Coltivando il parco sul rio Matzeu…

uliviNella prima giornata della “Settimana del Verde pubblico 3-10 maggio“, come da programma, è proseguita la piantumazione dell’argine lungo via Piave. Armato di guanti, picchi e tanta buona volontà, un gruppo di cittadini formato da amministratori, agricoltori e semplici volontari, hanno messo a dimora circa una ventina di nuove piantine. In tre ore di lavoro hanno inoltre ripulito l’area dai rifiuti, estirpato le erbacee, zappato la terra e curato alberelli e cespugli piantati in precedenti periodi. Se l’impegno dei cittadini proseguisse con continuità anche nei prossimi anni e se questo, come sembra, venisse sostenuto da un impianto di irrigazione, la zona potrebbe diventare una vera oasi verde al centro del paese.

tequilaIn uno dei punti più larghi dell’argine, nei giorni scorsi sono stati piantati tre ulivi di discrete dimensioni, donati al comune da un privato cittadino, che sono andati ad aggiungersi agli ombrosi olmi preesistenti. E’ bastato questo a farci immaginare quale potrebbe essere il risultato finale: uno spazio verde attrezzato con panchine e  giochi per bambini, pergole e un percorso natura con pista per correre. Perché ciò accada, però, l’area deve essere curata costantemente e protetta con uno steccato, e ovviamente l’obiettivo di far crescere le piante deve prevalere su qualsiasi altro interesse o uso che in passato di quell’area si è fatto.

CloeOltre a ciò i cittadini devono cambiare mentalità, nel senso di un maggiore rispetto degli spazi pubblici. C’è chi dice – e probabilmente ha ragione – che a questo fine è necessario un maggior rigore da parte delle autorità deputate a vigilare, che tradotto significa più multe e sanzioni per chi sporca e compie atti di vandalismo. Ma è soprattutto l’educazione, secondo me, ciò che può rendere più civile un paese. Vedere la piccola Cloe al lavoro fa ben sperare.

S. M.

Settimana del verde pubblico (3-10 maggio): un’occasione per dimostrare quanto ci teniamo veramente.

Settimana del verde pubblicoNella settimana dal 3 al 10 maggio l’Amministrazione comunale, nello specifico gli assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura, ha organizzato una campagna per la piantumazione e manutenzione delle aree verdi all’interno dell’abitato, invitando tutti i cittadini di buona volontà a parteciparvi attivamente. Il primo intervento è previsto per il 3 maggio e consiste nel completamento del lavoro iniziato la seconda settimana di aprile lungo la via Piave, rimasto incompiuto a causa dal cattivo tempo. Qui saranno piantumati arbusti ed essenze di macchia mediterranea che costituiranno il primo nucleo del futuro parco “fluviale” che si intende appunto realizzare lungo tutta l’area dell’argine del rio che attraversa il paese. Un secondo intervento a più ampio raggio interesserà (4-9 maggio) tutte le aree verdi dell’abitato che necessitano di manutenzione o di essere infoltite. Infine il 10 maggio ci si sposta nell’area extraurbana di San Gemiliano dove, in collegamento con il programma europeo “Let’s Clean up Europe”, si intende ripulire l’area dai rifiuti che immancabilmente vengono abbandonati nell’area della Pineta.

Quello del verde pubblico è un tema intorno al quale a Sestu, negli ultimi tempi, si sono accese roventi quanto strumentali polemiche. E’ infatti opinione di alcuni che questa amministrazione stia procedendo alla sistematica distruzione del verde pubblico del paese. L’estirpazione di alcune piante per permettere la realizzazione di opere pubbliche attese da anni, come la piste di atletica della scuola media di via Dante, o l’annunciata intenzione di spostarne alcune da un sito ad un altro, in previsione della costruzione di opere stradali come – per citare il caso più discusso – la rotatoria di piazza Pertini, o ancora il necessario taglio di piante che si erano irrimediabilmente ammalate, hanno scatenato una ridda di violente accuse ai danni dell’amministrazione e in particolare del sindaco e del vicesindaco. Si tratta evidentemente di accuse irrazionali e soggettive, per lo più finalizzate a gettare discredito sull’operato dell’amministrazione. Chi si sforza di guardare la realtà con un minimo di obiettività non può infatti fare a meno di vedere che il bilancio del verde pubblico a Sestu, considerato nel lungo periodo, è tutt’altro che negativo.

DSCN9377Ci sono oggi nel paese molte aree verdi laddove in passato c’era il deserto e filari di piante sono comparse lunghe le strade principali del paese. La diffusione del verde pubblico nei nostri assolati paesi del campidano è andata di pari passo col benessere e la disponibilità d’acqua anche per necessità non primarie. Ma oggi, in tempi di crisi economica, di austerità e taglio ai servizi pubblici, rischia di diventare di nuovo un lusso. Per questo è necessaria una gestione oculata del verde, a partire dalla scelta di piante adatte a un contesto urbano. Serve nondimeno la collaborazione attiva dei cittadini per la sua costante sorveglianza e manutenzione. Ma soprattutto è necessario un più spiccato senso civico. C’è bisogno della diffusa consapevolezza che il verde urbano è un bene pubblico, cioè un bene di tutti e di ciascuno di noi, e non di tutti e quindi di nessuno. Ritenute fastidiose, molte piante sono state avvelenate da privati cittadini (né è un esempio l’ombroso albero di via Gramsci), oppure drasticamente potate con la motosega. Così come è vero che gran parte delle prime piantine messe a dimora due anni fa in via Piave non si sono seccate per l’incuria dell’amministrazione, ma sono state nottetempo estirpate subito dopo essere state piantate.

La campagna promossa dal Comune ha dunque il duplice merito di ribadire l’impegno dell’amministrazione per migliorare e potenziare il verde pubblico a Sestu e far comprendere l’importanza di questa preziosa risorsa per la qualità della vita di tutti, attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini.  “Sono numerosi i cittadini che si sono offerti di curare delle aree che al momento il Comune non può gestire al meglio — ha dichiarato l’assessore all’ambiente Stefania Manunza —, e questa è l’occasione per cominciare e diffondere questa importante sensibilità. Abbiamo già ricevuto adesioni dai quartieri Ateneo e Cortexandra, da agricoltori che metteranno a disposizione le proprie attrezzature e da molte persone che, da sole o in gruppo, si propongono per la manutenzione di diversi spazi pubblici.” Per i tanti silenziosi cittadini sinceramente interessati a migliorare il luogo dove vivono, l’iniziativa è dunque un’occasione per dare il proprio contributo alla collettività. Per i più polemici e chiassosi un’opportunità per dimostrare con i fatti quanto reale e disinteressato sia il loro sbandierato spirito ambientalista.

Sandra Mereu