Primarie di marzo, tra sogni e realtà.

Le primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco si terranno domenica 29 marzo. Parteciperanno alla competizione due esponenti del partito democratico: Anna Crisponi e Michela Mura. Due personalità politiche molto diverse tra loro. Vediamo dunque cosa hanno fatto sinora e cosa si propongono di fare per il futuro di Sestu.

Anna CrisponiAnna Crisponi è l’attuale assessora alle politiche sociali. E’ un’informatica, originaria della provincia di Nuoro. Vive a Sestu da vent’anni. Ha scelto il comune di Sestu  tra i tanti dell’Hinterland cagliaritano come luogo ideale per costruire una casa in campagna dove far crescere, insieme al marito, le sue due figlie. L’impegno nel sociale per Anna Crisponi non è solo un proposito ideale da sbandierare nei volantini elettorali ma una vera e concreta scelta di vita. Da anni è impegnata, con altri volontari, nella difficile battaglia per difendere la specificità dell’Ospedale Microcitemico, a tutela della salute dei tanti sardi affetti da talassemia e per la prevenzione di questa malattia, un tempo molto diffusa e invalidante. L’ energia e la propensione all’ascolto delle persone in difficoltà sono stati tratti caratterizzanti nella conduzione del suo assessorato. Altro aspetto che merita di essere messo in evidenza è la pubblicazione degli open data nel sito del comune, una importante scelta di trasparenza amministrativa che colloca Sestu tra i pochi comuni della Sardegna ad essersi adeguati alla normativa nazionale in materia. La candidatura di Anna Crisponi nella carica di sindaco rappresenta una duplice novità. Una novità di genere, innanzitutto, legata al fatto che per la prima volta una donna si presenta per questo ruolo. In secondo luogo questa candidatura riassume e interpreta il mutamento demografico, sociale ed economico degli ultimi decenni che ha trasformato Sestu da piccolo centro contadino del campidano di Cagliari in un comune di oltre 20 mila abitanti, la metà dei quali è composta da immigrati (provenienti per lo più da altri centri dell’isola) e dove i servizi e il commercio costituiscono una consistente fetta della sua economia. Forte della sua esperienza nell’esecutivo, Anna Crisponi vuole migliorare la qualità della vita dei cittadini partendo ovviamente da ciò che rivendica come fatti positivi dell’amministrazione uscente. Tra le tante cose che si prefigge di fare, considera prioritario occuparsi dei bambini e dei giovani che a Sestu, contrariamente ad altri centri che si stanno spopolando, sono una quota importante della popolazione. Ci piace che a questo fine abbia individuato nei servizi culturali uno dei perni fondamentali per la crescita e lo sviluppo delle singole persone e dell’intera comunità.

Michela MuraMichela Mura è una consigliera comunala del partito democratico, passata tra le file dell’opposizione per dissenso verso le scelte dell’amministrazione. E’ una guida turistica e conduce in proprio un’attività legata al turismo. Tiene a far sapere che trascorre il tempo libero all’aria aperta tra trekking e attività sportiva. Per le sue scelte politiche trae ispirazione guardandosi allo specchio. Non essendoci niente che le sia piaciuto di quanto sinora è stato fatto per Sestu, Michela Mura sogna. Così si legge nel volantino che ha distribuito al mercato. Sogna una città con un’anima. Sogna rapporti tra cittadini fondati su valori culturali. Sogna una città che funzioni e si prenda cura di chi la vive. Fa del suo essere originaria di Sestu un punto di forza. Ma per raggiungere la meta agognata non si limita a chiedere l’aiuto dei suoi concittadini. Per essere più sicura – e qui la realpolitik prende il sopravvento sui sogni –  ha chiesto il sostegno a influenti forze esterne, nientemeno che alla sottosegretaria al Ministero per i beni e le attività culturali. Da ieri accanto all’immagine del profilo facebook dell’onorevole Francesca Barracciu campeggia in primo piano quella della sua protetta, Michela Mura, la donna che sogna una città con un’anima. Speriamo che, in cambio dei potenti aiuti ricevuti, quell’anima non sia anche disposta a venderla.

Sandra Mereu

Chi sarà il candidato sindaco del centrosinistra? E chi lo sceglierà?

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Le elezioni si svolgeranno probabilmente a metà maggio ma ancora non si conoscono i nomi dei candidati sindaci dei vari schieramenti che parteciperanno alla competizione elettorale. Nel campo del centrosinistra è stata avviata la procedura per la scelta del candidato tramite lo strumento delle primarie di coalizione. Le candidature emerse sono quella di Anna Crisponi e Michela Mura, ciascuna espressione delle opposte componenti che negli ultimi anni hanno segnato la spaccatura interna al partito democratico locale e determinato gli equilibri in seno al consiglio comunale.

Le primarie, però, che in occasione delle amministrative 2010 venivano osannate come supremo strumento di democrazia, da contrapporre agli accordi “nelle segrete stanze dei partiti” – così andava di moda esprimersi a quei tempi – oggi non sembrano più godere della stessa considerazione. Sicuramente non interessano più al gruppo che compone la maggioranza del circolo territoriale del PD. Vale la pena ricordare che nel 2010 quello stesso gruppo le pretese con forza, nonostante fosse naturale per il sindaco uscente (PD) al suo primo mandato chiedere la riconferma. Aldo Pili vinse le primarie con larga maggioranza (70%) e poi vinse anche le elezioni. Per merito delle primarie, dissero coloro che le avevano richieste (e perse).

Archiviata quell’esperienza e messi in soffitta i “sani principi di democrazia” oggi l’obiettivo si persegue passando per altre vie, ovvero attraverso i tanto vituperati, un tempo, accordi tra le segreterie dei partiti. Incurante dell’avallo dato alle primarie dagli organi provinciali del partito, la segretaria cittadina Monica Mereu ha infatti diramato su fb un comunicato in cui Michela Mura viene data come unica candidata del PD e lo svolgimento delle primarie di coalizione come ipotesi ancora tutta da valutare.

Stando a quanto si legge sull’Unione Sarda di oggi, giovedì 5 marzo 2015, sembra proprio che a Sestu a volere le primarie sia soltanto il gruppo degli iscritti del PD che si riunisce nel circolo tematico “Sestu Plurale”. Le primarie non appassionano più neanche SEL che pure a Cagliari, a dispetto del suo reale peso elettorale, qualche anno fa grazie a questo strumento ha ottenuto la carica di primo cittadino della città.

Il gruppo del PD che ha indicato Anna Crisponi come candidato ha maturato la decisione di chiedere le primarie dopo aver giudicato la proposta della maggioranza del circolo territoriale fortemente provinciale, escludente e carica di pregiudizio. In un paese di 20 mila abitanti dove almeno il 50% dei residenti è composto da immigrati (provenienti per lo più da altri paesi e città della Sardegna), si pretendeva di indicare quale candidato ideale per Sestu un sestese doc, capace di rispondere inequivocabilmente alla fatidica domanda: fill’è chi ni è (sic!). Salvini non avrebbe potuto inventarsene una migliore! Inoltre il candidato sindaco doveva essere una donna dotata di consenso, comprovato dall’aver ottenuto almeno 200 voti alle ultime elezioni. Un identikit abbastanza preciso, mi pare. Per finire, il candidato sindaco non doveva aver rivestito incarichi assessoriali nell’amministrazione uscente.

A questo punto, le primarie sono sembrate l’unica risposta capace di riaprire un confronto aperto. Personalmente rispetto chi diffida delle primarie cogliendone gli evidenti limiti e le imperfezioni, ma mi domando se chi oggi a Sestu chiede che si evitino “perché potrebbero essere laceranti” si renda conto fino in fondo di quali profonde fratture esistano nel centrosinistra del nostro comune. E se davvero c’è ancora chi crede che possa esistere nel panorama politico locale una donna o un uomo della provvidenza capace di mettere tutti d’accordo, suggerirei loro, visto che ci siamo, di verificare prima che non si sia compromessa/o con la passata amministrazione. Potrebbe non passare al vaglio del Sacro Tribunale dell’Inquisizione ovvero la segreteria del circolo territoriale PD di Sestu.

Sandra Mereu

La crisi economica vista dal consiglio comunale di Sestu

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Sestu, Fornaci Scanu

Sestu, come tutti i comuni della Sardegna, in questi ultimi anni sta fortemente risentendo della crisi economica. Hanno chiuso i battenti molti esercizi commerciali e altrettante aziende hanno cessato l’attività e mandato a casa i lavoratori. Nel nostro territorio la crisi sta investendo in modo particolare il settore dell’edilizia che negli ultimi decenni, trainato dalla convulsa espansione dell’abitato, aveva registrato un notevole sviluppo. Ultima in ordine di tempo, ora anche Fornaci Scanu, storica azienda produttrice di laterizi e altri materiali da costruzione, ha messo in mobilità i suoi operai (circa 60) e si teme che presto la stessa sorte toccherà anche agli impiegati.

L’ordine del giorno e la vertenza Fornaci Scanu. Su sollecitazione delle parti sindacali il consiglio comunale di Sestu, nella seduta di martedì 21 ottobre, ha discusso un ordine del giorno finalizzato a impegnare il Comune in iniziative concrete e azioni di stimolo nei confronti di tutti i soggetti istituzionali, Regione in testa, che più del comune, imbrigliato dai vincoli del patto di stabilità, possono svolgere un ruolo nell’individuazione di adeguate soluzioni tese a scongiurare la chiusura definitiva degli stabilimenti dell’azienda. Un fatto, questo, che avrebbe gravi ripercussioni economiche e sociali nel nostro territorio e non solo.

Il dibattito. Presentando l’ordine del giorno, il sindaco Aldo Pili ha illustrato il ruolo che le Fornaci Scanu da circa cinquant’anni svolgono nell’economia di Sestu e dell’intera Sardegna. Molte infrastrutture dell’isola sono state realizzate con i materiali forniti dalle Fornaci Scanu. Si tratta dunque di un’azienda che ha maturato una notevole capacità di pensare e progettare. La sua chiusura comporterebbe quindi, insieme alla perdita di posti di lavoro, la dissipazione di conoscenza e professionalità. Il comune di Sestu – ha sostenuto il vicesindaco Sergio Cardia – non se ne può disinteressare, anche perché in passato ha favorito in vario modo l’insediamento di questa azienda nel suo territorio. E a questo proposito ha ricordato quanto sofferta e tormentata fu la vicenda degli espropri. Nel seguire il dibattito che si è sviluppato intorno a questo argomento ho annotato gli interventi che mi sono sembrati più utili a ricostruire la vicenda ed esemplificativi delle posizioni (e contraddizioni) politiche presenti nell’attuale consiglio comunale di Sestu:

Massimiliano Bullita (Forza Italia): la politica nulla può contro i soggetti finanziari che detengono il controllo dell’economia. L’esponente di Forza Italia ha individuato la causa immediata delle difficoltà in cui si dibattono le Fornaci Scanu nella crisi dell’edilizia e nella concorrenza rappresentata da nuovi materiali da costruzione presenti oggi sul mercato, più isolanti ed economici. La causa remota della crisi sarebbe invece da individuare nell’impossibilità della politica di incidere sulle scelte economiche. L’economia – secondo il consigliere Bullita – è in mano a pochi soggetti finanziari (banche, agenzie di rating) che agiscono su dimensioni planetaria e vanificano ogni possibilità di pianificare lo sviluppo dei territori da parte dei governi nazionali e locali. E’ certamente un’analisi condivisibile. Dire però, come fa Massimiliano Bullita, che all’origine della crisi ci sono in definitiva le pratiche speculative irresponsabili adottate dagli agenti della finanza, significa anche riconoscere, come fanno i più autorevoli economisti, che la crisi che ha investito le economie occidentali (a partire da quella americana) è la conseguenza dell’aumento della diseguaglianza e quindi dell’intensificazione dello sfruttamento e della perdita di valore del lavoro; dell’introduzione di contratti all’insegna della precarietà giovanile che costituisce ormai di fatto la variante moderna della servitù delle società del passato. Significa in ultima analisi riconoscere che all’origine della crisi c’è l’ideologia neoliberista a cui, come è noto, il pensiero politico di Forza Italia si rifà.

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Sestu, consiglio comunale del 21 ottobre 2014

Elio Farris (Sinistra Ecologia e Libertà): una strategia aziendale poco lineare. Fermo restando il contesto di forte crisi economica in cui si trovano ad operare tutte le aziende, in particolare quelle del settore dell’edilizia, SEL per tramite del capogruppo Elio Farris ha espresso alcune perplessità sul comportamento poco coerente tenuto dalla direzione delle Fornaci Scanu. Recentemente l’azienda aveva fatto consistenti investimenti (anche utilizzando contributi pubblici) per adeguare le fabbriche di Sestu e Guspini a nuove lavorazioni e rendere i prodotti tradizionali più competitivi sul mercato. Tutto faceva presagire il rilancio della produzione e il mantenimento in organico delle maestranze. La scelta di mettere in mobilità gli operai è stata pertanto, oltreché inaspettata, rivelatrice di una strategia industriale che va in una direzione opposta a quella della produzione di beni. Nonostante le numerose sollecitazioni dei lavoratori attraverso le organizzazioni sindacali, l’azienda non ha mai presentato un piano industriale e non ha mai chiarito quale sia il suo vero obiettivo. Utile e indispensabile è dunque che l’amministrazione e il consiglio comunale di Sestu stiano affianco ai lavoratori dell’azienda e ne seguano la vertenza, promuovendo nel contempo tutte le azioni che si riterranno utili per scongiurare il loro licenziamento.

Michela Mura (dissidente PD): come ti strumentalizzo il dramma. Sulla stessa lunghezza d’onda dell’opposizione di destra rappresentata da Antonio Mura, la consigliera comunale di quella parte del PD che si è collocata fuori dalla maggioranza ha ritenuto esercizio inutile discutere sulla vertenza Fornaci Scanu e più proficuo evidenziare invece quanto l’amministrazione non avrebbe, a suo dire, fatto a sostegno delle attività produttive del Comune. Incapace di cogliere i principi che ispiravano il documento e il ruolo politico che può effettivamente svolgere il consiglio comunale rispetto a una questione di simile portata, ne ha minimizzato l’efficacia riducendo il tutto a semplice attestazione di solidarietà ai lavoratori dell’azienda. Dopo aver di fatto dichiarato la sua stessa impotenza, ha però pensato di sfruttare l’occasione per l’ennesimo affondo nei confronti dell’amministrazione comunale. Lo ha fatto con i modi e i metodi che la contraddistinguono, cioè mettendo insieme una serie di accuse prive di fondamento o palesemente false. La più eclatante è stata quella per cui il comune starebbe utilizzando i cantieri di lavoro per fini elettorali. Accusa grave di per sé che qualunque amministratore responsabile dovrebbe oltreché pronunciare anche provare. La verità è che i cantieri di lavoro che danno sollievo alla disoccupazione sono interamente finanziati dalla Regione, sia quelli ordinari, che si rinnovano annualmente, che quelli straordinari che sono stati avviati in quest’ultimo periodo in seguito a un bando che risale a settembre 2013 (quindi alla precedente amministrazione regionale di centro-destra). Con questa misura straordinaria l’assessorato regionale al lavoro ha selezionato migliaia di disoccupati di tutta la Sardegna, tra cui 32 cittadini di Sestu. In tutta questa partita il Comune ha svolto un semplice ruolo di smistamento dei curriculum per destinare i lavoratori ai vari cantieri (manutenzione strade, verde pubblico, assistenza amministrativa negli uffici, etc.) in ragione delle loro caratteristiche e capacità. Su ogni considerazione di correttezza e buon senso in Michela Mura prevale evidentemente l’ansia di gettare discredito sull’amministrazione, nella speranza che almeno le persone disinformate la seguano.

Alla fine della seduta tutti i consiglieri hanno votato e approvato il documento discusso.

 Sandra Mereu

Elezioni europee 2014: Sestu in controtendenza.

I risultati elettorali delle europee danno il comune di Sestu in netta controtendenza rispetto al dato nazionale e regionale. Ha votato appena il 41,52% degli aventi diritto. Dunque, fatto salvo un leggero aumento dell’astensionismo (alle ultime regionali aveva partecipato al voto il 48,87 % degli elettori), il dato che balza immediatamente agli occhi è la forte crescita del Movimento 5 stelle. Rispetto alle ultime elezioni in cui il movimento era presente (cioè le politiche del 2013) i grillini passano dal 43% al 47%. Un risultato importante se si considera che nel resto d’Italia il movimento di Grillo si è fermato al 21% e in Sardegna è avanzato sino al 30%. Forse uno dei risultati migliori ottenuti in Sardegna.

Di contro il PD, che nel resto d’Italia è prossimo al 41% e in Sardegna al 39%, registra a Sestu un modesto 27% (1838 voti). Cresce rispetto alle ultime regionali, quando aveva ottenuto il 16,77% (1171 voti), ma in misura di gran lunga inferiore rispetto alla provincia di Cagliari, al resto dell’isola e all’Italia. Facile attribuirne la causa alla frattura insanabile che si è venuta a creare tra le diverse anime del PD che impedisce, nei fatti, una azione unitaria in occasione delle consultazioni elettorali. Contestualmente non ha aiutato la pessima immagine che le incessanti lotte intestine hanno consegnato di questo partito al paese. Nondimeno, sul modesto risultato del PD a Sestu deve aver influito anche un certo disimpegno da parte della segreteria locale guidata da Michela Mura, palesatosi nella mancanza di iniziative pubbliche durante la campagna elettorale e nella ridotta presenza fisica di rappresentanti di lista, riconducibili al circolo territoriale, ai seggi per lo spoglio e durante tutte le operazioni di voto. Il quasi 11% in più, conquistato rispetto alle regionali di febbraio, è verosimilmente da attribuire in gran parte all’apporto dei Rossomori (5% circa ottennero alle regionali, con 200 voti), per una piccola parte ai Socialisti e per la restante parte agli elettori del centro-destra. Sono infatti tanti, lo dimostrano i risultati a livello nazionale, gli elettori del centro-destra che si sentono rassicurati da Renzi e dalla sua politica.

Il risultato della lista Tsipras (4,18%) è in linea con la media nazionale e sarda (sebbene un po’ inferiore a quella della provincia di Cagliari, dove ha registrato il 4,9%). Sostanzialmente questo risultato coincide con quello riportato da SEL nelle ultime elezioni regionali. Ed effettivamente i militanti del circolo locale di SEL “Margherita Hack” sono stati anche gli unici che abbiamo visto impegnati nella campagna a sostegno della lista Tsipras. Ufficialmente vi aderiva anche Rifondazione comunista ma evidentemente i dirigenti locali di questa formazione politica e i loro elettori hanno fatto scelte diverse.

Nel campo del centra-destra, infine, si osserva l’assenza dei Riformatori. Come un fiume carsico, questa forza politica scorre poderosa e compatta in superficie quando entra in gioco il suo leader locale, Michele Cossa, ma si inabissa o si dissolve in mille rivoli sotterranei quando gli interessi in gioco vanno oltre la dimensione locale e necessitano perciò di una visione appena più ampia. Alle elezioni nazionali del 2013 ufficialmente sostenevano, con altri, la lista Monti che raggiuse allora 650 voti; alle successive regionali hanno racimolato 1103 voti, garantendo così la rielezione al loro leader; ieri invece la lista di Monti ha preso appena 40 voti. Nell’area del centro-destra dunque l’unico partito che mantiene una certa consistenza resta Forza Italia: 14% con 946 voti.

Il giovane HoldenParafrasando il giovane Holden, alla luce dei risultati delle europee verrebbe da chiedersi: dove vanno le ochette del Rio Matzeu quando si tagliano le canne? La risposta non può che essere una: nel Movimento 5 stelle. Ed è proprio questo andamento stagionale del voto a rendere incerto e imprevedibile l’esito delle prossime e ormai vicine elezioni comunali.

Sandra Mereu

EPURAZIONE!

sede_comune_SestuCampeggia sulla cronaca locale del maggiore quotidiano regionale di oggi la notizia della ripresa delle ostilità tra le diverse componenti del PD di Sestu (“Sestu, il Pd contro il Pd”, L’Unione Sarda, 7/3/2014). Anticipata da una nota diffusa su facebook, la scomunica lanciata dalla segretaria cittadina Michela Mura agli amministratori PD di maggioranza, sindaco compreso, è stata poi ufficializzata nella seduta serale del consiglio comunale. Come un fulmine a ciel sereno la segretaria cittadina del PD ha dichiarato coram populo che Aldo Pili, Anna Crisponi, Roberto Bullita, Giovanna Podda, Pierpaolo Meloni e Giancarlo Angioni, non fanno più parte del Partito Democratico.

A tanto ardire si è arrivati facendosi scudo della decisione del comitato dei garanti (che risale a qualche mese fa) con la quale è stata rigettata la richiesta di espulsione dal PD nei confronti della stessa Mura, di Fabio Pisu e Valentina Ledda, avanzata dal sindaco e dai consiglieri della maggioranza del Partito democratico in seguito al voto contrario al bilancio del 2012 espresso appunto dai tre dissidenti. Come si ricorderà quel passaggio mise in serio pericolo la tenuta dell’amministrazione di centrosinistra e comportò di conseguenza la necessità di nuovi equilibri interni alla maggioranza.

Forte di un’arbitraria, se non addirittura fantasiosa, interpretazione delle motivazioni addotte dal comitato dei garanti, che vorrebbe i tre dissidenti assolti da ogni addebito mentre il sindaco e la maggioranza addirittura censurati per aver seguito una procedura scorretta, Michela Mura ha dunque emesso la sua irrevocabile sentenza di espulsione. Ogni commento sull’efficacia che potrebbe avere una simile decisione, presa da un’autorità non competente in materia, è assolutamente superfluo.

Di contro, di fronte all’ennesima crisi interna del PD locale non ci si può non domandare perché i livelli superiori del PD continuano a tollerare che lo stesso partito a Sestu faccia convivere legittimamente sotto la stessa bandiera una cosa e il suo esatto contrario? Perché si continua a scegliere di non scegliere? Non serve essere esperti politologici per capire che un simile paradosso è destinato a danneggiare l’immagine del partito e dunque la sua credibilità agli occhi degli elettori ancor più di quanto già non accada ora.

Ma se è vero che il PD attraverso i suoi organismi ufficiali non decide da chi vuole essere rappresentato a Sestu, l’impressione è che le ragioni degli avversari del sindaco e dei consiglieri PD di maggioranza abbiano finora goduto di un maggiore sostegno, a parole e nei fatti. Vale la pena ricordare a questo proposito quanto è accaduto nel marzo dello scorso anno in occasione di una direzione regionale del PD tenutasi a Oristano. Chi vi ha preso parte e i tanti che, come me, hanno seguito quell’incontro in streaming hanno potuto sentire Michela Mura accusare il sindaco di Sestu e “il suo entourage” di ogni genere di nefandezze.

Grande  impressione fecero in particolare le accuse ai danni di questi ultimi di omissioni nell’esercizio delle funzioni pubbliche (“le cooperative stesse che ricevono degli appalti non vengono poi controllate dall’amministrazione nel loro operato”), di aver compiuto azioni  criminali (“gli atti intimidatori nei confronti di una nostra consigliera di 29 anni”) di aver arbitrariamente e ingiustificatamente allontanato i consiglieri dissidenti dalle commissioni con modalità violente (“sono stati epurati da tutte le commissioni consiliari e continuamente mobbizzati”).

Quelle parole sono suonate obiettivamente come accuse gravi (la trascrizione dell’intervento si può ancora leggere sul sito dell’Associazione Nino Carrus, http://www.ninocarrus.it/new/index.php/blog/257-perche-il-pd-ha-perso). Nessuno in quella circostanza si sognò di contestarle. Né risulta che sia mai stato fatto in altre occasioni pubbliche. Di contro Michela Mura ottenne allora l’esplicito sostegno di un alto dirigente del partito che in quella stessa Direzione si espresse a favore di una sua non espulsione.

Le amicizie con esponenti di spicco del PD sardo di cui gode la segretaria cittadina di Sestu,  secondo alcuni, sarebbero anche all’origine della sortita di ieri in consiglio comunale. Così si esprime al riguardo l’assessore agli affari sociali Anna Crisponi: “con la nomina a sottosegretario di Barracciu, a cui la segretaria del circolo territoriale di Sestu è strettamente legata, dopo un breve periodo di quiete è il momento di riprendere le attività di disturbo: ci si sente di nuovo forti e protetti.”

Michela Mura e il suo gruppo si troverebbero dunque oggi sotto l’ala protettiva del Presidente del consiglio. Poco importa evidentemente a chi qualche anno fa conquistò il circolo di Sestu sventolando la bandiera dell’ortodossia comunista che Renzi incarni le posizioni ultra liberal del Partito democratico. Verrebbe però da dire che sotto altri aspetti la corrente renziana sia invece la loro giusta collocazione. Con “Il Principe” novello condividono l’ansia per il potere, mezzi e discutibili metodi.

Sandra Mereu

La rotatoria della discordia: parla il sindaco Aldo Pili.

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Aldo Pili, sindaco del comune di Sestu

Nella seduta del consiglio comunale del 17 luglio,  a margine dell’approvazione della delibera per la costruzione di una rotatoria spartitraffico in via Monserrato, un consigliere dell’opposizione auspicava la costituzione di un comitato di cittadini – un comitato “No Ring”, lo definiva – per contestare l’esecuzione di quest’opera. Neanche il tempo di dirlo, il comitato fa la sua comparsa nella piazzetta delimitata da via Monserrato e via Tripoli con relativo apparato di striscioni e tavolini. Il comitato, ufficialmente composto dagli abitanti del rione, sta raccogliendo firme a sostegno della richiesta di fermare la costruzione della rotatoria. Il motivo principale della protesta è legato al ridimensionamento della piazzetta che la costruzione della rotatoria comporta e quindi alla riduzione di uno spazio verde e ombroso, fatto di qualche albero e una serie di alti cespugli. Sostengono la protesta dei residenti del quartiere le forze politiche dell’opposizione, compresi i tre consiglieri dissidenti del PD, che sostanzialmente considerano la rotatoria un’opera inutile e non risolutiva dei problemi del traffico in quella zona. A completare il quadro le ripetute e pesanti minacce ricevute nei giorni scorsi dal vicesindaco Sergio Cardia (anche assessore all’urbanistica) per spingerlo a desistere dalla realizzazione dell’opera. Ma quali sono le ragioni che portano l’amministrazione comunale a ritenerla invece utile? Lo abbiamo chiesto al sindaco Aldo Pili.

Sig. Sindaco, qual è l’utilità di una rotatoria in via Monserrato, all’altezza dell’incrocio con via Bologna e via Tripoli?

La realizzazione della rotatoria, secondo i progetti ideati dall’amministrazione da vari anni, ha la funzione di regolatore del traffico automobilistico in un punto cruciale del nostro sistema viario. Nessuno può negare che la crescita esponenziale della popolazione di Sestu in questi ultimi quindici anni rende urgente adeguare con efficienza l’intero sistema ai fabbisogni attuali di mobilità, per cui la sua realizzazione rientra in questa logica. Oltretutto, quel particolare contesto viario è messo sempre più a dura prova dal traffico proveniente dai centri ad ovest della SS 131 e da quello del bacino del Parteolla e Trexenta diretto verso il policlinico e la annessa sede universitaria. Inoltre, la rotatoria consentirà ai mezzi pesanti e ai pullman snodati di poter manovrare con maggiore facilità e funzionalità in un punto oggi molto difficile.  Peraltro,  tale opera rientra nella programmazione generale della sistemazione delle strade locali che finora hanno conservato una configurazione urbanistica più adatta al vecchio centro agricolo che a quello moderno e dinamico quale è la nostra cittadina.

Le forze politiche dell’opposizione sostengono che non si tratti di un’opera prioritaria e che sarebbe più utile destinare le risorse stanziate ad altri scopi, come la sistemazione delle strade o delle fognature. Cosa risponde a queste obiezioni?

La risposta è molto semplice. Le motivazioni che ho esposto in precedenza danno la misura della esigenza di intervenire quanto prima in quella parte del sistema. Favorendo peraltro, fatto non secondario, l’attenuazione del pericolo rappresentato dal deflusso delle acque da via Bologna nei momenti di grande piovosità. Per quanto riguarda la lamentela della sistemazione delle strade, forse certe persone piuttosto che farsi  accecare da pregiudizi o furori ideologici da nostalgici conservatori, dovrebbero semplicemente osservare la realtà o ascoltare quanto viene ripetuto continuamente o leggere quanto viene scritto nei programmi annuali e pluriennali dell’amministrazione per capire che si sta portando avanti un grande investimento nelle strade di Sestu. Ciò grazie allo sforzo di questa amministrazione che, a differenza di altre, sta portando avanti investimenti come mai era avvenuto negli ultimi vent’anni. Per quanto riguarda le fogne, la cecità si accompagna a una certa ignoranza di chi dovrebbe sapere ma non fa nulla informarsi, nonostante io personalmente abbia spiegato più volte queste tematiche. Ma proprio per non lasciare nulla di intentato, ribadisco anche per chi non vuole ascoltare che l’investimento nel sistema fognario, importante e fondamentale per la nostra realtà, non è compito dell’amministrazione ma della “A.T.O.” che per motivi politici ben noti non ha certo favorito il nostro fabbisogno in questi ultimi anni.

Nella seduta del consiglio in cui è stata approvata la realizzazione della rotatoria si sono sentite motivazioni contrarie basate su opposti presupposti. Da un lato c’era chi (Michela Mura, consigliere dissidente del PD) lamentava la mancanza di una visione d’insieme e quindi considerava l’opera una soluzione di carattere contingente; dall’altro chi invece (Luciano Muscas, consigliere dei Riformatori) vi accusava di voler realizzare un’opera che guarda al futuro ma di nessuna utilità nell’immediato. Come si inquadra la rotatoria di via Monserrato nell’idea di sviluppo urbano che ha in mente questa amministrazione?

Chi come la consigliera Mura lamenta la mancanza di una visione di insieme, dovrebbe non farsi condizionare da sterili e inutili pregiudizi nei confronti degli amministratori. Se fosse un po’ più serena e libera da un sentimento che è rivolto in tutt’altra direzione rispetto ai temi amministrativi, si accorgerebbe che questa amministrazione ha sempre operato, non solo in questo settore ma in tutti quelli di competenza, con un intento programmatorio generale, rivolto a ricercare le soluzioni migliori per l’intera comunità. Per quanto riguarda la seconda osservazione, mi pare che i chiarimenti si evincano dalle considerazioni già svolte.

Da tempo “piazzetta Pertini” non assolve a quella che è una delle funzioni tipiche di una piazza: favorire l’aggregazione dei cittadini. Ciò è in parte legato alla sua posizione al centro di strade sempre più trafficate e rumorose, in parte alla mancanza di panchine in cui sedersi. Prima del divampare della protesta infatti a nessuno veniva in mente di godere dell’ombra degli alberi portandosi una sedia da casa. Il suo valore sta dunque nella presenza stessa degli alberi, che abbelliscono il quartiere e aiutano a depurare l’aria. Che fine faranno quegli alberi una volta costruita la rotatoria? E come si pensa di supplire al “danno” estetico e salutare?

Innanzitutto, gli alberi non verranno abbattuti ma semplicemente rimossi e trapiantati nelle aree del quartiere Dedalo su cui stiamo intervenendo con investimenti continui per migliorare la vivibilità della zona, nonostante le grandi difficoltà frapposte dal fallimento. Il danno estetico, se di ciò si può parlare, verrà del tutto attenuato dall’arredo urbano che a breve e nel medio termine arricchirà la zona e non solo. E’ opportuno ricordare, tra l’altro, che finora la Piazza Pertini era abbandonata e per nulla frequentata proprio per le condizioni ambientali del sito.

La protesta contro la rotatoria si interseca con il diffuso bisogno dei cittadini di disporre di più aree di verde pubblico curato e attrezzato. Non le sembra che il Comune dovrebbe dare decise risposte anche a questa sentita esigenza?

L’amministrazione fin dai primi momenti si è preoccupata del verde pubblico. Non come fatto singolo o episodico, cioè cura di uno o pochi alberi o messa a dimora di qualche tratto di manto erboso. Invito tutti a fare memoria di come erano le nostre piazze nel 2005,  il parco comunale  e il cimitero, per capire quale grande passo in avanti sia stato fatto. Continueremo ancora nel miglioramento del sistema con progetti realizzabili che riguardano le aree interne all’abitato oggi non gestite dal comune, in quanto non competente, e stiamo per proporre al consiglio l’approvazione di un regolamento generale per la cura e la gestione del verde, che permetterà senza dubbio di fare progressi in questo ambito. Tutto per il benessere della nostra comunità che è sempre il nostro primo interesse. Ringrazio per l’attenzione. Giungano ai lettori di Sestu Reloaded e ai concittadini tutti i più cordiali saluti.

Sandra Mereu

Approvato il conto consuntivo 2011

Il consiglio comunale del 26 giugno u. s., convocato in seconda seduta per completare la discussione e la votazione avviata nella precedente riunione, contrariamente a quanto previsto, ha trattato esclusivamente il punto all’ordine del giorno relativo al conto consuntivo dell’esercizio finanziario 2011. In attesa di chiarimenti di natura tecnica, infatti, la questione relativa alla ricostituzione delle commissioni consiliari è stata momentaneamente accantonata. Considerato da un punto di vista esclusivamente contabile i punti salienti del conto 2011 sono: il buon equilibrio tra le partite di entrata, i flussi di cassa e le uscita, e naturalmente il rispetto del patto di stabilità. Dal punto di vista politico, invece, l’amministrazione – con gli interventi del consigliere Elio Farris prima e del sindaco poi – ha tenuto a mettere in evidenza che, nonostante i vincoli, il comune è riuscito a mantenere invariato, e sotto certi aspetti anche a potenziarlo, il livello di erogazione per i servizi sociali, con particolare riferimento ai servizi alla persona, al sostegno alle famiglie numerose e a quelle bisognose, alla mensa scolastica, agli asili e colonie estive.

Nel corso del 2011 il comune di Sestu, inoltre, ha garantito un adeguato sostegno al settore culturale considerato caratterizzante dell’azione dell’amministrazione, cioè la valorizzazione dei progetti a carattere identitario (lingua sarda e tradizioni locali), e nondimeno a quello strategico di base (biblioteca comunale e istruzione). Nel 2011 inoltre sono stati attivati alcuni cantieri per la sistemazione di strade importanti del paese e si è dato corso agli appalti per interventi che riguardano la via Monserrato, le traverse di via Cagliari, le strade del quartiere Dedalo, via Gorizia e  via G. Cesare. E’ indubbiamente poco rispetto al generale dissesto che caratterizza la viabilità sestese, ma il miglioramento della situazione – stando a quanto sostenuto dal consigliere Elio Farris – dipende in gran parte dalla possibilità di poter utilizzare gli avanzi di bilancio bloccati per effetto del patto di stabilità e quindi dalle decisioni che verranno prese in proposito dall’assessorato regionale alla programmazione. Ed effettivamente, in tempi di ristrettezze economiche come quelli che stiamo vivendo, risulta sempre più assurda e incomprensibile la politica del rigore, a qualunque livello attuata, che impedisce di fare leva sulla spesa pubblica per avviare investimenti in opere strutturali, da molti considerata una valida soluzione per rilanciare l’economia.

Le obiezioni di maggior rilievo sollevate nel merito del conto 2011 hanno riguardato i crediti di incerta esigibilità, addebitati in parte a una società che partecipa alla gestione del mercato agroalimentare e in parte alle società che gestiscono o hanno gestito gli impianti sportivi del comune. Dopo i chiarimenti forniti dall’assessore al bilancio Andrea Pitzanti e dal sindaco, alla fine l’unico voto espressamente contrario è stato quello di Antonio Mura (Fli). Molti erano gli assenti tra le fila dell’opposizione storica (mancavano tutti i riformatori e Cino Perra, esponente della civica Sestu libera). Mentre i 3 rappresentanti del PD che da qualche mese ingrossano le fila dell’opposizione (Mura M., Pisu F., Ledda V.) – dopo il loro voto contrario al bilancio 2012 che ha portato l’amministrazione comunale di Sestu a un passo dal suo scioglimento, scongiurato solo dal voto a favore del consigliere Zanda – avendo seguito e appoggiato tutte le fasi di attuazione del bilancio 2011 hanno scelto di votare a favore dell’approvazione del relativo consuntivo. Apprezzabile la coerenza dimostrata in questa occasione.

Di difficile comprensione invece l’invettiva rivolta, all’atto della dichiarazione di voto, dalla consigliera Mura all’indirizzo del sindaco. Andatevela a leggere quando saranno resi pubblici i verbali. Da quanto si è capito il sindaco si sarebbe reso colpevole di indisciplina rispetto alle direttive del Partito Democratico (sic!) per la nomina del rappresentante dell’Anci sarda (ANCI sta per Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Il sindaco non ha replicato. Può darsi che prima o poi qualche dirigente del PD sardo, terzo e autorevole, si esprima sulla fondatezza di simili accuse. Senza voler entrare nel merito della questione sollevata in consiglio, a me resta però il dubbio che la stessa non sia stata posta nel contesto giusto. Più consona a una riunione del circolo del PD che a una seduta della massima assemblea elettiva rappresentativa dell’autonomia locale, la sortita appare la conferma di una certa tendenza a confondere ruoli e luoghi.

Sandra Mereu

Il discorso “interruptus” del consigliere Elio Farris

Il consiglio comunale di ieri, mercoledì 18 aprile, ha segnato la ripresa dell’attività amministrativa dopo lo sconvolgimento politico causato dalla votazione contraria al bilancio comunale da parte di tre consiglieri del PD tra cui l’ex capogruppo Michela Mura. Dopo l’ingresso in maggioranza di Eliseo Zanda e la sua contestuale elezione alla carica di Presidente del Consiglio, lasciata vacante da Giancarlo Angioni dimessosi per motivi personali, quando a tarda sera si è avviato il dibattito i consiglieri hanno espresso le loro valutazioni in merito. In realtà però solo i consiglieri dell’opposizione e il presidente uscente sono potuti intervenire. O meglio, Elio Farris del gruppo “Per l’Unità della Sinistra” ha avuto il tempo di avviare il suo “ragionamento politico” ma, a causa delle immediate proteste della consigliera Michela Mura che chiamata in causa  lo ha interpretato come un “processo politico”, e subito dopo dell’obiezione del consigliere Cossa che lo ha giudicato non pertinente all’oggetto della discussione (l’elezione del Presidente), il discorso è stato interrotto. Cosa avrebbe detto, proseguendo nel suo ragionamento, il consigliere Farris se ne avesse avuto la possibilità lo potete leggere QUI.

S. M.

Procurad’ e moderare assessores sa tirannia…

In questi ultimi giorni sulla tempesta politica sestese se ne sono sentite e lette di tutti i colori. Spiccano tra tutte, per gravità, le dichiarazioni della segretaria locale del PD Michela Mura la quale non ha esitato ad attribuire a motivi politici lo squarcio delle gomme dell’auto della consigliera Valentina Ledda, individuandone la causa nel “clima di odio diffuso in merito alle questioni che attengono all’amministrazione” e più specificatamente “al voto contrario al bilancio dei tre consiglieri” (Unione Sarda, lunedì 2 aprile 2012). Se la solidarietà alla consigliera Ledda è giusta e doverosa, al pari di quella che si deve a tutte le altre persone che, stando alle dichiarazioni del sindaco (sempre sull’Unione Sarda del 2 aprile), in questi ultimi tempi a Sestu sono state oggetto di atti vandalici, nondimeno in attesa che le forze dell’ordine trovino i colpevoli o si pronuncino in merito, ci si sarebbe aspettati un po’ più di prudenza da parte di chi riveste un ruolo pubblico e di responsabilità. Non è corretto mettere in relazione l’atto di alcuni vandali con la discussione politica, pur accesa, che è in atto a Sestu. Simili tesi ricordano la strategia berlusconiana per la quale ogni violenza (tipo il lancio della statuetta del duomo) era dettata dal clima di odio che la sinistra generava nei suoi confronti.

Leggendo le varie dichiarazioni che si sono susseguite in questi ultimi giorni, inoltre, emerge abbastanza chiaramente che le motivazioni del voto contrario al bilancio sono spiegate dal sindaco e dai tre consiglieri dissidenti del PD in maniera diametralmente opposta. Il sindaco Aldo Pili nell’intervista riportata sull’Unione del 2 aprile ha ribadito che all’origine del mancato sostegno al bilancio ci sono motivazioni molto concrete che poco hanno a che fare con il bene della collettività: “volevano un assessorato”, ha dichiarato. I tre consiglieri nella loro Lettera ai cittadini di Sestu sostengono invece che il loro voto a sfavore è dovuto a motivi politici. A loro un’assessorato non interessa affatto: si sono opposti all’approvazione del bilancio perché questo, in sintesi, non contiene principi di equità e non ha recepito le loro proposte di riduzione della spesa e di valorizzazione del patrimonio comunale. A margine poi i tre consiglieri dissidenti del PD sostengono che il sindaco amministra nell’interesse di pochi (che non sono i più deboli), che usa metodi dispotici tesi ad escluderli dalle decisioni, che la giunta è sorda alle loro istanze, e così via in un crescendo di denunce contra de sos feudatarios per indurli a procurad’ e moderare sa tirannia, senza trascurare di ricordare loro che sas tassas su principiu exigiad limitadas… 

Tra le tante esternazioni fatte in questi ultimi giorni, i tre dissidenti omettono però di dire che – come sottolineato sia dal sindaco nell’intervista sopra citata che dai consiglieri della Sinistra nel comunicato pubblicato in questo blog – hanno sistematicamente disertato le riunioni di maggioranza dove si discutevano e si prendevano le decisioni in merito al bilancio e persino la prima seduta del consiglio (27 marzo) in cui sono stati esaminati gli emendamenti presentati. Nondimeno nel lamentare la richiesta di intervento esterno da parte del sindaco, finalizzata a trovare una composizione tra le parti, dimenticano il conflitto di interessi che si realizza in capo alla consigliera Michela Mura. Chissà perché il sindaco non ha chiamato la segretaria del circolo locale per mediare tra le diverse posizioni espresse rispettivamente dalla consigliera del PD Mura (già capogruppo) e dalla maggioranza del gruppo PD?

Sandra Mereu

Il PD ha un nuovo capogruppo

Ieri si è svolta la prima seduta del consiglio comunale dedicata all’approvazione del bilancio per l’esercizio finanziario del 2012. I lavori si sono svolti in un clima di confronto serrato ma anche di collaborazione tra le parti che ha portato all’approvazione di alcuni punti qualificanti del bilancio comunale: l’aliquota IMU per i terreni fabbricabili si è assestata al 5,8%, le fasce di reddito al di sotto dei 10.000 euro non pagheranno l’addizionale IRPEF. La giornata però sarebbe potuta essere molto più produttiva e molti altri punti si sarebbero potuti definire già ieri se la maggioranza avesse potuto contare anche sulla presenza dei tre consiglieri del PD Ledda, Pisu, Mura i quali hanno disertato l’aula, ostacolando di fatto il regolare svolgimento della seduta. Nel pomeriggio infatti è mancato il numero legale e la seduta si è dovuta sospendere. E’ ormai evidente che si tratta di una scelta strategica tesa a contrastare l’azione della maggioranza. Peraltro i tre consiglieri avevano anche presentato alcuni emendamenti che sono stati poi abbandonati al loro destino.

Tanta irresponsabilità è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così ieri il sindaco Aldo Pili in quanto esponente PD, e gli altri consiglieri del gruppo, Angioni Giancarlo, Meloni Pierpaolo e Podda Giovanna, hanno deciso di revocare la consigliera Mura Michela da capogruppo e contestualmente di designare per questo incarico la consigliera Podda Giovanna. Il persistente atteggiamento della consigliera Mura di non tenere in alcun conto l’esigenza di collegialità all’interno del gruppo evidentemente non poteva essere più tollerata. Molto spesso – mi è capitato varie volte di riferirne in questo blog – in sede di consiglio comunale Michela Mura esprimeva posizioni non concordate e non rispondenti alla volontà della maggioranza del gruppo e della coalizione. E – riferiscono gli altri consiglieri – le diverse occasioni di confronto cercate nell’ultimo periodo per  trovare una soluzione ai problemi hanno registrato solamente un netto atteggiamento di chiusura da parte sua.

Sandra Mereu