Alberi monumentali e buste più grandi per il secco. Ecco i problemi di Sestu.

Osservo con attenzione i temi su cui le varie forze politiche che ambiscono ad amministrare il comune si stanno concentrando nell’imminenza della campagna elettorale. La raccolta differenziata e il verde pubblico in particolare sono tra quelli che più di altri mi hanno incuriosito. Al riguardo sono state prodotte sul primo tema una petizione popolare da parte dei Riformatori sardi, sul secondo un’istanza al consiglio comunale da parte del Movimento 5 stelle.

Perché tanto interesse per questi argomenti? A fronte di tanto impegno e data la singolarità degli argomenti viene da chiedersi se esista davvero un interesse collettivo da tutelare. Se si leggono con attenzione le domande poste e le risposte date al riguardo, sorgono infatti non poche perplessità.

Sulla raccolta differenziata i Riformatori chiedevano la semplificazione del servizio e insieme la riduzione delle percentuali di secco indifferenziato. Nel volantino, datato ottobre 2014, proponevano tra le misure da adottare per raggiungere quegli obiettivi la distribuzione di buste per il secco di maggiori dimensioni; la possibilità di conferire la carta e il cartone fuori dai bidoni in dotazione; il ritiro settimanale degli olii usati. L’amministrazione ha risposto che si tratta di misure che non riflettono reali e diffuse esigenze della popolazione e soprattutto sono inadeguate rispetto al risultato che si propongono di ottenere. Le buste del secco adottate sino al 2014 – si legge nella delibera di giunta n. 3 del 20/01/2015 –  avevano una notevole capacità (110 litri), più che sufficiente per il consumo medio delle famiglie. Buste di dimensioni maggiori sarebbero state più fragili e avrebbero comportato un inutile aggravio di spesa per i cittadini, posto che per i rifiuti eccezionalmente prodotti in eccesso esiste l’ecocentro. Del tutto infondata è risultata essere anche la richiesta di ritiro settimanale di olii usati giacché la quantità di olio che si ritirava con il servizio mensile era talmente bassa che la ditta che se ne occupava ha interrotto il servizio proponendo in alternativa dei raccoglitori nel centro abitato. Infine la carta e il cartone. Conferirla fuori dai bidoni è sconveniente per ragioni di decoro e per motivi di ordine pratico ed economico. La carta può spargersi nell’abitato nel caso non infrequente di vento e se piove si bagna e quindi la piattaforma di conferimento non la accetta alle condizioni concordate. Vale a dire la paga notevolmente meno, con conseguente aggravio di spesa per l’intera collettività.

novitc3a0Nessuna delle soluzioni proposte dai Riformatori è stata presa in considerazione. Di contro le misure  adottate dall’amministrazione, entrate in vigore quest’anno, per supplire alle carenze del servizio e potenziarlo (in particolare la raccolta unificata di vetro e latine e il riutilizzo del bidone giallo per  il secco indifferenziato) precedono e superano in gran parte la petizione. Per quanto non rappresentino ancora l’ottimo (ma quale comune in Sardegna, paragonabile a Sestu, l’ha raggiunto?) si fondano sul dato reale dell’aumento nell’ultimo anno di oltre 9 punti percentuali di raccolta differenziata e, a me sembra, si attestano su un buon equilibrio tra costi e benefici.

Gli alberi monumentali sono invece al centro dell’interesse del Movimento 5 stelle. Secondo quanto disposto dal decreto del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 23/10/2014 anche i cittadini possono segnalare gli eventuali alberi monumentali presenti nel territorio comunale. Per questa ragione i grillini hanno presentato un’istanza al consiglio comunale chiedendo che venisse data adeguata informazione sul censimento. Riferendo in consiglio comunale al riguardo, l’assessore competente Stefania Manunza ha precisato  che per favorire la partecipazione dei cittadini nella segnalazione degli esemplari che hanno le caratteristiche previste dalla legge “l’Amministrazione ha dato disposizioni agli uffici di rendere pubbliche le informazioni in merito all’iniziativa ministeriale, mettendo inoltre a disposizione sul portale comunale e in stampa tutta la modulistica necessaria.”

Piazza I maggio con albero monumentale - Foto di Roberto Bullita

Albero monumentale di Piazza I Maggio – Foto di Roberto Bullita

Cosa si intende per albero monumentale? Nel 2006, ottemperando a quanto disposto dalla precedente legislazione in materia, il Comune di Sestu aveva comunicato all’Ente Foreste della Regione Sardegna gli alberi monumentali presenti nel territorio sestese, identificando fra quelli con i requisiti allora previsti il leccio di Piazza I Maggio e l’eucalipto di Piazza Sant’Antonio. Per meglio capire cosa si intende attualmente per “albero monumentale” riporto di seguito la definizione che ne dà la nuova legge: a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero secolare tipico, che possano essere considerati come rari esempi di maestosita’ e longevita’, per eta’ o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarita’ botanica e peculiarita’ della specie, ovvero che rechino un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali; b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani; c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private. Si capisce subito che, date queste caratteristiche, pur con tutta la buona volontà dei cittadini, difficilmente sarà possibile aggiornare l’elenco del 2006.

Questioni marginali. Appare dunque abbastanza evidente che, in  entrambi i casi, si tratta di questioni del tutto marginali nel panorama dei problemi generali della comunità, se non addirittura di falsi problemi. Ciò che non è ben chiaro è se l’attenzione riservata a questi argomenti sia frutto della difficoltà che certe forze politiche hanno nell’individuare problemi veri e di carattere generale o se invece essa non sia piuttosto il prodotto dell’ansia che le assale in campagna elettorale, quando l’esigenza di dimostrare la propria esistenza diventa una pressante necessità.

Sandra Mereu

Raccolta differenziata 2015

A partire dal 1 gennaio 2015, il comune di Sestu ha introdotto alcune variazioni nelle modalità della raccolta differenziata dei rifiuti. L’assessora all’ambiente Stefania Manunza, costantemente impegnata nella ricerca di soluzioni che rendano il servizio più razionale e meno oneroso per i cittadini, in una nota su Facebook spiega che “i recenti cambiamenti servono per provare a migliorare un sistema molto complesso.” E anticipando le prevedibili polemiche che solitamente accompagnano ogni cambiamento, aggiunge: “Capisco che molti preferiscano seguire le abitudini, ma è chiaro che un piccolo sforzo da parte di ognuno di noi porterà a un grande risultato collettivo. Le norme, poi, sono necessarie. Una comunità di 20.000 persone non può autoregolarsi nemmeno nel migliore dei mondi possibili”. Nel sito ufficiale del comune di Sestu sono presenti tutte le informazioni utili insieme a un video che spiega sinteticamente in che cosa consistono le novità:

Sestu: la raccolta differenziata dei rifiuti dà finalmente i risultati e le regole non cambiano

Raccolta differenziata_MirabiliaChi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Chi vuole il sacchetto del secco più grande e chi lo vuole più piccolo. Chi butta i rifiuti indifferenziati nei pressi dell’Ecocentro e chi vorrebbe il servizio di ritiro a domicilio anche quando eccede nella produzione di rifiuti. Sulla raccolta differenziata le richieste sono le più bizzarre. L’Homo Comfort, come lo chiama Stefano Boni, sembra aver trovato il suo habitat ideale a Sestu. A parole siamo tutti (o quasi) ambientalisti ma poi quando ci chiedono di rivedere i nostri stili di vita rinunciando a qualche comodità superflua (talvolta sono vere e proprie ossessioni o manie) per non impattare troppo sull’ambiente, il malcontento dilaga. Le elezioni sono alle porte e i furbi ne approfittano. Ma quando si ha a cuore il bene della collettività, il rispetto dell’ambiente e la salute di tutti non si cerca il facile consenso e si va avanti per la strada giusta. La raccolta differenziata sta dando buoni risultati e “le regole che funzionano non si cambiano”. Di seguito riportiamo il comunicato stampa dell’Amministrazione comunale di Sestu in risposta alla petizione promossa dai Riformatori. (S. M.)

Questa Amministrazione comunale da anni si impegna a migliorare la qualità ambientale del proprio territorio e i cittadini contribuiscono con il loro impegno ai risultati positivi che da mesi si stanno ottenendo. Le percentuali di raccolta differenziata in crescita – al 67,74% a ottobre – ne sono il frutto evidente.

Nonostante ciò, si è chiesto a migliaia di cittadini di firmare una petizione che chiede un ritorno alle condizioni del passato e non, come dovrebbero fare le forze politiche che operano nell’interesse pubblico, un ulteriore miglioramento. Con mezzi demagogici e strumentali hanno usato la disinformazione per carpire la buona fede dei cittadini e chiedere loro una firma. Hanno fatto leva sul malcontento, mentendo su un fantomatico aumento delle tasse, malgrado il nostro Comune abbia l’imposizione fiscale più bassa in Sardegna.

Si pretende di usare quelle firme per spingere l’Amministrazione a tornare sui propri passi, benché nel merito, le richieste dimostrino lo spirito strumentale della petizione stessa. Si chiedono buste per i rifiuti organici più grandi (il Comune ha segnalato fin da maggio questa problematica alla ditta appaltatrice e le buste della fornitura per il 2015 saranno di dimensioni maggiori), ma si chiede lo stesso per quelle del secco, che superano già i 100 litri di capacità e, se più grandi, potrebbero diventare troppo pesanti e quindi fragili.

Si chiede di rivedere la norma sul conferimento della carta, ma per questioni di decoro, di protezione dei rifiuti dalla pioggia e per garantire un controllo dei conferimenti, i rifiuti devono essere esposti nei contenitori (buste o bidoni) forniti dal Comune di Sestu. L’Ecocentro è aperto 6 giorni su 7 anche per accogliere eventuali conferimenti straordinari. Ai pochissimi cittadini che hanno segnalato problemi oggettivi gli uffici hanno provveduto a dare soluzioni personalizzate.
Anche gli oli alimentari usati possono essere portati all’Ecocentro.

La ditta che fino allo scorso mese di agosto ha offerto – senza oneri per il Comune – la raccolta mensile porta a porta ha dovuto interrompere il servizio per problemi organizzativi, ma le quantità raccolte erano comunque troppo basse per consentire margini di profitto. La petizione chiede la raccolta settimanale, ma per far questo il Comune dovrebbe farsi carico dei costi pesando sulle spalle dei cittadini e ciò è impensabile.

La sostituzione dei bidoni rubati – un fenomeno preoccupante benché marginale – a spese del Comune è stata ritenuta inopportuna dall’Amministrazione, dal momento che ciò potrebbe incentivare chi, per evitare di pagare le tasse sui rifiuti, si appropria dei contenitori altrui. Quanto al commisurare le forniture di buste al numero degli componenti il nucleo familiare, già da quest’anno sono state fornite gratuitamente buste aggiuntive alle famiglie da 6 membri in su o con problemi particolari. Inoltre è stato attivato il servizio aggiuntivo di raccolta di pannolini, pannoloni, traverse e similari che, oltre alla raccolta giornaliera da lunedì a sabato include anche la fornitura di ulteriori buste per il secco indifferenziato.

Una petizione che alimenta l’insoddisfazione e crea disinformazione è quanto di più lontano ci sia da un’azione politica seria e responsabile. Che un partito politico adotti strumenti per far sentire la propria opposizione è non solo legittimo ma anche necessario. Spingere i cittadini a chiedere misure peggiorative mentendo sui dati e fatti concreti, è inaccettabile e dannoso.

Separare e ridurre, le regole d’oro per un ambiente sano e pulito

La politica ambientale portata avanti dall’assessora Stefania Manunza nel comune di Sestu sta producendo innegabili e apprezzabili risultati. Tutti quelli che un anno e mezzo fa avevano salutato favorevolmente la nomina di Stefania a questo ruolo non si sono certo sorpresi dei risultati raggiunti. Sapevamo bene, conoscendo la sua forte sensibilità e competenza in materia ambientale, che avrebbe perseguito l’obiettivo di migliorare la raccolta differenziata con serietà, rigore e determinazione. I dati che sono stati divulgati recentemente ne sono solo una conferma. Così come lo sono, a mio avviso, le campagne denigratorie portate avanti dai partiti dell’opposizione.

TARI_Compararazione

TARI a Sestu e nei comuni limitrofi – Comparazione tra alcune tipologie di contribuenti. Fonte: volantino del Circolo Margherita Hack – Sestu, novembre 2014.

I Riformatori, ad esempio, non esitano ad assecondare e cavalcare comportamenti scorretti e cattive abitudini dei cittadini che andrebbero invece scoraggiati in nome del vivere civile e del bene della collettività. Inoltre, pur di demolire il lavoro fatto in questo campo dal loro avversario politico, nella speranza di trarne un vantaggio elettorale, con grande cinismo diffondono inesattezze e falsità. Tra le tante, è certamente una leggenda metropolitana quella secondo la quale il Comune avrebbe aumentato la tassa sui rifiuti (TARI): il raffronto con alcuni comuni a noi vicini dice infatti esattamente il contrario.

I dati oggettivi e facilmente verificabili ci danno dunque una rappresentazione della realtà molto diversa da quella che racconta certa propaganda politica. Ci dicono, a conferma del buon risultato raggiunto, che quest’anno la raccolta differenziata è salita di 7 punti percentuali, arrivando al 67,74% (dati aggiornati a ottobre 2014). Aver centrato questo traguardo in un tempo relativamente breve è indicativo del fatto che, continuando sulla strada intrapresa, senza troppi sforzi ma solo con un po’ di attenzione e impegno da parte di tutti, possiamo raggiungere il 70%. In questo modo, così come previsto dalla legge, per il Comune da un lato si ridurrebbero i costi generali dello smaltimento e dall’altro aumenterebbero i contributi previsti per alcune tipologie di rifiuti separati. Il passo successivo sarebbe la riduzione delle tasse che i cittadini pagano per usufruire del servizio di raccolta rifiuti.

Al raggiungimento di questo obiettivo – si legge nel sito del comune di Sestu – ha concorso in maniera consistente la riduzione della quantità dei rifiuti non separati provenienti dal quartiere di Cortexandra. Grazie all’accordo raggiunto dal Comune con gli abitanti del quartiere (per tramite dei loro amministratori di condominio), recentemente sono stati eliminati i cassonetti stradali ed è stata avviata la raccolta con i bidoni (condominiali o familiari). Il risultato è stato l’immediata e drastica riduzione dei rifiuti indifferenziati. Evidentemente questi erano prodotti in larga misura dai “passanti occasionali” non residenti i quali, a spese dei cittadini del quartiere, trovavano più comodo abbandonare i loro rifiuti intorno a quei cassonetti. Un risultato su cui i nostalgici del cassonetto e i fautori del lassismo come regola del vivere civile, farebbero bene a riflettere seriamente.

ADEME LOGOS DEGRADESeparare i rifiuti è una condizione necessaria per migliorare la salubrità dell’ambiente in cui viviamo, ma non è sufficiente. Per questa ragione il comune di Sestu ha riconfermato la sua adesione alla “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, incentrata quest’anno sulla riduzione dello spreco alimentare. Tra le iniziative proposte c’èAvanzi mai in avanzo!, un corso di cucina basato su ricette i cui ingredienti sono gli avanzi dei pasti precedenti. Le lezioni dei cuochi saranno accompagnate da consigli utili e informazioni sullo spreco alimentare e su come prevenirlo durante la spesa, la conservazione e la preparazione dei cibi.

Il corso si terrà nel Teatro Faccin (Via Roma, 16) il 28 novembre prossimo a partire dalle 16:30. Per i dettagli su come iscriversi e partecipare al corso rimando al sito dell’assessora Stefania Manunza: https://stefaniamanunza.wordpress.com/.

Sandra Mereu

“Diamo lustro a Cortexandra”

“Ripuliamo insieme il quartiere deturpato da anni di rifiuti selvaggi”. Così iniziava l’appello che una cittadina di Sestu, residente nel quartiere periferico di Cortexandra, ha lanciato ieri dalle pagine Fb per invitare gli abitanti di quel quartiere a liberarlo “dagli ultimi ricordi di inciviltà”. Dopo aver partecipato alla “Settimana del verde pubblico” promossa dal Comune lo scorso mese di maggio, Daniela Manca ha deciso di portare avanti la battaglia per un quartiere vivibile e decoroso promuovendo in questo fine settimana (31 ottobre – 1 novembre) un’iniziativa ecologica che ha voluto intitolare “Diamo lustro a Cortexandra”. 
Insieme ad altri residenti del quartiere, a cui si sono uniti anche diversi sestesi del centro storico, ha iniziato a raccogliere quanto rimaneva di quei rifiuti che venivano regolarmente abbandonati intorno ai cassonetti, prima che questi venissero rimossi dal comune per dare avvio alla nuova modalità di raccolta. Era solo ciò che avanzava dei cumuli maleodoranti di spazzatura che si erano formati ma, per quanto residuali, con i rifiuti raccolti solo nella giornata di venerdì sono state riempite, tra secco, plastica e latine, circa una ventina di buste.
Daniela e gli altri volontari non si sono solo limitati a raccogliere i rifiuti abbandonati. Consapevoli dell’importanza di un’adeguata informazione, hanno allestito un banchetto in cui hanno distribuito materiale informativo sulla raccolta differenziata insieme ai moduli per l’iscrizione all’ufficio tributi, condizione necessaria per usufruire del servizio. Con la loro buona volontà e il loro esempio, questi cittadini sono la rappresentazione plastica del senso civico e del senso di responsabilità che si oppongono all’inciviltà e resistono alla propaganda demagogica e strumentale di chi anziché impegnarsi concretamente per diffondere la cultura dell’ambiente preferisce assecondare comportamenti scorretti e contrari al vivere civile.
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Sandra Mereu

Il mito della raccolta differenziata perfetta

“Quando le persone sono disinformate il porgere loro i fatti affinché correggano i loro errori ha come unico risultato che si aggrappino alle loro convinzioni ancora più ostinatamente. I giudizi politici già formulati sono impermeabili ai fatti che li contraddicono.”

E’ questa la convinzione di alcuni studiosi americani che si occupano del funzionamento della mente umana in relazione all’esercizio della democrazia. Alle stesse pessimistiche conclusioni  si poteva giungere dopo aver assistito all’assemblea pubblica che si è svolta, martedì 16 settembre 2014, nell’aula consiliare del comune di Sestu.

20140916_180456L’incontro era dedicato al tema della gestione dei rifiuti. A richiederlo erano stati i partecipanti a un gruppo Facebook dedicato a temi locali. La raccolta differenziata è, tra questi, uno dei temi che qui scuote le più intime certezze delle persone. E così mentre in Italia la crescita economica ristagna e il tasso di disoccupazione è tra i più alti d’Europa (solo un italiano su tre ha un lavoro) a Sestu ci si concentra sulla gestione “imperfetta” della raccolta differenziata che talvolta costringe alcuni a riportarsi in casa, per qualche giorno, l’immondezza che producono in eccesso. Verrebbe quasi da pensare che avere la casa splendente e perfettamente in ordine crei in molti l’illusione di esercitare il controllo sulla realtà che sfugge di mano.

Molte sono state le questioni poste, non poche sottendevano simili irrazionali bisogni. L’ “assessora” Stefania Manunza, amministratore competente nella materia come poche volte si è visto a Sestu, ha risposto a tutte le domande dei cittadini senza nascondere i limiti del servizio, spiegandone le ragioni e parallelamente sforzandosi di individuare, compatibilmente con le condizioni dell’appalto in essere, le possibili soluzioni per migliorarlo. Ma a poco è servito. Solo una minoranza di cittadini, informati sulle leggi che regolano la materia e sull’argomento in generale, ha mostrato di essere interessata a soluzioni realistiche dei problemi, oggettivamente tali e riscontrabili da tutti. La maggior parte della platea era composta da cittadini molto ideologizzati e politicamente schierati. Anche di fronte al dato certificato dell’aumento progressivo della quota di differenziato (che ad agosto è arrivata al 65%), nel campo grillino si continuava a sostenere che la raccolta differenziata a Sestu non funziona e che perseverare nel richiedere il rispetto delle regole, da parte del comune, incentivi l’abbandono dei rifiuti nelle campagne.

Quanta disinformazione e pregiudizio circolassero tra le fila dei presenti lo si è capito chiaramente quando il sindaco Aldo Pili ha chiesto di intervenire per fare un breve bilancio storico della raccolta differenziata a Sestu a partire dal suo avvio, 10 anni fa. Reazioni scomposte e isteriche da parte di alcuni gli hanno impedito di portare avanti in maniera lineare il suo ragionamento e alcuni casi personali hanno preteso di imporsi all’attenzione di tutti monopolizzando a più riprese il dibattito.

Fatte salve alcune eccezioni, rispetto alle quali si riconosceva l’oggettiva difficoltà a rispettare le regole che la raccolta differenziata impone, gran parte delle richieste dei cittadini presenti erano invece prive di attinenza con la realtà e alcune persino al limite dell’anarchia. Comprensibili e condivisibili sono apparse le difficoltà lamentate da un’anziana signora che, vivendo sola, non può conferire il cartone in eccesso all’Ecocentro e che per di più, a causa di problemi alle articolazioni delle mani, non riesce a sminuzzarlo adeguatamente per farcelo stare nel bidone in dotazione. A simili esigenze – ha dichiarato Stefania Manunza – il comune verrà appunto incontro fornendo un secondo bidone. Stonata è invece suonata la richiesta di spostare la raccolta del vetro dal sabato (giorno non lavorativo per molti) ad altro giorno della settimana, candidamente motivata con il fatto che il rumore provocato dall’operazione di rovesciamento dei bidoncini desta alcuni troppo presto dal sonno (alle 7!). Senz’altro ignorano, certuni, quale  grave disturbo della quiete provocava un tempo, a chi aveva la sfortuna di vivere accanto all’area dei cassonetti, il gran fracasso che si faceva per agganciarli e poi svuotarli.

20140916_181154Assurda è apparsa anche la richiesta per la quale gli operatori addetti alla raccolta si dovrebbero infilare in vicoli e strade private per ritirare i bidoncini e poi riporli, dopo averli svuotati, di fronte alle rispettive abitazioni. In questo caso la motivazione faceva leva sul fatto che mettere i bidoncini troppo distanti dalla porta di casa, ovvero all’imbocco della via pubblica, li espone al rischio che gli incivili li utilizzino per buttarvi dentro la loro spazzatura. Questa richiesta – ha spiegato il sindaco – contrasta con le norme vigenti. E tutti sappiamo che gli incivili agiscono dappertutto e nessuno può dirsi al riparo da simili scherzi, neanche chi vive nelle principali e illuminate strade del paese. Nondimeno aveva il carattere di un trattamento ad personam la richiesta, avanzata da alcuni cittadini, di poter conferire in contenitori diversi da quelli in dotazione la carta, il vetro o le latine in eccesso. Guai a tenerseli in casa qualche giorno in più sino al successivo ritiro. Troppa fatica e dispendio di energia prendersi la briga di portarli all’Ecocentro.

Come ha spiegato Stefania Manunza – rispondendo puntualmente alle lamentele e alle domande dei cittadini – a simili richieste non si può venire incontro. Il servizio comunale è tarato sul consumo medio dei cittadini. La quantità di carta, ad esempio, che si raccoglie annualmente (circa 800 tonnellate, ovvero meno di 2 kg a famiglia ogni settimana) non giustifica l’utilizzo di bidoni più grandi. L’eccezionalità è gestita dall’Ecocentro, che a detta di tutti funziona e anche molto bene. In generale il servizio porta a porta, che è il sistema che garantisce i migliori risultati in termini di raccolta differenziata, si basa su kit tracciati in modo da assicurare la certezza del pagamento dei tributi comunali, necessari all’erogazione del servizio, da parte di tutte le famiglie e imprese che ne usufruiscono. Adeguare il servizio alle esigenze personali ed eccezionali dei cittadini, se non addirittura “alle comodità” (come si direbbe in sardo) di alcuni, ne farebbe aumentare enormemente i costi e di conseguenza crescerebbero le tasse che si dovrebbero pagare per sostenerlo.

Pretendere di avere  a Sestu, ora, un servizio di raccolta differenziata perfetto come in Germania senza l’autodisciplina e il senso civico dei tedeschi non è un obiettivo realisticamente raggiungibile, né dal nostro né da altri grossi comuni (Cagliari docet!). Allo stesso modo non si può pensare che, stante la nostra disastrata economia, si possa ambire al servizio ideale per tutti i cittadini senza pagare per questo tasse molto alte. Chi lo pretende non ha nessuna consapevolezza delle reali possibilità a disposizione dei nostri amministratori.

Sandra Mereu

A Sestu la raccolta differenziata sta funzionando. Lo confermano i nuovi dati.

Dopo alcuni mesi di assestamento delle nuove modalità di raccolta differenziata sul territorio comunale, la giunta e in modo particolare l’assessora all’ambiente Stefania Manunza sono ora impegnati nella riduzione dei disagi lamentati dai cittadini che, va detto, si sforzano con sensibilità e responsabilità di mettere in pratica le misure che il sistema della raccolta differenziata comporta. Il Comune di Sestu presenta dati confortanti se si pensa che dal 19% di raccolta differenziata prima del 2005, quando è iniziata la raccolta porta-a-porta, si è passati al 50% nel 2008 e finalmente, nell’agosto 2014, a superare il 65% sul totale dei rifiuti urbani. Ma nonostante questi dati siano incoraggianti è necessario perfezionare il meccanismo al fine di migliorare ancora le percentuali mantenendo un servizio su buoni livelli di efficienza, economicità e sostenibilità. Allo stesso tempo è necessaria una campagna di informazione permanente per sensibilizzare sempre di più i cittadini alla pratica della raccolta differenziata. Di seguito l’intervista all’assessore Stefania Manunza.

Stefania Manunza

Stefania Manunza, assessore all’Ambiente del comune di Sestu – Foto di Dietrich Steinmetz

Facciamo il punto della situazione. Da quanto tempo il comune di Sestu ha iniziato ad attuare la raccolta dei rifiuti con il metodo del porta-a-porta?

Da quasi 10 anni, nel 2005 partì la prima sperimentazione di raccolta domiciliare che fu resa definitiva nel marzo del 2006. Il “Decreto Ronchi” imponeva ai comuni una percentuale minima di separazione dei rifiuti urbani del 35% e la raccolta porta-a-porta permetteva di raggiungere quell’obiettivo in tempi ragionevolmente brevi. Già da qualche anno erano presenti nel centro urbano i cassonetti differenziati, ma a quei tempi la sensibilità sul tema dei cittadini era minore e le percentuali di differenziata erano molto inferiori alle potenzialità. I cittadini risposero subito bene al nuovo sistema, tanto che nel 2007 Sestu fu premiata come “Comune Riciclone” fra i comuni più virtuosi nel campo della raccolta differenziata. Da qualche anno però la tendenza alla crescita si era fermata, anche a causa delle mutate condizioni di cui il vecchio contratto non teneva conto. Con il nuovo appalto partito un anno fa, tuttavia, siamo tornati sul giusto binario e oggi si cominciano a vedere i primi risultati. La soglia minima di raccolta differenziata – oggi al 65% – è stata finalmente raggiunta nel mese appena trascorso. Questo dato ci conforta e ci spinge a continuare a lavorare in questa direzione.

Non sono però mancate le polemiche. In che modo state affrontando il disagio dei cittadini rispetto all’irrigidimento delle regole?

Non si tratta di un irrigidimento delle regole, quanto piuttosto dell’applicazione di norme già esistenti su cui finora si era permesso un certo lassismo. Alla luce dei risultati, però, quel tipo di flessibilità – che a volte sfociava quasi in anarchia– non era più accettabile. Infatti, è bastato chiedere ai cittadini uno sforzo in più perché in pochi mesi il dato percentuale salisse di oltre 3 punti. È tuttavia importante per l’Amministrazione tenere conto delle situazioni oggettive di difficoltà per alcune famiglie: a questi casi sarà dedicata un’attenzione particolare perché si possa venire incontro alle loro esigenze garantendo un servizio efficiente ed economicamente sostenibile.

Quali possono essere gli interventi futuri necessari per migliorare la raccolta porta a porta?

Ci sono situazioni problematiche che finora non hanno trovato soluzioni definitive. Fra queste l’annosa questione irrisolta del quartiere di Cortexandra a cui lavoriamo proprio in queste settimane. È di prioritaria importanza rimuovere i cassonetti stradali indifferenziati e dare ai residenti gli strumenti necessari a raggiungere i parametri di raccolta differenziata del resto dei sestesi, disincentivando al contempo i non residenti che approfittano della situazione critica per lasciare lì i loro rifiuti. Esiste anche un problema relativo ai condomini con più di 6-8 unità abitative nel resto del centro urbano. Pochissimi hanno le isole ecologiche interne e il conferimento con i bidoni familiari, specie nei palazzi più grandi, è spesso complicato dalla mancanza di spazio. Stiamo cercando delle soluzioni alternative che vengano incontro agli abitanti di quegli stabili e permettano di mantenere il massimo decoro delle aree intorno ai loro ingressi. Infine, stiamo predisponendo una sorta di bando per permettere a 160 famiglie con anziani o disabili o con bambini piccoli di accedere gratuitamente alla raccolta domiciliare specifica di pannolini/pannoloni 5 giorni a settimana. Nei prossimi giorni saranno pubblicate sul portale comunale le modalità per richiedere questo servizio aggiuntivo.

Ma è proprio vero che la raccolta differenziata costa meno?

Dal punto di vista ambientale, certo! In termini economici, invece, la raccolta differenziata costa meno quando le percentuali di separazione raggiungono livelli alti e i “guadagni” del riciclaggio compensano i maggiori costi dovuti alla raccolta porta-a-porta. Perché un Comune veda dei risultati positivi – che si trasformano automaticamente in minori costi da caricare sulle tasse dei cittadini – devono ottenersi risultati superiori all’80%. Una delle voci più pesanti nel bilancio del servizio di igiene ambientale è lo smaltimento del residuo secco, al momento di circa 200 euro a tonnellata. Aumentare le percentuali di differenziata significa diminuire i rifiuti indifferenziati e dunque ridurre quella voce di spesa.
Auspico che nel prossimo futuro anche Sestu possa raggiungere un obiettivo così ambizioso che pure è alla nostra portata.

Rifiuti, verde pubblico, temi ambientali in generale sono tra gli argomenti preferiti delle discussioni sui sociali network. In tanti amano parlarne e dare buoni consigli al riguardo. Pare ci sia una gran voglia di partecipare. Che spazio c’è per il volontariato nell’ambito della raccolta differenziata?

Le normative ambientali in generale e quelle sui rifiuti in particolare sono piuttosto stringenti: in fondo si tratta di ambiti delicatissimi per la nostra salute ed è giusto che non ci si possa improvvisare attori in questi settori. Tuttavia gli spazi per il volontariato esistono, specie quando si tratta di educazione, formazione e informazione ambientale. Quello è davvero un campo nel quale i volontari ispirati da forti valori ambientalisti e di promozione della sostenibilità potrebbero operare con risultati significativi.

Rispetto alla produzione di rifiuti come intende muoversi il Comune?

Siamo obbligati a cominciare a pensare a forme di incentivazione alla riduzione dei rifiuti. La normativa europea, recepita dall’Italia e presto anche dalla Regione Sardegna, impone di legare i futuri meccanismi di penalità/premialità per gli enti locali alla riduzione totale della quantità di rifiuti prodotta. Ciò è più che naturale: produciamo ogni anno più rifiuti dell’anno precedente e, se continuiamo così, presto la gestione degli scarti delle nostre società peserà sui bilanci pubblici più della produzione dei beni. È inaccettabile non cercare di invertire questa tendenza. Quello che un Comune può fare è incentivare la riduzione dei rifiuti offrendo detrazioni sulla tassa ai cittadini più virtuosi o reinvestendo i minori costi in migliori servizi sostenibili, per esempio. Le idee sono molte, e molte ne aspettiamo dai cittadini, ma intanto lavoriamo tutti per consolidare e migliorare il risultato appena raggiunto. D’ora in poi sarà tutto più facile.

Sandra Mereu

Per informazioni sulla raccolta differenziata a Sestu vedere il sito http://stefaniamanunza.wordpress.com/

Nuova raccolta differenziata: serve la collaborazione di tutti.

Sono passati poco più di 6 mesi dall’entrata in vigore del nuovo contratto di igiene urbana ambientale e si iniziano a vedere le prime novità. La più evidente fra queste riguarda certamente il kit per la raccolta differenziata: i nuovi contenitori e la fornitura delle buste riconducono i colori a quelli più comuni in ambito nazionale e internazionale e si spera possano rendere più regolari i conferimenti dei cittadini che, fino a oggi, subivano una sorta di anarchia normativa e metodologica che poco invogliava a separare correttamente i rifiuti.

Una volta conclusasi la consegna alle famiglie stabilmente residenti, si consegneranno i kit anche per le utenze stagionali, le seconde case (se servite dal sistema di raccolta dei rifiuti) e le attività economiche che producono i cosiddetti “rifiuti assimilati agli urbani”, gli unici che il Comune è autorizzato a raccogliere.

Ma ci sono novità che si notano di meno, come la pulizia delle discariche abusive (che, grazie alla costante vigilanza della Compagnia Barracellare, hanno visto una sensibile diminuzione rispetto al passato), gli spazzamenti stradali che, man mano, si stanno regolarizzando in tutto il centro abitato, e le pulizie delle condotte delle acque meteoriche che permettono una maggiore sicurezza in caso di piogge intense.

A breve partirà la raccolta potenziata dei pannolini/pannoloni: tre ritiri settimanali in più – oltre a quelli regolari del secco – per 80+80 utenze, con priorità a disabili e anziani allettati. I potenziali beneficiari verranno contattati dai Servizi Sociali.

Esempio di errore di conferimento - Dal blog "Assessora per caso"

Esempio di errore di conferimento – Dal blog Assessora per caso

È inoltre prevista la consegna di 200 compostiere domestiche, non appena la Regione Sardegna modificherà il sistema di penalità/premialità legato alla percentuale della frazione umido-organica sul totale dei rifiuti (la nuova legge è in via di approvazione).

L’impegno del Comune e della ditta appaltatrice, tuttavia, non bastano a rendere il nostro paese più pulito: è solo con il contributo di ogni cittadino, con un piccolo sforzo da parte di ognuno di noi, che tutti potremo godere di una Sestu migliore.

Ulteriori e dettagliate informazioni sulla raccolta differenziata a Sestu si possono trovare su: Assessora per caso.

Stefania Manunza

Tutto quello vorreste sapere sulla raccolta differenziata ma non sapete dove trovare.

bidoni-impilatibli-sestuA partire da quest’anno la raccolta differenziata nel comune di Sestu subirà alcune modifiche. Da due settimane ha preso avvio la consegna dei nuovi bidoni e delle buste alle famiglie. Informazioni su finalità e obiettivi del nuovo servizio, insieme a indicazioni utili a far sì che il ritiro avvenga senza intoppi e disagi, sono disponibili nel sito del comune (clicca su pagina delle news). Ulteriori informazioni e approfondimenti sull’argomento vengono inoltre forniti nel sito appositamente creato dall’assessore all’Ambiente e ai Servizi Tecnologici, Stefania Manunza (clicca qui).