Buon Compleanno Faber

“Ogni volta che l’uomo ha voluto rendere comprensibile ciò che non lo è, come per esempio l’animo umano, sono sorte scuole, religioni, filosofie. Tutti tentativi di chiarificazioni che partono da assiomi, da certezze o regole precostituite ma non spiegate, da cui poi nascono ossessioni comportamentali che siamo soliti chiamare fondamentalismi. Conosciamo solo qualcosa di molto personale, impreciso, mutevole. Solo il contatto con il sé più profondo porta alla comprensione e alla trasformazione dei disagi. Una trasformazione che reca con sé  anche qualcosa di artistico, perchè porta a trasformare la contrarietà in qualcosa di bello e utile, che trasmette il desiderio di contemplazione…”

Fabrizio De André

Buon compleanno FaberNel mese di febbraio (dal 6 al 28) Mieleamaro e la Monserratoteca, con il patrocinio della Fondazione De André, organizzano e promuovono una serie di incontri dedicati a Fabrizio De André. Nel titolo, Buon Compleanno Faber, è dichiarata l’occasione della manifestazione che però rifiuta la scontata etichetta di commemorazione, preferendo definirsi in negativo per ciò che non vuole essere: non una cover, non un omaggio e nemmeno un ricordo.

Il ricco calendario degli appuntamenti lascia intravedere un percorso poetico e musicale attraverso la poetica e la visione sociale dell’indimenticabile cantautore genovese, capace come pochi veri artisti di coniugare arte e impegno civile attraverso i linguaggi della musica, della arti visive, della letteratura. Quest’anno la manifestazione è dedicato a Don Andrea Gallo. Il cartellone prevede diversi appuntamenti, gran parte dei quali si terranno a Monserrato, centro a noi vicino e facilmente raggiungibile.

Il programma completo può essere visionato nel sito di Mieleamaro (clicca qui).

Locandina

Il giorno della Memoria 2014

In occasione della Giornata della Memoria quest’anno Equilibri – Circolo dei lettori di Elmas, in collaborazione con l’Istituto Tecnico Agrario “Duca degli Abruzzi”, ISTASAC e Mieleamaro, organizza e promuove la presentazione del libro:

Dipurarazza

L’iniziativa si svolgerà giovedì 30 gennaio alle ore 10.30, nell’aula magna dell’Istituto Agrario di Elmas. Parleranno del libro e del significato del giorno della memoria Mario Avagliano, coautore, giornalista e storico, membro dell’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza e Marina Moncelsi, insegnante e ricercatrice di storia contemporanea, presidente dell’Istituto per la storia dell’antifascismo e dell’età contemporanea nella Sardegna centrale.

Lo stesso giorno, alle ore 18, per iniziativa della Monserratoteca, il libro sarà presentato anche a Monserrato nella Casa della Cultura, in via Giulio Cesare 37.

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Il Libro. «È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti». Così recitava il Manifesto della razza che nel luglio 1938, dopo una virulenta propaganda sui giornali, ufficializzò la svolta antisemita dell’Italia fascista. Entro novembre il regime passò dalle parole ai fatti, varando le cosiddette leggi razziali che equivalsero alla «morte civile» per gli ebrei, banditi da scuole, luoghi di lavoro, esercito, ed espropriati delle loro attività. La bella gioventù dell’epoca (universitari, giornalisti e professionisti in erba) rappresentò l’avanguardia del razzismo fascista. Molti di loro avrebbero costituito l’ossatura della classe dirigente della Repubblica, cancellando le tracce di quel passato oscuro. Non a caso, per lungo tempo la persecuzione è stata declassata dalla memoria collettiva, e da una parte della storiografia, a una pagina nera che gli italiani, in fondo «brava gente», avrebbero subìto passivamente. Per restituirci un’immagine quanto più veritiera possibile dell’atteggiamento della popolazione di fronte alla persecuzione dei connazionali ebrei, Avagliano e Palmieri hanno compiuto una ricognizione di un’enorme mole di fonti (diari, lettere, carteggi burocratici e rapporti dei fiduciari della polizia politica, del Minculpop e del Pnf) dal 1938 al 1943. Ne è emersa una microstoria che narra un «altro Paese», fatto di persecutori (i funzionari di Stato), di agit-prop (i giornalisti e gli intellettuali che prestarono le loro firme), di delatori (per convinzione o convenienza), di spettatori (gli indifferenti) e di semplici sciacalli che approfittarono delle leggi per appropriarsi dei beni e le aziende degli ebrei. Rari i casi di opposizione e di solidarietà, per lo più confinati nella sfera privata. Complessivamente in quegli anni bui milioni di persone si scoprirono di pura razza italiana e i provvedimenti razziali riscossero il consenso maggioritario della popolazione.