Alcune idee sullo spopolamento in Sardegna I Gianfranco Bottazzi

Esiste una stretta connessione tra crescita economica e crescita demografica. Lo sostiene Gianfranco Bottazzi* in questa nuova Ted sarda (www.tedxviatirso.com). Una grande crescita del PIL è in genere collegata a una grande crescita demografica, viceversa quando la popolazione diminuisce molto difficilmente si ha crescita e sviluppo economico. Se ciò è vero, in Sardegna il problema dello spopolamento si propone con la massima urgenza. Circa 270 comuni su 377 si trovano oggi in stato di grave sofferenza demografica e si prevede che – confermandosi la tendenza degli ultimi 20 anni – da qui al 2035/2050 interi paesi siano destinati a scomparire. Una terra desertificata non produce né benessere economico né lavoro. Che fare allora? Qualche soluzione c’è. Ma per percorrerla occorre mettere da parte i pregiudizi e abbattere gli steccati.

*Gianfranco Bottazzi è sociologo. Ha insegnato in numerosi Istituti dell’Università di Cagliari, è stato direttore dell’Istituto di “Scienze Politiche” e, attualmente, dirige il Dipartimento di Scienze Sociali. Ha svolto una intensa e vasta attività di ricerca e di consulenza, pubblicando numerosi lavori, articoli e volumi. E  stato inoltre consulente in svariati ed importanti progetti della Pubblica Amministrazione e membro di diverse Istituzioni Pubbliche. Per cinque anni, è stato Presidente della SFIRS, la società finanziaria della “Regione Autonoma della Sardegna”

Lavoro decente, lavoro dignitoso: il ruolo dei governi nazionali.

Quello del “lavoro dignitoso”, decent work, è un tema che sta entrando prepotentemente nel dibattito pubblico internazionale. E c’è da credere che con l’attuazione del jobs act diventerà questione di cogente attualità anche in Italia. L’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), la più antica agenzia specializzata dell’ONU, ne ha dato una definizione che riunisce in sé il diritto al lavoro e i diritti sul lavoro. Decent work significa svolgere un lavoro produttivo e che garantisca un equo compenso, sicurezza sul posto di lavoro e protezione sociale per le famiglie, migliori prospettive di crescita personale e integrazione sociale, libertà di esprimersi, organizzare, partecipare a discussioni che riguardano la propria vita, pari opportunità per donne e uomini. Per rendere concreti questi principi l’OIL è impegnata perché il lavoro sia in cima all’Agenda internazionale per lo sviluppo. Al suo fianco la Chiesa, che ha posto il tema del lavoro dignitoso alla base della sua dottrina sociale, oggi rilanciata con forza da Papa Francesco.

In questa Ted Conference sarda (TedxViaTirso), Giovanni Pinna spiega quale ruolo possono giocare i governi nazionali nella difesa e attuazione del decent work.

San Sperate: un modello di sviluppo locale

San Sperate

“Si bollu contai una storia chi apu biviu deu a intre de is annus ‘60 e su cumenzu de su ’70…”

Comincia così il racconto che Cenzo Porcu affida al nuovo ciclo delle Ted Conference sarde (TedxViaTirso). In quegli anni – prosegue in un elegante sardo campidanese – alcuni giovani di San Sperate, lui era fra questi, si incontravano di frequente per discutere dei problemi del comune. Si interrogavano sulla loro condizione, sul loro paese e sul futuro. Si domandavano in che modo avrebbero potuto migliorare e far progredire il luogo dove vivevano e a cui si sentivano legati. Volevano renderlo un posto dove valesse ancora la pena vivere. Tra loro c’era Pinuccio Sciola, oggi affermato artista di fama internazionale. E’ Il racconto di una stagione irripetibile, con la nascita del movimento Paese Museo e la lenta ma incessante trasformazione di San Sperate in punto di riferimento artistico, economico e civile per tutta la Sardegna.

Questa esperienza rappresenta un modello di sviluppo locale, basato sull’architettura tradizionale e i prodotti della terra. Un modello che ha avuto nella cultura il suo lievito naturale e dove la cultura è intesa prima di tutto come apprendimento sociale. Dove cioè la conoscenza prima che un’acquisizione dei singoli individui, è un’acquisizione delle comunità. In quest’esperienza si apprende e si lavora insieme e insieme si decide in cosa credere e su cosa concentrarsi. E in forza di ciò si produce innovazione. Questa storia ci dice che gli spazi pubblici vissuti come palestre di vita civile formano alla cittadinanza. Che la cultura è cittadinanza. Oggi di fronte al fallimento di un modello di sfrenato individualismo, di privatizzazione della sfera economica; in una realtà dove le comunità locali sono state progressivamente private del loro potere di decidere cosa produrre e dove la cultura è vista per lo più come intrattenimento a pagamento, la vicenda di San Sperate è lì a dirci che un altro modo è possibile.

La violenza sulle donne… è una questione maschile.

Jackson Katz

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Il presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo a un convegno sulla violenza sulle donne si è rallegrata per la decisione della Rai di rinunciare a Miss Italia, considerandola una “scelta moderna e civile”. Così facendo la Boldrini ha messo in relazione una certa rappresentazione della donna, esposta mezzo nuda e muta, con la sopraffazione e la violenza perpetrata dagli uomini ai danni delle donne, sino alla soluzione finale che oggi si usa definire “femminicidio”. La cancellazione di manifestazioni come Miss Italia è stata dunque inquadrata da Laura Boldrini tra le azioni da compiere sul piano culturale per avviare quel “profondo cambiamento del nostro modo di pensare, parlare, guardare” che stanno alla base della violenza sulle donne.

E’ fuori di dubbio che serva un cambiamento culturale, accanto a seri e decisi interventi istituzionali, per affrontare un problema che sta assumendo dimensioni impressionanti, in Italia così come in altre parti del mondo. L’impostazione della Bolbrini rischia però di risultare poco efficace nella risoluzione del problema, perché tende a focalizzare l’attenzione sulla donna, sulla vittima. Secondo Jackson Kats il problema della violenza sulle donne variamente declinata (abusi sessuali, violenza domestica, maltrattamenti affettivi, abusi sui minori) va invece affrontato ribaltando il paradigma, ovvero spostando l’accento dalle vittime ai perpetratori di violenze. In questa recente TED Conference che vi proponiamo, Jackson Kats dimostra che la violenza sulle donne, definita genericamente “questione femminile” è invece e innanzitutto un problema degli uomini.

Sandra Mereu

TEDx Via Tirso, conoscere la tradizione per innovare

Plurilinguismo e infanziaDa qualche giorno sul sito TEDxViaTirso sono visibili le quattro conferenze sarde a cui è stato riconosciuto il marchio TED, il famosissimo formato californiano nato per la diffusione sul web di “idee che meritano di essere conosciute”. Quella delle TED sarde è un idea realizzata da un gruppo di volontari che operano nel campo culturale, con perno nel mondo delle biblioteche e dell’informazione. La caratteristica di queste TED – come è stato illustrato nel corso della conferenza stampa di presentazione – è quella di voler diffondere idee nuove che nascono oggi in Sardegna e si agganciano alla tradizione, ma che possono anche avere un valore universale.

Una tradizione rispetto alla quale ci si pone programmaticamente in rapporto dialettico e dinamico, per sfuggire a quel rievocazionismo nostalgico, atteggiamento tipico dei sostenitori del buon tempo antico, che non di rado ha influenzato scelte di governo miopi e improduttive. Uno dei fili rossi che lega le quattro conferenze sarde – come hanno sottolineato gli ideatori – è sintetizzabile nel moto pasoliniano “Sottrarre ai tradizionalisti il monopolio della tradizione”. Con ciò intendendo che la cultura e l’economia non possono essere ridotte a mera contemplazione del passato e la tradizione deve essere conservata e fatta conoscere per poter essere utilizzata attivamente e trasformata creativamente nel tempo presente.

Propongo di seguito le due TED conference sarde dedicate alla cultura e in particolare al tema della lingua sarda e del bilinguismo.

Nella prima, tenuta da Silvano Tagliagambe, il tema del bilinguismo, svincolato dall’approccio a cui siamo abituati, cioè quello che lega la lingua sarda all’identità etnica, è affrontato da un punto di vista scientifico. In questa TED in particolare, il prof. Tagliagambe mostra i vantaggi cognitivi del bilinguismo precoce, a partire dal complesso problema dello sviluppo delle lingue e della loro capacità di trasformarsi assorbendo anche significati nuovi.

Nella conferenza successiva Gianni Loy, attraverso il racconto di un’esperienza pratica, quella realizzata con l’educazione dei suoi figli, mostra invece come sia possibile recuperare e trasmettere il patrimonio linguistico della nostra tradizione alle nuove generazioni. La scelta di salvare la lingua madre attraverso modalità “naturali” di apprendimento è sentita prima di tutto come un dovere sociale, su cui gioca un ruolo di incoraggiamento la consapevolezza degli effetti positivi che il bilinguismo ha sull’intelligenza dei bambini. Al riguardo il prof. Gianni Loy spiega che ricerche fatte nell’Università di Edimburgo dimostrano come “is pippius chi crescinti cun su bilinguismu teninti mera prus opportunidadis e arrannescinti de prusu in attras materias puru, cumenti sa matematica”.

In entrambi i casi il bilinguismo è proposto in un’ottica che capovolge lo schema dominante, come un’esperienza che comportando la necessità di passare da un registro ad un altro favorisce l’interiorizzazione dell’attitudine a immedesimarsi in nuovi contesti, non come spinta a chiusure in angusti recinti.

Altro elemento rilevante delle TEDx Via Tirso, che rappresenta il valore aggiunto di questa interessante operazione culturale, è che per la prima volta la lingua sarda viene inserita in un circuito mondiale. Tre conferenze su quattro infatti sono pronunciate in sardo, con sottotitoli in italiano, inglese e francese. In questo modo il suono della nostra lingua madre potrà essere conosciuto e apprezzato in ogni angolo della terra.

Sandra Mereu

TEDxViaTirso: le prime TED sarde

TEDxViaTirso

TEDxViaTirso (clicca sull’immagine per accedere al sito)

Online il sito del primo evento TEDx della Sardegna. A breve saranno disponibili i video delle quattro conferenze.

Le conferenze:

1. “I vantaggi cognitivi del bilinguismo” (di Silvano Tagliagambe, professore ordinario di Filosofia della scienza all’Università di Cagliari ed Alghero), riflessione scientifico – filosofica sulle prospettive che la formazione culturale bilingue può offrire ai suoi destinatari.
http://www.tedxviatirso.com/vantaggi-cognitivi-bilinguismo/

2. “Plurilinguismo e infanzia” (di Gianni Loy, professore ordinario del Diritto del lavoro all’Università di Cagliari), la felice esperienza di un percorso educativo tuttora in atto.
http://www.tedxviatirso.com/plurilinguismo-infanzia/

3. “Pastorizia e cooperazione, l’unione fa impresa” (di Renato Illotto, presidente cooperativa Cao, la più grande della Sardegna). Il movimento dei pastori sardi ha visto crescere l’attenzione intorno alle sue proteste ed alle sue richieste, fino ad ottenere una visibilità nazionale ed internazionale. Le esigenze che muovono i pastori sono compatibili con le moderne regole delle istituzioni e del mercato? Vi sono esperienze – non marginali – che consentono una risposta positiva, se pur sottoposte a diverse faticose condizioni.
http://www.tedxviatirso.com/pastorizia-cooperazione/

4. “Sardex, la moneta cooperativa” (di Carlo Mancosu, dirigente della società Sardex), affronterà il seguente argomento: Lo scambio senza denaro organizzato su base locale può svolgere una funzione utile nella società globalizzata? Noi dimostreremo che è possibile.
http://www.tedxviatirso.com/sardex-moneta-cooperativa/

Oltre ARST, CTM e congestione del traffico

ARST o CTM pari sono. Dopo aver letto il post in cui, nell’ambito del dibattito promosso dal comune di Sestu per la Settimana della Mobilità sostenibile, si spiegavano le ragioni per cui Sestu non è servito dal CTM mi sono domandata quale impatto questo fatto abbia sul numero delle auto possedute nel nostro comune rispetto alla popolazione e quindi, in qualche misura, sulla circolazione delle stesse e sulla necessità di destinare spazi per parcheggiarle. I dati più aggiornati che ho trovato (risalenti al 2009) fotografano una situazione su cui vale la pena riflettere. Considerata la crisi economica accentuatasi negli anni successivi a quello del rilevamento (2009), che come è noto ha comportato un calo nella vendita di automobili e una difficoltà crescente per i cittadini a possederne una, questi dati non dovrebbero essere molto diversi da quelli attuali. Pur non essendo aggiornatissimi sono comunque validi ai fini del ragionamento, in quanto ciò che conta non è tanto il loro valore in termini assoluti quanto il fatto che mostrano come essere serviti dal CTM anziché dall’ARST non incide sul rapporto tra abitanti e automobili e quindi sulla scelta di rinunciare all’auto. Emerge ad esempio che Elmas, tra i centri più vicini a Cagliari, servito oltreché dal CTM anche dalla ferrovia, registra la più alta densità di auto (625 auto per ogni 1000 abitanti). Di contro Sestu, collegata alla città dall’ARST, con le sue 596 auto ogni 1000 abitanti non si discosta dalle medie degli altri paesi serviti dal CTM (Monserrato: 585; Quartu: 599; Selargius: 604; Quartucciu: 574; Assemini: 569; Decimomannu: 549). Appare evidente che per diminuire il numero delle auto possedute, parcheggiate o in circolazione a Sestu (così come negli altri centri vicini) bisogna migliorare l’efficienza del sistema dei trasporti nell’area vasta di Cagliari nel suo complesso, ma soprattutto occorre creare un vero sistema urbano di trasporto locale, diverso da quello attuale impostato sulla direttrice centro-periferia. Ciò che servirebbe veramente è un sistema di trasporti integrato che copra l’intera area vasta di Cagliari seguendo un percorso circolare e radiale che permetta, da qualunque punto si parta, di raggiungere facilmente le varie zone della città e i diversi comuni dell’hinterland. Bisogna, in definitiva, dare attuazione a quel progetto di cui ci parlò in questo stesso blog Luca Mereu in veste di presidente della commissione Trasporti della Provincia di Cagliari.

SALVAGUARDARE ambiente e qualità della vita. Non esistono soluzioni singole capaci di garantire l’equilibrio ottimale per una mobilità sostenibile e queste risultano efficaci solo se tengono conto del contesto. Migliorare la viabilità interna nel nostro comune, costruire piste ciclabili e marciapiedi più larghi renderà sicuramente più vivibile Sestu. Nondimeno, se non si vuole che tutto ciò venga avvertito come una concessione all’elité “verde” della popolazione, il problema della mobilità sostenibile va considerato in un’ottica di sistema complesso e integrato. Non si può dimenticare che l’auto utilitaria ha concesso a una moltitudine di sardi, di tutti gli strati sociali, di uscire dal millenario isolamento (interno ed esterno), ha offerto la possibilità di varcare gli angusti confini del proprio paese e quindi la libertà di scegliere dove vivere e dove lavorare. Per questo in tempi di crisi, di gravi difficoltà economiche per le famiglie e per una larga fascia di giovani, in Sardegna e quindi anche a Sestu il problema della salvaguardia dell’ambiente va affrontato in stretta relazione con la salvaguardia del diritto alla mobilità. Se non vogliamo tornare indietro e non vogliamo che solo per alcuni andare a piedi e in bicicletta per le vie di Sestu sia una scelta, e permettere ancora a tutti di muoversi senza sforzo, occorre prima di tutto impegnarsi per garantire un sistema più efficiente di trasporti pubblici, ad ampio raggio e su più direttrici. Nello stesso tempo occorre incoraggiare un cambiamento di mentalità, che ci vede ancora troppo legati alla proprietà privata dell’auto, per promuovere su vasta scala la pratica dei veicoli condivisi, da cui peraltro potrebbero venire anche inedite opportunità di lavoro, come dimostrano le ormai numerose esperienze in tal senso attive e rodate in alcune realtà comunali italiane ed estere.

La TED CONFERENCE di Bill Ford. Sul tema della mobilità sostenibile merita di essere ascoltata una TED CONFERENCE, pubblicata circa un anno fa, in cui si sottolinea l’urgenza di contenere il numero di auto in circolazione nelle nostre città. A farlo è Bill Ford, attuale presidente esecutivo della Ford Motor Company, nipote di Henry Ford, cioè uno che la passione per le auto e l’interesse a costruirle ce le ha nel sangue. Ragione per cui se dice di essere preoccupato per l’impatto delle automobili sull’ambiente e sul problema della congestione stradale globale non possiamo che credergli. Nella sua visione sul futuro della mobilità il ruolo del trasporto pubblico risulta centrale, all’interno di un sistema integrato e “intelligente” basato sulle nuove tecnologie.

Per ascoltare la TED CONFERENCE cliccare su: Bill Ford: Il Futuro Oltre la congestione del Traffico | Video on TED.com

Sandra Mereu

Antonio Pascale, un ambientalista senza dogmi

Quando si sente parlare di OGM, la reazione più comune in Italia è quella di una fortissima diffidenza, per motivi diversi e tutti comprensibili. Ci sono però ambientalisti come lo scrittore e giornalista Antonio Pascale, autore del libro “Questo è il paese che non amo”, che sostengono tesi e approcci al problema diversi da quelli dominanti. In una TED Conference italiana registrata l’8 ottobre 2011 come quarto intervento di una serie di 19 mini-lectio magistralis sul tema “Italia da esportazione“, ovvero una serie di buoni motivi (e persone) per cui vale ancora la pena vivere nel nostro Paese – tenutesi all’interno di TEDxReggioEmilia – Antonio Pascale spiega come abbiamo smesso di essere un paese agricolo. La paura dei cosiddetti ogm – sostiene – ha spinto i nostri politici a bloccare le sperimentazioni di queste tecniche anche in laboratorio, cosicché in Italia i nostri genetisti sono costretti a usare mezzi tradizionali e stentano a stare dietro alla modernità. Per di più, i limiti posti alla ricerca hanno consegnato la sperimentazione alle multinazionali, con tutto quello che di negativo ciò sta comportando. Comunque la pensiate, vale la pena ascoltarlo.

Sandra Mereu

Come abbiamo smesso di essere un paese agricolo (e perchè gli OGM sono buoni)

http://www.tedxreggioemilia.com/2011/10/antonio-pascale-minority-report/

La disparità sociale danneggia l’intera società

I dati Ocse ci dicono che negli ultimi 20 anni in Italia è aumentato il divario tra ricchi e poveri. Inoltre in questo lasso di tempo il reddito reale medio in Italia è salito in misura inferiore rispetto agli altri paesi membri con un incremento percentuale per le fasce di reddito più alte (1,1%) nettamente superiore a quello che ha interessato la fascia di popolazione più povera (0,8%). Altri dati mostrano invece che il reddito da lavoro autonomo è aumentato in maniera di gran lunga superiore a quello da lavoro dipendente (includendo in quest’ultima categoria anche i grandi manager). Ciò significa in sostanza che in Italia sono aumentate le disuguaglianze sociali.

Quanto sia dannosa la disparità sociale non solo per chi la subisce direttamente ma per l’intera società è un’idea che circolava già prima della rivoluzione francese. In questa nuova TED conference (con traduzione in italiano) che proponiamo ai nostri lettori, Richard Wilkinson lo dimostra ora con dati affidabili, provenienti da studi promossi da organizzazioni terze (e pertanto non condizionati dagli obiettivi della ricerca). Sulla qualità della vita delle nostre società, analizzata sotto vari aspetti, incide in primo luogo il livello del reddito e la sua distribuzione e a poco valgono gli interventi di maquillage urbano o le belle teorie sulla meritocrazia se prima non si riducono le disparità sociali. Ma come si può fare? Come possiamo ridurre questo divario? Wilkinson lo dice con grande chiarezza…

Richard Wilkinson: Come la disparità economica danneggia la società

http://www.ted.com/talks/lang/it/richard_wilkinson.html

(registrata a luglio 2011, pubblicata in ottobre)

Sandra Mereu

La democrazia soffoca la crescita economica?

Ora che il governo Berlusconi è stato definitivamente archiviato e i rappresentanti delle istituzioni europee nemmeno lo nominano più, si può anche dire, parlandone al passato, che l’affermazione di Tremonti secondo il quale con la Cultura non si mangia, sia stata una delle frasi più idiote che un economista, prima ancora che un ministro, avesse mai potuto dire.

Proponiamo ai lettori di SESTU RELOADED una TED CONFERENCE (tradotta in italiano) pubblicata a settembre 2011, dove l’economista Yasheng Huang raffronta le economie emergenti di Cina e India e, nel chiedersi se l’autoritarismo cinese favorisca la crescita economica della Cina più di quanto non faccia la Democrazia in India, individua in una prospettiva dinamica i fattori che nei due paesi sono stati il vero lievito della crescita economica. Tra questi, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le infrastrutture sono risultate meno determinanti di altri. Le considerazioni di Yasheng Huang avrebbero certamente sorpreso Tremonti!

Yasheng Huang: La democrazia soffoca la crescita economica? http://www.ted.com/talks/lang/ita/yasheng_huang.html

Sandra Mereu