E adesso basta fiori

convocazione CC_2lugl2015È il Consiglio comunale più rosa che Sestu abbia mai visto (benché gran parte delle donne stiano all’opposizione) e l’enfasi su questo punto non è mancata durante la prima seduta di giovedì scorso, anche se in alcuni punti si è sfiorato il sessismo più becero e retrivo. In un’aula consiliare gremita di pubblico e di fiori, che nemmeno a un matrimonio, i consiglieri eletti qualche settimana fa hanno adempiuto a quanto previsto dalla legge e molti, a partire dalla Sindaca e dal giovane Presidente del Consiglio, hanno colto l’occasione per intervenire con discorsi più o meno programmatici, più o meno retorici, più o meno…

Il primo intervento della Sindaca è stato caratterizzato, almeno nelle sue prime battute, da una partigianeria che mal si attaglia a chi dovrebbe rappresentare un’intera comunità e non una parte politica. Ci saremmo aspettati che il “punto e accapo” significasse anche che i toni ridondanti della campagna elettorale finissero il 14 giugno scorso, ma a quanto pare ci siamo sbagliati. Il resto del discorso puntava sostanzialmente su un tema unico: la stretta collaborazione fra amministrazione e cittadini. Un obiettivo più che auspicabile, vedremo quale sarà il percorso per raggiungerlo. Non poteva mancare il riferimento all’aumento della presenza femminile in Consiglio che la Sindaca ha dichiarato essere “una parità di genere non solo enunciata ma di fatto”. Belle parole, anche se stonano un po’ sulla bocca di chi ha sentito il dovere di affiancare il cognome del marito al proprio sulla scheda elettorale (in campagna elettorale girava una cartolina con Secci candidata che aveva in mano un cartello con su scritto: “A Sestu le donne contano come gli uomini?” Mah, sembra sia lei la prima a non credere che possano farlo).

Con 16 voti su 21 – quindi anche con l’appoggio di tre consiglieri dell’opposizione, sostegno che è parso anche esplicito in almeno uno negli interventi – Matteo Taccori è stato eletto Presidente del Consiglio. Il suo primo intervento, al netto dei ringraziamenti di rito, si è incentrato sul ruolo a cui era stato appena chiamato, indicandone prerogative e responsabilità. Alcune parti del suo discorso, tuttavia, hanno suscitato alcune perplessità: la “strenua contrapposizione sterile e inutile” che – a suo dire – bisogna evitare è quella dell’opposizione? Quindi anche quella che gli stessi Riformatori hanno proposto in aula fino a poche settimane fa? Viene inoltre da chiedersi se, stigmatizzando la “perdita di tempo” della quale i consiglieri non si possono “permettere il lusso”, parla dell’ampia e aperta discussione consiliare, o se la “tutela della voce dei consiglieri che è tutela della voce dei cittadini, tutti” vale solo se lui non la considera un modo di “disperdere energie” che, afferma di nuovo, “non ci possiamo permettere”. Se non ci possiamo permettere nemmeno di discutere, cosa potremmo aspettarci nei prossimi 5 anni? Certo non quel “dialogo democratico” che, nel finale del suo intervento, auspica per far nascere una nuova fase politica.

Ma se la nuova fase politica è quella inaugurata dal discorso del consigliere Serrau, non c’è da stare tranquilli, visto il tono veemente e i gesti al limite del minaccioso con cui ha ricordato che i consiglieri sono la voce e l’orecchio dei cittadini. O forse il nuovo è il cambiamento che torna al vecchio e dobbiamo prestar fede alle parole di Massimiliano Bullita, neo-vicesindaco, che prima ha messo in guardia dal “classismo” che guarda ai titoli di studio invece di riconoscere che il motore dell’economia sestese sono (stati?) gli agricoltori e gli edili (che, escludendone le nuove generazioni, tratta da ignoranti… ma onesti), e poi si rivolge alle donne in Consiglio dicendo loro “ora non avete più scuse, ora vogliamo sentire e vedere il vostro autentico valore”. Come se agli uomini, come lui, che siedono da lustri nelle istituzioni fosse chiesto di dimostrare mai il loro “autentico valore”. No, per loro conta il consenso degli elettori ma per le donne invece non bastano i voti, a loro tocca anche far sentire e vedere il proprio valore!

Una nota sulla prima volta del M5S sui banchi istituzionali di Sestu. Per ora un solo aggettivo per definire l’azione politica delle due consigliere: autoreferenziale. In tutti gli scrutini segreti hanno votato sé stesse (o una l’altra reciprocamente, non è dato saperlo, ma tant’è); sono intervenute con una veemenza nei toni e una rigidità che rare volte si era sentita prima d’ora; hanno voluto rimarcare la loro differenza dagli altri consiglieri non alzandosi in piedi per parlare. Hanno parlato di voler portare una “rivoluzione culturale” in Consiglio, di referendum deliberativi senza quorum i cui risultati “hanno valore di legge” (così se su 20.000 abitanti, vanno a votare in 3 e 2 scelgono la stessa opzione, quella vale anche per tutti gli altri 19.998 cittadini… bella democrazia, altroché!), e dell’intenzione di non chiedere rimborsi elettorali (che, ci dispiace per loro, non sono previsti per le elezioni comunali) e devolvere il gettone di presenza delle consigliere alla comunità. Se per loro questo è “politica, quella vera”, tanti auguri a noi.

La Sindaca ha concluso la seduta leggendo i nomi dei componenti della Giunta senza però indicarne le rispettive deleghe, non si sa se perché non ancora decise nel dettaglio o per lasciarle alla prossima seduta quando ci sarà l’atto formale.

[Aggiornamento] Le deleghe sono state pubblicate sull’Albo Pretorio del Comune, ma non sul portale istituzionale. Colpiscono l’accumulo di deleghe nelle mani della stessa persona – peraltro, un assessore tecnico – e la relativa “leggerezza” delle deleghe affidate alle due donne in Giunta. E così già da subito si disattendono ben tre dei proclami della neo-eletta Sindaca: la trasparenza amministrativa, la riduzione delle spese per la Giunta (diversamente da quanto annunciato in pompa magna subito dopo l’elezione, gli assessori sono 6 e non 5 – numero ridotto che invece sono riusciti a mantenere a Quartu, nonostante abbia oltre il triplo degli abitanti) e il peso delle donne in questa maggioranza. Gli auspici non sembrano dei migliori, dunque.

Stefania Manunza

Pedalata della Liberazione 2015

Anche quest’anno in occasione del 25 aprile, l’amministrazione comunale ha dedicato la pedalata ecologica al ricordo della liberazione dall’occupazione nazifascista, di cui quest’anno ricorreva il settantesimo anniversario. Per rimarcare l’avvenimento, i ciclisti hanno sostato nella piazzetta Andrea Costa dove è apposta una lapide in memoria del partigiano Pietro Meloni, originario di Sestu, medaglia d’oro per la Resistenza. Qui l’assessora Stefania Manunza ha letto un estratto della testimonianza della partigiana Giovanna Hrovatin, “Stanka”, pubblicata in “Io sono l’ultimo. Lettere dei partigiani italiani” curato da S. Faure, A. Liparoto, G. Papi (Einaudi).

“Quel giorno, già vicina al capolinea, a un certo momento alzai gli occhi per attraversare la via Nazionale e vidi Rozalija penzolare da un albero lí appresso, un albero che oggi non c’è più. Ancora oggi ho davanti agli occhi i suoi calzettoni scuri, i piedi infilati in pantofole felpate, una sciarpa al collo, un cappotto o forse una giacca striminzita nascosta da un enorme cartellone appeso al collo, di cui ricordo solo tre parole: «Ich bin Bandit». Era una mattina come molte altre, quella del 7 marzo 1944, non troppo fredda, ma un po’ nebbiosa. Rozalija venne arrestata dai tedeschi sul tram di Opicina, non si saprà mai se per delazione o soltanto per essere caduta in un’imboscata. Il corpo di Rozalija rimase appeso a quell’albero per due giorni, perché tutti potessero vederlo. Anche i piú piccoli, per andare a scuola, dovevano passargli accanto. È stato il parroco, don Zink, a intercedere presso il comando tedesco affinché al povero corpo martoriato venisse data pietosa sepoltura. Fissai solo per un attimo il suo corpo immobile e pensai a mia madre ed ebbi una gran paura. Scappai con il pensiero, perché le mie gambe erano diventate pesanti, ingombranti, come se non appartenessero al mio corpo, non fossero mie. Non so come arrivai a scuola e che cosa feci quel giorno. Una sola domanda mi perseguitava: perché, perché… e una risposta ben chiara: continuare la lotta contro l’invasore, contro l’oppressore, contro il nemico dei diritti umani. Resistere. Giovanna Hrovatin, nome di battaglia “Stanka”

Alla fine, i numerosi partecipanti alla pedalata hanno intonato “Bella Ciao”, inno della Resistenza e simbolo sempre attuale dei più sinceri valori di libertà dei popoli, contro l’oppressione e la barbarie.

Alberi monumentali e buste più grandi per il secco. Ecco i problemi di Sestu.

Osservo con attenzione i temi su cui le varie forze politiche che ambiscono ad amministrare il comune si stanno concentrando nell’imminenza della campagna elettorale. La raccolta differenziata e il verde pubblico in particolare sono tra quelli che più di altri mi hanno incuriosito. Al riguardo sono state prodotte sul primo tema una petizione popolare da parte dei Riformatori sardi, sul secondo un’istanza al consiglio comunale da parte del Movimento 5 stelle.

Perché tanto interesse per questi argomenti? A fronte di tanto impegno e data la singolarità degli argomenti viene da chiedersi se esista davvero un interesse collettivo da tutelare. Se si leggono con attenzione le domande poste e le risposte date al riguardo, sorgono infatti non poche perplessità.

Sulla raccolta differenziata i Riformatori chiedevano la semplificazione del servizio e insieme la riduzione delle percentuali di secco indifferenziato. Nel volantino, datato ottobre 2014, proponevano tra le misure da adottare per raggiungere quegli obiettivi la distribuzione di buste per il secco di maggiori dimensioni; la possibilità di conferire la carta e il cartone fuori dai bidoni in dotazione; il ritiro settimanale degli olii usati. L’amministrazione ha risposto che si tratta di misure che non riflettono reali e diffuse esigenze della popolazione e soprattutto sono inadeguate rispetto al risultato che si propongono di ottenere. Le buste del secco adottate sino al 2014 – si legge nella delibera di giunta n. 3 del 20/01/2015 –  avevano una notevole capacità (110 litri), più che sufficiente per il consumo medio delle famiglie. Buste di dimensioni maggiori sarebbero state più fragili e avrebbero comportato un inutile aggravio di spesa per i cittadini, posto che per i rifiuti eccezionalmente prodotti in eccesso esiste l’ecocentro. Del tutto infondata è risultata essere anche la richiesta di ritiro settimanale di olii usati giacché la quantità di olio che si ritirava con il servizio mensile era talmente bassa che la ditta che se ne occupava ha interrotto il servizio proponendo in alternativa dei raccoglitori nel centro abitato. Infine la carta e il cartone. Conferirla fuori dai bidoni è sconveniente per ragioni di decoro e per motivi di ordine pratico ed economico. La carta può spargersi nell’abitato nel caso non infrequente di vento e se piove si bagna e quindi la piattaforma di conferimento non la accetta alle condizioni concordate. Vale a dire la paga notevolmente meno, con conseguente aggravio di spesa per l’intera collettività.

novitc3a0Nessuna delle soluzioni proposte dai Riformatori è stata presa in considerazione. Di contro le misure  adottate dall’amministrazione, entrate in vigore quest’anno, per supplire alle carenze del servizio e potenziarlo (in particolare la raccolta unificata di vetro e latine e il riutilizzo del bidone giallo per  il secco indifferenziato) precedono e superano in gran parte la petizione. Per quanto non rappresentino ancora l’ottimo (ma quale comune in Sardegna, paragonabile a Sestu, l’ha raggiunto?) si fondano sul dato reale dell’aumento nell’ultimo anno di oltre 9 punti percentuali di raccolta differenziata e, a me sembra, si attestano su un buon equilibrio tra costi e benefici.

Gli alberi monumentali sono invece al centro dell’interesse del Movimento 5 stelle. Secondo quanto disposto dal decreto del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 23/10/2014 anche i cittadini possono segnalare gli eventuali alberi monumentali presenti nel territorio comunale. Per questa ragione i grillini hanno presentato un’istanza al consiglio comunale chiedendo che venisse data adeguata informazione sul censimento. Riferendo in consiglio comunale al riguardo, l’assessore competente Stefania Manunza ha precisato  che per favorire la partecipazione dei cittadini nella segnalazione degli esemplari che hanno le caratteristiche previste dalla legge “l’Amministrazione ha dato disposizioni agli uffici di rendere pubbliche le informazioni in merito all’iniziativa ministeriale, mettendo inoltre a disposizione sul portale comunale e in stampa tutta la modulistica necessaria.”

Piazza I maggio con albero monumentale - Foto di Roberto Bullita

Albero monumentale di Piazza I Maggio – Foto di Roberto Bullita

Cosa si intende per albero monumentale? Nel 2006, ottemperando a quanto disposto dalla precedente legislazione in materia, il Comune di Sestu aveva comunicato all’Ente Foreste della Regione Sardegna gli alberi monumentali presenti nel territorio sestese, identificando fra quelli con i requisiti allora previsti il leccio di Piazza I Maggio e l’eucalipto di Piazza Sant’Antonio. Per meglio capire cosa si intende attualmente per “albero monumentale” riporto di seguito la definizione che ne dà la nuova legge: a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero secolare tipico, che possano essere considerati come rari esempi di maestosita’ e longevita’, per eta’ o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarita’ botanica e peculiarita’ della specie, ovvero che rechino un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali; b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani; c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private. Si capisce subito che, date queste caratteristiche, pur con tutta la buona volontà dei cittadini, difficilmente sarà possibile aggiornare l’elenco del 2006.

Questioni marginali. Appare dunque abbastanza evidente che, in  entrambi i casi, si tratta di questioni del tutto marginali nel panorama dei problemi generali della comunità, se non addirittura di falsi problemi. Ciò che non è ben chiaro è se l’attenzione riservata a questi argomenti sia frutto della difficoltà che certe forze politiche hanno nell’individuare problemi veri e di carattere generale o se invece essa non sia piuttosto il prodotto dell’ansia che le assale in campagna elettorale, quando l’esigenza di dimostrare la propria esistenza diventa una pressante necessità.

Sandra Mereu

Un sindaco donna? Certo. Ma di sinistra.

sondaggio AblativIl profilo del nuovo sindaco. L’Unione sarda ha riportato nei giorni scorsi il parzialissimo risultato di un sondaggio lanciato sul sito di una nota società di informatica che opera nel nostro comune. Il sondaggio mira a definire il profilo del nuovo sindaco. Il risultato che il quotidiano proponeva all’attenzione dei lettori si basava però sulle risposte di una cinquantina di persone, o forse anche meno dato che una stessa persona può votare da diversi apparecchi, pc tablet smartphone. Un campione troppo limitato per considerare i suoi desiderata come la proiezione di ciò che vogliono realmente gli elettori di Sestu. Evidentemente il sondaggio era un pretesto per attirare l’attenzione di un ampio pubblico sul più generale tema delle elezioni comunali. Gettare il sasso nello stagno può essere un modo per stimolare il dibattito e far scaturire nuove e più concrete notizie in proposito.

Parliamone, dunque. Dal sondaggio emergeva il profilo di un sindaco di genere femminile con laurea. Non si conoscono le ragioni che hanno spinto i votanti a fare questa scelta. Forse avevano in mente qualcuno. Ma è più probabile che volessero semplicemente indicare in astratto le qualità più importanti del sindaco ideale per Sestu. Lo dimostra il fatto che la caratteristica a mio avviso più significativa, cioè la collocazione politica, è passata in subordine.

Perché una donna laureata? L’elezione di un sindaco donna sarebbe effettivamente una grande novità. Sarebbe la prima donna sindaco nella storia del comune. Il riconoscimento e la conferma anche nelle istituzioni del ruolo paritario che le donne rivestono in una società democratica. Un segno di progresso. Il fatto però che la si voglia anche laureata lascia perplessi. Si intravede una riserva mentale che contrasta con l’immagine di una comunità di elettori capace di fare una scelta evoluta e libera da pregiudizi. Nasce insomma il sospetto che proprio perché donna le venga richiesto un surplus di garanzie.

Riconosciuta la piena parità di diritti e di doveri alle donne, occorrerebbe però smetterla di spacciare come verità scientifica la favola della diversità delle donne in politica. Secondo questa teoria le donne sarebbero portatrici di un valore aggiunto, conseguenza di doti innate proprie del genere femminile, riconoscibili nella dolcezza e gentilezza che si esaltano nel ruolo di moglie e madre. Questa concezione risente di forti venature maschiliste ma soprattutto è priva di ogni attinenza con la realtà. Per capire quanto sia infondata basterebbe considerare che in Europa le più brutali e assai poco compassionevoli misure liberiste che hanno portato al licenziamento di migliaia di lavoratori, ridotto in povertà le loro famiglie e fatto piangere i loro bambini sono state portate avanti da capi di stato donne. La Tatcher era una gentile e garbata signora che la sera raccontava le favole ai nipotini eppure non si è fatta intenerire dalla disperazione dei minatori del Galles. La stessa triste sorte è toccata più di recente ai greci, baciati dalla “sensibilità femminile” di Angela Merkel.

Un sindaco donna a Sestu io certo lo vorrei. Purché di sinistra. In questo schieramento negli ultimi anni sono emerse diverse personalità che potrebbero egregiamente ricoprire questo ruolo. Alcune di loro, penso ad Anna Crisponi e a Stefania Manunza, oltre all’esperienza come amministratori del comune hanno maturato anche una più ampia esperienza politica come delegate nelle assemblee nazionali dei rispettivi partiti di appartenenza. I tempi dunque a Sestu sono maturi non solo per avere una donna sindaco ma anche per sceglierla tra diverse donne di notevole spessore politico.

Sandra Mereu

Raccolta differenziata 2015

A partire dal 1 gennaio 2015, il comune di Sestu ha introdotto alcune variazioni nelle modalità della raccolta differenziata dei rifiuti. L’assessora all’ambiente Stefania Manunza, costantemente impegnata nella ricerca di soluzioni che rendano il servizio più razionale e meno oneroso per i cittadini, in una nota su Facebook spiega che “i recenti cambiamenti servono per provare a migliorare un sistema molto complesso.” E anticipando le prevedibili polemiche che solitamente accompagnano ogni cambiamento, aggiunge: “Capisco che molti preferiscano seguire le abitudini, ma è chiaro che un piccolo sforzo da parte di ognuno di noi porterà a un grande risultato collettivo. Le norme, poi, sono necessarie. Una comunità di 20.000 persone non può autoregolarsi nemmeno nel migliore dei mondi possibili”. Nel sito ufficiale del comune di Sestu sono presenti tutte le informazioni utili insieme a un video che spiega sinteticamente in che cosa consistono le novità:

Mercatino dei giocattoli usati

IMG_1173Sabato 22 novembre si svolge il Mercatino dei giocattoli usati. L’iniziativa rientra nel programma della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti (22 – 30 novembre). Il comune di Sestu partecipa al progetto europeo con alcune proposte riservate alle scuole e con corsi, banchetti e laboratori gestiti direttamente dall’assessorato all’Ambiente guidato da Stefania Manunza. Per la fine del mese, venerdì 28 novembre, è previsto Avanzi mai in avanzo!, un corso di cucina per imparare a non sprecare gli avanzi. 

Sabato 22 novembre il programma si focalizza sui bambini. Nel Mercatino dei giocattoli usati i bambini potranno scambiare o vendere a un prezzo simbolico i loro giocattoli per favorirne il riuso e non far diventare rifiuti oggetti ancora utilizzabili. Il mercatino si terrà all’interno del Teatro Faccin (via Roma 16) e a ogni bambino sarà dato uno spazio per poter esporre i propri giochi, che potrà allestire come vuole (tavolino, plaid, ecc). La partecipazione è libera, ma soggetta al riempimento dello spazio disponibile.

I prezzi saranno fissati in 0,20, 0,50, 1, 1,50 e 2 euro per giocattolo e non sarà possibile proporre prezzi superiori. I cartellini dei prezzi verranno forniti a tutti i partecipanti. Lo scopo del mercatino, infatti, non è il lucro, ma piuttosto incentivare il passaggio dei giocattoli da chi non li usa più a chi può ancora giocarci e nello stesso tempo permettere ai bambini di imparare a dare un valore alle loro cose. 

A tutti i bambini espositori verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Separare e ridurre, le regole d’oro per un ambiente sano e pulito

La politica ambientale portata avanti dall’assessora Stefania Manunza nel comune di Sestu sta producendo innegabili e apprezzabili risultati. Tutti quelli che un anno e mezzo fa avevano salutato favorevolmente la nomina di Stefania a questo ruolo non si sono certo sorpresi dei risultati raggiunti. Sapevamo bene, conoscendo la sua forte sensibilità e competenza in materia ambientale, che avrebbe perseguito l’obiettivo di migliorare la raccolta differenziata con serietà, rigore e determinazione. I dati che sono stati divulgati recentemente ne sono solo una conferma. Così come lo sono, a mio avviso, le campagne denigratorie portate avanti dai partiti dell’opposizione.

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TARI a Sestu e nei comuni limitrofi – Comparazione tra alcune tipologie di contribuenti. Fonte: volantino del Circolo Margherita Hack – Sestu, novembre 2014.

I Riformatori, ad esempio, non esitano ad assecondare e cavalcare comportamenti scorretti e cattive abitudini dei cittadini che andrebbero invece scoraggiati in nome del vivere civile e del bene della collettività. Inoltre, pur di demolire il lavoro fatto in questo campo dal loro avversario politico, nella speranza di trarne un vantaggio elettorale, con grande cinismo diffondono inesattezze e falsità. Tra le tante, è certamente una leggenda metropolitana quella secondo la quale il Comune avrebbe aumentato la tassa sui rifiuti (TARI): il raffronto con alcuni comuni a noi vicini dice infatti esattamente il contrario.

I dati oggettivi e facilmente verificabili ci danno dunque una rappresentazione della realtà molto diversa da quella che racconta certa propaganda politica. Ci dicono, a conferma del buon risultato raggiunto, che quest’anno la raccolta differenziata è salita di 7 punti percentuali, arrivando al 67,74% (dati aggiornati a ottobre 2014). Aver centrato questo traguardo in un tempo relativamente breve è indicativo del fatto che, continuando sulla strada intrapresa, senza troppi sforzi ma solo con un po’ di attenzione e impegno da parte di tutti, possiamo raggiungere il 70%. In questo modo, così come previsto dalla legge, per il Comune da un lato si ridurrebbero i costi generali dello smaltimento e dall’altro aumenterebbero i contributi previsti per alcune tipologie di rifiuti separati. Il passo successivo sarebbe la riduzione delle tasse che i cittadini pagano per usufruire del servizio di raccolta rifiuti.

Al raggiungimento di questo obiettivo – si legge nel sito del comune di Sestu – ha concorso in maniera consistente la riduzione della quantità dei rifiuti non separati provenienti dal quartiere di Cortexandra. Grazie all’accordo raggiunto dal Comune con gli abitanti del quartiere (per tramite dei loro amministratori di condominio), recentemente sono stati eliminati i cassonetti stradali ed è stata avviata la raccolta con i bidoni (condominiali o familiari). Il risultato è stato l’immediata e drastica riduzione dei rifiuti indifferenziati. Evidentemente questi erano prodotti in larga misura dai “passanti occasionali” non residenti i quali, a spese dei cittadini del quartiere, trovavano più comodo abbandonare i loro rifiuti intorno a quei cassonetti. Un risultato su cui i nostalgici del cassonetto e i fautori del lassismo come regola del vivere civile, farebbero bene a riflettere seriamente.

ADEME LOGOS DEGRADESeparare i rifiuti è una condizione necessaria per migliorare la salubrità dell’ambiente in cui viviamo, ma non è sufficiente. Per questa ragione il comune di Sestu ha riconfermato la sua adesione alla “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, incentrata quest’anno sulla riduzione dello spreco alimentare. Tra le iniziative proposte c’èAvanzi mai in avanzo!, un corso di cucina basato su ricette i cui ingredienti sono gli avanzi dei pasti precedenti. Le lezioni dei cuochi saranno accompagnate da consigli utili e informazioni sullo spreco alimentare e su come prevenirlo durante la spesa, la conservazione e la preparazione dei cibi.

Il corso si terrà nel Teatro Faccin (Via Roma, 16) il 28 novembre prossimo a partire dalle 16:30. Per i dettagli su come iscriversi e partecipare al corso rimando al sito dell’assessora Stefania Manunza: https://stefaniamanunza.wordpress.com/.

Sandra Mereu

Il mito della raccolta differenziata perfetta

“Quando le persone sono disinformate il porgere loro i fatti affinché correggano i loro errori ha come unico risultato che si aggrappino alle loro convinzioni ancora più ostinatamente. I giudizi politici già formulati sono impermeabili ai fatti che li contraddicono.”

E’ questa la convinzione di alcuni studiosi americani che si occupano del funzionamento della mente umana in relazione all’esercizio della democrazia. Alle stesse pessimistiche conclusioni  si poteva giungere dopo aver assistito all’assemblea pubblica che si è svolta, martedì 16 settembre 2014, nell’aula consiliare del comune di Sestu.

20140916_180456L’incontro era dedicato al tema della gestione dei rifiuti. A richiederlo erano stati i partecipanti a un gruppo Facebook dedicato a temi locali. La raccolta differenziata è, tra questi, uno dei temi che qui scuote le più intime certezze delle persone. E così mentre in Italia la crescita economica ristagna e il tasso di disoccupazione è tra i più alti d’Europa (solo un italiano su tre ha un lavoro) a Sestu ci si concentra sulla gestione “imperfetta” della raccolta differenziata che talvolta costringe alcuni a riportarsi in casa, per qualche giorno, l’immondezza che producono in eccesso. Verrebbe quasi da pensare che avere la casa splendente e perfettamente in ordine crei in molti l’illusione di esercitare il controllo sulla realtà che sfugge di mano.

Molte sono state le questioni poste, non poche sottendevano simili irrazionali bisogni. L’ “assessora” Stefania Manunza, amministratore competente nella materia come poche volte si è visto a Sestu, ha risposto a tutte le domande dei cittadini senza nascondere i limiti del servizio, spiegandone le ragioni e parallelamente sforzandosi di individuare, compatibilmente con le condizioni dell’appalto in essere, le possibili soluzioni per migliorarlo. Ma a poco è servito. Solo una minoranza di cittadini, informati sulle leggi che regolano la materia e sull’argomento in generale, ha mostrato di essere interessata a soluzioni realistiche dei problemi, oggettivamente tali e riscontrabili da tutti. La maggior parte della platea era composta da cittadini molto ideologizzati e politicamente schierati. Anche di fronte al dato certificato dell’aumento progressivo della quota di differenziato (che ad agosto è arrivata al 65%), nel campo grillino si continuava a sostenere che la raccolta differenziata a Sestu non funziona e che perseverare nel richiedere il rispetto delle regole, da parte del comune, incentivi l’abbandono dei rifiuti nelle campagne.

Quanta disinformazione e pregiudizio circolassero tra le fila dei presenti lo si è capito chiaramente quando il sindaco Aldo Pili ha chiesto di intervenire per fare un breve bilancio storico della raccolta differenziata a Sestu a partire dal suo avvio, 10 anni fa. Reazioni scomposte e isteriche da parte di alcuni gli hanno impedito di portare avanti in maniera lineare il suo ragionamento e alcuni casi personali hanno preteso di imporsi all’attenzione di tutti monopolizzando a più riprese il dibattito.

Fatte salve alcune eccezioni, rispetto alle quali si riconosceva l’oggettiva difficoltà a rispettare le regole che la raccolta differenziata impone, gran parte delle richieste dei cittadini presenti erano invece prive di attinenza con la realtà e alcune persino al limite dell’anarchia. Comprensibili e condivisibili sono apparse le difficoltà lamentate da un’anziana signora che, vivendo sola, non può conferire il cartone in eccesso all’Ecocentro e che per di più, a causa di problemi alle articolazioni delle mani, non riesce a sminuzzarlo adeguatamente per farcelo stare nel bidone in dotazione. A simili esigenze – ha dichiarato Stefania Manunza – il comune verrà appunto incontro fornendo un secondo bidone. Stonata è invece suonata la richiesta di spostare la raccolta del vetro dal sabato (giorno non lavorativo per molti) ad altro giorno della settimana, candidamente motivata con il fatto che il rumore provocato dall’operazione di rovesciamento dei bidoncini desta alcuni troppo presto dal sonno (alle 7!). Senz’altro ignorano, certuni, quale  grave disturbo della quiete provocava un tempo, a chi aveva la sfortuna di vivere accanto all’area dei cassonetti, il gran fracasso che si faceva per agganciarli e poi svuotarli.

20140916_181154Assurda è apparsa anche la richiesta per la quale gli operatori addetti alla raccolta si dovrebbero infilare in vicoli e strade private per ritirare i bidoncini e poi riporli, dopo averli svuotati, di fronte alle rispettive abitazioni. In questo caso la motivazione faceva leva sul fatto che mettere i bidoncini troppo distanti dalla porta di casa, ovvero all’imbocco della via pubblica, li espone al rischio che gli incivili li utilizzino per buttarvi dentro la loro spazzatura. Questa richiesta – ha spiegato il sindaco – contrasta con le norme vigenti. E tutti sappiamo che gli incivili agiscono dappertutto e nessuno può dirsi al riparo da simili scherzi, neanche chi vive nelle principali e illuminate strade del paese. Nondimeno aveva il carattere di un trattamento ad personam la richiesta, avanzata da alcuni cittadini, di poter conferire in contenitori diversi da quelli in dotazione la carta, il vetro o le latine in eccesso. Guai a tenerseli in casa qualche giorno in più sino al successivo ritiro. Troppa fatica e dispendio di energia prendersi la briga di portarli all’Ecocentro.

Come ha spiegato Stefania Manunza – rispondendo puntualmente alle lamentele e alle domande dei cittadini – a simili richieste non si può venire incontro. Il servizio comunale è tarato sul consumo medio dei cittadini. La quantità di carta, ad esempio, che si raccoglie annualmente (circa 800 tonnellate, ovvero meno di 2 kg a famiglia ogni settimana) non giustifica l’utilizzo di bidoni più grandi. L’eccezionalità è gestita dall’Ecocentro, che a detta di tutti funziona e anche molto bene. In generale il servizio porta a porta, che è il sistema che garantisce i migliori risultati in termini di raccolta differenziata, si basa su kit tracciati in modo da assicurare la certezza del pagamento dei tributi comunali, necessari all’erogazione del servizio, da parte di tutte le famiglie e imprese che ne usufruiscono. Adeguare il servizio alle esigenze personali ed eccezionali dei cittadini, se non addirittura “alle comodità” (come si direbbe in sardo) di alcuni, ne farebbe aumentare enormemente i costi e di conseguenza crescerebbero le tasse che si dovrebbero pagare per sostenerlo.

Pretendere di avere  a Sestu, ora, un servizio di raccolta differenziata perfetto come in Germania senza l’autodisciplina e il senso civico dei tedeschi non è un obiettivo realisticamente raggiungibile, né dal nostro né da altri grossi comuni (Cagliari docet!). Allo stesso modo non si può pensare che, stante la nostra disastrata economia, si possa ambire al servizio ideale per tutti i cittadini senza pagare per questo tasse molto alte. Chi lo pretende non ha nessuna consapevolezza delle reali possibilità a disposizione dei nostri amministratori.

Sandra Mereu

A Sestu la raccolta differenziata sta funzionando. Lo confermano i nuovi dati.

Dopo alcuni mesi di assestamento delle nuove modalità di raccolta differenziata sul territorio comunale, la giunta e in modo particolare l’assessora all’ambiente Stefania Manunza sono ora impegnati nella riduzione dei disagi lamentati dai cittadini che, va detto, si sforzano con sensibilità e responsabilità di mettere in pratica le misure che il sistema della raccolta differenziata comporta. Il Comune di Sestu presenta dati confortanti se si pensa che dal 19% di raccolta differenziata prima del 2005, quando è iniziata la raccolta porta-a-porta, si è passati al 50% nel 2008 e finalmente, nell’agosto 2014, a superare il 65% sul totale dei rifiuti urbani. Ma nonostante questi dati siano incoraggianti è necessario perfezionare il meccanismo al fine di migliorare ancora le percentuali mantenendo un servizio su buoni livelli di efficienza, economicità e sostenibilità. Allo stesso tempo è necessaria una campagna di informazione permanente per sensibilizzare sempre di più i cittadini alla pratica della raccolta differenziata. Di seguito l’intervista all’assessore Stefania Manunza.

Stefania Manunza

Stefania Manunza, assessore all’Ambiente del comune di Sestu – Foto di Dietrich Steinmetz

Facciamo il punto della situazione. Da quanto tempo il comune di Sestu ha iniziato ad attuare la raccolta dei rifiuti con il metodo del porta-a-porta?

Da quasi 10 anni, nel 2005 partì la prima sperimentazione di raccolta domiciliare che fu resa definitiva nel marzo del 2006. Il “Decreto Ronchi” imponeva ai comuni una percentuale minima di separazione dei rifiuti urbani del 35% e la raccolta porta-a-porta permetteva di raggiungere quell’obiettivo in tempi ragionevolmente brevi. Già da qualche anno erano presenti nel centro urbano i cassonetti differenziati, ma a quei tempi la sensibilità sul tema dei cittadini era minore e le percentuali di differenziata erano molto inferiori alle potenzialità. I cittadini risposero subito bene al nuovo sistema, tanto che nel 2007 Sestu fu premiata come “Comune Riciclone” fra i comuni più virtuosi nel campo della raccolta differenziata. Da qualche anno però la tendenza alla crescita si era fermata, anche a causa delle mutate condizioni di cui il vecchio contratto non teneva conto. Con il nuovo appalto partito un anno fa, tuttavia, siamo tornati sul giusto binario e oggi si cominciano a vedere i primi risultati. La soglia minima di raccolta differenziata – oggi al 65% – è stata finalmente raggiunta nel mese appena trascorso. Questo dato ci conforta e ci spinge a continuare a lavorare in questa direzione.

Non sono però mancate le polemiche. In che modo state affrontando il disagio dei cittadini rispetto all’irrigidimento delle regole?

Non si tratta di un irrigidimento delle regole, quanto piuttosto dell’applicazione di norme già esistenti su cui finora si era permesso un certo lassismo. Alla luce dei risultati, però, quel tipo di flessibilità – che a volte sfociava quasi in anarchia– non era più accettabile. Infatti, è bastato chiedere ai cittadini uno sforzo in più perché in pochi mesi il dato percentuale salisse di oltre 3 punti. È tuttavia importante per l’Amministrazione tenere conto delle situazioni oggettive di difficoltà per alcune famiglie: a questi casi sarà dedicata un’attenzione particolare perché si possa venire incontro alle loro esigenze garantendo un servizio efficiente ed economicamente sostenibile.

Quali possono essere gli interventi futuri necessari per migliorare la raccolta porta a porta?

Ci sono situazioni problematiche che finora non hanno trovato soluzioni definitive. Fra queste l’annosa questione irrisolta del quartiere di Cortexandra a cui lavoriamo proprio in queste settimane. È di prioritaria importanza rimuovere i cassonetti stradali indifferenziati e dare ai residenti gli strumenti necessari a raggiungere i parametri di raccolta differenziata del resto dei sestesi, disincentivando al contempo i non residenti che approfittano della situazione critica per lasciare lì i loro rifiuti. Esiste anche un problema relativo ai condomini con più di 6-8 unità abitative nel resto del centro urbano. Pochissimi hanno le isole ecologiche interne e il conferimento con i bidoni familiari, specie nei palazzi più grandi, è spesso complicato dalla mancanza di spazio. Stiamo cercando delle soluzioni alternative che vengano incontro agli abitanti di quegli stabili e permettano di mantenere il massimo decoro delle aree intorno ai loro ingressi. Infine, stiamo predisponendo una sorta di bando per permettere a 160 famiglie con anziani o disabili o con bambini piccoli di accedere gratuitamente alla raccolta domiciliare specifica di pannolini/pannoloni 5 giorni a settimana. Nei prossimi giorni saranno pubblicate sul portale comunale le modalità per richiedere questo servizio aggiuntivo.

Ma è proprio vero che la raccolta differenziata costa meno?

Dal punto di vista ambientale, certo! In termini economici, invece, la raccolta differenziata costa meno quando le percentuali di separazione raggiungono livelli alti e i “guadagni” del riciclaggio compensano i maggiori costi dovuti alla raccolta porta-a-porta. Perché un Comune veda dei risultati positivi – che si trasformano automaticamente in minori costi da caricare sulle tasse dei cittadini – devono ottenersi risultati superiori all’80%. Una delle voci più pesanti nel bilancio del servizio di igiene ambientale è lo smaltimento del residuo secco, al momento di circa 200 euro a tonnellata. Aumentare le percentuali di differenziata significa diminuire i rifiuti indifferenziati e dunque ridurre quella voce di spesa.
Auspico che nel prossimo futuro anche Sestu possa raggiungere un obiettivo così ambizioso che pure è alla nostra portata.

Rifiuti, verde pubblico, temi ambientali in generale sono tra gli argomenti preferiti delle discussioni sui sociali network. In tanti amano parlarne e dare buoni consigli al riguardo. Pare ci sia una gran voglia di partecipare. Che spazio c’è per il volontariato nell’ambito della raccolta differenziata?

Le normative ambientali in generale e quelle sui rifiuti in particolare sono piuttosto stringenti: in fondo si tratta di ambiti delicatissimi per la nostra salute ed è giusto che non ci si possa improvvisare attori in questi settori. Tuttavia gli spazi per il volontariato esistono, specie quando si tratta di educazione, formazione e informazione ambientale. Quello è davvero un campo nel quale i volontari ispirati da forti valori ambientalisti e di promozione della sostenibilità potrebbero operare con risultati significativi.

Rispetto alla produzione di rifiuti come intende muoversi il Comune?

Siamo obbligati a cominciare a pensare a forme di incentivazione alla riduzione dei rifiuti. La normativa europea, recepita dall’Italia e presto anche dalla Regione Sardegna, impone di legare i futuri meccanismi di penalità/premialità per gli enti locali alla riduzione totale della quantità di rifiuti prodotta. Ciò è più che naturale: produciamo ogni anno più rifiuti dell’anno precedente e, se continuiamo così, presto la gestione degli scarti delle nostre società peserà sui bilanci pubblici più della produzione dei beni. È inaccettabile non cercare di invertire questa tendenza. Quello che un Comune può fare è incentivare la riduzione dei rifiuti offrendo detrazioni sulla tassa ai cittadini più virtuosi o reinvestendo i minori costi in migliori servizi sostenibili, per esempio. Le idee sono molte, e molte ne aspettiamo dai cittadini, ma intanto lavoriamo tutti per consolidare e migliorare il risultato appena raggiunto. D’ora in poi sarà tutto più facile.

Sandra Mereu

Per informazioni sulla raccolta differenziata a Sestu vedere il sito http://stefaniamanunza.wordpress.com/

Sestu è il regno del crimine e dell’illegalità. Cosi almeno a qualcuno appare…

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Sestu, Consiglio comunale del 08/07/2014

Nella seduta del consiglio comunale di martedì 8 luglio, per buona parte del tempo sono stati discussi due argomenti: commercio abusivo e ordine pubblico. La prima cosa che viene in mente, a leggerli così vicini, è che i due temi hanno in comune il mancato rispetto delle regole. Chi ha seguito il dibattito in consiglio comunale (i soliti 20 aficionados) ha però potuto cogliere anche altri aspetti di comunanza. In entrambi i casi, nel trattare gli argomenti, si faceva leva su una rappresentazione inquietante della realtà sestese.

Il primo argomento, quello inerente al commercio abusivo, prendeva le mosse da un’interrogazione sollecitata da un articolo pubblicato sull’Unione Sarda domenica 18 maggio. In quell’articolo l’ex assessore al Commercio, Maria Fedela Meloni, dichiarava che “i negozianti hanno paura di denunciare gli abusivi perché temono ritorsioni” e a causa delle tante rivendite abusive di frutta, verdura e pesce gli esercenti regolari vengono “disturbati e soffocati”. L’ex assessore denunciava quindi l’esistenza, a Sestu, di un vero e proprio clima di terrore e auspicava, per questo, un “giro di vite” sui controlli avviati durante la sua gestione. Il consigliere dell’opposizione Antonio Mura, allarmato dalla situazione descritta nell’articolo, ha dunque chiesto spiegazioni all’assessore competente in carica. Rispondendo nel merito delle affermazioni contenute nell’articolo, Stefania Manunza ha a sua volta dichiarato quanto segue: “il numero dei produttori agricoli autorizzati alla vendita diretta è notevolmente inferiore a quello indicato nell’articolo: al momento risultano in attività 77 produttori (non 119) e, negli ultimi due anni, c’è stata una sola cancellazione. Quanto alle pescherie, gli esercizi autorizzati sono 3”. Riguardo ai controlli ha quindi replicato: “negli ultimi anni sono state comminate 5 sanzioni per esercizio abusivo del commercio, solo una delle quali da parte della Polizia Locale. E ha infine così concluso il suo intervento:Non mi risulta che siano state messe in atto azioni specifiche durante il mandato dell’ex Assessora Meloni. Ma al momento si stanno intensificando i controlli per garantire il rispetto delle regole e tutelare così gli stessi operatori e tutti i cittadini”. L’assessore Stefania Manunza dunque, pur non nascondendo l’esistenza del fenomeno dell’abusivismo, ha fornito una rappresentazione della realtà molto meno drammatica di quella dipinta nell’articolo dell’Unione Sarda, costruito intorno alle dichiarazioni del suo predecessore. Una rappresentazione che lo stesso consigliere Mura non ha potuto fare a meno di confermare.

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Sestu, Consiglio comunale del 08/07/2014

Il secondo argomento riguardava l’ordine pubblico. Qui il dramma si è fatto tragedia. Nella mozione presentata dal consigliere Paolo Cau, finalizzata a sostenere la necessità di dotare il comune di una caserma dei Carabinieri, ha descritto Sestu come fosse il Bronx o uno di quei comuni della Sicilia controllati dalla mafia. Il nostro comune – a detta del consigliere Cau – sarebbe un luogo dove le “rapine con sequestro di persona” sono cronaca quotidiana; dove “non si contano più i furti presso le abitazioni” e lo spaccio di droga ha raggiunto “livelli mai visti”, per non parlare degli incendi dolosi ai veicoli. E anche questi ultimi “non si contano più”. Dulcis in fundo, Sestu è un luogo dove “persino i morti non vengono lasciati in pace”, a causa dei furti di statue e degli atti di vandalismo ai danni dei monumenti del cimitero. Al consigliere Cau ha replicato, con argomenti seri e convincenti, il consigliere della maggioranza Elio Farris. “La piaga sociale della droga – è stata una delle osservazioni di Elio Farris – è tutt’altro che a livelli mai visti. Sestu vanta piuttosto il triste e poco invidiabile record di aver avuto quasi un’intera generazione falcidiata dalla droga. Quella dei ragazzi nati tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’60. Decine e decine di ragazzi”. Negli anni ’80/’90, quando quel dramma si consumava, – ha raccontato – una caserma a Sestu c’era, ed era anche ben comandata. Ma questo fatto non ha impedito che ciò accadesse e che quella gioventù si bruciasse. “Nessuno di noi pensa – ha tenuto a precisare Elio Farris – che la caserma dei carabinieri non sia necessaria”. Ma la situazione – è stata la sua conclusione – oggi non consente al comune di costruire la caserma con risorse proprie perché ciò comporterebbe una drastica riduzione dei servizi essenziali e obbligatori erogati dal comune.

Il concetto è stato ripreso e precisato dal vicesindaco Sergio Cardia. Dopo aver ripercorso la vicenda che ha fatto sì che Sestu rimanesse priva di una caserma dei Carabinieri, il vicesindaco ha ricordato che la costruzione delle caserme è appunto una competenza dello Stato centrale. Puntando il dito sulle scelte dello Stato che taglia le risorse per il buon funzionamento delle forze dell’ordine e smette di costruire caserme per presidiare il territorio, Cardia si è dunque domandato se l’errore non sia proprio quello di farsi carico di un compito che dovrebbe spettare ad altri livelli di governo. Nondimeno ha stigmatizzato le affermazioni del consigliere Cau che descrivendo Sestu come “terra di nessuno” ha operato una vera e propria “distorsione della realtà“. “Sestu – ha dichiarato il vicesindaco – non ha più problemi di analoghi comuni con pari numero di abitanti”. Raccontare Sestu in quel modo – per Cardia – non aiuta a risolvere i problemi, al contrario “provoca solo danni”.

Mi dicono che alla fine della seduta, tutti i consiglieri hanno votato una versione epurata dagli “eccessi” della mozione di Paolo Cau. A noi attoniti cittadini non resta che prendere atto di quanta disonestà intellettuale si nasconda dietro simili falsificazioni della realtà, fatte al solo scopo di trarne vantaggio politico e/o personale. Abituiamoci dunque a fare la tara e a verificare la veridicità di quello che ci raccontano. Si avvicinano le elezioni comunali: l’esercizio risulterà assai utile.

Sandra Mereu

Settimana del verde pubblico (3-10 maggio): un’occasione per dimostrare quanto ci teniamo veramente.

Settimana del verde pubblicoNella settimana dal 3 al 10 maggio l’Amministrazione comunale, nello specifico gli assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura, ha organizzato una campagna per la piantumazione e manutenzione delle aree verdi all’interno dell’abitato, invitando tutti i cittadini di buona volontà a parteciparvi attivamente. Il primo intervento è previsto per il 3 maggio e consiste nel completamento del lavoro iniziato la seconda settimana di aprile lungo la via Piave, rimasto incompiuto a causa dal cattivo tempo. Qui saranno piantumati arbusti ed essenze di macchia mediterranea che costituiranno il primo nucleo del futuro parco “fluviale” che si intende appunto realizzare lungo tutta l’area dell’argine del rio che attraversa il paese. Un secondo intervento a più ampio raggio interesserà (4-9 maggio) tutte le aree verdi dell’abitato che necessitano di manutenzione o di essere infoltite. Infine il 10 maggio ci si sposta nell’area extraurbana di San Gemiliano dove, in collegamento con il programma europeo “Let’s Clean up Europe”, si intende ripulire l’area dai rifiuti che immancabilmente vengono abbandonati nell’area della Pineta.

Quello del verde pubblico è un tema intorno al quale a Sestu, negli ultimi tempi, si sono accese roventi quanto strumentali polemiche. E’ infatti opinione di alcuni che questa amministrazione stia procedendo alla sistematica distruzione del verde pubblico del paese. L’estirpazione di alcune piante per permettere la realizzazione di opere pubbliche attese da anni, come la piste di atletica della scuola media di via Dante, o l’annunciata intenzione di spostarne alcune da un sito ad un altro, in previsione della costruzione di opere stradali come – per citare il caso più discusso – la rotatoria di piazza Pertini, o ancora il necessario taglio di piante che si erano irrimediabilmente ammalate, hanno scatenato una ridda di violente accuse ai danni dell’amministrazione e in particolare del sindaco e del vicesindaco. Si tratta evidentemente di accuse irrazionali e soggettive, per lo più finalizzate a gettare discredito sull’operato dell’amministrazione. Chi si sforza di guardare la realtà con un minimo di obiettività non può infatti fare a meno di vedere che il bilancio del verde pubblico a Sestu, considerato nel lungo periodo, è tutt’altro che negativo.

DSCN9377Ci sono oggi nel paese molte aree verdi laddove in passato c’era il deserto e filari di piante sono comparse lunghe le strade principali del paese. La diffusione del verde pubblico nei nostri assolati paesi del campidano è andata di pari passo col benessere e la disponibilità d’acqua anche per necessità non primarie. Ma oggi, in tempi di crisi economica, di austerità e taglio ai servizi pubblici, rischia di diventare di nuovo un lusso. Per questo è necessaria una gestione oculata del verde, a partire dalla scelta di piante adatte a un contesto urbano. Serve nondimeno la collaborazione attiva dei cittadini per la sua costante sorveglianza e manutenzione. Ma soprattutto è necessario un più spiccato senso civico. C’è bisogno della diffusa consapevolezza che il verde urbano è un bene pubblico, cioè un bene di tutti e di ciascuno di noi, e non di tutti e quindi di nessuno. Ritenute fastidiose, molte piante sono state avvelenate da privati cittadini (né è un esempio l’ombroso albero di via Gramsci), oppure drasticamente potate con la motosega. Così come è vero che gran parte delle prime piantine messe a dimora due anni fa in via Piave non si sono seccate per l’incuria dell’amministrazione, ma sono state nottetempo estirpate subito dopo essere state piantate.

La campagna promossa dal Comune ha dunque il duplice merito di ribadire l’impegno dell’amministrazione per migliorare e potenziare il verde pubblico a Sestu e far comprendere l’importanza di questa preziosa risorsa per la qualità della vita di tutti, attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini.  “Sono numerosi i cittadini che si sono offerti di curare delle aree che al momento il Comune non può gestire al meglio — ha dichiarato l’assessore all’ambiente Stefania Manunza —, e questa è l’occasione per cominciare e diffondere questa importante sensibilità. Abbiamo già ricevuto adesioni dai quartieri Ateneo e Cortexandra, da agricoltori che metteranno a disposizione le proprie attrezzature e da molte persone che, da sole o in gruppo, si propongono per la manutenzione di diversi spazi pubblici.” Per i tanti silenziosi cittadini sinceramente interessati a migliorare il luogo dove vivono, l’iniziativa è dunque un’occasione per dare il proprio contributo alla collettività. Per i più polemici e chiassosi un’opportunità per dimostrare con i fatti quanto reale e disinteressato sia il loro sbandierato spirito ambientalista.

Sandra Mereu

“Settimana del Verde pubblico”, continua l’impegno per una Sestu più verde.

Verde pubblicoNella mattinata di sabato 12 aprile, alcuni amministratori comunali (gli assessori Stefania Manunza, Andrea Pitzanti, Francesco Serra e i consiglieri comunali Elio Farris e Carlo Pintus), aiutati da un gruppo di agricoltori volontari, hanno completato il programma di piantumazione previsto per la “Settimana del verde”.  Un intervento, quest’ultimo, stabilito con la delibera di giunta n. 56/2014, che si inquadra nel più generale obiettivo dell’amministrazione di favorire la creazione di nuovi spazi verdi e la piantumazione di nuove essenze vegetali mediterranee. Chi è passato in via Piave tra le 9 e le 12.30, ha così potuto vedere un coraggioso gruppo di volontari intenti a lavorare lungo l’argine del fiume, motivato dal sogno di creare un’oasi verde nel centro del paese. Sfidando la pioggia e armati di buona volontà e olio di gomito (Francesco Serra ha fatto il grosso col trattore ma per il resto hanno lavorato con zappe e picconi), cittadini e amministratori hanno dunque ripulito via Piave dalle erbacce e ripiantato le piantine dove mancavano.
Va detto, a questo proposito, che l
e piantine mancanti non erano “tutte morte”, come ha più volte affermato il consigliere Muscas dei Riformatori, ma almeno una decina di esse erano state estirpate appena piantate, due anni fa. Un fatto, questo, che dimostra, una volta di più, come non esista a Sestu una categoria monolitica di cittadini a favore del verde pubblico che si contrappone a un’amministrazione interessata solo a distruggerlo. Ciò è quanto vuole far credere una certa propaganda pseudo-ambientalista che di tanto in tanto si diffonde nel paese. Verde pubblico_via Piave 2014La realtà ci dice che accanto a un discreto numero di cittadini sensibili e rispettosi del verde pubblico, disponibili a impegnarsi per tutelarlo e farlo crescere, ce n’è un’altro che lo vive con fastidio o pensa di appropriarsene all’occorrenza per abbellire il proprio giardino privato. Contro questi cittadini ben poco possono fare le amministrazioni pubbliche se non sforzarsi di ripristinare il danno laddove o finché è possibile e, parallelamente, promuovere campagne di sensibilizzazione per contribuire, con la scuola e le altre istituzioni, a educare al rispetto del bene comune e a diffondere un maggiore senso civico nei cittadini del futuro. “Abbiamo altre piante da mettere a dimora — hanno riferito gli amministratori impegnati nella “Settimana del verde” —, lo faremo a maggio, quando il tempo si sarà stabilizzato, invitando anche altri cittadini che volessero darci una mano”.

Sandra Mereu

Nuova raccolta differenziata: serve la collaborazione di tutti.

Sono passati poco più di 6 mesi dall’entrata in vigore del nuovo contratto di igiene urbana ambientale e si iniziano a vedere le prime novità. La più evidente fra queste riguarda certamente il kit per la raccolta differenziata: i nuovi contenitori e la fornitura delle buste riconducono i colori a quelli più comuni in ambito nazionale e internazionale e si spera possano rendere più regolari i conferimenti dei cittadini che, fino a oggi, subivano una sorta di anarchia normativa e metodologica che poco invogliava a separare correttamente i rifiuti.

Una volta conclusasi la consegna alle famiglie stabilmente residenti, si consegneranno i kit anche per le utenze stagionali, le seconde case (se servite dal sistema di raccolta dei rifiuti) e le attività economiche che producono i cosiddetti “rifiuti assimilati agli urbani”, gli unici che il Comune è autorizzato a raccogliere.

Ma ci sono novità che si notano di meno, come la pulizia delle discariche abusive (che, grazie alla costante vigilanza della Compagnia Barracellare, hanno visto una sensibile diminuzione rispetto al passato), gli spazzamenti stradali che, man mano, si stanno regolarizzando in tutto il centro abitato, e le pulizie delle condotte delle acque meteoriche che permettono una maggiore sicurezza in caso di piogge intense.

A breve partirà la raccolta potenziata dei pannolini/pannoloni: tre ritiri settimanali in più – oltre a quelli regolari del secco – per 80+80 utenze, con priorità a disabili e anziani allettati. I potenziali beneficiari verranno contattati dai Servizi Sociali.

Esempio di errore di conferimento - Dal blog "Assessora per caso"

Esempio di errore di conferimento – Dal blog Assessora per caso

È inoltre prevista la consegna di 200 compostiere domestiche, non appena la Regione Sardegna modificherà il sistema di penalità/premialità legato alla percentuale della frazione umido-organica sul totale dei rifiuti (la nuova legge è in via di approvazione).

L’impegno del Comune e della ditta appaltatrice, tuttavia, non bastano a rendere il nostro paese più pulito: è solo con il contributo di ogni cittadino, con un piccolo sforzo da parte di ognuno di noi, che tutti potremo godere di una Sestu migliore.

Ulteriori e dettagliate informazioni sulla raccolta differenziata a Sestu si possono trovare su: Assessora per caso.

Stefania Manunza

Il programma del centrosinistra: ambiente ed economia possono coesistere.

Nel programma della coalizione di Centrosinistra guidata da Francesco Pigliaru l’ambiente e la sostenibilità hanno un ruolo importante. Chiediamo al candidato di Sinistra Ecologia e Libertà Ignazio Tolu, assessore all’ambiente della Provincia di Cagliari commissariata di recente, di illustrarne i punti più significativi.

ToluVisti i recenti eventi tragici, gli interventi a tutela del territorio e sull’assetto idrogeologico della Sardegna sembrano improrogabili: quali azioni prioritarie saranno messe in campo a brevissimo nel caso la coalizione di centrosinistra andasse al governo regionale?

Il territorio della Sardegna è stato devastato dall’incuria quando non aggredito dalla speculazione: ci proponiamo l’attuazione immediata del Piano di Assetto Idrogeologico regionale offrendo risorse sufficienti ai Comuni perché possano finalmente realizzare le opere di mitigazione necessarie a prevenire disastri come quello dello scorso novembre che hanno un pesantissimo costo umano oltre che economico. Inoltre puntiamo alla riaffermazione del Piano Paesaggistico approvato nel 2006 che, con alcuni aggiustamenti, potrà diventare strumento di tutela per il territorio ma anche di sviluppo sostenibile per i Comuni della Sardegna.

Qual è e quale dovrebbe essere il ruolo della Protezione Civile nell’azione di tutela del territorio?

La Protezione Civile è affidata a diversi organismi che, troppo spesso, lavorano senza coordinamento e così quel patrimonio di professionalità, impegno e disponibilità si disperde e non sviluppa le potenzialità che potrebbe mettere in campo. Inoltre i soggetti coinvolti, specie le associazioni di volontari, non hanno sufficienti dotazioni strumentali, ma soprattutto economiche, per far fronte alle esigenze operative, vanificando dunque l’apporto che potrebbero dare in termini di prevenzione e intervento.

L’edilizia è da sempre un baluardo della Destra. Il settore è fortemente in crisi col conseguente crollo degli occupati. Cosa può fare un governo di centrosinistra per rilanciare questo comparto?

Quando l’edilizia significa speculazione, ogni sostegno economico diventa un’ipoteca sul futuro del nostro territorio. È per questo che noi di Sinistra Ecologia e Libertà proponiamo il ricorso alla riqualificazione degli edifici esistenti in un’ottica di risanamento e di miglioramento delle prestazioni energetiche perché le case dei sardi siano non solo più sane e vivibili, ma abbiano anche un minor impatto sull’ambiente. Questo è possibile solo con un piano di rilancio dell’edilizia di ripristino con meccanismi come quelle della detrazione fiscale che, oltre a incentivare i privati a intervenire nelle loro case, genera un circolo virtuoso di emersione dal nero che non può che essere salutare per la nostra regione. Per quanto riguarda le nuove costruzioni, inoltre, proponiamo un programma di incentivazione della bioedilizia e dell’edilizia a basso impatto. Ciò incentiverà anche le numerose professionalità che in quel campo stentano a vedere affermato il loro potenziale.

Le bonifiche potrebbero essere un tipo di investimento virtuoso per la Sardegna, in cui industrie inquinanti, sfruttamenti minerari e presidi militari hanno lasciato e continuano a lasciare strascichi ambientali pesanti. È possibile concepire economia ed ecologia che vanno di pari passo?

Noi di SEL siamo convinti che si possa. Certo, l’obiettivo è quello di superare il concetto di difesa a tutti i costi dell’esistente e di puntare su investimenti massicci che, mentre sostengono il ripristino di un territorio pulito e vivibile, diano garanzie ai molti lavoratori che in quelle aree si guadagnano lo stipendio. Economia ed ecologia possono sicuramente coesistere: basta una pianificazione di ampio respiro e il rifiuto totale di una politica che svende il territorio in cambio di poche buste paga.

La Sardegna rischia di diventare terra di conquista per le multinazionali energetiche, anche rinnovabili, che potrebbero sfruttarne posizione privilegiata e clima favorevole per investimenti che non avrebbero nessuna ricaduta positiva sulle economie locali. Come intendete lavorare sul piano dell’energia una volta al governo?

In Sardegna si produce più energia di quanta se ne consumi. Non esiste quindi un bisogno urgente di nuove centrali, qualunque ne sia la fonte. Le energie rinnovabili sono fondamentali, ma non devono aggiungersi all’esistente quanto piuttosto sostituire quelle forme inquinanti che risultano più economiche solo perché non se ne considerano i costi ambientali e sulla salute umana. Nel nostro programma, però, non sosteniamo in grandi impianti rinnovabili, puntiamo invece alla micro-generazione, alla rete di produzione diffusa che prevede che l’energia sia prodotta più vicino possibile a dove serve, con ricadute economiche sull’intera comunità e non solo su pochi grandi investitori che, guarda caso, sono sempre riconducibili ai soliti nomi del campo energetico.

L’energia è una questione delicata che travalica il semplice tema ambientale per riverberarsi su tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica. Sarà finalmente possibile un piano energetico regionale che tenga conto delle esigenze delle aziende ma anche delle famiglie, dell’economia ma anche della tutela ambientale?

La Sardegna ha bisogno di un Piano Energetico Regionale e ne ha bisogno proprio perché produce molta più energia di quanta ne serva ma i sardi non ne hanno alcun vantaggio economico, anzi, pagano le loro bollette più care che altrove. Pensare una politica energetica a medio e lungo termine è necessario per non lasciare spazio a interessi esterni che non vedono alcun vantaggio nel privilegiare la riduzione di consumi e la conseguente razionalizzazione del mercato energetico.

Stefania Manunza

SestuInVetrina – Portale delle attività produttive e non profit.

Il territorio del Comune di Sestu in questi ultimi anni ha rappresentato un caso nazionale per la velocità della sua espansione in termini di nuovi abitanti e nuovi insediamenti produttivi. Negli ultimi 20 anni Sestu è cresciuta fino a raddoppiare la propria popolazione e superare i 20.000 abitanti. Ormai il Comune è abitato da oltre 8.000 persone arrivate da altri territori che stentano a integrarsi e a trovare la giusta dimensione di abitanti pienamente inseriti. Se a questo si aggiunge che il Comune di Sestu ha ereditato il tratto di strada che va dal 6° al 12° chilometro della ex SS 131, si intuisce l’enorme potenzialità che si è creata per lo sviluppo delle aree commerciali, artigianali e industriali. Le difficoltà economiche del momento e la necessità di trovare nuovi sbocchi di business per mantenere vive le piccole aziende presenti nel territorio comunale hanno suggerito all’assessore Stefania Manunza l’idea di una vetrina che offra visibilità a tutte le azioni commerciali, artigianali e dei servizi presenti nel territorio. Di seguito ci spiega quali sono le caratteristiche del progetto e come funziona.

forno delle meraviglie 3

Foto di Daniela Usai

In che cosa consiste il nuovo progetto del comune di Sestu a favore del commercio locale? “SestuInVetrina”, così abbiamo chiamato il progetto, è un portale aperto a tutti i commercianti e artigiani locali e servirà a promuovere i servizi disponibili nel territorio offrendo agli abitanti un unico portale di informazione. Ma il portale non colma solo il bisogno di conoscere meglio le peculiarità offerte dal territorio. Il progetto punta a integrare tutte le attività presenti nel territorio comunale, incluse quelle legate al mondo dell’associazionismo e del non profit.

Che ruolo giocherà il comune in questo progetto?

Il progetto sarà monitorato da un ente terzo scelto tra le associazioni dei consumatori, così che il Comune possa assolvere in modo lineare un ruolo di facilitatore e contemporaneamente quello di garante per i cittadini consumatori e gli operatori. In questo modo sarà possibile offrire ai cittadini sestesi un sito web vivace, fresco di informazioni commerciali, aperto alle nuove dinamiche collegate a Internet, ma senza perdere di vista il bisogno primario di migliorare la qualità della vita delle persone.

Comunicare chi e cosa si produce nel territorio è davvero ciò che manca per rivitalizzare il commercio locale stremato dalla crisi e schiacciato dalla grande distribuzione?

Il progetto ha l’ambizione di migliorare il rapporto tra domanda e offerta e il Comune di Sestu sosterrà direttamente l’iniziativa sia col proprio patrocinio sia mettendo a disposizione un canale di promozione attraverso il proprio portale istituzionale. Ciò garantirà un livello di visibilità per tutti i partecipanti e in particolar modo per gli operatori economici. Oggi più che mai, infatti, è indispensabile alimentare un patto sociale che vede impegnati tutti i portatori di interesse e ognuno è chiamato a fare la propria parte superando steccati e confini legati a vecchi schemi e a modi di concepire l’azione amministrativa. Il territorio si mantiene e si sviluppa lavorando in modo sinergico creando quella forza che porta giovamento e prosperità per chi vive, opera e investe nel territorio.

Qual è la specificità di “SestuInVetrina” rispetto ad altri siti tematici dedicati al commercio?

“SestuInVetrina” mira a diventare una iniziativa seria, etica, proattiva che generi valore per la comunità e consenta di migliorare la cultura di impresa e commerciale. Il portale “SestuInVetrina” sarà un sito tematico a vocazione commerciale che si prefigge di ospitare tutte le attività commerciali, artigianali, industriali e i servizi e insieme far conoscere le associazioni a vocazione sociale quali la Consulta degli Anziani, la Consulta dei Giovani, il mercatino dei bambini, il riuso di apparati elettronici, il riuso di ausili per la disabilità, ecc. L’aspetto etico sarà la caratteristica fondante dell’iniziativa editoriale, soprattutto in un momento in cui sinergie potenti sono necessarie per resistere e contrastare la crisi che tutte le attività imprenditoriali stanno vivendo e contemporaneamente tutelare i consumatori che si avvicinano alla piattaforma.

Come funzionerà dal punto di vista tecnico?

Il portale “SestuInVetrina” sarà costruito in modo da partire dall’inserimento automatico di tutte le attività economiche operanti nel territorio comunale, incrociando i dati presenti negli archivi del SUAP, dell’Agenzia delle Entrate e della Camera di Commercio. Gli operatori potranno integrare i propri dati comunicandoli al gestore che ne curerà anche la geolocalizzazione su mappa territoriale e la suddivisione per categorie merceologiche. In seguito, a ogni operatore inserito verrà data la possibilità di personalizzare il proprio spazio, a fronte del pagamento dei soli costi di lavorazione, così da poter comunicare meglio ai potenziali clienti le informazioni sulle attività, eventuali offerte o altre iniziative.

Quale sarà la sua portata?

Il portale “SestuInVetrina”, naturalmente, non si limiterà a mero servizio interno rivolto ai cittadini sestesi. La posizione del Comune, crocevia delle principali arterie di comunicazione dell’Isola, fa sì che esso sia diventato un punto di attrazione per decine di migliaia di persone che abitano nell’area intorno a Cagliari. I poli commerciali, tuttavia, sono solo uno degli aspetti della vita economica di Sestu: tutto un tessuto produttivo locale di alto valore economico può risultare in ombra rispetto ai grandi operatori. Il portale potrà dare a queste attività la visibilità che permetta loro di intercettare quei potenziali clienti che a Sestu arrivano grazie alla grande distribuzione, allargando il bacino potenziale grazie alla sinergia fra pubblico e privato e fra attività economica e comunicazione mirata.

S. M.