto.

Anna Pistuddi

Primo Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo

I MEETING INTERNAZIONALE DELLE POLITICHE DEL MEDITERRANEO

con

Il responsabile Esteri di Hezbollah, Ammar Al-Mussawi

e lo scrittore Giulietto Chiesa

4-5 ottobre 2013 – Hotel Regina Margherita – Cagliari

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Invito-ITA-250x250Il 4 e 5 ottobre a Cagliari, all’hotel Regina Margherita, si  terrà la prima edizione del “Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo”” organizzato dal Centro Italo Arabo Assadakah, che da anni svolge attività di sensibilizzazione e comunicazione tese ad incentivare il dialogo tra i popoli e la cooperazione.

Ospiti d’eccellenza della due giorni di eventi saranno: il Responsabile Esteri di Hezbollah Ammar Al-Mussawi e il Presidente della TV di Stato Al Manar, Abdallah Kassir, l’ex deputato egiziano Mohamad Mneib Jenedey e il deputato tunisino Abdallah Alzawari.

Durante la prima giornata del Meeting, a partire dalle ore 16:00, si terrà la conferenza dal titolo “Politica ed economia nel Mediterraneo. Nuovi orizzonti tra Africa Mediterranea, Eurasia e Occidente”.      

Durante il dibattito verranno affrontati i temi legati alla situazione geopolitica creatasi in Medio Oriente, in seguito al degenerare del conflitto siriano e della rivolta in Egitto. Inoltre, particolare rilevanza verrà accordata alle dinamiche che hanno condotto alla situazione di instabilità interna dei Paesi di quell’area, e alle ripercussioni che questo fenomeno ha provocato nei rapporti tra le vecchie superpotenze, Usa e Russia, e i Paesi emergenti quali Cina, Iran, Brasile e India.

Alla conferenza, moderata dal giornalista del Sole 24 ore, Alberto Negri, parteciperanno il segretario generale di Assadakah Raimondo Schiavone, che introdurrà i lavori, l’on. Salvatore Cicu, l’On. Antonello Cabras, il  senatore Giorgio Tonini, il presidente del Forum Affari Esteri Giacomo Filibeck ed il giornalista Talal Khrais.

La seconda giornata (5 ottobre) del Meeting, a partire dalle ore 09:30, sarà invece dedicata al tema dell’immigrazione: “Emergenza  immigrazione. Verso una nuova cultura dell’accoglienza”.

Il confronto politico tra il Paese che accoglie e il Paese da cui si emigra, per ragioni economiche, sociali e politiche, sarà al centro del dibattito, nel corso del quale di affronteranno le tematiche inerenti il tema dell’accoglienza, dell’integrazione del rispetto e del dialogo tra le diverse culture e si confronteranno esponenti del mondo accademico, della politica e delle istituzioni.

Interverranno: Gianni Loy, docente del diritto del Lavoro dell’Università degli Studi di Cagliari, Francesco Lo Sardo, direttore del Centro di Prima accoglienza di Elmas, Romina Mura deputato alla Camera del PD e Michele Piras, Deputato alla Camera di Sel, Vicepresidente di Assadakah Sardegna, Franco Murgia.

Nel pomeriggio della stessa giornata, alle ore 17:00, si terrà una tavola rotonda, dal titolo “Controinformazione. Dalla Libia alla Siria, la guerra dei media”, alla presenza dello scrittore e giornalista Giulietto Chiesa, del segretario di Assadakah Schiavone, autore del libro “Syria. Quello che i media non dicono”, che verrà presentato durante l’evento e degli ospiti libanesi, il Responsabile Esteri di Hezbollah Ammar Al-Mussawi e il Presidente della TV di Stato Al Manar, Abdallah Kassir.

Associazione Assadakah Sardegna