Una nuova caserma a Sestu è davvero indispensabile?

All’inizio di luglio il consiglio comunale di Sestu votava all’unanimità un documento al fine di promuovere azioni dimostrative per ottenere dalle autorità statali competenti risposte circa l’annosa questione della Caserma. Colpì in quell’occasione il tenore degli argomenti a sostegno della richiesta. Alcuni consiglieri della minoranza, a cui facevano da sponda anche i consiglieri PD all’opposizione, sostenevano la necessità di una nuova caserma in considerazione della criminalità in aumento e di un ordine pubblico sfuggito al controllo. Si elencavano a conferma di ciò una serie di fatti di cronaca che facevano apparire Sestu come il regno del crimine e dell’illegalità. Nel comune di Sestu, dichiarava convintamente il consigliere Paolo Cau, i furti nelle abitazioni e gli incendi dolosi ai veicoli e agli immobili “non si contano più” (verbale_del_08.07.2014, pg. 21). Gli faceva eco il consigliere Fabio  Pisu (dimessosi qualche settimana più tardi) che, mostrando di dare credito a questa inquietante rappresentazione della realtà, si affrettava a definire Sestu come “una sorta di far west” (verbale del 08.07.2014, pg. 24). Dando seguito alla deliberazione di luglio, l’8 ottobre si è svolto un consiglio comunale straordinario presso la Prefettura di Cagliari. Abbiamo così appreso (L’Unione Sarda, 09/10/2014) che le cose non stanno proprio come ce le avevano raccontate. Non solo i delitti che vengono commessi a Sestu si possono ancora contare ma sono tutt’altro che in aumento. Nel nostro comune non si vive peggio che in altri paesi dell’hinterland, pur dotati di attrezzate e spaziose caserme. Viene allora da domandarsi se, stando così le cose, sia ancora necessario costruire una nuova caserma destinando a tal fine risorse che potrebbero essere altrimenti impegnate. Magari in prevenzione, potenziando i servizi della cultura. Di seguito l’intervista sulla questione della caserma all’assessore al bilancio Andrea Pizanti. (Sandra Mereu)

Andrea Pitzanti, assessore al bilancio del comune di Sestu

Andrea Pitzanti, assessore al bilancio del comune di Sestu

Assessore Pitzanti, ci spiega intanto perché a Sestu, un paese di oltre 20 mila abitanti, non c’è una caserma?
Sestu non ha una caserma propria dal 2008, anno in cui i carabinieri reputarono inidonea la sede storica di via Gorizia, e prima ancora che fosse individuata un’alternativa, la abbandonarono. Il nucleo di stanza nel nostro Comune si trasferì nella vicina caserma di Monserrato. Da quel momento i cittadini di Sestu per denunce e segnalazioni varie dovevano recarsi nel comune vicino. Questo ha creato un certo disagio soprattutto per quella fascia di popolazione che non ha la possibilità di spostarsi con mezzi propri, anziani in primis, data la mancanza di un collegamento diretto di trasporto pubblico tra Sestu e Monserrato. Non è però mai mancato il regolare pattugliamento del territorio da parte delle forze dell’ordine.

Cosa può fare (e cosa ha fatto) il Comune per riportare a Sestu la caserma?
Intanto bisogna chiarire che le caserme sono una competenza dello Stato centrale. Ma ovviamente è interesse del Comune garantire la sicurezza del territorio e dei suoi cittadini. Il Comune da parte sua si è subito attivato per trovare la soluzione. Fu individuato un locale e quindi un’area in Corso Italia per la costruzione di una nuova caserma da mettere a disposizione del ministero con una concessione ultra-decennale. Né l’una né l’altra soluzione sono andate a buon fine. Le ragioni non possono essere certo imputate al Comune. Va detto infatti che la causa principale della mancata costruzione della caserma, al di là della presunta inadeguatezza dell’area individuata, è stato il dirottamento di fondi F.A.S (Fondo per le aree sottoutilizzate) gestiti dallo Stato, originariamente destinati a questo fine, per altre opere considerate più urgenti. Nonostante ciò il Comune si è adoperato in tutti i modi per far fronte al disagio dei cittadini.

In che modo?
Il Comune ha attrezzato con fondi propri (circa 70 mila euro) un locale comunale favorendo l’apertura a Sestu di un ufficio distaccato dei Carabinieri. Dal 2012 in via Di Vittorio è attivo uno sportello dove è possibile depositare denunce e segnalazioni varie. Ovvero dove si espletano tutte quelle pratiche burocratiche che costituiscono gran parte del servizio svolto dai Carabinieri nel territorio comunale.

E’ vero che a Sestu la criminalità è in aumento?
Da quanto emerge da dati ufficiali aggiornati, resi noti dal Prefetto proprio in occasione del consiglio comunale straordinario dell’8 ottobre, i delitti registrati nel nostro comune rispetto all’anno scorso sono diminuiti. Le lesioni dolose sono passate da 11 a 9, le percosse da 4 a 2, i furti da 90 a 66, le rapine da 3 a 1, i danneggiamenti sono scesi da 114 a 90 e quelli specifici legati agli incendi sono passati da 8 a 3. L’ideale sarebbe che tutti i reati si riducessero al minimo o scomparissero del tutto. Ma non si può certo far credere, come purtroppo fanno diversi consiglieri dell’opposizione, che a Sestu ci sia una situazione di emergenza. Che il nostro territorio sia stato abbandonato dalle forze dell’ordine. A Sestu non si vive peggio che in altri comuni del circondario (Quartu, Selargius, Monserrato) in cui è presente una caserma.

E’ circolata la notizia della disponibilità del Comune a stanziare risorse proprie per contribuire alla costruzione di una nuova caserma già dal prossimo bilancio 2015. Può confermarlo?
La presenza della caserma nel Comune è un fatto molto rassicurante per la popolazione residente. Con gli ultimi bilanci che si sono dovuti adeguare alle ristrettezze finanziarie imposte dal patto di stabilità, dalla riduzione dei trasferimenti regionali e dall’azzeramento di quelli statali, non è stato purtroppo possibile sostituirsi al mancato impegno statale nella costruzione della caserma. Il Comune tuttavia, come ha fatto finora, continuerà a cercare tra le pieghe del bilancio le risorse utili a contribuire alla realizzazione di una caserma adeguata alle esigenze del mantenimento dell’ordine pubblico del nostro comune. Ma ovviamente la coperta è corta.

Annunci

Approvato il conto consuntivo 2011

Il consiglio comunale del 26 giugno u. s., convocato in seconda seduta per completare la discussione e la votazione avviata nella precedente riunione, contrariamente a quanto previsto, ha trattato esclusivamente il punto all’ordine del giorno relativo al conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2011. In attesa di chiarimenti di natura tecnica, infatti, la questione relativa alla ricostituzione delle commissioni consiliari è stata momentaneamente accantonata. Considerato da un punto di vista esclusivamente contabile i punti salienti del conto 2011 sono: il buon equilibrio tra le partite di entrata, i flussi di cassa e le uscita, e naturalmente il rispetto del patto di stabilità. Dal punto di vista politico, invece, l’amministrazione – con gli interventi del consigliere Elio Farris prima e del sindaco poi – ha tenuto a mettere in evidenza che, nonostante i vincoli, il comune è riuscito a mantenere invariato, e sotto certi aspetti anche a potenziarlo, il livello di erogazione per i servizi sociali, con particolare riferimento ai servizi alla persona, al sostegno alle famiglie numerose e a quelle bisognose, alla mensa scolastica, agli asili e colonie estive.

Nel corso del 2011 il comune di Sestu, inoltre, ha garantito un adeguato sostegno al settore culturale considerato caratterizzante dell’azione dell’amministrazione, cioè la valorizzazione dei progetti a carattere identitario (lingua sarda e tradizioni locali), e nondimeno a quello strategico di base (biblioteca comunale e istruzione). Nel 2011 inoltre sono stati attivati alcuni cantieri per la sistemazione di strade importanti del paese e si è dato corso agli appalti per interventi che riguardano la via Monserrato, le traverse di via Cagliari, le strade del quartiere Dedalo, via Gorizia e  via G. Cesare. E’ indubbiamente poco rispetto al generale dissesto che caratterizza la viabilità sestese, ma il miglioramento della situazione – stando a quanto sostenuto dal consigliere Elio Farris – dipende in gran parte dalla possibilità di poter utilizzare gli avanzi di bilancio bloccati per effetto del patto di stabilità e quindi dalle decisioni che verranno prese in proposito dall’assessorato regionale alla programmazione. Ed effettivamente, in tempi di ristrettezze economiche come quelli che stiamo vivendo, risulta sempre più assurda e incomprensibile la politica del rigore, a qualunque livello attuata, che impedisce di fare leva sulla spesa pubblica per avviare investimenti in opere strutturali, da molti considerata una valida soluzione per rilanciare l’economia.

Le obiezioni di maggior rilievo sollevate nel merito del conto 2011 hanno riguardato i crediti di incerta esigibilità, addebitati in parte a una società che partecipa alla gestione del mercato agroalimentare e in parte alle società che gestiscono o hanno gestito gli impianti sportivi del comune. Dopo i chiarimenti forniti dall’assessore al bilancio Andrea Pitzanti e dal sindaco, alla fine l’unico voto espressamente contrario è stato quello di Antonio Mura (Fli). Molti erano gli assenti tra le fila dell’opposizione storica (mancavano tutti i riformatori e Cino Perra, esponente della civica Sestu libera). Mentre i 3 rappresentanti del PD che da qualche mese ingrossano le fila dell’opposizione (Mura M., Pisu F., Ledda V.) – dopo il loro voto contrario al bilancio 2012 che ha portato l’amministrazione comunale di Sestu a un passo dal suo scioglimento, scongiurato solo dal voto a favore del consigliere Zanda – avendo seguito e appoggiato tutte le fasi di attuazione del bilancio 2011 hanno scelto di votare a favore dell’approvazione del relativo consuntivo. Apprezzabile la coerenza dimostrata in questa occasione.

Di difficile comprensione invece l’invettiva rivolta, all’atto della dichiarazione di voto, dalla consigliera Mura all’indirizzo del sindaco. Andatevela a leggere quando saranno resi pubblici i verbali. Da quanto si è capito il sindaco si sarebbe reso colpevole di indisciplina rispetto alle direttive del Partito Democratico (sic!) per la nomina del rappresentante dell’Anci sarda (ANCI sta per Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Il sindaco non ha replicato. Può darsi che prima o poi qualche dirigente del PD sardo, terzo e autorevole, si esprima sulla fondatezza di simili accuse. Senza voler entrare nel merito della questione sollevata in consiglio, a me resta però il dubbio che la stessa non sia stata posta nel contesto giusto. Più consona a una riunione del circolo del PD che a una seduta della massima assemblea elettiva rappresentativa dell’autonomia locale, la sortita appare la conferma di una certa tendenza a confondere ruoli e luoghi.

Sandra Mereu