“Parole al vento”, poesie per iniziare il nuovo anno

reading poesia cif sestuNutrire l’animo per riempire quel senso di vuoto che spesso ci accompagna. Riempirlo di bellezza, spensieratezza, suoni, parole, musica, persone che amano conoscersi e desiderano riconoscersi nel desiderio di condividere tutto questo.

Poesia per iniziare il nuovo anno. Un momento di incontro poetico per trovarsi e conoscersi. Con l’intento di colmare un vuoto, il Centro Italiano Femminile di Sestu organizza una serata di poesia, sabato 2 gennaio alle 17:30 nei locali del parco comunale.

L’organizzatrice della serata, Marinella Fois, ha invitato a partecipare una ventina di autori provenienti da Sestu, da altre parti della Sardegna e del mondo, persone con esperienze umane e professionali diverse, che hanno in comune la passione per la poesia e trovano in quest’arte il modo di esprimersi e esprimere il mondo che li circonda.

‘Parole al vento’, il titolo della serata. Nel segno della massima libertà di espressione, parole che libere si lasciano raccontare, trasportare e interpretare.

La musicalità della parola. Ad accompagnare gli autori ci saranno Ignazio Murru alla chitarra e Michele Ugas al pianoforte. L’intreccio tra musica e poesia è insolubile, un legame profondo. Un mistero che ogni volta si rinnova: la risonanza tra suono e senso.

Vi invitiamo a rinnovare con noi il mistero, sabato 2 gennaio alle 17:30 nei locali del parco comunale.

Gli autori che hanno dato la loro adesione:

Ignazio Murru, Katia Debora Melis, Chicco Pais, Aldo Lai, Ramona Oliviero, Camillo Pili, Giuseppa Sicura, Bianca Mannu, Fabio Pisu, Giorgio Valdes, Maria Tina Biggio, Carlo Onnis, Aldo Loru, Pietro Cogoni, Enrica Meloni, Boucar Wade, Daniela Pia, Carlo Sorgia, Laura Ficco, Fernanda Pinna, Sergio Mereu, Angelica Piras.

Carla Cristofoli

Festa dei lettori 2015

Festa dei lettori_AngelicaElmas,  3 ottobre 2015 – Piazza Cambosu, dalle 15.00 alle 19.00

Non si nasce con l’istinto della lettura come si nasce con quello di mangiare e bere…bisogna educare i bambini alla lettura (Gianni Rodari)

PROGRAMMA

Ore 15.00 – 16.00 Animazione per bambini: Cada Die Teatro, Giancarlo Biffi presenta “Quincho e la gatta dal ciuffo rosso”

 A partire dalle ore 16.00 circa:Spazio alla creatività”.

L’Associazione FogliVolanti proporrà l’attività laboratoriale intitolata “Giardino di farfalle”, dove ogni bambino verrà guidato nella realizzazione di piccole farfalle di cartoncino colorato (da portare via o lasciare nei prati).

Ore 18.00 – 19.00  Reading di poesia (a cura di Angelica Piras).

Hanno dato la loro adesione i poeti:  Rosaria Floris,  Katia Debora Melis, Giuseppa Sicura, Bianca Mannu, Carlo Onnis, Silvia Serafi, Massimo Steri, Sergio Mereu, Marilisa Boi, Marina Cozzolino, Maria Tina Biggio,Fernanda Pinna, Marinella Fois, Anna Pistuddi, Marina Corona, Carlo Sorgia, Giorgio Peddio, Enrica Meloni, Boukar Wade, Roberto Concu, Gabriele Soro, Beppe Roggio. Accompagnamento di Manuel Cabras.

BOOKCROSSING in Piazza a cura di “Equilibri, Circolo dei Lettori e Presidio del Libro di Elmas” (prestito, scambio, suggerimenti su libri e letture per bambini, ragazzi e adulti)

L’ANGOLO DELLA BIBLIOTECA. La Biblioteca comunale curerà un suo apposito spazio. Sarà possibile iscriversi, chiedere informazioni sui servizi, sui libri a disposizione, dare suggerimenti e fare richieste di libri che si vorrebbe fossero acquistati.

PER I BAMBINI: saranno messi a disposizione tavolini, album e colori per tutti quei bambini che vorranno inventare disegni, pensieri, sui libri e sulla lettura. I tre lavori migliori saranno premiati con la copia di un libro scelto dagli organizzatori.

“Sestu: noi e gli altri”, letture pubbliche

Il CIF, Centro Italiano Femminile di Sestu, presieduto da Anna Maria Pintus, alla fine dello scorso anno ha bandito un concorso letterario intitolato “Sestu: noi e gli altri”. L’idea era nata dalla constatazione che nel nostro comune “sono tanti coloro che amano esprimere le proprie emozioni e raccontarsi attraverso la scrittura”. Non essendo però pervenuto un numero sufficiente di elaborati il CIF non ha ritenuto opportuno stabilire meriti di valore e assegnare i premi previsti dal bando.

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Le donne del CIF Sestu

Gli organizzatori del concorso hanno comunque letto con attenzione i testi ricevuti  e hanno valutato che gli autori avessero risposto appieno al tema del concorso, interpretando ciascuno a suo modo il luogo dove sono nati o dove sono arrivati per caso o per scelta e rappresentandolo come lo ricordano, come lo vivono e come lo vorrebbero.

Ritenendo che i testi fossero tutti degni di essere conosciuti e apprezzati da un pubblico più vasto, giovedì 26 marzo, nella sala consiliare il CIF  ha organizzato la lettura pubblica delle poesie e dei racconti pervenuti. Un folto pubblico ha seguito con attenzione i brani letti da Carla Caboni e commentati da Carla Cristofoli.

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Gli autori. Da sx: Marinella Fois, Ramona Oliviero, Aldo Loru, Aldo Lai, Giorgio Valdes

Per l’occasione è stato distribuito un libretto contenente tutte le poesie e i racconti, con l’introduzione curata da Carla Cristofoli, che potete leggere scaricando il pdf allegato: Sestu, noi e gli altri_CIF

Sandra Mereu

“Fuori asse” di Alessio Simoni

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Fuori asse

Eternamente fuori posto

Nel gioco del cosmo

Senza sistema, senza schema.

Blocca l’ingranaggio di quest’anatema.

Difendi il tuo stato ad oltranza,

non farti inglobare dalla maggioranza.

Per loro quel che fai è un oltraggio,

accetta, esterna il dissenso al loro male,

rifiuta chi vuol indottrinare portando paura,

sradicando ogni pianta di cultura.

Semina semi sempreverdi.

Svermina vermi putrescenti.

Fai splendere il faro del tuo sapere,

non fermarti adesso, non devi più tacere.

Alessio Simoni

(12/06/2014)

XIV edizione del Premio gramsci, ad Anna Pistuddi il secondo premio per la poesia in lingua italiana

locandina premiazione ultima (2)Giovedì 22 gennaio 2015 si svolgerà ad Ales (sala conferenze del comune) la premiazione dei vincitori della quattordicesima edizione del Premio letterario Antonio Gramsci. Una qualificata giuria composta da Salvatore Zucca, Presidente, Giulio Angioni, Maria Paola Masala e Lilli Pruna, ha attentamente vagliato le 34 opere inedite arrivate ed equamente divise nelle tre sezioni in cui si articola il Premio: saggistica, Prosa e poesia in lingua italiana, Prosa e poesia in lingua sarda.

Per la saggistica il primo premio è andato a Michele Marseglia che ha presentato un lavoro dal titolo “Antonio Gramsci Tracce di vita e di pensiero nelle Lettere e in altri scritti: rivisitazione di una biografia” di cui si è apprezzato in particolare la scrupolosa attenzione con cui analizza sia il contesto sia il significato della complessa biografia di Gramsci, evitando di vedere in ogni episodio della vita del giovane Gramsci la prefigurazione di ciò che sarà il pensiero del Gramsci maturo.

Il primo premio per la sezione Prosa e poesia in lingua italiana è andato all’opera “Su sessantotto” scritto da Costantina Frau, un lungo racconto ricco di cultura, angosce, speranze, illusioni. Del racconto si apprezza la capacità della protagonista di comunicare il dramma di un’esistenza dimidiata tra il forte ancoraggio al mondo di tradizioni e valori di un paese della Sardegna, e l’apertura verso il mondo della cultura, dell’arte, degli studi conquistato al prezzo di indomabile bontà e di grandi sacrifici. In esso il Sessantotto è vissuto e raccontato da una angolatura particolare e antiretorica. Una galleria di tipi umani e di situazioni rende il lavoro godibile. Ci piace inoltre segnalare che per questa sezione Anna Pistuddi di Sestu si è aggiudicata il secondo premio con la poesia “Diciotto novembre duemilatredici”.

Nella sezione Prosa e poesia in lingua sarda ha vinto il racconto “Sa notte tribulata de Maria Bonaria” di Vittorio Sella. Qui “la constatazione di un affresco distrutto – si legge nelle motivazioni della giuria – fa scattare nella protagonista anziana il filo dei ricordi di tutta una vita con le sue ansie, le sue speranze, le sue illusioni”.

La premiazione dei vincitori si svolgerà giovedì 22 gennaio nell’ambito di una più ampia iniziativa (leggi il Programma 22. 23 gennaio 2015) che unisce il nome di Gramsci (nel centoventiquattresimo anniversario della nascita) e quello di Sergio Atzeni, di cui quest’anno ricorre il ventennale della morte. A partire dalle 17.30, reading di brani tratti dal romanzo Bellas Mariposas e letture di articoli giornalistici su Gramsci (raccolti nel numero speciale del Cagliaritano“Un caffè con contorno di jazz. Speciale tutto Gramsci”) faranno da corollario alla consegna dei premi.

E…STATE A CASA OFELIA 2014 – Parte II. Fine settimana tra musica e poesia

Dopo la pausa della festa di San Gemiliano, riprende questo fine settimana la rassegna “E…STATE A CASA OFELIA“.

Chitarra e violino imgAd aprire la seconda parte del programma, giovedì 11 settembre alle ore 21, sarà il concerto “Dal Barocco al ‘900”. Francesco Pilia al violino e Matteo Cao alla chitarra eseguiranno brani classici, spaziando da Vivaldi ai compositori del Novecento.

locandina-rossano-alba-e-andrea-puxedduVenerdì 12 settembre, sul palco del cortile di Casa Ofelia, a partire dalle 21, si esibiranno i BioRythms (Danilo Sanna – Chitarre; Matteo Marongiu – Basso; Pierpaolo Sedda – Percussioni; Andrea Cogoni – Batteria) con un repertorio JazzProg. Biorythms

A seguire il RA Duo, il duo di chitarre composto da Rossano Alba e Andrea Pusceddu. Entrambi i gruppi eseguiranno brani originali del rispettivo repertorio.

is-arrosas-de-urasSabato 13, alle ore 21, è la volta della parola, con il reading di poesie in lingua sarda “Is arrosas de Uras” di Vincenzo Pisanu. Lo accompagnano le musiche di Andrea Andrillo e Roberto Massa.

100-per-100-nino-rotaDomenica 14, alle ore 21, il programma della settimana si conclude con un concerto dedicato al “100 per cento” a Nino Rota, musicista noto al grande pubblico per la sterminata produzione di musica per il cinema. Sono firmate da Nino Rota oltre centocinquanta colonne sonore che hanno lasciato un segno indelebile nella storia musicale del ‘900. Tra queste le indimenticabili musiche legate ai grandi film di Fellini, “Amarcord”, “8 ½” “La dolce vita”, “La strada” e “Le notti di Cabiria”;  i temi musicali di “Giulietta e Romeo” di Zeffirelli e de “Il Padrino” (che gli valse il premio Oscar nel 1975); i valzer ottocentecenteschi del viscontiano “Gattopardo” e i giocosi ed esilaranti motivetti del “Gian Burrasca” televisivo della Wertmüller. Il progetto è curato ed eseguito dal gruppo musicale OfficinAcustica.

Bacco e Venere esistono ancora!

F. C. Marinelli

Flavio Marinelli 2014 – Ispirato al racconto di un viaggiatore francese  dell’Ottocento

Associazione Folk Culturale San Gemiliano, Comune di Sestu Assessorati Cultura e Turismo, Ass.ne Turistica Pro Loco Sestu, Regione Autonoma della Sardegna – Presidenza del Consiglio Regionale – Assessorato Regionale P. I.

Con il patrocinio del Comune di Sestu l’Associazione Folkloristica Culturale S. Gemiliano… pensando al suo Cinquantennale organizza “Una serata per conoscere e per non dimenticare poesia e poetica in Sardegna: in musica, in canto, in rima, in versi e in ballo”.

Con la partecipazione di: Gavino Maieli, Direttore delle Riviste “S’Ischiglia” e “Nur”, Vittoriano Pili, cultore di espressioni diverse in Lingua Sarda, Carlo Pillai, studioso e scrittore di Lingua e Poesia Sarda, Luciana Onnis, Fondazione Faustino Onnis Selargius.

1964 -2014. Venerdì 27 Giugno – ore 20,00 Casa Ofelia Marras – Via Parrocchia – Sestu.

Così potevamo leggere nella locandina attaccata al vetro del bar a fine Giugno in paese e, a dirla tutta, la cosa sembrava parecchio interessante. “Ma dai – mi disse Gianni – è la solita serata di pseudo professoroni so-tutto-io, la solita palla”. “Più che altro – ribatté Franco col suo solito risolino beffardo da simpatica canaglia – sarà noiosa perché pivelle non ce ne sono… minimo solo gente seria e vecchia… e musica antica… e se ci vanno sono vestite in costume, che o se la tirano o non possono lasciarsi andare… e poi alcuni di questi mi sembra di conoscerli, si creint meda”. “La scorsa volta ci sono andato e alla fine c’era roba da mangiare e da bere, lo fanno sempre…” – gettai l’esca. “Vino o birra?” “Vino bianco e nero e roba tipo salame, prosciutto, formaggio e dolci”. “Boh… vediamo…” “Ita vediamo, andiamo verso la fine, dai retta a me, mai che me lo perdo il cumbido… e poi a fine serata le ballerine se lo tolgono il gesso…” Fu così che non sfumò la mia idea di andarci in cricca, sapevo che sarebbe stato inutile cercare di convincerli parlando di poesia.

Arrivò il venerdì, andai al Comune, ci eravamo dati appuntamento lì per le sette e mezza: una birra, una sigaretta e via, come facciamo sempre, quella volta direzione casa di Tzia Ofelia. Franco e Gianni erano già lì, in piedi vicino alla nostra panchina… che cosa è successo? – pensai vedendoli. “Mi sa che andiamo”, disse Gianni ammiccando verso il compare. Mancavano venti minuti: Bacco e Venere esistono ancora.

Entrammo nel vecchio cortile valicando il grande portone di legno, c’era già gente che aspettava di prender posto nella sala conferenze, in fondo a destra, non erano tanti, ma si vedeva un certo movimento e sembravano socievoli. Ormai le otto erano passate, decisero di iniziare. Occupammo una fila a mezza sala, le file di sedie erano da tre, sembrava fatto apposta per noi. Il Presidente del gruppo folk San Gemiliano, Camillo Pili, un tipo simpatico coi baffetti e un bel sorriso, salutò i convenuti e presentò i relatori, poi lesse una poesia scritta da lui la mattina, ispirata al tema della conferenza, parlava del suono che arriva da ciò che ci sta intorno, dalle foglie di un albero o dal cammino di un’onda, tutto ha suono e musica e poesia, basta trovare il silenzio dal rumore e ascoltare. Ci mise a nostro agio, il ghiaccio era rotto e bene direi. Poi prese la parola il fratello, Vittoriano (“lo sapevo io – borbottò Gianni seduto alla mia destra -, tutto in famiglia, la solita mafia”), parlò degli emigrati sardi degli anni sessanta, gli anni della nascita del gruppo folk, e poi lesse un racconto di un francese del 1800, tradotto da lui, la descrizione di un ballo tondo a launeddas della zona di Pirri, mi pare, una scena ricca di particolari, quasi una foto o un film girato da uno che di cinepresa e tecnica della comunicazione ne sa.

Anche Vittoriano era molto simpatico, era serio, ma “alla fidata ne tzaccava battute” – come mi disse qualche giorno dopo Franco (quella sera seduto all’altra estremità della nostra fila di tres scannus, con un occhio al tavolo intarsiato dei relatori e l’altro, invisibile a tutti tranne che chi conosceva la sua missione, alle ragazze sedute in fondo alla sala) – e a volte gli scappava il sorriso… e nel frattempo che le nostre orecchie ascoltavano cose nuove che ci diceva, i nostri occhi e i nostri corpi erano ancora in mezzo a quei ballerini ancestrali di duecento anni fa. Quando il microfono passò alla postazione di Gavino Maieli, senza abbandonare il XIX secolo lasciammo il ballo e la musica e cademmo come d’incanto nel grembo della poesia. Il direttore dei due periodici di cultura della terra dei nuraghi ci prese affabilmente per mano e con lui ripercorremmo le vie dei versificatori sardi della fine del 1800 e del 1900, sentieri magici, misteriosi, affascinanti… come il suono della più piccola delle campanelle appese al collo delle pecore, sa ischiglia. Dopo averci svelato il significato di quel nome, lesse due belle poesie senza svelarci l’autore, ma capimmo alla fine – tranne Gianni, ovvio – che erano sue: logudorese sketu. Altri applausi sonori, la serata era calda.

Carlo Pillai, con un dialetto campidanese molto attuale e chiaro e un caratteristico fare vivace, schietto, spontaneo, espressivo e accattivante e i suoi occhialini sul naso, approfondì il tema della serata, presentando ai nostri orecchi, nei quali il tintinnio di un gregge transumante risuonava ancora dolce e selvatico come il miele di corbezzolo, le varie e numerose occasioni della poesia e del canto sardo: e questo e quello e poi il lavoro, i goccius, le cantadas… lesse pure versi di Dante, su babbu Dante, sapeva tante cose e sapeva dirle, tant’è che Gianni immobile con le braccia conserte e le gambe incrociate sotto il sedile sbottò: “Questo di cose ne sa molte davvero, è un attore!”, mentre Franco guardava oltre le vetrate che davano sullo stretto cortile transennato di canne alla nostra destra sperando che qualche gonnella passasse diretta verso la sala.

Prese la parola Luciana Onnis, figlia del famoso poeta Faustino. Fu breve e gentile. Ardì leggere per la prima volta in pubblico un componimento del padre… e ricevette calorosi consensi, poi chiamò a sé un tipo eccentrico seduto in prima fila, un tipo col cappello bianco, gli occhiali giganti e i pantaloni gialli larghi larghi. Questi in piedi accanto al muro cominciò a leggere poesie di Faustino Onnis, era bravissimo, rimanemmo a bocca aperta. Ci dissero che era l’attore Ottavio Congiu. A sorpresa Camillo chiese a Ottavio di leggere una poesia di Vittorio dedicata al gruppo folk San Gemiliano scritta tanti e tanti anni fa: su gioghista. Ci fece ridere, era una poesiabarzelletta! Ottavio raccontò un’altra barzelletta simile a quella, su lioni, la serata aveva improvvisamente aveva preso una piega ilare, “tropu togu – disse Franco – dai che si mangia!”. E come una premonizione che inattesa si avvera, fummo invitati a uscire nel loggiato per un graditissimo ristoro sotto le stelle, tra simpaticissimi poeti, professoroni e intellettuali, mancavano soltanto ballerine con e senza gesso, costumi e un solitario, magico suonatore di launeddas¹.

M. F. P.

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1. Questo racconto è stato pubblicato nel numero unico del giornale che l’Associazione San Gemiliano ha curato in occasione del Cinquantennale della sua attività. Vi si possono leggere, tra gli altri, i contributi di Camillo Pili, Flavio Marinelli, Dionisio Pinna, Gavino Maieli. Di seguito alleghiamo il pdf:

Cinquatennale – Numero unico dell’Associazione San Gemiliano per i cinquantanni di attività

E..STATE a Casa Ofelia 2014

E...state a Casa Ofelia 2014

 Sestu Via Parrocchia, 88 – Dal 17 agosto al 21 settembre 2014

 PROGRAMMA

17 agosto 22 agosto
TAMURITA (folk rock) TAMANERA (musica reggae)
23 agosto 24 agosto
MACHAPU (musica cilena) LOST BRAND (musica rock)
30 agosto 31 agosto
A. BALIA – E. FRONGIA (ARGIA) B. DAGNINO 5et  – Dedicato a De Andrè
1 settembre 11 settembre
ALLISON McAREAVEY (musica pop) “Violino e Chitarra” dal Barocco al  ‘900
12 settembre 13 settembre

ROSSANO ALBA DUO (chitarre)

BIORYTHMS (musica jazzprog)

“Is Arrosas De Uras” di Vincenzo Pisanu – Reading di poesie con musiche di R. Massa e A. Andrillo
14 settembre 18 settembre
OFFICINACUSTICA – Dedicato a Nino Rota I LOVE OPERA – “TOSCA”Guida all’ascolto con video dell’opera
19 settembre 20 settembre
Saggi della scuola “MUSICA PER TUTTI” (Sestu) Saggi della scuola “PIU’ CHE MUSICA” (Sestu)
21 settembre  
“UNGHIE & CRISI” (teatro) con “L’Aquilone di Viviana” TUTTI GLI SPETTACOLI AVRANNO INIZIO ALLE ORE 21

Sul dialogo tra Vittoriano e il suo maestro Tomaso in merito alla “cobertantza”, ovvero al rapporto tra verità e poesia nella Cantada svoltasi a Sestu nell’aprile del 1930.

Nel mese di aprile a Sestu abbiamo festeggiato il santo Patrono, San Giorgio Martire e Cavaliere. Ma quest’anno non c’è stata la Cantada, ossia la Gara Poetica che una volta non poteva mancare nella celebrazione delle feste paesane. Come si può spiegare questa assenza? Forse la Cantada non è più di moda? La risposta, che ordinariamente viene data, a mio avviso un po’ banale, è che si tratta di “cosa incomprensibile, d’altri tempi!”. Con questa mentalità, che è in gran parte frutto dell’ignoranza, è caduto ogni interesse per questa forma di cultura. Che era popolare e che rappresentava una bella tradizione, nonché un inestimabile patrimonio. Le cose sono andate così, ed è inutile ora domandarsi su chi debba ricadere la colpa del decadimento, o meglio della scomparsa di questa manifestazione della cultura popolare tradizionale. Personalmente lo considero uno dei più gravi errori – purtroppo non il solo – commessi dalla nostra società. Un errore che si continua a commettere anche per altri aspetti del passato, senza comprendere quanto grande ed irreparabile sia la perdita per la nostra cultura.

gara_poetica_8In compenso è arrivata puntuale la pubblicazione del terzo articolo dell’amico Vittoriano Pili, dedicato alla Gara poetica svoltasi a Sestu nel 1930 per la festa del Patrono San Giorgio. In questo articolo l’autore si sofferma a trattare il rapporto fra “POESIA E VERITA’ – IN COBERTANTZA”. Lo fa ricorrendo a un espediente molto simpatico e al tempo stesso intelligente: quello di trattare l’argomento discutendo con il suo vecchio amico e poeta Tomaso. Il dialogo riportato da Vittoriano ha suscitato in me una serie di riflessioni. In un articolo che è stato pubblicata in questo blog (“E alla fine “is cantadoris” vennero portati In caserma…”) ho ragionato intorno ad alcuni fatti che sarebbero seguiti all’esecuzione della celebre cantada. In particolare ho dato credito alla tesi della veridicità di quei fatti – di cui a Sestu esiste solo una tradizione orale – a partire dalla considerazione del contesto politico-sociale dell’epoca. Alle stesse conclusioni sono arrivato seguendo il filo dell’analisi poetica e filosofica, a partire dagli spunti offerti dal dialogo tra Vittoriano e il suo maestro Tomaso. Con quest’ultimo sostanzialmente concordo. Nel pdf allegato, che vi invito a leggere, spiego perché. Clicca sul link: Sul dialogo tra Vittoriano e il suo maestro Tomaso“.

Pinotto Mura

Bastoni e burattini 2013 si chiude con “Una storia d’Imelda” e “Poesie sparse”

Domenica 24 novembre

Teatro “Sa Lolla” in Vico Parrocchia, 11 – Sestu

sandroneitaloOre 17,00 – Teatro per bambini

FèMA Teatro

“Una storia d’Imelda”

con Elis Ferracini e Maurizio Mantani

Uno spettacolo con burattini che oggi racconta una storia di ieri, mai conclusa, anzi una storia presente” Lo spettacolo, che parla a grandi e piccini, propone alcune questioni legate al fascismo in Italia, alla lotta di Resistenza, alla Liberazione considerando quei tempi e quelle questioni mai passati né risolti, spostando quegli eventi dalla sfera di un mito che può apparire lontano ed intangibile alla concretezza del linguaggio popolare e divertente dei burattini…l’idea e il testo hanno avuto riconoscimenti informali importanti da parte di personalità della cultura nazionale. Elis e Maurizio, i burattinai, scoprono di avere una zia in comune, Imelda, nota affabulatrice di famiglia. Quella che i burattinai mettono in scena è una delle storie preferite dalla zia e che per questo ha ispirato il titolo dello spettacolo.

***

Ore 21,00 – Teatro per adulti con cumbidu

 “Poesie Sparse”

Spettacolo per le case

di e con Giuseppe Boy

Raccolgo poesie e le leggo. Le poesie si spargono, si diffondono nell’aria. Le leggo. Le dico, le suono, quasi le canto, le vivo. Il pubblico è seduto sulle poltrone, sui divani, sulle sedie di un qualsiasi salotto o di qualsiasi stanza di una qualsiasi casa. In casa è più facile creare una atmosfera informale e rilassata, intima e semplice, come la poesia. Il pubblico è un amico con cui condividere una piacevole serata, con cui parlare prima, durante e dopo lo spettacolo, mangiando insieme un boccone, bevendo insieme un bicchiere di vino, con la musica affianco. Perché la poesia è musica. (Giuseppe Boy)
Poesie sparse è spettacolo della vita all’insegna della condivisione di significati, sconfitte, sogni insperati e inseguiti irraggiungibili, possibili con il pubblico a tal punto che il poeta l’attore la poesia e la musica è tutt’uno con lo spettatore e viceversa. Un cercare e recuperare un rapporto che dal se naviga e sbarca sulla costa di un altro se. Puro coinvolgimento: un’isola che c’è in mezzo all’oceano di una società distratta, distante, semplicemente smarrita. (Cony Ray, scrittore e poeta)

“Bastoni e burattini” è promosso e organizzato dall’Associazione Le Compagnie del Cocomero. Per info e Prenotazioni: Tel. 070/262432 – mail: monpis@tiscali.it.

“Feminas” di Vincenzo Pisanu

feminasI poeti che scrivono in lingua sarda, non meno di quelli italiani, si rifanno alla grande tradizione letteraria che passa attraverso la Bibbia, il Cantico dei cantici, i classici greci e latini e la più recente letteratura italiana di Foscolo, Leopardi, Pascoli, D’Annunzio. In questo vasto repertorio, il tema della donna è uno di quelli che hanno maggiormente ispirato i poeti di tutti i tempi. In questo filone si inserisce anche Feminas di Vincenzo Pisanu. Questa poesia, in dialetto campidanese, è stata pubblicata nella raccolta Saboca¹ e ha avuto diversi riconoscimenti in vari concorsi letterari. Scrive al riguardo Nicola Tanda: in Feminas l’autore esprime “la sua corale comprensione per il mondo femminile, leva quasi un inno alla femminilità e soprattutto all’amore che riscatta alla fine ogni gesto e ogni tormento, che accomuna ogni donna nel dolore, nella tenerezza, nella pietà, nella passione, nella disperazione: amanti, madri, sorelle, tutte egualmente santificate e ugualmente riscattate dall’amore del poeta”. Di diverso avviso Matteo Porru che nella sua recente antologia, dedicata al motivo della donna nella poesia sarda, ravvisa nell’autore la tendenza a indulgere “alla carnalità e al suo mai troppo esaltante potenziale erotico”. Probabilmente per questa ragione ha preferito non inserire la poesia Feminas nell’omonima raccolta da lui curata². Con tipico e tardivo gusto adolescenziale per la trasgressione, giacché nella memoria di molti di noi prof. Matteo Porru è rimasto impresso come preside severo e inflessibile, ci prendiamo ora la soddisfazione di disobbedire ai suoi divieti e ve la proponiamo, Feminas,  in questa versione recitata in tre lingue (sardo, spagnolo, italiano) sullo sfondo di un caleidoscopio di immagini evocative.

Sandra Mereu

¹ Vincenzo Pisanu, Saboca. Poesias, Grafica del Parteolla, Dolianova 1992.

² Matteo Porru, Feminas. La donna nei versi popolari di 51 poeti sardi, Edizioni della Torre,  Cagliari 2013.

Eros in Sardegna. Sesso e amore nella letteratura e nelle arti (Cuec 2013)

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E’ uscito, alla fine dello scorso giugno, il 5° numero della rivista curata dall’Associazione “Miele Amaro” edita da Cuec, questa volta dedicata all’Eros in Sardegna. Il piano dell’opera prevede la creazione di un’antologia articolata per temi. I brani che la compongono sono attinti da un vastissimo repertorio letterario che tiene insieme autori sardi, italiani e stranieri, di epoche diverse, accomunati dall’interesse verso la Sardegna. I precedenti numeri del periodico avevano trattato dapprima della città di Cagliari (Cagliari città leggibile. La città raccontata dagli scrittori, 2008), quindi lo sguardo si era allargato al resto della Sardegna (Viaggio letterario nell’Isola di Sardegna, 2010), per poi concentrarsi sul cibo, usi e luoghi del mangiare (Il gusto della letteratura in Sardegna. I cibi, gli usi e i luoghi del mangiare raccontati nei libri, 2011).

Per compilare quest’ultimo numero, dedicato appunto al tema dell’eros, i curatori Giuseppe Pusceddu e Gianni Stocchino – forse valutando la scarsità delle fonti letterarie dedicate all’argomento – hanno fatto ricorso anche al repertorio artistico. Con i materiali selezionati, i due autori di Miele Amaro hanno costruito una serie di percorsi da cui emerge, in tutti i suoi aspetti, il rapporto dei sardi con l’eros, quello reale e quello immaginato dagli osservatori esterni. Nel complesso l’antologia si compone di 12 capitoli, ciascuno dedicato a un sotto-tema, in cui accanto a brani editi compaiono anche contributi inediti di autori sardi contemporanei, scritti appositamente per questa pubblicazione.

suonatore itifallicoSeguendo il filone artistico si capisce che “sentimento amoroso, sessualità ed eccitazione sessuale”  erano ben presenti e rappresentati in Sardegna fin dall’età prenuragica. Ne sono testimonianza le statuine femminili in pietra dell’arte prenuragica e quelle che rappresentano la Dea Madre mediterranea. Nelle prime – spiega Giovanni Lilliu (pg. 3) – il “sex appeal è sottolineato dal rendimento delle parti femminee più eccitanti: l’unica soda mammella … il lieve turgore del ventre: la mossa delle cosce e specie il parossismo carnoso delle natiche, scolpite con diligenza sin nel dettaglio del solco che si prolunga nella schiena segnata da rapidi grezzi tocchi”; nella Madre mediterranea dai soli seni. L’eros maschile è invece ben rappresentato nei bronzetti nuragici, il più famoso dei quali, l’aulete nudo e itifallico seduto, mostra un personaggio nudo con un enorme membro eretto. Questo bronzetto  scrive Vincenzo Soddu (pg. 54) – esprime “un erotismo non banale e contingente ma di carattere sacro, sollecitato dal suono stesso del flauto e dal ritmo delle danze che si svolgevano intorno”.

E’ stato interessante scoprire, dalla lettura di questa antologia, che le rappresentazioni simboliche degli organi sessuali, spesso associate al culto della fertilità, non si interrompono con la scomparsa della civiltà nuragica ma in qualche modo si conservano sottotraccia e riaffiorano nel medioevo. Una di queste raffigurazioni – secondo Vincenzo Soddu – sarebbe presente proprio a Sestu, nella chiesa di San Gemiliano (pg. 57). Qui, su un riquadro calcareo di una lesena del fianco meridionale, sarebbe scolpita una rozza figuretta in cui “un uomo con gli arti ben distesi mostra la lunghezza de suo membro”.

Passando al filone letterario si spazia dalla letteratura in sardo alla letteratura in italiano. Dalla letteratura colta (poesia e prosa) alla letteratura popolare (essenzialmente poesia orale). Del genere colto fa parte l’ironico quanto amaro componimento del vate di Tonara, Peppino Mereu, che riecheggiando un motivo caro al poeta latino Ovidio, si rivolge direttamente al suo membro personificato e come vivesse di vita propria lo accusa di essere la fonte di tutte le sue disgrazie (“tui est chi m’has giuttu a su casinu, tue est chi m’has trazadu a s’ispidale”, pg. 49).

Il linguaggio popolare, specie quello cagliaritano – indagato da Francesco Alziator (pg. 10) – rivela alcune bizzarre contraddizioni (già presenti nel latino), per cui il membro virile è indicato con un nome femminile (sa pillona) e l’organo genitale femminile con un nome maschile (su cunnu). Ma soprattutto le espressioni popolari sono indicative di due diversi approcci psicologici dei sardi nei confronti del sesso, strettamente legati alla condizione sociale. Così se per gli abitanti della campagna – spiega Michelangelo Pira (pg. 9) – gli organi sessuali sono sa natura, per chi vive nei centri attraversati da elementi di cultura urbana questi diventano sa irgontsa, sa miseria, “la vergogna”, dunque qualcosa da nascondere. Per lo stesso meccanismo di occultamento dell’eros non si nomina l’atto sessuale, ad esso al massimo si allude (“cudda cosa”).

Vergogna e imbarazzo caratterizzavano nella realtà il rapporto dei sardi con la sessualità. Come tanti altri luoghi d’Europa – spiega Giulio Angioni (pg. 14) – neanche la Sardegna è stata risparmiata dall’egemonia della sensibilità borghese e dalla squalificazione cristiana della sessualità. Ma ancora agli inizi del novecento c’era chi, come Lawrence, viaggiava alla ricerca di un’originaria razza di uomo vero, libero sessualmente, immune da condizionamenti repressivi nei confronti dei comportamenti naturali. Immaginò di trovarla in Sardegna, e si convinse che i sardi fossero “ancora capaci di quel sesso in festa suggerita dalla statuetta dell’aulete itifallico in orgia rituale di fertilità e fecondazione”.

I percorsi alla scoperta della sessualità dei sardi, suggeriti da questa antologia, sono diversi e tutti interessanti. Ancora una volta dobbiamo ringraziare Giuseppe Pusceddu e Gianni Stocchino per averci fornito uno strumento dai molteplici livelli di interesse: godibile di per sé ma anche utile guida bibliografica. Attraverso la scelta di argomenti intriganti e suggestivi (come già lo erano stati i precedenti), Miele Amaro ci aiuta a conoscerci meglio come sardi e allo stesso tempo ci introduce alla scoperta di libri e autori, invitandoci a spaziare in lungo e in largo nella letteratura di tutti i tempi. Insomma una intelligente operazione di promozione alla lettura.

Sandra Mereu

Incontro con la poesia

La Biblioteca comunale di Sestu

con la collaborazione della Consulta Giovanile

invita a partecipare a:Incontro con la poesia 2

Mercoledì 10 luglio alle ore 18  

Centro di Aggregazione sociale – Vico I Pacinotti, Sestu

Saranno presenti gli autori:

Angela Teresa Corronca, Daniela Pia, Anna Pistuddi, Giorgio Valdes

Presenteranno e leggeranno le poesie insieme agli autori:

Katia Debora Melis, Silvia Serafi, Massimo Steri