“Accarezzavo da un decennio l’idea di mettere in scena Bellas Mariposas” – Intervista all’attrice Monica Demuru di Pier Giorgio Serra

monica 3“Bellas Mariposas” è un racconto lungo, scritto da Sergio Atzeni e pubblicato postumo. Le due protagoniste adolescenti, Luna e Cate (voce narrante), ci portano per mano nel sogno lungo un giorno di una loro giornata particolare che si snoda tra le inquietudini metropolitane vissute in un quartiere della periferia di Cagliari e la loro sfrontata voglia di vivere la vita così come è, senza filtri morali o reverenze dovute alle convenzioni sociali. In questo racconto Atzeni inventa un nuovo modo d’uso della parola scritta, va alla ricerca delle radici linguistiche di una comunità subalterna, attraverso una forzatura destrutturatrice della lingua egemone. Monica Demuru ha dato voce a queste parole nella sua personale reinvenzione del testo atzeniano proposta in occasione della premiazione della quattordicesima edizione del Premio letterario Antonio Gramsci. Il lavoro, per la regia di Annalisa Bianchi e prodotto da Egumteatr, si presenta come musica di parole per amore e per rabbia. Negli spazi della sala conferenze del Comune di Ales è andato in scena sotto forma di Reading, con Monica Demuru a dar vita ad un ideale dialogo tra la vitalità senza tempo delle parole scritte da Atzeni e l’espressività potente e ridondante della voce dell’attrice accompagnata dal contrappunto dei gesti minimi e attenti del suo corpo avvolto da una trama sonora che spaziava da Benjamin Britten ai Velvet Underground, da Giovanni Guaccero ai Clash. Abbiamo rivolto alcune domande all’attrice.

Perchè portare il testo di Sergio Atzeni a Teatro?

L’idea è venuta ad Andrea Nanni come proposta per il cartellone del festival teatrale di Castiglioncello, che in quell’anno, credo il 2012, dirigeva. Fu lui a mettere insieme me e la regista Annalisa Bianco, ignaro del fatto che io accarezzavo da un decennio l’idea di mettere in scena proprio Bellas Mariposas. Evidentemente la natura monologante di questo testo e la sua potenza evocativa e ritmica si impongono quasi spontaneamente. Se pensi che del testo originale sono state tagliate forse quattro pagine, hai la misura dell’intenzione performativa già nel testo all’epoca della pubblicazione. Come tutte le opere d’arte è il dispositivo estetico nel suo complesso a rendere Bellas Mariposas un soggetto scenico interessante. Non si trattava di portare Atzeni in teatro ma finalmente di seguirlo!

Quanta oralità c’è nel testo di Atzeni?

La lingua di Bellas Mariposas è un’invenzione preziosa proprio perché costruita collocando l’italiano regionale e il dialetto all’interno di una forma letteraria molto controllata. La gergalità dei ragazzi cagliaritani dell’epoca scorre in stringhe scritte tra flusso di coscienza, senza punteggiatura, e lunghe pause musicali. Una prosa poetica rovesciata verso il basso che attinge, divertita, alle più gustose espressioni della parlata autentica dei contemporanei di Atzeni, attualissima anche oggi. Ridurla a espressione “vernacolare” e realistica o, viceversa, considerarla solo invenzione letteraria sarebbe riduttivo.

La sua è una lingua meticcia. Che difficoltà comporta portarla a teatro, dalla pagina scritta alla voce viva e presente della scena?

L’efficacia del testo di Atzeni risulta evidente proprio nella sua comprensibilità a tutti i pubblici anche quando il meticcio spinge verso l’estremo. C’è una misura studiata che consente, attraverso il contesto, la comprensione delle parole ed espressioni più oscure, soprattutto ai non sardi, senza che ci si senta estranei o respinti. Più difficile restituire l’innocenza della protagonista anche attraverso l’oscenità delle situazioni che racconta e del relativo linguaggio. Era nostra preoccupazione, inoltre, rispettare la struttura formale misteriosa e poetica del testo – blocchi, pause, espressioni interrotte, allusioni -, senza sottrarre credibilità a Caterina. Piuttosto complicato per la memoria la gran mole di ripetizioni, elenchi e sgrammaticature volute. E’ stata poi necessaria una speciale attenzione a tenere l’equilibrio tra la comicità e la drammaticità del testo, senza sbilanciarlo in una unica direzione.

Molti scrittori sardi sono innamorati del passato, anche Atzeni in alcuni suoi testi. In Bellas Mariposas invece ha scelto il presente o forse, grazie alla sua scrittura visionaria, il futuro, questo o altro ha influenzato la tua scelta del testo?

Da questo testo venni letteralmente folgorata. Si materializzavano davanti a me i tipi umani della mia adolescenza tra Oristano e Cagliari, dei “fantasardi” demenziali e miserabili in cui le donne trascinavano il carico di responsabilità e lavoro e i bambini, già vecchi nella violazione e saggezza, erano piccoli eroi sommamente comici nell’inventare modi per non impazzire. La sola idea di poter finalmente usare in scena il gergo inventivo e sintetico con cui avevo parlato anch’io mi elettrizzava. Mi pareva che la sensibilità di Atzeni avesse intercettato un bisogno a lungo covato in Sardegna: non solo mettere finalmente in scena la “Commedia Umana” delle periferie campidanesi più degradate, ma sfilare la comicità al teatro amatoriale, al cabaret, al bar, alla strada restituendo, in uno specchio deformato e drammatico, l’autenticità di un popolo ben al di la della cronaca.

C’è ancora Sergio Atzeni nei tuoi lavori futuri?

Ho scritto alcune canzoni ispirate ai suoi testi per “Podology”, titolo del nuovo concerto e prossimo cd col pianista Natalio Mangalavite. Il prossimo agosto faremo tre date in Sardegna al Time in Jazz di Paolo Fresu.

Pier Giorgio Serra

 

“Natale insieme a Sestu 2014”, l’ultimo di una serie

Natale insieme_Sestu 2014Anche quest’anno si svolgerà la tradizionale rassegna “Natale insieme a Sestu”. Ma l’edizione 2014 sarà l’ultima di una lunga serie perchè al Comune è recentemente venuto a mancare uno degli elementi fondamentali per poter realizzare gli spettacoli: lo spazio.

Negli anni passati questa e altre manifestazioni si sono svolte nei locali di proprietà della famiglia Faccin. Da quest’anno però, per effetto delle politiche di restrizione della spesa pubblica degli ultimi governi nazionali – dalla spending review di montiana memoria alla finanziaria del 2014 – il comune di Sestu non si può più permettere di rinnovare il contratto d’affitto. Questa almeno è l’interpretazione che gli uffici danno della norma. I locali del patrimonio comunale dove si svolgono attività culturali o ricreative non sono adatti ad accogliere spettacoli destinati a un pubblico numeroso ma neppure questo è sembrato un valido motivo per richiedere all’Agenzia del Demanio il nulla osta necessario per poter continuare a disporre dei locali Faccin. Dunque si chiude.

Alla luce di questo epilogo la scelta di non acquistare l’immobile in tempi in cui ancora il Comune poteva farlo è stata letta da alcuni come un errore o quanto meno un’occasione mancata. I complottisti e gli avversari dell’amministrazione su questa scelta hanno fatto circolare le ipotesi più suggestive. Se però vogliamo stare ai fatti, dobbiamo considerare il contesto in cui tale scelta è maturata. Nel corso della prima amministrazione Pili (2005-2010), la prospettiva di poter dotare il Comune di un nuovo vero teatro era vista come concreta e per questo si scelse di concentrare tutti gli sforzi in direzione di questo obiettivo. Per quanto l’ottimismo fosse tanto non si poteva infatti pensare di realizzare entrambe le opzioni, cioè costruire il nuovo teatro e acquistare per le stesse finalità i locali Faccin. Tanto più che all’epoca l’offerta per l’acquisto dello stabile ammontava a circa 850 mila euro, una cifra ragguardevole a cui si sarebbero dovuti aggiungere i costi per adeguarlo e renderlo agibile per il pubblico spettacolo così come previsto dalla normativa.

I mancati introiti su cui il Comune contava per la realizzazione del Teatro (gli oneri legati al Mercato agroalimentare), a cui si sono poi aggiunti i vincoli del patto di stabilità, che impediscono gli investimenti, e le successive restrizioni finanziarie imposte dalla crisi hanno alla fine vanificato sia la prima che la seconda opzione. Tuttavia, grazie ad un accordo con i proprietari del locale Faccin, il comune ha garantito alla cittadinanza la possibilità di godere di momenti di aggregazione e svago, all’insegna della musica e di altre attività culturali. Negli anni il locale è stato adeguato e reso il più possibile funzionale alle esigenze del pubblico spettacolo.

Col senno di poi oggi possiamo forse dire che non acquistare i locali Faccin sia stato un errore. Ma, per come la vedo io, è certo che costruire un teatro a Sestu, un comune alle porte di Cagliari, sarebbe stato un errore ben più grave. Se anche si fosse riusciti ad ultimarlo, oggi avremo certamente il problema di mantenerlo, gestirlo e riempirlo di contenuti e attività. Non meno di quanto accade in altri comuni della provincia che hanno osato più di Sestu e nella stessa città vicina. Grazie a quelli che pensano che con la Cultura non si mangia, lo Stato italiano destina alla Cultura meno dell’1% del suo bilancio, la Regione Sardegna ha praticamente dimezzato i contributi per Spettacolo e Cultura e, per di più, la recente normativa ha inquadrato i servizi culturali degli enti locali tra le spese non obbligatorie.

La Cultura ha un costo perché dietro c’è studio e c’è lavoro. Contrariamente a quanto pensava un ex consigliere comunale, essa non può essere considerata alla stregua di un’attività volontaristica per realizzare la quale basta solo un po’ di fantasia. Investire in Cultura è una scelta strategica fondamentale per il progresso del paese. Un fatto questo che la collettività, prima ancora che gli amministratori, dovrebbe riconoscere. Mi capita infatti spesso di leggere che un teatro a Sestu sarebbe necessario in considerazione dell’esistenza in loco di diverse compagnie teatrali dialettali. Ma un teatro che viene a costare diversi milioni di euro non può essere lasciato all’iniziativa di volontari e dilettanti. Se questa è la prospettiva, ben più produttivo dal punto di vista culturale, e assai meno costoso, sarebbe fare una convenzione con i teatri di Cagliari per portarci i ragazzi delle scuole.

I prossimi anni non saranno meno incerti di quelli appena trascorsi. Vedremo se i futuri amministratori saranno capaci di superare le difficoltà e trovare soluzioni sostenibili e culturalmente valide. Nel frattempo chi ha voglia può ancora una volta godersi il gospel e gli altri spettacoli natalizi nei locali Faccin (clicca sul link per leggere il programma completo: NATALE INSIEME 2014).

Sandra Mereu

“E…state a Casa Ofelia” si conclude con lo spettacolo teatrale “Unghie e Crisi”

Unghie e crisiDomenica 21 settembre si conclude “E…state a Casa Ofelia” il programma di spettacoli estivi organizzat0 dal comune di Sestu in collaborazione con la Pro Loco. A chiudere la stagione 2014 sarà la rappresentazione teatrale della compagnia “L’Aquilione di Viviana” (ore 21).

Lo spettacolo. Sonia, mamma single ed estetista, durante una seduta di nail art le clienti esorta “a tirare fuori le unghie”. Almeno per farsele ricostruire. Un modo diretto, tragico e ironico, per riflettere insieme sulla condizione lavorativa della donna e sulla sua “traversata” in solitario, nella società contemporanea. Scritto e diretto dalla drammaturga Ilaria Nina Zedda, “Unghie&Crisi” è frutto di una ricerca sul campo nella periferia cagliaritana e vede anche l’uso delle nuove tecnologie: il video-mapping è una tecnica che prevede la proiezione su zone specifiche della ribalta, che vengono animate da immagini funzionali alla vicenda teatrale. Lo spettacolo ha vinto il Primo premio di drammaturgia al Concorso indetto dalla Provincia di Cagliari, Assessorato alle Pari Opportunità e dall’Associazione Culturale L’Eccezione, avente come tema “Donne e lavoro, donne a lavoro” ed è stato scelto dal sito nazionale FEMMINILE AL PLURALE: http://www.femminilealplurale.it/category/diritti.

E..STATE a Casa Ofelia 2014

E...state a Casa Ofelia 2014

 Sestu Via Parrocchia, 88 – Dal 17 agosto al 21 settembre 2014

 PROGRAMMA

17 agosto 22 agosto
TAMURITA (folk rock) TAMANERA (musica reggae)
23 agosto 24 agosto
MACHAPU (musica cilena) LOST BRAND (musica rock)
30 agosto 31 agosto
A. BALIA – E. FRONGIA (ARGIA) B. DAGNINO 5et  – Dedicato a De Andrè
1 settembre 11 settembre
ALLISON McAREAVEY (musica pop) “Violino e Chitarra” dal Barocco al  ‘900
12 settembre 13 settembre

ROSSANO ALBA DUO (chitarre)

BIORYTHMS (musica jazzprog)

“Is Arrosas De Uras” di Vincenzo Pisanu – Reading di poesie con musiche di R. Massa e A. Andrillo
14 settembre 18 settembre
OFFICINACUSTICA – Dedicato a Nino Rota I LOVE OPERA – “TOSCA”Guida all’ascolto con video dell’opera
19 settembre 20 settembre
Saggi della scuola “MUSICA PER TUTTI” (Sestu) Saggi della scuola “PIU’ CHE MUSICA” (Sestu)
21 settembre  
“UNGHIE & CRISI” (teatro) con “L’Aquilone di Viviana” TUTTI GLI SPETTACOLI AVRANNO INIZIO ALLE ORE 21

Bastoni e burattini 2013 si chiude con “Una storia d’Imelda” e “Poesie sparse”

Domenica 24 novembre

Teatro “Sa Lolla” in Vico Parrocchia, 11 – Sestu

sandroneitaloOre 17,00 – Teatro per bambini

FèMA Teatro

“Una storia d’Imelda”

con Elis Ferracini e Maurizio Mantani

Uno spettacolo con burattini che oggi racconta una storia di ieri, mai conclusa, anzi una storia presente” Lo spettacolo, che parla a grandi e piccini, propone alcune questioni legate al fascismo in Italia, alla lotta di Resistenza, alla Liberazione considerando quei tempi e quelle questioni mai passati né risolti, spostando quegli eventi dalla sfera di un mito che può apparire lontano ed intangibile alla concretezza del linguaggio popolare e divertente dei burattini…l’idea e il testo hanno avuto riconoscimenti informali importanti da parte di personalità della cultura nazionale. Elis e Maurizio, i burattinai, scoprono di avere una zia in comune, Imelda, nota affabulatrice di famiglia. Quella che i burattinai mettono in scena è una delle storie preferite dalla zia e che per questo ha ispirato il titolo dello spettacolo.

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Ore 21,00 – Teatro per adulti con cumbidu

 “Poesie Sparse”

Spettacolo per le case

di e con Giuseppe Boy

Raccolgo poesie e le leggo. Le poesie si spargono, si diffondono nell’aria. Le leggo. Le dico, le suono, quasi le canto, le vivo. Il pubblico è seduto sulle poltrone, sui divani, sulle sedie di un qualsiasi salotto o di qualsiasi stanza di una qualsiasi casa. In casa è più facile creare una atmosfera informale e rilassata, intima e semplice, come la poesia. Il pubblico è un amico con cui condividere una piacevole serata, con cui parlare prima, durante e dopo lo spettacolo, mangiando insieme un boccone, bevendo insieme un bicchiere di vino, con la musica affianco. Perché la poesia è musica. (Giuseppe Boy)
Poesie sparse è spettacolo della vita all’insegna della condivisione di significati, sconfitte, sogni insperati e inseguiti irraggiungibili, possibili con il pubblico a tal punto che il poeta l’attore la poesia e la musica è tutt’uno con lo spettatore e viceversa. Un cercare e recuperare un rapporto che dal se naviga e sbarca sulla costa di un altro se. Puro coinvolgimento: un’isola che c’è in mezzo all’oceano di una società distratta, distante, semplicemente smarrita. (Cony Ray, scrittore e poeta)

“Bastoni e burattini” è promosso e organizzato dall’Associazione Le Compagnie del Cocomero. Per info e Prenotazioni: Tel. 070/262432 – mail: monpis@tiscali.it.

Fine settimana tra Archelogia e Teatro

SABATO 16 novembre 2013

sextum - repertiAula consiliare di via Scipione, Sestu, ore 16:30. – “Sestu tra preistoria e medioevo”. Sesto seminario di studi archeologici organizzato dall’Associazione culturale Sextum. Il programma è consultabile qui.

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DOMENICA 17 novembre 2013

Bastoni e burattiniTeatro “Sa Lolla” in Vico Parrocchia 11, Sestu –  Alle 17 Teatro per bambini. Emanuela Mancosu presenta lo spettacolo “Comiche Sognanti”, con clownerie e pupazzi – Alle 21 Teatro per adulti con cumbiduLe Compagnie del Cocomero presentano “Frizzi e Lazzi”, le farse della Commedia dell’Arte, con Rahul Bernardelli.

Bastoni e burattini 2013 prosegue con “Il Pesciolino d’oro” e “Amori da palcoscenico”

Domenica 10 novembre

Teatro “Sa Lolla” in Vico Parrocchia, 11 – Sestu

Bastoni e burattini 2013Ore 17,00 – Teatro per bambini

Le Compagnie del Cocomero

“Il Pesciolino d’oro”

con Rahul Bernardelli

Fiaba tratta dai Canovacci della Commedia dell’Arte. Fagiolino, il protagonista, in questa fiaba è un pescatore che va orgoglioso della sua meravigliosa pesca, ebbene sì, oggi gli è andata proprio bene, ha pescato un meraviglioso pesciolino d’oro; orgoglioso, decide di portare in dono il suo pescato al principe Lindoro, ma durante il suo viaggio incontra le maschere, Arlecchino, Brighella e Pulcinella che contrattano con Fagiolino per riuscire ad avere loro il Pesciolino; ma il nostro protagonista ne combinerà delle belle alle maschere che non avranno mai il pesciolino d’oro ma tante tante…Bastoni e burattini

Favola di tradizione familiare. Tramandata di burattinaio in burattinaio, offre ancora oggi una precisa valutazione del burattino tradizionale, lontano da schematismi museografici, con una intatta carica di ironia e di dirompente vitalità. Le tecniche di animazione, i trucchi scenici, la baracca ed i burattini rispettosi dell’iconografia tradizionale, travolgono gli spettatori con una girandola di trovate comiche, con partecipazione e divertimento per piccoli e grandi.

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Ore 21,00 – Teatro per adulti con cumbidu

Teatro del Segno

“Amori da Palcoscenico” 

da Shakespeare, Goldoni, Rostand,…

Lo spettacolo. Giochi, drammi, passioni, schermaglie e turbamenti amorosi tratte dai classici del teatro e della letteratura. “Amori da palcoscenico” ha debuttato nell’ambito della stagione estiva 2002 e da allora ha percorso instancabilmente la Sardegna e l’Italia. In sei anni di repliche, 145 in tutto, “Amori da palcoscenico” e’ stato visto da oltre 8000 “ragazzi” di tutte le età, e ha toccato, tra le tante piazze, Mestre, Roma , Nuoro, Varese, Venezia, Genova, Oristano. Nel riallestimento del Teatro del Segno, appena completato, lo spettacolo si rinnova e acquista ulteriore freschezza scenica attraverso una maggiore interazione con il pubblico.  Tra un a scena e l’altra, ragazzi e adulti sono chiamati a giocare con gli attori fino a “portare” se stessi in scena, sapientemente guidati per mano dai “personaggi” della pièce che essi stessi hanno scelto tra quelle appena vissute. “Amori da palcoscenico” è un viaggio animato. Avvalendosi di pochi elementi essenziali per suggerire costumi o scenografie, gli attori viaggiano attraverso le scene teatrali giocando e ironizzando su se stessi e sui mestieri del teatro.

Info e Prenotazioni: Tel. 070/262432 – mail: monpis@tiscali.it

Bastoni e burattini 2013

Bastoni e burattiniDa Domenica 3 novembre fino a Domenica 24 novembre l’Associazione Le Compagnie del Cocomero presenta la IX Edizione del Festival “Bastoni e Burattini”. Oltre agli spettacoli per bambini e ragazzi, alle 17,00, anche quest’anno la rassegna offrirà una sezione dedicata al teatro prosa per adulti denominata “…e non solo Burattini”. Ogni domenica alle 21, nella lolla del Teatro di vico Parrocchia 11, sarà possibile assistere agli spettacoli di alcune tra le più conosciute compagnie professionali del panorama sardo. Di seguito gli spettacoli in programma per Domenica 3 novembre: 

Teatro per bambini

Domenica 3 Novembre h. 17,00

Teatro Tages presenta “Manovella Circus” 

di e con Agostino Cacciabue e Rita Xaxa

Lo spettacolo. Burattini e marionette con musica dal vivo suonata dall’organetto di barberia animato dagli artisti di Manovella Circus, una simpatica famiglia di scimmiette. Max l’acrobata, coinvolge il pubblico con le sue evoluzioni, Ginger balla il charleston e danza sui pattini a rotelle, Casimiro il giocoliere si esibisce in equilibrio sul monociclo, il mago Gustavo stupisce tutti con le sue illusioni. La più giovane delle scimmie Cico Ciaco dopo la sua prima esibizione, vuole addormentarsi con il racconto animato del topolino Judy, mentre nell’aria rimbalzano le note dell’organetto di barberia. Pepito, il pappagallo, prepara per tutti i bambini le “filastrocche della buonanotte” e per gli adulti, che le leggeranno ai più piccini, i “pianeta della fortuna”.

L’organetto.  Questo strumento è una varietà di organo meccanico, detto anche Organetto di Barberia, dal nome del suo inventore e costruttore, Giovanni Barbieri nel 1703 a Modena. Lo strumento è costituito da una cassa rettangolare di dimensioni variabili, che contiene, un mantice e delle canne, girando la manovella dello strumento, il cartone perforato scorre e permette l’apertura di una valvola corrispondente a una canna, producendone il suono.

La compagnia. Il Teatro Tages ha partecipato a festival internazionali in Italia e in tournée all’estero, Senegal, Pakistan, India, Ucraina, Singapore, Spagna e Francia. Nel 2006 la compagnia ha vinto il 2° Premio al Festival Intrtnazionale Puppet Theatres and Other Forms of Scenic Animation ANIMA 2006 organizzato dal Dipartimento Teatro D’Animazione dell’Accademia D’Arte Drammatica di Kharkiv in Ucraina con lo spettacolo “Il fil’armonico”.

Teatro Adulti con Cumbidu

“…e non solo burattini!”

Domenica 3 Novembre h. 21,00

A.N.T.A.S.Teatro presenta 

“Dodici Parole Buone”

Ritratto di una generazione con ideali di luce

con Stefano Farris 

Lo spettacolo. Vita ingenua, morte ingiusta e piccoli miracoli di Escargot, nipote stralunato di Vincenzo Van Gogh. Un sognatore incallito alle prese con il mondo e con i propri fantasmi. La sua parte più viva è il suo problema più grande. Scoprirà dolorosamente che l’unica alternativa alla solitudine è morire un po’ a se stesso. Piccolo rito di passaggio al chiaro di Luna. Creato nel 2011, tra San Sperate e Holstebro, a partire da variazioni di Pierangelo Pompa su frammenti testuali di Salvatore Cambosu e Vincent Van Gogh. Musiche registrate da Henry Salvador, Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori.  Con la collaborazione di Odin Teatret.

Info e Prenotazioni Tel. 070 – 262432