Settimana della mobilità sostenibile: l’incontro nel villaggio Ateneo.

Incontro AteneoIeri sera al “villaggio Ateneo” si è tenuto l’incontro degli amministratori con i residenti del quartiere. L’occasione è stata molto utile per sentire direttamente quali problemi lamentano i cittadini e quali giustificazioni vengono date dall’amministrazione per le annose carenze strutturali di quel quartiere. Il primo e più urgente problema riproposto all’attenzione degli amministratori, inerente il tema della mobilità sostenibile, è stato proprio quello dell’impossibilità di spostarsi dal quartiere senza l’auto. Dalla fine di via Monserrato al quartiere, infatti, non ci sono marciapiedi e in certi tratti neanche slarghi sterrati dove poter camminare o andare in bici. A questo problema si è recentemente aggiunto quello legato alla scelta dell’azienda del trasporto pubblico di togliere la fermata dell’autobus in prossimità del villaggio nella direzione Sestu-Cagliari. La decisione è legata alla sua pericolosità, cioè ai rischi che i cittadini corrono per raggiungerla, dovendo attraversare una strada estremamente trafficata e con scarsa visibilità. Questi rischi a loro volta derivano dal principale problema di viabilità che affligge il quartiere: l’incrocio a raso per immettersi nella provinciale Sestu-Monserrato. Un altro disagio che le famiglie di Ateneo devono quotidianamente affrontare è legato all’inefficienza, prima, e poi alla totale assenza di un servizio di scuola-bus. Quando funzionava costringeva i bambini a levatacce mattutine (puntuali alle 7 alla fermata!) e poi lo scorso anno è stato levato del tutto.

Incontro Ateneo 2Gli amministratori presenti all’incontro, insieme al prof. Meloni dell’Università di Cagliari, esperto di viabilità e trasporti, non si sono sottratti al non facile confronto e hanno dunque provato a spiegare le ragioni della mancata soluzione dei problemi denunciati. La ragione principale dell’inerzia del Comune – ha detto il sindaco – è legata al fallimento della società che ha realizzato la lottizzazione. C’è una causa in corso e il Comune non può intervenire liberamente. Qualunque lavoro si decidesse di realizzare – ha spiegato l’assessore Anna Crisponi – incontrerebbe l’opposizione della Corte dei Conti. Anche i problemi di viabilità riconducibili al fatto che non si è ancora provveduto a mettere in sicurezza il tratto di strada da cui si accede al villaggio, è sostanzialmente legato all’assenza di competenza in merito. La strada Sestu-Monserrato appartiene alla provincia di Cagliari. Vero è che la Provincia la cederebbe tranquillamente al Comune. Ma ciò equivale a scaricare sul comune di Sestu l’onere di investimenti infrastrutturali che sarebbe suo preciso dovere realizzare prima. Al punto in cui siamo, da quanto si è capito, il Comune non è in condizioni di accettare “il regalo”. Ma ha comunque dato la sua disponibilità a trattare, insieme al comitato di quartiere, con la Provincia per individuare una soluzione capace almeno di alleviare il problema. Dal canto suo anche l’ARST, vincolata alle autorizzazioni regionali per ogni variazione di percorso, sembra stia progettando il ripristino di una fermata nei pressi del villaggio.

Quanto allo scuola-bus, è stato detto che l’elevato costo (80 mila euro) per garantire il servizio a un numero esiguo di bambini (12 in tutto il territorio comunale) non era più sostenibile per le casse del Comune. Nell’ultimo bilancio si è per questo deciso di eliminarlo. In alternativa sono stati introdotti contributi per le famiglie che vivono molto distanti dal centro e hanno per questo il problema di dover accompagnare i bambini a scuola in auto. Ma sono allo studio anche forme di esternalizzazione del servizio scuola-bus che si stima possa costare di meno ed essere più flessibile rispetto alle esigenze particolari degli utenti. Una soluzione di questo tipo, oltre a venire incontro alle famiglie del villaggio Ateneo e degli altri agglomerati periferici del paese, favorendo l’utilizzo di mezzi di trasporto collettivi sarebbe anche una adeguata risposta di mobilità sostenibile.

Un’altra soluzione di mobilità sostenibile attuabile dal comune, già annunciata da diversi anni ma non ancora realizzata, è la costruzione di una strada pedo-ciclabile per collegare il quartiere Ateneo al centro di Sestu. Per quest’opera sono disponibili 700 mila euro che a causa dei vincoli del patto di stabilità si è scelto finora di non spendere perché ciò avrebbe pregiudicato interventi di natura ordinaria e straordinaria in tutto il resto del territorio comunale. Entro quest’anno però – ha annunciato il sindaco – i progetti saranno completati e in breve tempo la strada sarà realizzata.

Confronto duro e non facile, si è detto. E i toni si sono ancor più accesi quando un abitante del quartiere ha pubblicamente accusato il sindaco di aver volutamente omesso di riscuotere tempestivamente quanto dovuto dall’Assicurazione dopo il fallimento della società che ha realizzato la lottizzazione Ateneo. Una somma destinata a realizzare le opere di urbanizzazione secondaria. Qualcun’altro ha poi rincalzato insinuando che la causa di questo presunto temporeggiamento sia legata al fatto che esiste un nesso stretto tra l’assicurazione, il sindaco e il consorzio agrario. Da quanto si è capito dalle insinuazioni fatte, il sindaco avrebbe danneggiato il comune di Sestu (nello specifico gli abitanti del quartiere), per avvantaggiare se stesso e i suoi amici. Non so agli altri, ma a me queste insinuazioni sono sembrate molto gravi. Tanto gravi che i sostenitori di queste tesi, se davvero credono a quello che dicono, farebbero bene a fare una precisa denuncia alla Magistratura. Il sindaco dal canto suo ha respinto seccamente queste ricostruzioni, annunciando conseguenze legali a tutela della sua immagine e di quella dell’amministrazione. Ripercorrendo la vicenda evocata ha tenuto a precisare che il Comune e gli uffici hanno fatto tutti i passi che la legge impone di fare, compreso il tentativo iniziale di composizione amichevole della controversia (che, contrariamente a quanto qualcuno ha mostrato di credere, non è un accordo mafioso sottobanco). Fallito il tentativo, il Comune ha quindi intentato una causa e ora si attende la sentenza.

Alla fine dell’incontro, parlando con alcuni residenti, ho potuto riscontrare che, disagi a parte, in quel quartiere non si vive poi così male. Nelle strade larghe e poco trafficate e nei tanti spazi vuoti i bambini (e sono tanti) giocano spensieratamente e circolano meravigliosi cani di grossa taglia che nel centro, causa gli spazi ridotti e senza giardino delle abitazioni, non si vedono quasi più. Un livello di qualità della vita destinato a migliorare con il nuovo servizio di pulizia delle strade che sarà a breve attivato dal comune e con la riqualificazione delle aree pubbliche, dove saranno piantati gli alberi e sistemati i giochi per i bambini. Gli abitanti del quartiere apprezzano inoltre la vicinanza a servizi fondamentali come l’Ospedale e l’Università. E c’è da credere che quando la linea della metropolitana arriverà al Policlinico (entro l’anno) e si saranno risolti i problemi di viabilità verso il paese e in uscita per Cagliari (magari con una semplice rotatoria) i residenti di Ateneo riscopriranno in pieno tutte le ragioni che anni fa li spinsero a comprare casa in un quartiere separato dal paese, dai suoi abitanti storici, e dai servizi che questo offre.

Sandra Mereu

“Sa passillada” per la settimana della mobilità sostenibile

Do the right mix

Nell’ambito delle settimana della mobilità sostenibile, sabato 21 settembre, il comune di Sestu ripropone “Sa passillada”. La chiusura per un giorno di una delle strade principali del paese era già stata felicemente sperimentata la scorsa primavera per iniziativa dell’Associazione MeditEuropa in collaborazione con la Consulta dei giovani. Musicisti, pittori, giocolieri si esibirono per ore davanti a un pubblico festante di sestesi di tutte le età e i bar intorno realizzarono insoliti guadagni. Una folla di persone riscoprì allora il valore della pedonalità su una strada sufficientemente spaziosa.

La trovata di chiudere al traffico la via Gorizia ha avuto tanto successo perché, pur evocando un’abitudine del passato, risponde in realtà ad un’esigenza del presente. In questo particolare momento storico, segnato da una forte crisi economica, le persone sentono l’esigenza di uscire dall’isolamento, ritrovarsi e ricostruire relazioni utili ad affrontare insieme l’incertezza del futuro. Inadatti allo scopo gli spazi privati delle case, che nel corso del tempo si sono progressivamente ridotti, si riscoprono anche a Sestu i luoghi pubblici, al chiuso o all’aperto. “La chiusura temporanea di una strada del centro – chiarisce l’assessore all’ambiente Stefania Manunza – non è la riproposizione di un’usanza passata col solo scopo di rievocazione nostalgica: vuole essere uno stimolo a lasciare a casa la macchina e a godersi lo spazio urbano in vista di una possibile futura chiusura al traffico di alcune aree del centro storico per creare, finalmente anche a Sestu, delle zone pedonali”.

La cattiva abitudine di spostarsi in macchina per ogni esigenza, in un paese dove non c’è angolo che non si possa raggiungere in mezzora di cammino, ha creato negli ultimi anni fortissimi problemi di vivibilità, sia in termini di sicurezza che di inquinamento. Con picchi che si registrano soprattutto nelle ore di apertura delle scuole. La speranza è che siano proprio iniziative di sensibilizzazione di questo genere a spingerci a rivedere, a vantaggio di tutti, le nostre abitudini. E che rinunciare all’auto resti sempre una scelta consapevole e non invece una necessità imposta dall’impoverimento generale della popolazione.

“Sa passillada”, versione settimana della mobilità sostenibile, si svolgerà dalle 18 alle 21, prevede musica dal vivo, esposizione di oggetti di artigianato e animazioni per bambini con magie, letture ad alta voce, e altro ancora.

Sandra Mereu