SESTU via ELMAS

conferenza mobilità_sestu

“…da Roma e da Firenze e da Milano partono bus per Ancona, Trieste, Parigi, Lubiana, Sofia, Berlino, Tirana, ma da nessun’altra città del mondo che non sia Cagliari partono bus per USSANA VIA SESTU, O MARACALAGONIS”.

(Flavio Soriga, Nuraghe beach)

La diversità.  Seguendo la conferenza che si è svolta ieri a Sestu su mobilità e trasporti mi sono venute in mente le parole con cui lo scrittore Flavio Soriga, nella sua divertentissima guida della Sardegna, sottolinea la straniante peculiarità del sistema dei trasporti che collega Cagliari al suburbio, dove ci sono centri che pur essendo vicinissimi alla città, al contrario di altri più lontani, sono serviti da linee extraurbane. Una condizione che nell’immaginario collettivo da sempre rende i sestesi “diversi” agli occhi degli altri abitanti dell’hinterland. Analogo concetto è stato espresso dal vulcanico sindaco di Elmas, Valter Piscedda, presente tra i relatori. Avendo frequentato il Liceo Siotto, come molti ragazzi del cagliaritano, con lo stesso linguaggio colorito e irriverente di Soriga (anche lui ex “siottino”) ha raccontato come gli studenti di Sestu fossero oggetto di scherno. “Li prendevamo per il culo – ha ricordato – perché viaggiavano in corriera e per loro si modificavano persino gli orari delle lezioni!”.

Una firma non si nega a nessuno. La carenza dei trasporti a Sestu è un’annosa questione che ciclicamente spinge i cittadini a promuovere petizioni, raccolte di firme, dibattiti e conferenze. Ultima in ordine di tempo la conferenza sulla mobilità che si è svolta ieri nell’aula consiliare. L’iniziativa è stata organizzata dai promotori di un comitato civico impegnato per far sì che anche Sestu sia servita dal CTM. Si ritiene infatti che quest’ultima società, più dell’ARST, sia in grado di fornire un servizio “all’avanguardia ed efficiente”. Il CTM effettivamente offre ai paesi che serve una maggiore frequenza di collegamenti, dà la possibilità di un biglietto unico che può essere utilizzato anche nelle tratte urbane, è dotato di tecnologie che facilitano l’accesso alle informazioni da parte dei cittadini (app per cellulari, cartelli elettronici alle fermate che segnalano entro quanto tempo arriverà l’autobus, etc.). Il comitato ha raccolto circa mille firme a sostegno della causa mai ieri, nonostante la capillare pubblicizzazione dell’evento (la notizia è uscita anche sull’Unione), erano presenti solo 39 persone, di cui 9 amministratori.

Perché noi no? Il direttore generale del CTM, Ezio Castagna, si è detto pronto a inviare i suoi nuovissimi mezzi anche a Sestu. Se infatti in passato i problemi di bilancio del Consorzio fungevano da deterrente per i comuni che volevano aderire, risanata la situazione finanziaria che da qualche anno registra persino utili aziendali, ora aderire al CTM non comporta più nessun rischio né alcuna spesa (i costi sono coperti dalla Regione). Basta solo che i comuni interessati ne facciano richiesta. Cosa aspettiamo allora ad aderire? Sarebbe sufficiente che il sindaco scrivesse una bella letterina e d’incanto tutti i nostri problemi si risolverebbero. In realtà le cose non sono così semplici e lineari come potrebbe sembrare. Il sindaco, d’accordo con altri sindaci dell’area vasta, di letterine ne ha scritte tante e tutte indirizzate alla Regione, amministrata dal centrodestra. Alla Regione sarda spetta infatti la decisione di autorizzare l’affidamento della tratta Cagliari-Sestu al CTM. L’autorizzazione però non è mai arrivata. Né mai arriverà finché – come hanno dichiarato molto esplicitamente sia il sindaco di Elmas che il direttore generale del CTM –  prevarranno “altri” interessi, che poco hanno a che fare con quello generale della comunità.

Sestu via Elmas. Collegare Sestu a Elmas (che dista appena 5 km) con l’attivazione di una nuova linea CTM amplierebbe le possibilità di spostamento dei residenti di Sestu. Arrivare a Cagliari passando per Elmas permetterebbe di incrociare la storica linea CTM e quindi di raggiungere facilmente i paesi lungo la direttrice del 9, Assemini e Decimo e in prospettiva anche l’aeroporto. In prospettiva appunto. Perché nemmeno il paese di Elmas al momento è collegato direttamente alla stazione aeroportuale, così come non è lo è con la sua area industriale. Da qui la proposta provocatoria di Valter Piscedda di autofinanziare una linea autonoma del CTM ripartendone i costi (stimati in circa 280 mila euro all’anno) tra i soggetti potenzialmente interessati (comune di Elmas, comune di Sestu, CASIC). Una soluzione che però non sembra legalmente praticabile, stante l’attribuzione delle competenze e delle risorse statali per i trasporti extraurbani in capo alle Regioni.

Il limite dell’impostazione Cagliari-centrica. Quand’anche Sestu venisse servita dal CTM, la proposta economicamente sostenibile per l’azienda – come ha spiegato il direttore generale Castagna – sarebbe quella di una linea “direttissima” che collegasse Sestu a Elmas e poi, per limitare a 30 minuti massimo il tempo di percorrenza e la frequenza delle corse, escludesse fermate intermedie sino a piazza Matteotti. Si ripropone cioè un sistema impostato sulla direttrice centro – periferia, cioè quello che in passato era stato pensato per permettere ai biddunculi della provincia di fare compere alla Rinascente.

Il piano regionale dei trasporti. Ciò che servirebbe oggi è l’integrazione del sistema dei trasporti (autobus, metropolitana, ferrovia) all’interno dell’area vasta di Cagliari, dove vive una popolazione che nel suo complesso è di gran lunga superiore a quella della città e dove è insediata una rilevante quantità di attività produttive. Abbiamo bisogno di collegamenti funzionali ed efficaci che seguendo un percorso circolare e radiale permettano, da qualunque punto si parta, di raggiungere facilmente e in breve tempo le varie zone della città e i diversi comuni dell’hinterland. Come ha sottolineato nel suo intervento il sindaco di Sestu Aldo Pili, è necessario che la Regione dia finalmente attuazione a un piano della mobilità regionale che veda il tema del trasporto pubblico come questione strategica per lo sviluppo economico e civile dell’area vasta di Cagliari e della Sardegna più in generale.

Sandra Mereu

A scuola di bici

Progetto BiciNella Scuola primaria “Anna Frank” di Sestu è partito un corso di educazione all’uso della bici rivolto agli alunni di tutte le classi. Il corso fa parte di uno dei due progetti di sperimentazione didattica finanziati dal comune di Sestu per tramite dell’ assessorato alla cultura e alla pubblica istruzione guidato da Roberto Bullita, ma ben si concilia con la più generale politica di promozione della mobilità sostenibile portata avanti dall’amministrazione.

A molti di noi 40/50enni, cresciuti praticamente in sella a una bicicletta, il fatto che ai nostri figli e nipoti serva addirittura un corso per incoraggiarli ad usare uno dei più divertenti mezzi di trasporto che sia mai stato inventato, suona effettivamente un po’ strano. Ma è sotto gli occhi di tutti che i bambini di oggi non solo non vanno in bici ma nemmeno a piedi e vengono accompagnati dappertutto in macchina dai loro genitori. Un’abitudine che viene giustificata dagli adulti con l’aumento dei pericoli e del traffico sulle strade ma che in realtà solo in parte ha fondate ragioni di esistere.

In un recente studio dell’Istc-Cnr promosso dal Policy Studies Institute di Londra — un’indagine che riguarda 15 Paesi del mondo, tra cui Italia e Germania — è emerso che l’autonomia di spostamento dei bambini italiani nell’andare a scuola è passata dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010. Per fornire un metro di paragone l’autonomia dei bimbi inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al 40%. Non risulta però che nelle nazioni europee dove i bambini vanno a scuola da soli ci siano meno pericoli, meno criminalità, mentre c’è motivo di credere che l’aumento del traffico nelle strade sia legato non poco alla scelta dei genitori di accompagnare i figli a scuola, in palestra, dagli amici e in ogni dove in macchina.

Anche a Sestu la situazione negli ultimi anni ha toccando livelli parossistici, con i genitori che pretendono di accompagnare i figli fin dentro l’aula in auto, macchine in doppia fila negli orari di ingresso e uscita, bambini che rischiano di essere travolti di fronte al portone della scuola, a cui si aggiungono le dosi massicce di smog che siamo tutti costretti a respirare. Ci troviamo insomma di fronte a un circolo vizioso che è bene spezzare, fornendo ai bambini alcuni strumenti per utilizzare la bici con maggiore sicurezza e contestualmente togliendo ai genitori qualcuno degli alibi dietro cui spesso si nascondono per assecondare le loro ansie e insicurezze.

Uno degli obiettivi del corso organizzato dalla scuola primaria “Anna Frank” è appunto quello di suggerire ai bambini nell’immediato una possibilità di autonomia negli spostamenti, che possa poi nel tempo sedimentarsi come sana abitudine su cui far leva per il futuro come possibile alternativa all’uso dell’auto privata. Attraverso questo corso, tenuto dagli esperti di “Città Ciclabile – FIAB” di Cagliari, i bambini apprendono le regole del codice della strada, con particolare attenzione ai segnali dedicati alla bicicletta, e nello stesso tempo imparano a prendersi cura della loro bici e a farne la manutenzione ordinaria. Il tutto attraverso lezioni e laboratori in aula, accompagnate da uscite in bici per esplorare il mondo esterno e misurare le capacità acquisite. Alla fine del corso verrà rilasciato il “patentino del ciclista”.

Sandra Mereu