Settimana della mobilità sostenibile: l’incontro nel villaggio Ateneo.

Incontro AteneoIeri sera al “villaggio Ateneo” si è tenuto l’incontro degli amministratori con i residenti del quartiere. L’occasione è stata molto utile per sentire direttamente quali problemi lamentano i cittadini e quali giustificazioni vengono date dall’amministrazione per le annose carenze strutturali di quel quartiere. Il primo e più urgente problema riproposto all’attenzione degli amministratori, inerente il tema della mobilità sostenibile, è stato proprio quello dell’impossibilità di spostarsi dal quartiere senza l’auto. Dalla fine di via Monserrato al quartiere, infatti, non ci sono marciapiedi e in certi tratti neanche slarghi sterrati dove poter camminare o andare in bici. A questo problema si è recentemente aggiunto quello legato alla scelta dell’azienda del trasporto pubblico di togliere la fermata dell’autobus in prossimità del villaggio nella direzione Sestu-Cagliari. La decisione è legata alla sua pericolosità, cioè ai rischi che i cittadini corrono per raggiungerla, dovendo attraversare una strada estremamente trafficata e con scarsa visibilità. Questi rischi a loro volta derivano dal principale problema di viabilità che affligge il quartiere: l’incrocio a raso per immettersi nella provinciale Sestu-Monserrato. Un altro disagio che le famiglie di Ateneo devono quotidianamente affrontare è legato all’inefficienza, prima, e poi alla totale assenza di un servizio di scuola-bus. Quando funzionava costringeva i bambini a levatacce mattutine (puntuali alle 7 alla fermata!) e poi lo scorso anno è stato levato del tutto.

Incontro Ateneo 2Gli amministratori presenti all’incontro, insieme al prof. Meloni dell’Università di Cagliari, esperto di viabilità e trasporti, non si sono sottratti al non facile confronto e hanno dunque provato a spiegare le ragioni della mancata soluzione dei problemi denunciati. La ragione principale dell’inerzia del Comune – ha detto il sindaco – è legata al fallimento della società che ha realizzato la lottizzazione. C’è una causa in corso e il Comune non può intervenire liberamente. Qualunque lavoro si decidesse di realizzare – ha spiegato l’assessore Anna Crisponi – incontrerebbe l’opposizione della Corte dei Conti. Anche i problemi di viabilità riconducibili al fatto che non si è ancora provveduto a mettere in sicurezza il tratto di strada da cui si accede al villaggio, è sostanzialmente legato all’assenza di competenza in merito. La strada Sestu-Monserrato appartiene alla provincia di Cagliari. Vero è che la Provincia la cederebbe tranquillamente al Comune. Ma ciò equivale a scaricare sul comune di Sestu l’onere di investimenti infrastrutturali che sarebbe suo preciso dovere realizzare prima. Al punto in cui siamo, da quanto si è capito, il Comune non è in condizioni di accettare “il regalo”. Ma ha comunque dato la sua disponibilità a trattare, insieme al comitato di quartiere, con la Provincia per individuare una soluzione capace almeno di alleviare il problema. Dal canto suo anche l’ARST, vincolata alle autorizzazioni regionali per ogni variazione di percorso, sembra stia progettando il ripristino di una fermata nei pressi del villaggio.

Quanto allo scuola-bus, è stato detto che l’elevato costo (80 mila euro) per garantire il servizio a un numero esiguo di bambini (12 in tutto il territorio comunale) non era più sostenibile per le casse del Comune. Nell’ultimo bilancio si è per questo deciso di eliminarlo. In alternativa sono stati introdotti contributi per le famiglie che vivono molto distanti dal centro e hanno per questo il problema di dover accompagnare i bambini a scuola in auto. Ma sono allo studio anche forme di esternalizzazione del servizio scuola-bus che si stima possa costare di meno ed essere più flessibile rispetto alle esigenze particolari degli utenti. Una soluzione di questo tipo, oltre a venire incontro alle famiglie del villaggio Ateneo e degli altri agglomerati periferici del paese, favorendo l’utilizzo di mezzi di trasporto collettivi sarebbe anche una adeguata risposta di mobilità sostenibile.

Un’altra soluzione di mobilità sostenibile attuabile dal comune, già annunciata da diversi anni ma non ancora realizzata, è la costruzione di una strada pedo-ciclabile per collegare il quartiere Ateneo al centro di Sestu. Per quest’opera sono disponibili 700 mila euro che a causa dei vincoli del patto di stabilità si è scelto finora di non spendere perché ciò avrebbe pregiudicato interventi di natura ordinaria e straordinaria in tutto il resto del territorio comunale. Entro quest’anno però – ha annunciato il sindaco – i progetti saranno completati e in breve tempo la strada sarà realizzata.

Confronto duro e non facile, si è detto. E i toni si sono ancor più accesi quando un abitante del quartiere ha pubblicamente accusato il sindaco di aver volutamente omesso di riscuotere tempestivamente quanto dovuto dall’Assicurazione dopo il fallimento della società che ha realizzato la lottizzazione Ateneo. Una somma destinata a realizzare le opere di urbanizzazione secondaria. Qualcun’altro ha poi rincalzato insinuando che la causa di questo presunto temporeggiamento sia legata al fatto che esiste un nesso stretto tra l’assicurazione, il sindaco e il consorzio agrario. Da quanto si è capito dalle insinuazioni fatte, il sindaco avrebbe danneggiato il comune di Sestu (nello specifico gli abitanti del quartiere), per avvantaggiare se stesso e i suoi amici. Non so agli altri, ma a me queste insinuazioni sono sembrate molto gravi. Tanto gravi che i sostenitori di queste tesi, se davvero credono a quello che dicono, farebbero bene a fare una precisa denuncia alla Magistratura. Il sindaco dal canto suo ha respinto seccamente queste ricostruzioni, annunciando conseguenze legali a tutela della sua immagine e di quella dell’amministrazione. Ripercorrendo la vicenda evocata ha tenuto a precisare che il Comune e gli uffici hanno fatto tutti i passi che la legge impone di fare, compreso il tentativo iniziale di composizione amichevole della controversia (che, contrariamente a quanto qualcuno ha mostrato di credere, non è un accordo mafioso sottobanco). Fallito il tentativo, il Comune ha quindi intentato una causa e ora si attende la sentenza.

Alla fine dell’incontro, parlando con alcuni residenti, ho potuto riscontrare che, disagi a parte, in quel quartiere non si vive poi così male. Nelle strade larghe e poco trafficate e nei tanti spazi vuoti i bambini (e sono tanti) giocano spensieratamente e circolano meravigliosi cani di grossa taglia che nel centro, causa gli spazi ridotti e senza giardino delle abitazioni, non si vedono quasi più. Un livello di qualità della vita destinato a migliorare con il nuovo servizio di pulizia delle strade che sarà a breve attivato dal comune e con la riqualificazione delle aree pubbliche, dove saranno piantati gli alberi e sistemati i giochi per i bambini. Gli abitanti del quartiere apprezzano inoltre la vicinanza a servizi fondamentali come l’Ospedale e l’Università. E c’è da credere che quando la linea della metropolitana arriverà al Policlinico (entro l’anno) e si saranno risolti i problemi di viabilità verso il paese e in uscita per Cagliari (magari con una semplice rotatoria) i residenti di Ateneo riscopriranno in pieno tutte le ragioni che anni fa li spinsero a comprare casa in un quartiere separato dal paese, dai suoi abitanti storici, e dai servizi che questo offre.

Sandra Mereu

Settimana della mobilità sostenibile 2013

Settimana della mobilità sostenibile_ 2013

Anche quest’anno il Comune di Sestu aderisce alla Settimana Europea della mobilità sostenibile organizzando una serie di iniziative che avranno lo scopo di sensibilizzare i cittadini sul tema del muoversi sostenibile. Incontri pubblici, lezioni di sicurezza in bici, chiusura al traffico della via Gorizia per una sera, pedalata per le vie cittadine: queste le manifestazioni che si svolgeranno fra il 16 e il 22 settembre in contemporanea a migliaia di altri eventi in tutta l’Unione Europea.

Calendario degli eventi:

  • martedì 17 settembre, ore 19, presso Piazza S. Salvatore: incontro pubblico – La mobilità a Sestu: opere pubbliche e viabilità;
  • venerdì 20 settembre, ore 16.30, presso Piazza S. D’Acquisto: in bici sicuri: i bambini imparano a muoversi in bici in tutta sicurezza;
  • venerdì 20 settembre, ore 19, presso l’area pubblica del Quartiere Ateneo: dibattito – Muoversi nei “nuovi” quartieri: gli amministratori incontrano i cittadini;
  • sabato 21 settembre, dalle ore 18 presso la via Gorizia: “Sa Passillada”: chiusura al traffico e intrattenimento in strada;
  • domenica 22 settembre, con partenza alle ore 10 dalla Piazza S. D’Acquisto: pedalata in paese – le bici invadono le strade cittadine.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare alle manifestazioni e a sostenere anche nei piccoli gesti quotidiani la tematica di quest’anno: Aria pulita: ora tocca a te!

Consulta il sito europeo sulla mobilità sostenibile all’indirizzo http://www.mobilityweek.eu o segui gli eventi su facebook al link  https://www.facebook.com/pages/Settimana-della-Mobilit%C3%A0-Sostenibile-Sestu-16-22-Settembre/501354223212044.

Fonte: sito del comune di Sestu

SESTU via ELMAS

conferenza mobilità_sestu

“…da Roma e da Firenze e da Milano partono bus per Ancona, Trieste, Parigi, Lubiana, Sofia, Berlino, Tirana, ma da nessun’altra città del mondo che non sia Cagliari partono bus per USSANA VIA SESTU, O MARACALAGONIS”.

(Flavio Soriga, Nuraghe beach)

La diversità.  Seguendo la conferenza che si è svolta ieri a Sestu su mobilità e trasporti mi sono venute in mente le parole con cui lo scrittore Flavio Soriga, nella sua divertentissima guida della Sardegna, sottolinea la straniante peculiarità del sistema dei trasporti che collega Cagliari al suburbio, dove ci sono centri che pur essendo vicinissimi alla città, al contrario di altri più lontani, sono serviti da linee extraurbane. Una condizione che nell’immaginario collettivo da sempre rende i sestesi “diversi” agli occhi degli altri abitanti dell’hinterland. Analogo concetto è stato espresso dal vulcanico sindaco di Elmas, Valter Piscedda, presente tra i relatori. Avendo frequentato il Liceo Siotto, come molti ragazzi del cagliaritano, con lo stesso linguaggio colorito e irriverente di Soriga (anche lui ex “siottino”) ha raccontato come gli studenti di Sestu fossero oggetto di scherno. “Li prendevamo per il culo – ha ricordato – perché viaggiavano in corriera e per loro si modificavano persino gli orari delle lezioni!”.

Una firma non si nega a nessuno. La carenza dei trasporti a Sestu è un’annosa questione che ciclicamente spinge i cittadini a promuovere petizioni, raccolte di firme, dibattiti e conferenze. Ultima in ordine di tempo la conferenza sulla mobilità che si è svolta ieri nell’aula consiliare. L’iniziativa è stata organizzata dai promotori di un comitato civico impegnato per far sì che anche Sestu sia servita dal CTM. Si ritiene infatti che quest’ultima società, più dell’ARST, sia in grado di fornire un servizio “all’avanguardia ed efficiente”. Il CTM effettivamente offre ai paesi che serve una maggiore frequenza di collegamenti, dà la possibilità di un biglietto unico che può essere utilizzato anche nelle tratte urbane, è dotato di tecnologie che facilitano l’accesso alle informazioni da parte dei cittadini (app per cellulari, cartelli elettronici alle fermate che segnalano entro quanto tempo arriverà l’autobus, etc.). Il comitato ha raccolto circa mille firme a sostegno della causa mai ieri, nonostante la capillare pubblicizzazione dell’evento (la notizia è uscita anche sull’Unione), erano presenti solo 39 persone, di cui 9 amministratori.

Perché noi no? Il direttore generale del CTM, Ezio Castagna, si è detto pronto a inviare i suoi nuovissimi mezzi anche a Sestu. Se infatti in passato i problemi di bilancio del Consorzio fungevano da deterrente per i comuni che volevano aderire, risanata la situazione finanziaria che da qualche anno registra persino utili aziendali, ora aderire al CTM non comporta più nessun rischio né alcuna spesa (i costi sono coperti dalla Regione). Basta solo che i comuni interessati ne facciano richiesta. Cosa aspettiamo allora ad aderire? Sarebbe sufficiente che il sindaco scrivesse una bella letterina e d’incanto tutti i nostri problemi si risolverebbero. In realtà le cose non sono così semplici e lineari come potrebbe sembrare. Il sindaco, d’accordo con altri sindaci dell’area vasta, di letterine ne ha scritte tante e tutte indirizzate alla Regione, amministrata dal centrodestra. Alla Regione sarda spetta infatti la decisione di autorizzare l’affidamento della tratta Cagliari-Sestu al CTM. L’autorizzazione però non è mai arrivata. Né mai arriverà finché – come hanno dichiarato molto esplicitamente sia il sindaco di Elmas che il direttore generale del CTM –  prevarranno “altri” interessi, che poco hanno a che fare con quello generale della comunità.

Sestu via Elmas. Collegare Sestu a Elmas (che dista appena 5 km) con l’attivazione di una nuova linea CTM amplierebbe le possibilità di spostamento dei residenti di Sestu. Arrivare a Cagliari passando per Elmas permetterebbe di incrociare la storica linea CTM e quindi di raggiungere facilmente i paesi lungo la direttrice del 9, Assemini e Decimo e in prospettiva anche l’aeroporto. In prospettiva appunto. Perché nemmeno il paese di Elmas al momento è collegato direttamente alla stazione aeroportuale, così come non è lo è con la sua area industriale. Da qui la proposta provocatoria di Valter Piscedda di autofinanziare una linea autonoma del CTM ripartendone i costi (stimati in circa 280 mila euro all’anno) tra i soggetti potenzialmente interessati (comune di Elmas, comune di Sestu, CASIC). Una soluzione che però non sembra legalmente praticabile, stante l’attribuzione delle competenze e delle risorse statali per i trasporti extraurbani in capo alle Regioni.

Il limite dell’impostazione Cagliari-centrica. Quand’anche Sestu venisse servita dal CTM, la proposta economicamente sostenibile per l’azienda – come ha spiegato il direttore generale Castagna – sarebbe quella di una linea “direttissima” che collegasse Sestu a Elmas e poi, per limitare a 30 minuti massimo il tempo di percorrenza e la frequenza delle corse, escludesse fermate intermedie sino a piazza Matteotti. Si ripropone cioè un sistema impostato sulla direttrice centro – periferia, cioè quello che in passato era stato pensato per permettere ai biddunculi della provincia di fare compere alla Rinascente.

Il piano regionale dei trasporti. Ciò che servirebbe oggi è l’integrazione del sistema dei trasporti (autobus, metropolitana, ferrovia) all’interno dell’area vasta di Cagliari, dove vive una popolazione che nel suo complesso è di gran lunga superiore a quella della città e dove è insediata una rilevante quantità di attività produttive. Abbiamo bisogno di collegamenti funzionali ed efficaci che seguendo un percorso circolare e radiale permettano, da qualunque punto si parta, di raggiungere facilmente e in breve tempo le varie zone della città e i diversi comuni dell’hinterland. Come ha sottolineato nel suo intervento il sindaco di Sestu Aldo Pili, è necessario che la Regione dia finalmente attuazione a un piano della mobilità regionale che veda il tema del trasporto pubblico come questione strategica per lo sviluppo economico e civile dell’area vasta di Cagliari e della Sardegna più in generale.

Sandra Mereu

Secondo appuntamento SEMS: i mezzi di trasporto condivisi

Stasera, Giovedì 20, alle ore 19 in Piazza S. Salvatore si terrà il secondo appuntamento della Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile, un’assemblea pubblica in cui si affronterà in modo particolare il tema dei mezzi di trasporto condivisi per gli spostamenti di medio e largo raggio, ovvero il car sharing, il car pooling e naturalmente il trasporto pubblico. Si tratta di modalità di trasporto alternative all’auto privata che aiutano a salvaguardare l’ambiente e consentono nel contempo di risparmiare denaro. Oggi il costo annuale dell’auto privata, incluso bollo, assicurazione, costo del carburante per raggiungere dall’hinterland la città, è stimato in circa 3700 euro. Con il car sharing si arriverebbe a risparmiare sino al 70% del costo complessivo dell’auto privata mentre con il trasporto pubblico sino all’80-90%.

Sono dunque modalità di trasporto che in tempi di crisi, alti costi del carburante, stipendi bloccati e sviliti nella loro capacità d’acquisto, è importante incentivare perché possono consentire anche alla “moglie dell’operaio”, categoria su cui – a detta di qualcuno – dovrebbe scaricarsi il costo sociale della crisi, di continuare a muoversi liberamente. In questo modo anche le casalinghe per necessità, altrimenti costrette negli angusti confini del vicinato, possono confrontarsi con persone diverse dalle amiche e comari del paese. E tutto ciò può accadere mentre le signore sestesi benestanti passeggiano per scelta in bicicletta nelle aree a traffico limitato, continuano ad usare l’auto privata quando ne hanno voglia e si concedono due o tre viaggi l’anno per alternare la vista quotidiana con quella di verdi paesaggi nordici e pittoresche città medievali.

Interverranno al dibattito l’ing. Guido Portoghese, presidente della commissione trasporti del comune di Cagliari, e Fabio Mereu, responsabile della società che ha studiato un interessante piano di car sharing per la città di Cagliari, estensibile all’area vasta sino al medio campidano.

Per i dettagli del servizio di car sharing visitare il sito Playcar

S. M.

Primo appuntamento SEMS: “La Sestu che vogliamo”

Lunedì 17 settembre, alle ore 19, in piazza S. Salvatore si svolgerà il primo appuntamento della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, un’ assemblea/dibattito sul tema “Traffico, viabilità, vivibilità, la Sestu che vogliamo: per una progettazione partecipata”. Intervengono il prof. Italo Meloni (Dipartimento di Ingegneria del territorio, Università di Cagliari),  gli amministratori, i cittadini.

In tutta Europa hanno aderito all’iniziativa, promossa dalla Commissione Europea, 1176 città  di cui 44 italiane. Il comune di Sestu è uno dei tre comuni sardi, insieme a Cagliari e ad Alghero. Come è stato ben evidenziato da Alguer.it, ciò si spiega a partire dal fatto che Sestu è “il comune dell’Area Vasta di Cagliari che ha registrato il maggior incremento di popolazione, basti pensare che negli ultimi dieci anni, l’aumento abnorme dei residenti è stato di diecimila unità. Boom che ha innescato a catena un aumento ormai insostenibile di traffico, mezzi e quindi inquinamento.

Questa settimana rappresenta per tutti i cittadini un’occasione importante per informarsi sui progetti in essere, per fare proposte e dunque per partecipare attivamente al momento in cui “si getteranno le basi per la città che sarà”. Per garantire il tranquillo svolgimento dell’assemblea gli accessi alla piazza verranno chiusi per tutta la durata della discussione.

S. M.

“Settimana della mobilità sostenibile”, dal 16 al 22 settembre

Riportiamo di seguito il programma delle iniziative previste per la Settimana della mobilità sostenibile che si svolgerà a Sestu dal 16 al 22 settembre.

Martedì, 4 settembre 2012 – In perfetta sintonia con gli obiettivi stabiliti da Bruxelles del “20-20-20-20”, cioè tagli dei gas serra del 20%, incremento dell’efficienza energetica del 20% e raggiungimento il 20% di consumi energetici provenienti da fonti rinnovabili entro il 2020, il Comune di Sestu partecipa alla Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile dal 16 al 22 settembre, una campagna dell’Unione Europea, nata nel 2002 per promuovere mezzi di trasporto alternativi all’auto privata.

App Green Steps – Tutte le attività durante la Settimana saranno accompagnate dalle misurazioni dell’impatto ambientale in modalità 2.0. Tutti i cittadini sono invitati a scaricare l’app Green Steps realizzata da Tsc Consulting. Attraverso il proprio smartphone sarà infatti possibile sarà possibile valutare il peso delle risorse dell’ambiente che si consumano in un viaggio in base al mezzo di trasporto usato, alla distanza e alla strada scelta e che dà un punteggio alla fine del viaggio. Rappresenta dunque uno strumento innovativo per stimolare un impegno reale, e facilmente “misurabile”, alla riduzione del traffico e quindi dello smog e dei gas serra in città incidendo, di fatto, sullo stile di vita quotidiano. Green Steps sarà un’ottima compagna di viaggio poichè ogni esperienza quotidiana potrà essere condivisa con i più importanti canali social facendo partecipi gli amici e stimolando green opinions. La geolocalizzazione inoltre permette di comporre automaticamente la mappa con tutti gli altri utilizzatori di Greens’ e dei loro comportamenti. Green Steps è scaricabile gratuitamente nei market iOS e Google Play.

Appuntamenti (il programma è in via di definizione):

Domenica 16: assemblea pubblica in Piazza San Salvatore dalle 19 alle 21. Sarà chiusa al traffico da e per via Gorizia e via Fiume (transito consentito solo ai residenti). Interventi di amministratori, esperti e i cittadini sull’argomento “TYraffico, trasporti, vivibilità, la Sestu che vogliamo”.

Martedì 18: Chiusura di via Roma a partire dalle 19 in poi. Balli e attività aportive in piazza I Maggio.

Giovedì 20: Chiusura di via Monserrato dalle 19 in poi. Assemblea pubblica sull’argomento “Piste ciclabili, bike e car sharing, trasporto pubblico: rispettare l’ambiente e incontrarsi”, chiusura con manifestazione.

Sabato 22: la giornata delle scuole. Saranno convolti i bambini della scuola primaria in attività volte a sensibilizzare fin dalla prima infanzia alla tematica del rispetto dell’ambiente anche attraverso l’uso corretto dei mezzi di trasporto. Appuntamento in Piazza salvo D’Acquisto per giochi e iniziative varie. In contemporanea pedalata dimostrativa (critical mass) per ribadire che la bici è protagonista della strada come l’auto.

Per tutta la settimana (dal 16 al 22 settembre) è intenzione dell’amministrazione di delimitare una pista ciclabile “provvisoria”.

L’appuntamento sarà l’occasione per “sperimentare” il percorso ciclabile di futura realizzazione a Sestu.

Per aggiornamenti sul programma consultare la pagina o il canale Facebook Settimana della Mobilità Sostenibile, Sestu, 16 -22 settembre.

Link:

Pagina Facebook della Settimana della Mobilità sostenibile a Sestu
Scarica l’app Green Steps da Google Play
Scarica l’app Green Steps dal market iOS
Pagina ufficiale dell’European Mobility Week 2012
Le città italiane che hanno aderito all’iniziativa

Fonte: sito del comune di Sestu

Oltre ARST, CTM e congestione del traffico

ARST o CTM pari sono. Dopo aver letto il post in cui, nell’ambito del dibattito promosso dal comune di Sestu per la Settimana della Mobilità sostenibile, si spiegavano le ragioni per cui Sestu non è servito dal CTM mi sono domandata quale impatto questo fatto abbia sul numero delle auto possedute nel nostro comune rispetto alla popolazione e quindi, in qualche misura, sulla circolazione delle stesse e sulla necessità di destinare spazi per parcheggiarle. I dati più aggiornati che ho trovato (risalenti al 2009) fotografano una situazione su cui vale la pena riflettere. Considerata la crisi economica accentuatasi negli anni successivi a quello del rilevamento (2009), che come è noto ha comportato un calo nella vendita di automobili e una difficoltà crescente per i cittadini a possederne una, questi dati non dovrebbero essere molto diversi da quelli attuali. Pur non essendo aggiornatissimi sono comunque validi ai fini del ragionamento, in quanto ciò che conta non è tanto il loro valore in termini assoluti quanto il fatto che mostrano come essere serviti dal CTM anziché dall’ARST non incide sul rapporto tra abitanti e automobili e quindi sulla scelta di rinunciare all’auto. Emerge ad esempio che Elmas, tra i centri più vicini a Cagliari, servito oltreché dal CTM anche dalla ferrovia, registra la più alta densità di auto (625 auto per ogni 1000 abitanti). Di contro Sestu, collegata alla città dall’ARST, con le sue 596 auto ogni 1000 abitanti non si discosta dalle medie degli altri paesi serviti dal CTM (Monserrato: 585; Quartu: 599; Selargius: 604; Quartucciu: 574; Assemini: 569; Decimomannu: 549). Appare evidente che per diminuire il numero delle auto possedute, parcheggiate o in circolazione a Sestu (così come negli altri centri vicini) bisogna migliorare l’efficienza del sistema dei trasporti nell’area vasta di Cagliari nel suo complesso, ma soprattutto occorre creare un vero sistema urbano di trasporto locale, diverso da quello attuale impostato sulla direttrice centro-periferia. Ciò che servirebbe veramente è un sistema di trasporti integrato che copra l’intera area vasta di Cagliari seguendo un percorso circolare e radiale che permetta, da qualunque punto si parta, di raggiungere facilmente le varie zone della città e i diversi comuni dell’hinterland. Bisogna, in definitiva, dare attuazione a quel progetto di cui ci parlò in questo stesso blog Luca Mereu in veste di presidente della commissione Trasporti della Provincia di Cagliari.

SALVAGUARDARE ambiente e qualità della vita. Non esistono soluzioni singole capaci di garantire l’equilibrio ottimale per una mobilità sostenibile e queste risultano efficaci solo se tengono conto del contesto. Migliorare la viabilità interna nel nostro comune, costruire piste ciclabili e marciapiedi più larghi renderà sicuramente più vivibile Sestu. Nondimeno, se non si vuole che tutto ciò venga avvertito come una concessione all’elité “verde” della popolazione, il problema della mobilità sostenibile va considerato in un’ottica di sistema complesso e integrato. Non si può dimenticare che l’auto utilitaria ha concesso a una moltitudine di sardi, di tutti gli strati sociali, di uscire dal millenario isolamento (interno ed esterno), ha offerto la possibilità di varcare gli angusti confini del proprio paese e quindi la libertà di scegliere dove vivere e dove lavorare. Per questo in tempi di crisi, di gravi difficoltà economiche per le famiglie e per una larga fascia di giovani, in Sardegna e quindi anche a Sestu il problema della salvaguardia dell’ambiente va affrontato in stretta relazione con la salvaguardia del diritto alla mobilità. Se non vogliamo tornare indietro e non vogliamo che solo per alcuni andare a piedi e in bicicletta per le vie di Sestu sia una scelta, e permettere ancora a tutti di muoversi senza sforzo, occorre prima di tutto impegnarsi per garantire un sistema più efficiente di trasporti pubblici, ad ampio raggio e su più direttrici. Nello stesso tempo occorre incoraggiare un cambiamento di mentalità, che ci vede ancora troppo legati alla proprietà privata dell’auto, per promuovere su vasta scala la pratica dei veicoli condivisi, da cui peraltro potrebbero venire anche inedite opportunità di lavoro, come dimostrano le ormai numerose esperienze in tal senso attive e rodate in alcune realtà comunali italiane ed estere.

La TED CONFERENCE di Bill Ford. Sul tema della mobilità sostenibile merita di essere ascoltata una TED CONFERENCE, pubblicata circa un anno fa, in cui si sottolinea l’urgenza di contenere il numero di auto in circolazione nelle nostre città. A farlo è Bill Ford, attuale presidente esecutivo della Ford Motor Company, nipote di Henry Ford, cioè uno che la passione per le auto e l’interesse a costruirle ce le ha nel sangue. Ragione per cui se dice di essere preoccupato per l’impatto delle automobili sull’ambiente e sul problema della congestione stradale globale non possiamo che credergli. Nella sua visione sul futuro della mobilità il ruolo del trasporto pubblico risulta centrale, all’interno di un sistema integrato e “intelligente” basato sulle nuove tecnologie.

Per ascoltare la TED CONFERENCE cliccare su: Bill Ford: Il Futuro Oltre la congestione del Traffico | Video on TED.com

Sandra Mereu

Perché Sestu non fa parte del circuito CTM?

Riporto di seguito un interessante contributo pubblicato sulla pagina facebook curata dal comune di Sestu per stimolare la discussione sulla Settimana della mobilità sostenibile, che si svolgerà a Sestu dal 16 al 22 Settembre. Si spiegano le ragioni per cui Sestu, pur essendo un comune dell’area metropolitana, non fa parte del circuito CTM e quindi non usufruisce di un sistema di trasporto che garantisce collegamenti più frequenti e integrati col sistema urbano. (S. M.)

Innanzitutto, è necessario precisare che il trasporto pubblico in Sardegna è assicurato dall’ARST per le tratte extraurbane, da società a ciò abilitate per quelle urbane costituite in varie forme giuridiche: a Cagliari, Quartu e alcuni altri centri dell’hinterland dalla società denominata CTM S.p.A. (Consorzio Trasporti e Mobilità, che per statuto può effettuare tratte extraurbane da quando è diventata S.p.A.). Questo in attesa che venga rispettata la direttiva europea che impone di mettere a bando i trasporti pubblici per distretti (senza distinzione di tratta urbana o extraurbana) a cui ancora non si è ottemperato.

Il CTM è una società per azioni partecipata da Provincia di Cagliari, Comune di Cagliari e Comune di Quartu. Oltre alle due città, a Est raggiunge Monserrato (in quanto ex frazione di Cagliari), Selargius e Quartucciu poiché il percorso da Cagliari a Quartu attraversa i due centri. Infatti, a Selargius e Quartucciu non effettua un circuito urbano, ma attraversa i due centri semplicemente con delle fermate. Lo stesso avviene in direzione Ovest. Elmas in origine era frazione di Cagliari, motivo per cui è servita; invece Assemini e Decimo sono raggiunte (senza circuitare) dal CTM per particolare concessione ottenuta decenni or sono a seguito di pressioni politiche.

Sestu, che allora avrebbe avuto la possibilità di tentare un inserimento, rinunciò a questa opportunità. Da quando il CTM si è trasformato in S.p.A. (anno 2000), a Sestu in diverse circostanze è stata affacciata l’ipotesi di far ricorso al CTM, ma ogni volta l’operazione è risultata non praticabile. La ragione è che per un verso sarebbe necessario acquistare azioni a costo molto elevato (entrando a far parte del ceto sociale e quindi con potestà decisionale), ma il tutto condizionato anche all’improbabile approvazione del nuovo circuito da parte della RAS (in quanto la regione concede al CTM un contributo a Km). Inoltre, l’ARST si è sempre opposta a questa ipotesi, favorita dal fatto che è un Ente Strumentale della stessa regione. In questi ultimi anni, sia CTM che ARST hanno periodicamente affacciato ipotesi di modifiche in termini di ampliamento del servizio, ma la regione ha sempre bloccato ogni sviluppo. Non resta che sperare che si possa fare qualcosa quando verranno finalmente attuate le direttive europee in materia di trasporto pubblico.

 

A Sestu senza la mia auto

Per il momento solo su facebook, sta circolando la notizia che il comune di Sestu ha aderito a “European Mobility Week”, la settimana europea della mobilità sostenibile promossa dalla Commissione Europea. L’iniziativa dall’eloquente titolo “In città senza la mia auto” si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2012. Si tratta di un appuntamento internazionale che ha l’obiettivo di incoraggiare i cittadini all’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per gli spostamenti quotidiani: a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici. In vista di questo appuntamento si prevede di stimolare il dibattito tra i cittadini per preparare l’evento.

Sarebbe auspicabile che la discussione oltre che sul web si sviluppasse anche in assemblee pubbliche frequentabili da tutti, in aperto confronto con gli amministratori. Supponendo infatti che le azioni dimostrative e simboliche da realizzare nella settimana dedicata alla mobilità sostenibile possano poi trovare una qualche attuazione concreta nella nostra realtà, mi sembra importante che i cittadini siano informati su quali sono le strategie dell’amministrazione che hanno attinenza col tema. Se un comune aderisce a una campagna di sensibilizzazione di questo tipo è lecito ipotizzare che lo faccia perché è poi disposto a costruire piste ciclabili (se promuove una pedalata) o a creare aree pedonabili (se per l’occasione chiude al traffico qualche strada), e allo stesso tempo a investire nel trasporto pubblico. Nessuna significativa modifica della situazione attuale, infatti, si potrà ottenere se parallelamente non si incentiva anche il trasporto pubblico, il vero punto di svolta per invogliare le persone a rinunciare alla macchina. Aree pedonabili e piste ciclabili rischiano di infrangersi sullo scoglio delle resistenze degli stessi cittadini su cui prevalgono legittimi interessi di segno opposto. I commercianti potrebbero opporsi alla riduzione dei parcheggi per le auto o alla chiusura al traffico di certe zone, intravedendo in queste scelte un danno economico per la loro attività. Altrettanto potrebbero fare i residenti di un quartiere ai quali si negasse la possibilità di parcheggiare sotto casa ma che in assenza di mezzi pubblici di trasporto, e nonostante l’aumento della benzina, la macchina sono comunque costretti a tenersela per andare a lavoro.

L’eccessivo numero di auto che circolano e si parcheggiano a Sestu non necessariamente dipende da stili di vita poco ecologici dei cittadini, al contrario sempre più spesso la rinuncia alla macchina di questi tempi non è più una scelta ma una necessità, dettata dall’aumento del costo della vita a fronte dell’aumento della disoccupazione e di salari bloccati da anni. Una situazione che per chi vive a Sestu, allo stato attuale, si traduce in una vera e propria negazione del diritto alla mobilità. In questo senso mi sembra importante che la manifestazione legata alla campagna europea diventi l’occasione per un serio e aperto confronto tra i cittadini e l’amministrazione. Aiuterebbe a ragionare meglio, a trovare soluzioni sostenibili e compatibili con il contesto di riferimento e a mantenere autonomia di giudizio rispetto a certe proposte, le quali dietro lo scudo di principi ideali buoni e giusti spesso nascondono modelli di sviluppo urbano che calati in una realtà come la nostra hanno già provocato danni e altri potrebbero continuare a generarne.

Sandra Mereu

 

Verso la metropolitana: ora tocca a Cagliari

Su questo blog seguiamo con particolare attenzione il tema del trasporto pubblico (vedi Da Sestu a Cagliari (e dintorni) in metropolitana?), considerandolo un servizio di prioritaria importanza per il nostro comune, in considerazione del notevole impatto che ha sulla qualità della vita delle persone. La possibilità di collegare Sestu con la metropolitana di superficie nel contesto del piano della mobilità dell’area vasta di Cagliari può rappresentare una vera svolta rispetto al tradizionale deficit di collegamenti da e verso la città e in direzione dei centri vicini. Inoltre, mai come oggi, in tempi di benzina a due euro al litro, con un costo medio di 3.500 euro all’anno da sostenere per il mantenimento dell’auto (a fronte dei 350 euro necessari per l’acquisto di un abbonamento annuo per il pulman), un sistema efficiente di trasporto pubblico si qualifica anche come un’imprescindibile strumento dell’Welfare. Nella possibile rivoluzione dei trasporti pubblici dell’area vasta di Cagliari, un ruolo determinante è giocato, per forza di cose, dal capoluogo. Quotidianamente la città di Cagliari subisce l’afflusso dall’hinterland di una quantità impressionante di auto, con tutto ciò che questo comporta in termini di impatto ambientale, economico e sociale. Per questo ci è sembrato interessante l’articolo comparso oggi sul blog del PD, Unione Comunale di Cagliari, a firma di Guido Portoghese, presidente della commissione trasporti del comune di Cagliari. Lo riportiamo di seguito:

L’Area Vasta di Cagliari paga un pesantissimo ritardo nei trasporti e nell’organizzazione della mobilità. Scarsa efficienza, insicurezza e decoro condizionano fortemente la qualità della vita, i costi economici e sociali della collettività e di ciascun cittadino.

Gli interventi degli ultimi anni hanno privilegiato il traffico veicolare a discapito della mobilità lenta e del trasporto pubblico e oggi la città è letteralmente intasata dall’ingresso quotidiano di circa 185.000 veicoli privati provenienti dai centri vicini.

Il trasporto collettivo rapido di massa, la metropolitana per intenderci, rappresenta la reale soluzione ai problemi di mobilità della nostra città e non solo.

Nel maggio 2008 la Regione Sardegna e i comuni dell’Area Vasta di Cagliari hanno sottoscritto un Accordo di Programma per il quale furono programmate risorse per circa 210 milioni di euro; il 25 ottobre 2011 il Forum dei 16 Sindaci ha indicato come prima priorità il completamento del disegno di rete di metropolitana di superficie e la sua integrazione con la rete stradale attraverso parcheggi di scambio.

E ora? Ora tacca a noi.
È necessario che il Sindaco e la Giunta diano attuazione, in accordo con le Linee Guida del Piano Strategico Intercomunale dell’Area Vasta di Cagliari approvate dal suddetto Forum, all’Accordo di Programma del 2008 finalizzato alla “Definizione di un Progetto Preliminare di un sistema di metropolitana di superficie nell’aerea vasta di Cagliari”.

In particolare risultano di strategica importanza le seguenti azioni ed interventi:

  1. Linea di collegamento tra la fermata della Metro di piazza Repubblica e la stazione RFI di piazza Matteotti;
  2. Il prolungamento della linea esistente e di quella in corso di realizzazione verso il Policlinico Universitario sino al comune di Sestu;
  3. La realizzazione di una nuova linea in direzione est di collegamento con i comuni di Selargius, Quartucciu e Quartu Sant’Elena;
  4. La realizzazione di una nuova linea in direzione ovest di collegamento con i comuni di Capoterra, Sarroch e Pula;
  5. La realizzazione di una nuova linea in direzione sud di collegamento verso il quartiere Sant’Elia, la spiaggia del Poetto ed il Margine Rosso in comune di Quartu Sant’Elena, sino alla chiusura dell’anello con la direttrice est;
  6. Il potenziamento della direttrice nord, sulla rete RFI esistente, di collegamento con l’Aeroporto e i comuni di Elmas, Assemini e Decimomannu;
  7. La realizzazione di parcheggi di scambio in corrispondenza delle fermate esistenti ed in quelle di futura realizzazione;
  8. Miglioramento dell’accessibilità pedonale delle fermate esistenti e di quelle di futura realizzazione; predisposizione di adeguata segnaletica per l’individuazione ed il raggiungimento delle stesse;
  9. L’implementazione della tariffa unica integrata tra i vari vettori (CTM, Arst, RFI, etc.).

Consigliere Comunale PD

Presidente della Commissione Trasporti
Guido Portoghese

Fonte: Ora tocca alla Metropolitana di Cagliari – Blog PD Cagliari

Da Sestu a Cagliari (e dintorni) in metropolitana?

A tutti quelli che, come me, sono fermamente convinti che per il nostro paese la mancanza di un sistema efficace di collegamenti con Cagliari e con i centri vicini sia non solo un problema in sé ma anche la vera causa dell’eccessiva presenza di auto nell’abitato e dei conseguenti effetti negativi sulla vivibilità del centro urbano, non sarà sfuggita la notizia, apparsa qualche settimana fa nei giornali e trasmessa anche dalla televisione, riguardo all’esecuzione della metropolitana di superficie nell’area vasta di Cagliari e del sistema degli svincoli sulla 554 a cui – si diceva – la Provincia intende ora dare un’accelerazione. E tutto questo mentre a Quartu si discute di metropolitana sotterranea. Per capire se anche Sestu potrà trarre beneficio dalla realizzazione di questi progetti ho pensato di chiedere a Luca Mereu, presidente della Commissione Trasporti della Provincia di Cagliari, qualche chiarimento in proposito. (Sandra Mereu)

La metropolitana  sotterranea è compatibile economicamente con un sistema di svincoli e con una metropolitana leggera che attraversa l’hinterland?

L’unico progetto oggi esistente, supportato da un accordo di programma del 2008 sottoscritto da tutte le amministrazioni dell’area vasta, è quello della metropolitana leggera. L’avanzamento dell’idea di realizzare una metropolitana sotterranea  in alcuni tratti del progetto originario avrebbe come immediata conseguenza la necessità di fare tali e tanti approfondimenti sul tratto specifico col rischio concreto della sospensione dell’esecuzione a tempo indeterminato, come peraltro è già successo per il tratto di Cagliari che va da piazza Repubblica a piazza Matteotti. Inoltre è evidente che, date le difficoltà economiche che stiamo attraversando, garantirne l’eventuale copertura finanziaria  sembra molto inverosimile.

Se si dovesse optare per la metropolitana sotterranea, come verrebbero interessati gli abitanti dell’area su cui ricadono Sestu, Elmas e Assemini?

Se qualche amministrazione vuole legittimamente chiedere di modificare la tipologia di metropolitana che insiste sul proprio territorio si avrebbe un effetto limitato sulle altre. Per quanto riguarda i centri di Assemini, Elmas e Sestu inizialmente si pensava di collegarli con un ramo specifico della metropolitana il cui tracciato era in parte da definire ma personalmente credo che si possa e forse si debba pensare ad una immediata  prosecuzione del tratto che arriva al policlinico almeno sino a Sestu, che consentirebbe un collegamento  immediato, diretto e rapido anche con il centro di Cagliari.

Esiste una complementarietà tra il sistema della metropolitana e il sistema degli svincoli? A me sembra che effettivamente si avrebbe una migliore mobilità, non solo diretta verso il centro ma anche nell’ambito dell’area cagliaritana. Puoi confermarlo?

Hai perfettamente ragione. Non a caso ho indetto una riunione, come Presidente della Commissione Viabilità e Trasporti della Provincia, con tutti i sindaci dell’area vasta per trattare congiuntamente di quattro problematiche che ritengo strettamente correlate:

  • Avanzamento del progetto della Metropolitana leggera
  • Finanziamento e realizzazione degli Svincoli della SS554
  • Approvazione degli indirizzi per il Piano dei servizi di Trasporto Pubblico Locale dell’area Vasta
  • Interventi per la Mobilità Ciclabile dell’area vasta.

Credo che solo con una forte azione sinergica e concentrata contemporaneamente su tutti questi punti si possa incidere in modo significativo sul livello di mobilità dell’area vasta e conseguentemente sul livello di qualità della vita nelle aree urbane.

La metropolitana leggera dovrebbe arrivare sino al Policlinico. Poiché a 500 metri c’è Sestu, con i suoi 20.000 abitanti, così poco collegati con i centri vicini, non è proprio questa l’occasione per inserire finalmente Sestu nel sistema dei trasporti dell’area vasta di Cagliari, ovvero non solo verso il capoluogo ma anche con gli altri comuni dell’hinterland?

Come ho avuto modo di dire prima, sono d’accordo con te. Ma per la metropolitana vi è anche da considerare  che sarà necessario tanto impegno per ottenere i finanziamenti e poi diversi anni per progettarla e realizzarla. Non credo che sia giusto chiedere agli abitanti dei centri di Sestu, Elmas e Assemini  di aspettare la realizzazione della metropolitana per avere un buon servizio di Trasporto Pubblico Locale, ma si deve sin da subito cercare di migliorare la situazione attuale. In particolare credo che si dovrebbero sfruttare al meglio  le potenzialità di intermodalità che attualmente esistono su Assemini e sul Policlinico con l’istituzione di un trasporto su gomma cadenzato con i servizi ferroviari (Assemini) e di metropolitana (Policlinico), senza trascurare la possibilità di una linea su gomma che colleghi i tre centri e l’area industriale di Macchiareddu.